il gioco secondo Rudolf Steiner

Lunedì 10 ottobre all’asilo di Diana si terrà una riunione per noi genitori sul tema del gioco visto dagli occhi di R. Steiner. Tempo fa feci una ricerca che proverò a sintetizzare qui per voi. Sottolineo che l’asilo di Bellinzona, come tutte le scuole Waldorf, è nato per libera iniziativa di un gruppo di persone che riconoscono il valore della pedagogia steineriana e vogliono metterla a disposizione di una comunità. La scuola è normalmente gestita da un’Associazione culturale senza fini di lucro. Tutti i costi di gestione devono trovare copertura attraverso quote scolastiche, donazioni o sponsorizzazioni e altri contributi. Sarebbe un sogno averne in Italia con quote abbordabili…. come più o meno è qui in Svizzera dove, tra gli asili privati, è il meno caro! 😉

Ecco i punti fondamentali della visione stineriana del gioco:
nel gioco, con l’imitazione, i bambini prendono coscienza della natura e del loro ambiente culturale. Giocando, essi riproducono tutto ciò che accade intorno a loro e così facendo vivono nelle qualità che permeano il mondo circostante. Con ciò, il gioco infantile pone le premesse per la futura comprensione del mondo.

“Afferrare” diventa “comprendere”. Per il bambino piccolo, che frequenta l’asilo, si parla di “com-prendere col gioco”: sperimentare con tutti i sensi, muoversi con tutto il corpo, essere attivo con mani e piedi. Da questo derivano la capacità di dominare i movimenti del corpo, di governare l’equilibrio, di sfiorare delicatamente e di afferrare saldamente qualcosa. E da questo nascerà più avanti l’esperienza autocosciente: posso plasmare il mondo perchè l’ho compreso.

Albert Einstein non aveva nessun dubbio sull’importanza della fantasia: “Se osservo me stesso e il mio modo di pensare, mi è chiaro che la fantasia è per me molto più importante della capacità di pensiero astratto”.

Come sviluppa il bambino questa forma di fantasia? La fantasia affiora nella vita di un bambino solo tra il secondo e il terzo anno di vita; a questo punto il gioco perde il suo carattere concreto e oggettivo. Il bambino non si accontenta più di battere sui piatti e sulle pentole, ora la pentola diventa una casa e il cucchiaio diventa una persona che vi entra.
Se si dà ad un bambino di due anni una scodella piena di sabbia e gli si dice che è una torta di compleanno, può succedere che il bambino cominci a mangiare la sabbia. Un bambino di tre anni invece ti guarderà e risponderà: “E’ solo un gioco, non è vero?”. Il bambino di quattro anni sa che è un gioco: comincerà ad ornare la sabbia con fiori e foglie e inviterà gli amici a una festa di compleanno. Il bambino a quest’età può prendere in mano le cose più semplici e farle diventare qualsiasi cosa desideri, per poterci giocare. Quindi, nel medesimo istante in cui il bambino comincia a pensare, si risveglia anche la fantasia infantile. E se pensiero e fantasia possono crescere e maturare insieme, si trasformano in pensiero creativo, un pensiero che affronterà il futuro in modo creativo.

Un bambino entra all’asilo poco dopo aver compiuto questo passo nel suo sviluppo interiore. Nel periodo dell’asilo la fantasia si trasforma.
All’inizio il bambino è quasi costantemente in movimento, ma a poco a poco si immerge sempre più nel suo gioco, che prende le mosse sempre da qualcosa che c’è intorno a lui. Il gioco non è programmato; l’interesse viene attratto da qualcosa, un tronco d’albero, dei legni da costruzione, una bambola, dei teli, e il gioco si sviluppa da sé.

I giocattoli più semplici sono i più stimolanti. Un’automobilina costruita nei minimi dettagli si lascia difficilmente trasformare in una barca. Al contrario alcune assi, un po’ di corda e un telo possono diventare una carrozza per i cavalli, un razzo e chissà cos’altro…Un ulteriore passo nello sviluppo della fantasia del bambino si manifesta nel momento in cui il gioco nasce da un’idea. Prima il bambino inventa il gioco, poi va a cercare le cose che gli servono per farlo. Affiora un elemento interiore che evolve gradualmente verso la “progettazione per immagini”. Lo spazio di gioco viene trasferito dall’esterno verso l’interno.
In uno studio condotto negli USA, Sara Smilanski ha indagato il rapporto fra il gioco creativo e pieno di fantasia tipico dell’asilo e il successivo comportamento dei bambini nella scuola, constatando che il gioco rafforza le capacità cognitive che si devono impiegare nella scuola. Oltre a ciò, i bambini “bravi” nel gioco dimostravano volontà di apprendere, empatia e capacità sociali. Nel suo libro “Childrens’ play and learning”, la Smilanski parla dell’importanza dei giocattoli semplici e non finiti e dei problemi legati ai giochi didattici oggi divenuti così popolari. (fonte:http://www.rudolfsteiner.it/scuola/gioco.php).

Ecco alcuni spunti di quello che qualsiasi genitore può fare per i propri figli:
– noi stiamo cercando di eliminare tutti i giochi di plastica, li sostituiamo con cose semplici, lenzuolini, presine di lana, bamboline di stoffa,pentoline piccole ecc.
– i contenitori per i giochi sono di paglia o legno
– molti libri illustrati a portata di mano
– pochi o pochissimi cartoni selezionati con cura, io adoro Krtek, ma lo vedo suolo su Youtube 😦 Non sono ancora riuscito a trovarlo in dvd, anche se una mia amica qui a Bellinzona (lei è slovacca) lo ha trovato e ha pure dei bellissimi libretti illustrati in modo adorabile! Qui però non si trovano… Dicevo, Krtek è una talpa che inventa e scopre mille cose, è un cartone senza parole e ha delle musichette adorabili! Ringrazio Jerko per avermelo fatto conoscere! 😉

Tutti possono comprenderlo e diverte tanto! 🙂 In generale tutte le famiglie qui in ticino non hanno la tv e non amano far vedere i cartoni ai loro piccoli, estremo ma condivisibile! Per me impossibile! 🙂
-costruire giochi di legno come questi trovati su Etsy.com, eccoli qui:


Molto carina, con quelle apine sul fiore e le bottigline sul tavolino…. 🙂

Fare questi pupazzini di legno e quelle sagome di alberi non richiede tanto tempo e lo si può fare colorandoli insime ai nostri bimbi! 🙂

Questi sono dolcissimi, perfetti per una bimba che sogna fate e boschi incantati! 🙂

Ogni mercoledì all’asilo Diana fa il pane insieme alla maestra e i suoi amichetti. Lo fa lei per davvero. Con strumenti simili a questi semplici mattarello e cucchiaio. Perchè non farli anche per lacasa? Noi li abbiamo e ogni volta che faccio i biscotti Diana corre e prende il suo piccolo mattarello e le sue mille formine!!! 🙂 Abbiamo animaletti, stelle, cuori, campanelle, coroncine ecc.

Questi deliziosi gnometti invece li ho trovato qui, sempre su Etsy.com. Anche Diana all’asilo ha mille di queste bamboline fatte a mano con la lana, la loro maestra si occupa di tutte queste cosine, per ogni compleanno i bimbi ricevono qualche sorpresa fatta a mano da lei! 🙂 Che dolce!!! Diana ha ricevuto due gattini, uno bianco e uno grigio chiaro. Li adora! 🙂

Tra le mille cose che si possono fare è anche un bel corso di Lana cotta, i bambini la adorano perchè al tatto risulta morbida e resistente. Guardate che belle cose ho scelto da questo shop.

Con la lana cotta gli steineriani fanno quadri molto particolari, senza contorni netti, morbidi e solari! Ecco un esempio.

Questo luminoso ed arioso paesaggio l’ho selezionato da questo meraviglioso shop. Ma se cercate sempre su Etsy.com “handmade wool fiber art” o “wool painting” viene fuori di tutto, solo cose belle e serene! 🙂 Provate! 🙂

Com’è dolce questo?! Questo shop vende cose particolarissime e molto molto ben fatte!

Qui (sopra e sotto) un’israeliana bravissima fa cose da sogno con la lana!

Ora vi saluto, via auguro buongiorno e vi rimando all’aggiornamento di questo post, dopo la riunione all’asilo Steiner!
Buone intenzioni ed azioni a tutti! 🙂

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12 pensieri su “il gioco secondo Rudolf Steiner

  1. Marta

    Ciao ma che belle cose, noi purtroppo non possiamo mandare i bimbi alla Steiner perché è troppo cara e non è proprio vicina a noi…mi sarebbe tanto piaciuto. Mio marito lui ha fatto qualche elementare alla Steiner di Lugano:-) Ho saputo che c’è anche un’asilo fino ai 6 anni a Vezia con il metodo Montessori…ma anche li cifre veramente alte!!! Mi sembra fr 1000 al mese… 😦
    Speriamo di vederci presto.
    Ciao
    Marta

    Rispondi
    1. ClaudiaNanni-Acquaviva Autore articolo

      ciao Annalisa!!!! Noi siamo sempre pieni di cose da fare. troppe cose che ci impegnano tanto! Comunque non demorderò, prima o poi ce la faremo! 🙂 Magari per un futuro incontro tra chef di VB!!
      Grazie per essere passata di qua! 😉

      Rispondi
  2. Marta

    Si è proprio una meraviglia….ma sai che non sapevo che c’era un’asilo Steiner a Belli…peccato che sul sito non indicano quanto costa… So che a Origlio alla scuola Steiner costava circa 600.-fr a bimbo al mese. Ai tempi di mio marito sua mamma versava fr 100.- e ogni tanto aiutava a scuola se c’erano cose da fare o pulire…

    Rispondi
    1. ClaudiaNanni-Acquaviva Autore articolo

      più o meno la cifra è quella. Si, anche noi aiutiamo con le pulizie, lo fanno tutti i genitori per risparmiare un pò! Facciamo a turno, più o meno due volte l’anno. E’ bello pulire l’asilo, scoprire tutte le loro cosine…. hi hi!

      Rispondi
  3. Pingback: 100° post « Acquaviva

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