rinascere dalla monnezza…

Per restare in tema vi consiglio la visione e la riflessione sul tema delle discariche. Tema che per quanto mi riguarda è di nuovo interesse (quello del troppo consumo) e per questo toccante e bruciante! Riflettiamo tutti sugli sprechi, sui troppi imballaggi, sulle spese futili ecc. ecc. ecc.

Questo bel documentario, Waste Land, del regista inglese Lucy Walker agli Oscar del 2010 ha ottenuto una nomination come miglior film documentario, dove si racconta l’ultimo importante progetto del famoso artista di orgini brasiliane Vik Muniz realizzato a Jardim Gramacho, la più grande discarica del mondo nella periferia più estrema di San Paolo del Brasile. In questa discarica vivono e lavorano i “catadores”, gente sottopagata che fruga in questo mare di immondizia alla ricerca di materiale riciclabile.

Per sapere chi è l’artista, Vik Muniz, leggete questo bel post trovato per caso… “E’ un po’ un punto di vista diverso a cui non si è abituati, un tipo di arte dove si pianifica, si gestisce, si organizza, si ragiona in larga scala… Dice lo stesso Muniz “che il momento in cui una cosa si trasforma in un’altra è magico”, questo è l’elemento che c’è dietro ogni suo lavoro. Qui a sinistra una rielaboraizione della morte di Marat di David”.

Qui sotto, invece, una irriverente interpretazione (mai vista prima fatta di spaghetti al sugo) della Medusa di Caravaggio, dipinto che amo alla follia!

Mi piace l’idea della Medusa fatta con gli avanzi di cibo… in effetti se ci pensiamo bene noi (Noi=Medusa: le nostre passioni, le nostre abitudini inconscie, i nostri desideri guidati… il nostro ego, insomma) siamo come avanzi, siamo da buttare. Io credo nella trasformazione, nella trasfigurazione in senso gnostico e questa immagine mi sembra molto chiara e a me parla moltissimo. Spero di non essere troppo criptica. Vorrei essere tutt’altro che ermetica… vorrei lanciare messaggi chiari e liberatori! 🙂

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2 pensieri su “rinascere dalla monnezza…

  1. Marina

    Leggendo il post di Muniz, mi ha colpito il fatto che da un avvenimento drammatico è nata la sua possibilità di dare una svolta alla sua vita e ciò conferma che spesso tendiamo a valutare troppo frettolosamente ciò che ci accade. Piangiamo per una sventura che ci è capitata, ma non sappiamo veramente se quell’avvenimento è davvero negativo per noi. Ricordiamo la storia del saggio al cui figlio avevano regalato il cavallo e a cui tutti dicevano: “che avvenimento fortunato!”, mentre lui si limitava a dire.”chissà..”. Infatti il figlio cascò da cavallo e si ruppe una gamba; allora tutti gli dicevano: “che disgrazia!” ma lui ripeteva: “chissà..” e infatti vennero i soldati del re ad arruolare i giovani per la guerra e il figlio non fu preso perchè infortunato! Piace anche a me l’idea della Medusa fatta con gli avanzi di cibo e condivido la tua lettura gnostica dell’opera!! Per me non sei criptica naturalmente :-))

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