ikebana per Silvia!

Ho una cara amica, Silvia, che adora i fiori e ha grandi capacità nell’arte sublime del disporli a modino, l’ikebana. Sabato sarà il suo sessantesimo compleanno e vorrei festeggiarla con questo post super floreale e spirituale. Auguri Silvia! 🙂

Ikebana letteralmente significa “fiori viventi”!

Questa millenaria disciplina giapponese mi affascina moltissimo perchè anch’io subisco un fascino portentoso dalla bellezza della Natura.
I fiori, per gli antroposofici, sono la manifestazione più alta e sottile delle piante, come voler dire che il fiore è il pensiero di perfezione della pianta. Wow! in quest’ottica è un peccato reciderlo, vero? Ma la voglia di possederli, insita nell’uomo che tutto vuol far suo, è irrefrenabile… allora il saggio giapponese cerca da secoli di rendergli omaggio disponendoli in modo perfetto, equilibrato e divino.

Queste composizioni nascono come offerte floreali votive. In origine l’arte dei fiori era praticata solamente dai nobili e dai monaci buddhisti, che rappresentavano le classi elevate del Giappone, e solo molto più tardi si diffuse in tutti i ceti diventando popolare con il nome di Ikebana.
Il primo stile, piuttosto elaborato, fu il Rikka che comprendeva la presenza nella composizione di ben sette elementi: i tre rami principali e i quattro secondari. In seguito venne elaborato uno stile più semplice, il Nageire. A questo seguì il Seika, una specie di Rikka semplificato, meno austero del Nageire.

Tutti gli elementi utilizzati nella costruzione dell’ikebana devono essere strettamente di natura organica, siano essi rami, foglie, erbe, o fiori. Nelle composizioni dell’Ikebana rami e fiori sono disposti secondo un sistema ternario, quasi sempre a formare un triangolo. Il ramo più lungo, più importante, è considerato qualche cosa che si avvicina al cielo, il ramo più corto rappresenta la terra e il ramo intermedio l’uomo. Così come queste tre forze si devono armonizzare per formare l’universo, anche i fiori e i rami si devono equilibrare nello spazio senza alcuno sforzo apparente.

Qui sotto, invece, vi mostro dei bellissimi vasi per Ikebana, li ho trovati spulciando Etsy, un sito per me fondamentale!

Questo turchese tutto smerlettato lo trovate in questo shop.

Nello stesso shop trovate anche questa delicatissima foglia!

Questo più complesso di ceramica raku lo trovate qui.
Trotterellando qua e là nella rete ho trovato questo blog scritto in una ligua a me davvero aliena, il lituano. Ve lo seleziono perchè ci sono belle fotografie che calzano a pennello, eccone un paio:

Ninfee galleggianti I

Ninfee galleggianti II

Concludendo: per me è magnifica questa metafora dell’uomo, del cielo e della terra uniti in armonia! Mi rendo conto che fare un Ikebana può anche voler dire meditare, orientarsi, ringraziare il Tutto… ed unirsi ad esso. Credo che quando avrò più tempo per me, cercherò la via di questa sublime arte dei fiori.

Con questo post faccio mille auguri a Silvia, che per me è come una mamma-sorella. Sorella perchè percorre insieme a me lo stesso cammino spirituale. Le voglio tanto bene, primo perchè mi ha salvata dalle nebbie e lo smog milanesi (quasi 11 anni fa) accogliendomi in modo fraterno tra le mura del nostro Centro, secondo perchè è una persona speciale, di quelle che hanno sguardi lontani e sinceri.

Un augurio a lei e al suo Claudio che si è appena rimesso in sesto dopo un agosto davvero duro. 🙂

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