Archivio mensile:settembre 2011

Baci di dama rosè

La ricetta per questi deliziosi Baci di dama è stata estrapolata da La cucina etica, un libro che ormai non ha più parti integre, l’ho massacrato sfogliandolo ed usandolo in cucina!!! Sono stati pensati in rosa perchè li abbiamo fatti, io e Diana, per festeggiare i 3 anni di Gemma, una sua amichetta di asilo! Per renderli rosa ho aggiunto delle barbabietola, qui sotto vi spiego come! :)  Li ho chiamati rosè e non rosa perchè in cottura un tradimento nei nostri confronti…. è avvenuto!  😦

Ingredienti:
150 g di farina
200 g di margarina
200 g di zucchero di canna
100 g di nocciole tritate finemente e tostate in padella
1 cucchiaio di cacao
1 barbabietola rossa cotta, frullata e strizzata (conservate tutto il succo)

Procedimento:
Prendete la polpa cotta della barbabietola rossa, strizzatela bene e tenetela da parte in una ciotolina, conservate anche la coloratissima acqua di cottura. Servirà se l’impasto dei baci sarà troppo duro. Mescolate in una ciotola tutta la farina, tutte le nocciole tritate, metà dello zucchero e metà della margarina. Aggiungete la barbaietola fino a dare all’impasto un colore intenso, quasi rosso.
Con questo impasto denso e ben miscelato formate delle palline piatte alla base, saranno le varie metà che formeranno i “baci di dama”. Io formo le palline direttamente sulla teglia coperta con carta da forno. Infornatele per 10 minuti in forno già caldo a 170°. Mentre cuociono preparate la crema per la farcitura unendo la restante margarina, lo zucchero e il cacao. Se avete la fortuna di aver comprato on line il cioccolato bianco potete renderlo rosa con il succo (crudo) della barbabietola rossa. Wow! Lo feci tempo fa per farcire una torta, che meraviglia!!! La crema di cacao, invece, va mescolata tanto perchè dovrà essere spumosa. Togliete i baci dal forno, fateli raffreddare ed uniteli a coppia, usando la crema di cacao come collante! :)  Raffreddate i baci in frigo per un paio d’ore e servite a merenda o come dolcetto per una cena tra amici! Oppure, perchè no, per un bel compleanno in rosa! :)

Il Punto:
Ammetto che l’impasto cotto mi ha un pò tradito, avreste dovuto vedere il colore intenso che aveva prima di essere infornato!!!
Guardate qui sotto!

Vi lascio immaginare la fatica che ho fatto per convincere Diana che i baci per la sua amichetta erano un pò rosa lo stesso! A noi e alla festeggiata son piaciuto comunque, anche se rosati e non propriamente rosa! Accetto consigli per fissare il rosa della barbabietola anche se cotto! Ad esempio ho scoperto che se si cuoce la barbabietola il colore da fucsia diventa rosso, consiglio quindi di provare ad aggiungereall’impasto la barbabietola cruda e frullata anzichè cotta.
Aspetto consigli, li dovrò presto rifare!!! Son troppo golosi! :)

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rapimento

Non è comune essere rapite in modo consapevole. Ebbene io decido e persevero nel farmi rapire dalla lettura. Di quele libro?!
Bè.. mi vergogno ancora… si, sempre quello: Breaking dawn, il 4º romanzo della Saga di Twilight di Stephenie Meyer.
Finalmente sta finendo, mi bruciano gli occhi e ne sono fiera, felice! Questi cinque giorni in Italia tra i parenti mi sono serviti a questo!!! Relax e letture varie… Sono appagata e sorprendentemente sorpresa di ritrovare una Claudia così adolescente, che idealizza un amore così particolare ed unico! Io un amore ce l’ho già… diciamo anche che in realtà Daniele ha mille forme di eroisimo e di super poteri. Penso alla fatiche che insieme a me fa quassù in esislio, preso tra 8 ore di lavoro e 3 donne da sopportare! Poveretto! E’ che a noi manca un pò di immortalità e pallore! Questo amore tra Bella ed Edward è inarrivabile, mitologico e potente!!!

Che invidia!! All’immortalità però noi, come coppia, stiamo provvedendo: alla fine dei conti il nostro cammino gnostico ha per fine la ricongiunzione con Dio, il Tutto, e nel Tutto non c’è tempo!!! Quindi è un pò come divenire immortali!!! Come per i Vampiri, ma avendo un’anima, molto meglio direi!!!!  🙂 Hi hi! Poi, per il pallore… la fatica che faccio mi potrebbe dare un aiutino, o no?! 🙂
Scherzi a parte, ho paura e di finire il libro, ho il terrore che l’uscita del film non arrivi velocemente! Aiuto!
Sapete come disintossicarsi da questo tipo di rapimento?! Che dite, inizio un’altra Saga? 🙂

le amiche di VB

Vorrei salutare tutte le mie amiche virtuali nonchè compagne di viaggio su Veganblog! Sono persone a me affini, care, attente e sensibili.
Le ringrazio davvero tanto per la compagnia e per lo scambio di pareri che sempre attiva la mia creatività culinaria e non solo! 😉
Ringrazio quindi Nadir, Marta (VeganSwiss), Annalisa (Neofrieda), Pizza Pie, la mia super Titti ora a NY, Leonora, Sara e il suo bel blog, Pamela  e tutti quelli che ogni tanto fanno le loro apparizioni: Nello è il primo fra tutti! 😉

smeraldo

Visto che ora posso scegliere lo sfondo del blog, mi è subito venuto in mente di cercare un bel smeraldo. E’ una pietra che mi piace molto, anche perchè è proprio quella che corrisponde al mio segno zodiacale, il Toro! Ecco alcune cosucce sullo smeraldo che, dopo la sacrosanta Tavola Smeragdina, è da sempre la mia pietra del cuore! 🙂

Lo smeraldo è una varietà del berillo caratterizzata da un intenso colore verde dovuto probabilmente alla presenza di cromo e/o di vanadio. Ha la lucentezza di tipo vitreo e presenta lieve pleocroismo, con il verde e il verde-azzurro.
Nel Buddhismo è considerato uno dei sette tesori e equiparato alla saggezza. La parola “smeraldo” deriva dal latino smaragdus, proveniente dal greco smaragdos e la sua fonte originaria è un termine semitico, izmargad oppure un termine sanscrito, maragata, che letteralmente significa “smeraldo” o “verde”. Dicono che è consigliato ai timidi…. 🙂 Dicono anche che è consigliato indassare un anello così!!! 🙂 🙂 🙂

Le pietre, dette “figlie della terra”, da sempre affascinano l’uomo, interi popoli e civiltà, che hanno attribuito ad esse particolari virtù, significati e poteri magici. Le prime testimonianze scritte ci giungono dall’Egitto (dove si narra che la stessa Cleopatra amasse indossare gioielli con bellissimi
smeraldi), quando nell’antichità il popolo indigeno era solito usarle polverizzate come medicamenti oppure per dipingersi il volto. In India i bambini venivano “battezzati” proprio con le pietre: al neonato era assegnata una pietra che poi lo avrebbe accompagnato e guidato per il resto della sua vita. Gli esperti, oltre ad attribuire ad ogni segno zodiacale un pietra  che ne esalta le virtù, ritengono che anche il loro colore abbia un significato particolare. Negli ultimi anni si è sviluppata la cristalloterapia, che sfrutta la capacità dei cristalli di potenziare ed equilibrare le energie. Taluni ritengono i cristalli “esseri viventi” capaci di filtrare e “pulire” la nostra energia, quindi basterà anche solo portare al collo o tenere nella borsa la pietra che più ci piace o addirittura mangiarla… ma solo se la pietra in questione è il sale! (citazione da qui, l’ho riportata tale e quale perchè mi piacevano gli aneddoti curiosi).

Sulla Tavola Smeraldina

La T. S. è un testo esoterico, comparso nel medioevo, attribuito dalla tradizione ad Ermete Trismegisto (il Tre volte Grandissimo) il grande sacerdote che portò la scienza iniziatica nell’antico Egitto. Pagine straordinarie sulla vita di Ermete Trismegisto sono state scritte da E.Shurè nella famosa opera I Grandi Iniziati.
Secondo il pensiero tradizionale (Marsilio Ficino ad esempio) Trismegisto era detto tale, cioè tre volte grande, perché era grandissimo filosofo, grandissimo sacerdote e grandissimo re; lo era effettivamente in una epoca in cui i ruoli potevano coincidere. Egli era “Hermes Triplex”, re, filosofo e profeta.
Marsilio Ficino scrisse di Ermete

Egli è detto il primo degli autori di teologia; gli successe Orfeo, secondo fra i teologi dell’ antichità: Aglaofemo ch’era stato iniziato all’insegnamento sacro di Orfeo, ebbe come successore in teologia Pitagora, di cui fu discepolo Filolao, il maestro del nostro divino Platone. Vi è quindi una prisca theologia … che ha la sua origine in Mercurio e culmina nel divino Platone “.
Ad Ermete vengono anche attribuiti altri testi eterogenei denominati ‘scritti ermetici’ estremamente apprezzati nel Rinascimento non appena vennero tradotti da Ficino al quale erano stati consegnati dal monaco Leonardo di Macedonia (alla corte di Cosimo de’ Medici). Tra queste opere si segnala il famoso Pimandro che è il primo libro del Corpus Ermeticum. L’influenza degli scritti ermetici sul pensiero filosofico e la ricerca alchemica è stata grande (Giordano Bruno, Lattanzio ecc.). Gli scritti ermetici erano stati compilati in età ellenistica dagli Alessandrini, probabilmente attingendo dal corpo degli antichi sacri testi egizi. Si sostiene che lo stesso Mosè attinse una parte del suo sapere dagli scritti di Ermete Trismegisto.


Qui sopra l’intarsio di pietra nella pavimentazione del Duomo di Siena.
Vi si può vedere Ermete raffigurato mentre volge lo sguardo in Cielo.


Qui un’immagine di fantasia della Tavola

 

Ecco il testo:
Questo è vero senza menzogna, certo e verissimo.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.
E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica per adattamento.
Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.
Il padre di ogni telesma, di tutto il mondo è qui. La sua forza è intera se essa è convertita in terra
Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria
Egli sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori
Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te
È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida
Così è stato creato il mondo
Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui
È perciò che sono stato chiamato Ermete Trimegisto, possedendo le tre parti della Filosofia del mondo intero
Ciò che ho detto dell’operazione del Sole è compiuto e terminato.”

 

 

Lascio ad ognuno di voi l’interpretazione e l’assimilazione di queste porole magiche…. 🙂
Buona giornata a tutti voi e grazie per le 260 visite di ieri! 🙂
Un record!

il gioco secondo Rudolf Steiner

Lunedì 10 ottobre all’asilo di Diana si terrà una riunione per noi genitori sul tema del gioco visto dagli occhi di R. Steiner. Tempo fa feci una ricerca che proverò a sintetizzare qui per voi. Sottolineo che l’asilo di Bellinzona, come tutte le scuole Waldorf, è nato per libera iniziativa di un gruppo di persone che riconoscono il valore della pedagogia steineriana e vogliono metterla a disposizione di una comunità. La scuola è normalmente gestita da un’Associazione culturale senza fini di lucro. Tutti i costi di gestione devono trovare copertura attraverso quote scolastiche, donazioni o sponsorizzazioni e altri contributi. Sarebbe un sogno averne in Italia con quote abbordabili…. come più o meno è qui in Svizzera dove, tra gli asili privati, è il meno caro! 😉

Ecco i punti fondamentali della visione stineriana del gioco:
nel gioco, con l’imitazione, i bambini prendono coscienza della natura e del loro ambiente culturale. Giocando, essi riproducono tutto ciò che accade intorno a loro e così facendo vivono nelle qualità che permeano il mondo circostante. Con ciò, il gioco infantile pone le premesse per la futura comprensione del mondo.

“Afferrare” diventa “comprendere”. Per il bambino piccolo, che frequenta l’asilo, si parla di “com-prendere col gioco”: sperimentare con tutti i sensi, muoversi con tutto il corpo, essere attivo con mani e piedi. Da questo derivano la capacità di dominare i movimenti del corpo, di governare l’equilibrio, di sfiorare delicatamente e di afferrare saldamente qualcosa. E da questo nascerà più avanti l’esperienza autocosciente: posso plasmare il mondo perchè l’ho compreso.

Albert Einstein non aveva nessun dubbio sull’importanza della fantasia: “Se osservo me stesso e il mio modo di pensare, mi è chiaro che la fantasia è per me molto più importante della capacità di pensiero astratto”.

Come sviluppa il bambino questa forma di fantasia? La fantasia affiora nella vita di un bambino solo tra il secondo e il terzo anno di vita; a questo punto il gioco perde il suo carattere concreto e oggettivo. Il bambino non si accontenta più di battere sui piatti e sulle pentole, ora la pentola diventa una casa e il cucchiaio diventa una persona che vi entra.
Se si dà ad un bambino di due anni una scodella piena di sabbia e gli si dice che è una torta di compleanno, può succedere che il bambino cominci a mangiare la sabbia. Un bambino di tre anni invece ti guarderà e risponderà: “E’ solo un gioco, non è vero?”. Il bambino di quattro anni sa che è un gioco: comincerà ad ornare la sabbia con fiori e foglie e inviterà gli amici a una festa di compleanno. Il bambino a quest’età può prendere in mano le cose più semplici e farle diventare qualsiasi cosa desideri, per poterci giocare. Quindi, nel medesimo istante in cui il bambino comincia a pensare, si risveglia anche la fantasia infantile. E se pensiero e fantasia possono crescere e maturare insieme, si trasformano in pensiero creativo, un pensiero che affronterà il futuro in modo creativo.

Un bambino entra all’asilo poco dopo aver compiuto questo passo nel suo sviluppo interiore. Nel periodo dell’asilo la fantasia si trasforma.
All’inizio il bambino è quasi costantemente in movimento, ma a poco a poco si immerge sempre più nel suo gioco, che prende le mosse sempre da qualcosa che c’è intorno a lui. Il gioco non è programmato; l’interesse viene attratto da qualcosa, un tronco d’albero, dei legni da costruzione, una bambola, dei teli, e il gioco si sviluppa da sé.

I giocattoli più semplici sono i più stimolanti. Un’automobilina costruita nei minimi dettagli si lascia difficilmente trasformare in una barca. Al contrario alcune assi, un po’ di corda e un telo possono diventare una carrozza per i cavalli, un razzo e chissà cos’altro…Un ulteriore passo nello sviluppo della fantasia del bambino si manifesta nel momento in cui il gioco nasce da un’idea. Prima il bambino inventa il gioco, poi va a cercare le cose che gli servono per farlo. Affiora un elemento interiore che evolve gradualmente verso la “progettazione per immagini”. Lo spazio di gioco viene trasferito dall’esterno verso l’interno.
In uno studio condotto negli USA, Sara Smilanski ha indagato il rapporto fra il gioco creativo e pieno di fantasia tipico dell’asilo e il successivo comportamento dei bambini nella scuola, constatando che il gioco rafforza le capacità cognitive che si devono impiegare nella scuola. Oltre a ciò, i bambini “bravi” nel gioco dimostravano volontà di apprendere, empatia e capacità sociali. Nel suo libro “Childrens’ play and learning”, la Smilanski parla dell’importanza dei giocattoli semplici e non finiti e dei problemi legati ai giochi didattici oggi divenuti così popolari. (fonte:http://www.rudolfsteiner.it/scuola/gioco.php).

Ecco alcuni spunti di quello che qualsiasi genitore può fare per i propri figli:
– noi stiamo cercando di eliminare tutti i giochi di plastica, li sostituiamo con cose semplici, lenzuolini, presine di lana, bamboline di stoffa,pentoline piccole ecc.
– i contenitori per i giochi sono di paglia o legno
– molti libri illustrati a portata di mano
– pochi o pochissimi cartoni selezionati con cura, io adoro Krtek, ma lo vedo suolo su Youtube 😦 Non sono ancora riuscito a trovarlo in dvd, anche se una mia amica qui a Bellinzona (lei è slovacca) lo ha trovato e ha pure dei bellissimi libretti illustrati in modo adorabile! Qui però non si trovano… Dicevo, Krtek è una talpa che inventa e scopre mille cose, è un cartone senza parole e ha delle musichette adorabili! Ringrazio Jerko per avermelo fatto conoscere! 😉

Tutti possono comprenderlo e diverte tanto! 🙂 In generale tutte le famiglie qui in ticino non hanno la tv e non amano far vedere i cartoni ai loro piccoli, estremo ma condivisibile! Per me impossibile! 🙂
-costruire giochi di legno come questi trovati su Etsy.com, eccoli qui:


Molto carina, con quelle apine sul fiore e le bottigline sul tavolino…. 🙂

Fare questi pupazzini di legno e quelle sagome di alberi non richiede tanto tempo e lo si può fare colorandoli insime ai nostri bimbi! 🙂

Questi sono dolcissimi, perfetti per una bimba che sogna fate e boschi incantati! 🙂

Ogni mercoledì all’asilo Diana fa il pane insieme alla maestra e i suoi amichetti. Lo fa lei per davvero. Con strumenti simili a questi semplici mattarello e cucchiaio. Perchè non farli anche per lacasa? Noi li abbiamo e ogni volta che faccio i biscotti Diana corre e prende il suo piccolo mattarello e le sue mille formine!!! 🙂 Abbiamo animaletti, stelle, cuori, campanelle, coroncine ecc.

Questi deliziosi gnometti invece li ho trovato qui, sempre su Etsy.com. Anche Diana all’asilo ha mille di queste bamboline fatte a mano con la lana, la loro maestra si occupa di tutte queste cosine, per ogni compleanno i bimbi ricevono qualche sorpresa fatta a mano da lei! 🙂 Che dolce!!! Diana ha ricevuto due gattini, uno bianco e uno grigio chiaro. Li adora! 🙂

Tra le mille cose che si possono fare è anche un bel corso di Lana cotta, i bambini la adorano perchè al tatto risulta morbida e resistente. Guardate che belle cose ho scelto da questo shop.

Con la lana cotta gli steineriani fanno quadri molto particolari, senza contorni netti, morbidi e solari! Ecco un esempio.

Questo luminoso ed arioso paesaggio l’ho selezionato da questo meraviglioso shop. Ma se cercate sempre su Etsy.com “handmade wool fiber art” o “wool painting” viene fuori di tutto, solo cose belle e serene! 🙂 Provate! 🙂

Com’è dolce questo?! Questo shop vende cose particolarissime e molto molto ben fatte!

Qui (sopra e sotto) un’israeliana bravissima fa cose da sogno con la lana!

Ora vi saluto, via auguro buongiorno e vi rimando all’aggiornamento di questo post, dopo la riunione all’asilo Steiner!
Buone intenzioni ed azioni a tutti! 🙂

crackers del riciclo (gusto pizza)

Ho in mente di pubblicare anche qui le ricette più apprezzate dai miei colleghi di VB. Prima di tutto ringrazio tanto Luciaca per la sana ispirazione dei suoi Crackers crudisti gusto pizza. Questi invece sono molto piu’ calorici perchè fatti di pane (secco) e sopratutto son cotti al forno! Comunque sia in casa nostra hanno ottenuto un gran successo e son piaciuti anche alla Diana!!! ;)  Ottimi per una gita in montagna…. Ecco a voi il mio ennesimo esperimento di riciclo di pane secco!

Ingredienti:
pane raffermo ammollato in acqua e strizzato molto bene
pomodorini secchi sott’olio (sgocciolati  e in abbondanza)
capperi lavati qb
paprika dolce, tanta!
peperoncino qb
origano in quantità maggiore rispetto alle altre spezie (secondo me a lui si deve il merito del “gusto pizza” :)
pochissimo latte o panna vegetale non dolce
sale
olio evo
poca farina se l’impasto risulterà poco denso e secco

Procedimento:
preriscaldate il forno a 200 gradi. Per strizzare al meglio il pane ammollato mettetelo in un canovaccio a trama fine (quelli di tela della nonna son perfetti) e arrotolatelo su se stesso forte forte fino a farne uscire tutta l’acqua che aveva assorbito. La pallina di pane asciutto cosi’ ottenuta andrà nel mixer insieme a tutti gli altri ingredienti tranne la farina. L’impasto dovrà essere rosso, secco e molto profumato.
Se avete esagerato con il latte o la panna veg (che fungono da collante) aggiungete un pochino di farina o dei crackers avanzati per addensare ed asciugare l’impasto! ;)
Prendere l’impasto e stenderlo con cura  in una teglia oliata (usate una spatola), dovrà essere uno strato sottile ed uniforme.

Bucherellate con una forchetta tutta la superficie ed infornate la teglia a 200 gradi, è importante che sia ventilato perchè i crackers li vogliamo secchini!!! ;)  Appena saranno croccanti in superficie saranno pronti!!! Spegnete il forno e lasciateli raffreddare sulla griglia, cosî’ si dovrebbero seccare ancora di piu’. Quando son tiepidi sfornate e tagliateli della forma che preferite: rettangolari come veri crackers oppure a cuore come nella foto. Mangiateli come antipastino e al sacco, faranno furore! 😉