i momenti di Jerko Macura

Vorrei parlarvi delle fotografie di un mio amico. Un compagno di studi dei tempi milanesi… Ormai tempi lontanissimi! 🙂
Innanzitutto vorrei ringraziarlo per aver permesso di parlare di lui qui sul mio blog!
Lui è un fotografo, croato, in gamba e super atletico. Padre di una bellissima bimba e persona rara e speciale. Ci tengo un sacco al suo parere quando scrivo qualcosa per lui e, se posso osare, voglio contribuire a fare conoscere le sue foto, meritano.

Delle sue cose si possono vedere anche su youtube, qui. 
Per quanto riguarda le foto, eccone alcune:

L’idea che mi piace è che pubblica foto ogni giorno sul suo blog. Non sono foto a caso, sono tutte vere, affascinanti e speciali. Guardatele quivi aspetteranno tante foto quanti i giorni dell’anno per due anni! Ne troverete altre nel suo blog personale, eccole qui.
Tempo fa scrivendo sulle sue foto avevo scritto cose approssimative, anche non vere, come ad esempio il fatto che avrebbe pubblicato foto nuove fino al 21 dicembre. Avevo frainteso e l’idea mi piaceva! Per semplificare il tutto vi copio esattamente ciò che lui mi ha scritto, descrivendo il suo lavoro del blog 1x365x2.blogspot.com. 

Ecco qui:
“..grazie per il post.. è strano vedere le mie foto seguite da Signore Andy
e adesso devo spiegartelo piu “profondamente” 🙂 … non dura fino al 21.12.2012 ma fino al 12 del 12 2012.. è un scherzo/gioco con dei media(giornali/tele/sguardi e i raggionamenti superficali del nostro tempo)..e poi si presenta come una linea che va sempre da sinistra verso destra, su e giu, le inquadrature delle foto comandano dove e come si combinano (sempre seguendo delle regole interne del gioco).. le foto sono stampate nel formato 10×15 (cioe 11,25x15cm_formato dalla machinina che uso per questo_la G9), e il formato è un ricordo ai tempi prima dell’era digitale, quando le foto di famiglia/vacanza/amici…si facevano sui rullini e per farle vedere dovevi stamparle”.
Ecco, citare Jerko mi sembra più facile!

Ecco di che parla, del suo gioco con le linee… qui sotto si può intuire il senso della sua ricerca, come le compone e in che senso sta giocando!

Continuo con le sue parole “… e un gioco personale tra l’occhio e i giorni sfuggenti.. non prendi la macchina fotografica ogni giorno in mano per fare una fotografia perfetta.. ciò e impossibile, almeno per me!  A volte una foto brutta deve essere li perche è l’unica che ho fatto quel giorno… è tutto ordinato dai tempi e dai rapporti invisibili, o meglio…. guardando la linea (che sembra battito cardiaco o la sagoma di una citta) mi ricordo dei momenti, il  dove e il come si sentiva la mia anima.. psiche (?)… il mio stato, se stavo bene o male..è un autorittrato sia della memoria sia della psiche. Vorrei vedere se riuscirò a sentire questo quando le monto sul muro… adesso il lavoro misura i tutto sui 20-25 metri di lungheza, e alla fine penso che arriverà agli 80 m.
La linea di per è e un disegno, dove la direzione (dritto o su/giu) dipende dal caso se l’inquadratura e orizontale o verticale… (forse c’e qualcos’ altro..ma per adesso finisco qui). “… per approfondire.. 🙂 …. il 21.marzo c’erano 100 fotografie! simpatico..no? 🙂 Mi piacono anche i calcoli interni…. adesso sto montando l'”opera”..e c’è questo gioco di geometria per arrivare giusto agli angoli dei muri!”.

Se vi interessa leggete qui sotto cose ho scritto per lui….

Sul lavoro di Jerko Macura
Quando condividevo casa con Jerko ho avuto modo di sentire e vedere la forza creatrice del suo agire che è la stessa forza delicata e spiazzante delle sue fotografie. Per scrivere del suo lavoro comincerò dalla Natura. Alla natura aggiungerò l’armonia che si genera quando essa si concede magicamente ai nostri sensi… in tutta la sua totalità.
La fedeltà alla natura ritorna anche nel suo aspetto più crudo e inscindibile: ricordo la pazienza e la tenacia nel documentare la lunga decomposizione di alcune arance.

Disposte sul tavolo della cucina, tutti noi e la casa stessa eravamo votati al devoto rispetto di questo banale processo… giorno dopo giorno una muffa, una crepa, un cambio di colore, di consistenza… fino all’inevitabile imputridimento o scomposizione. Poesia! Forza vitale e odore di morte che giocano alla vita manifestandola.

“Penso ci voglia un bel coraggio a lavorare con i fiori e le foglie e i petali stessi, ma devo; non posso scegliere i materiali da usare, devo rassegnarmi a lavorare insieme alla natura”, Andy Goldsworthy lavora nella, insieme e grazie alla natura. Qui non si tratta di un parallelo con la land art ma di un fare arte nello stesso modo in cui si vive. Di viviere e sentire l’arte come se ogni passo sulla terra tendesse al “clic” dello scatto perfetto.

Il coraggio di cui parla Goldsworthy è un coraggio di chi affronta l’inevitabilità dell’artista che asseconda il suo sentire interiore. Non ci si può improvvisare scultori se non si hanno doti di manualità… e non ci si può cammuffare poeti fotografi se non si è in accordo con la natura, se non si hanno occhi speciali con cui osservarla.
Vi mostro alcuni dei lavori di A. G.

Qui sopra un intervento di A. G. ricavato dalla neva del 1980…

Una magica porta di rami dell’86….

e un bellissimo riflesso di alcuni rametti sapientemente piegati…

Pensando agli occhi blu di Jerko penso anche al suo lavoro estivo. Penso che il gioco del destino sia sorprendente e spesso anche ecclatante nella sua manifestazione, mi spiego. Jerko è un sub. Vive per tre mesi sott’acqua. Respira e sospira nel blu profondo del mare dalmato alla ricerca di spugne (il blu e le spugne di Yves Klein?!). Nella costante ricerca di concentrazione, quella necessaria per affrontare un simile impegno, nuota immerso nel mistero dell’ignoto. Nella profondità fluttuante dell’acqua trova, mi immagino, quel silenzio che poi cerca anche al dì fuori di essa. Ecco da dove fluisce la sua attitudine all’osservazione, al silenzio e al ragionare di cose misteriche come la vera Natura.

Con questo destino giocoso e intelligente si è sviluppata l’unicità del suo sguardo. Mi chiedo se avesse avuto la stessa valenza dimostrativa per Dio affidare tale sguardo ad un banale impiegato… direi di no. Forse senza la consapevolezza di essere fortunato Jerko muove lo sgardo attorno, sopra e sotto. Come è in alto così e in basso…. Ermete Trismegisto spiega il mondo così. Il micro e macrocosmo in e fuori di noi. Sott’acqua e fuori dall’acqua, nella luce e nella sua assenza. In tutto questo c’è l’intento di cercare quello che ai più sfugge: il significante del Tutto, tra le nuvole e il mare.

Riflessioni sulle ultime serie (del 2010)
Innanzitutto ho la sensazione che dividere l’immagine con delle linee bianche abbia l’intento di ricordarci che questi scatti sono riflessi, illusioni parziali. Immagini dunque che non mentono e che sanno di essere una parte riflessa e temporanea di un qualcosa di molto grande e imperituro. D’altronde la fragilità e la transizionalità della fotografia sono anche parte integrante dei soggetti scelti. L’increspatura del mare, la leggerezza di una nuvola, il moto delle foglie di un albero, il silenzio in alto mare, lo scorrere dell’acqua ecc. Per esprimere il senso di ciò esiste un’espressione greca perfetta: Panta rei. Panta rei os potamòs (dal greco πάντα ῥεῖ), tradotto come Tutto scorre come un fiume, questo aforisma di Eraclito identifica il tema del divenire. Tra l’altro questa espressione proviene da un frammento del trattato Sulla natura: “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell’impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va”.

Otoci

isole segnate da solchi verticali che sembrano alberi enormi abbattuti e spogliati dal vento. Composizioni lineari o geometriche di isole poggiate sul mare vibrante, mare che le abbraccia facendole apparire sospese. Pietre, boschi, colori decisi che segnano la superficie visiva con righe orizzontali. L’orizzonte ci appare e coincide con il mare che bacia la stasi eterna del cielo spesso piatto e fermo. Punti fermi, attimi solidi nell’incertezza dell’eterno ondeggiare delle onde.

Sea _skin
Attimi, emozioni e respiri. Sezioni orrizzontali che ricordano i dipinti sfumati di Rotko e che tendono ad una perfezione visiva misterica dei dipinti (fotografici) di Gerard Ritcher. Mi ha sempre colpito tanto la volontà di dipingere una foto come se fosse una foto un pò imperfetta. In Ritcher trovo questa curiosità-capacità tecnica che Jerko mette nel cercare la pelle del mare che respira. Un respiro flebile che porta con se tutta la potenza del mare… Mare che dice a chi si perde nelle sue linee “attento, ti posso portare via per sempre; lontano o vicino a dove il Cielo mi bacia“. Le foto più riuscite sono a mio parere quelle dove l’orizzonte si unisce ai due elementi. In cui il solletico che il mare fa al cielo è vibrante,vero e quasi tangibile.

La serie Stablo (l’albero: perfetto simbolo della tendenza all’alto, all’infinito) comunica un senso di originaria perfezione come se l’albero, scomposto e diviso da linee bianche potesse  aderire ancora di più al suo valore simbolico… fermezza, radici nascoste che spingono la linfa vitale fin sù nel cielo.

Bright side (of the moon)
L’aspetto di morte è qui manifesto. E’ nel crepuscolo (di Leonardo) che la Natura dà il meglio di se. Nel finir del giorno la luce vibra con lotta e tenacia fino a che le tenebre non la vincono; “Solo per poco, solo fino all’alba!” sembra urlare il sole… la cosa che qui mi sorprende è lo sfumato dei neri. Sono sfocature che appaiono come doppie esposizioni volute e decise. Come a marcare il senso passeggero e impastato della notte con la luce. Tao, tutto è un gioco alterno di luce e ombre e in ognuna delle parti persiste ed esiste una parte del suo opposto. Bianco/nero, giorno e notte. E la Luna sembra giocare nell’acqua, in quanto portatrice di luce (riflessa) ha il compito di ricordaci nella notte tenerbrosa che la Luce sta per arrivare e sempre arriverà…. il senso ermetico e magico di questo compito lunare lo lascio intuire alle vostre coscienze!

Grazie per la pazienza e per l’attenzione che la lettura di un testo così richiede… Vi lascio in attesa che Jerko pubbilchi qualche notizia sulla sua ultima mostra!

Un video dell’istallazione jerko macura_snapshot_kula lotrscak_2011

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