say no, come Gandhi!

non è vero che se tutto ti manca tutto devi desiderare.
No no no!

Vorrei davvero comprendere questo utile motto per poter divenire umile e saggia.
Nei momenti di crisi come questo ci si deve per forza di cose interrogare molto, rimettere in gioco ed osservare.
Ora possiedo poco e voglio molto. Ma perchè? Per chi? Chi guida i miei desideri?

Dire basta al consumismo non per forzatura, non per moda, non per imposizione ma per maturata consapevolezza che più possiedi e meno hai.

“Non può esservi conoscenza senza umiltà e volontà di apprendere”, ecco l’umiltà di Gandhi!

Devo dunque gioiere nella sfortuna delle mia situazione finanziaria. Si si si! Conquistare l’umiltà è cosa seria, dura e doverosa. Grazie al mio karma per ques’opportunità conquistata! 🙂 Si perchè pensare che ci si debba meritare più di quanto già si possieda (e devo ammettere che proprio non mi manca nulla) è atteggiamento scorretto e poco umile; un desiderio che tradisce la fede nella giustizia divina. Dalla crisi ci si deve tirar fuori agendo in armonia con le possibilità che ci vengon date, vivendo al meglio il nostro presente!

“Dio resiste ai superbi, agli umili invece dà la sua grazia” (Giacomo 4,6)

Spero di non annoiarvi, ma piuttosto di darvi imput di profonde riflessioni interiori. Tanto siamo tutti nello stesso barcone che affonda! Quindi coraggio! 🙂 🙂

Superato il primo choc, l’umiltà è una virtù allegra” (Clive Staples Lewis).

Da Wikipedia: una persona umile è essenzialmente una persona modesta e priva di superbia, che non si ritiene migliore o più importante degli altri. Il termine “umiltà” è derivato dalla parola latina “humilis”, che è tradotta non solo come umile ma anche alternativamente come “basso”, o “dalla terra”. Poiché il concetto di umiltà indirizza a un’intrinseca stima di se stessi, è enfatizzata nella branca della pratica religiosa e dell’etica dove il concetto è spesso definito più precisamente e ampiamente. L’umiltà non va confusa con l’umiliazione, che è l’atto con il quale qualcuno viene indotto a vergognarsi, e non ha nessuna attinenza con la presente voce.

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15 pensieri su “say no, come Gandhi!

  1. Marina

    Ho trovato un sito “Decrescita felice” dove si affronta questo problema con tanti bei suggerimenti, sono stufa di sentir parlare di “crescita”, sono tutti fuori di testa, il pianeta è al collasso e le nazioni hanno deciso di rimandare al 2020 gli interventi per ridurre le emissioni di CO2!!

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    1. gae

      e il caro obama rinuncia alle fonti rinnovabili per nuove perforazioni nel montana e nel sud dakota..il motto è: tutto e subito, con buona pace di chi vivrà dopo.

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  2. gae

    altro pensiero, io direi: più ti orienti verso il possesso meno ti individui come essere umano, cioè: più HO meno SONO. Più desidero oggetti più scambio parti del mio “essere” con oggetti inanimati, diventando io stesso inanimato.
    Il grande FROMM…

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  3. Sara

    sono assolutamente d’accordo con te, e ti ringrazio per aver pubblicato questo post; di questi tempi, almeno per noi che subiamo il precariato e la mancanza di stabilità nel lavoro, è facile farsi prendere dall’ansia per i soldi. Inoltre nessuno parla più di umiltà, che invece è un concetto fondamentale per riuscire ad essere felici. Un abbraccio!

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  4. Nadir

    Anni fa lavoravo part-time, non avevo l’auto e altre amenità, arrivavo a fine mese senza mettere molto da parte, ma avevo tempo.
    Oggi, ho un lavoro full-time, un’auto e mi concedo il lusso di fare qualche vacanza, avere una casa di cui è proprietaria la banca, ma vorrei più tempo per me.
    Domani con ogni probabilità avrò molto più tempo e nessun lavoro per un pò … la cosa dovrebbe spaventarmi, sarò incosciente ma io la vedo come l’opportunità di cambiare … staremo a vedere. 🙂

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    1. Acquaviva Autore articolo

      stai per cambiar vita?! Dai raccontami! Io lo vorrei più di ogni altra cosa, ma le mie bimbe frenano di colpo il mio impeto quotidiano all’ìindipendenza e all’autoproduzione…. vorrei coabitare in una comune, vivendo di baratti e agricoltura… dai miei suoceri toscani potrei pure farlo, ma vorebbe dire scegliere anche per le proprie figlie e accettare l’idea di rinunciare davvero a moltissimo. Mi chiedo perchè mi rimane così difficile abbandonare il superfluo.
      😦

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      1. Nadir

        La voglia di cambiare c’è l’ho da anni, ma ho il mio compagno che pensa che la sicurezza sia determinata da certe cose. Quindi cambiare di punto in bianco non riesco a farlo, però dove lavoro mi hanno detto che hanno problemi e vogliono eliminare le spese legate alla mia figura (quello che faccio io, se restano in piedi, lo affideranno a terzi) e poiché è un lavoro che non mi soddisfa, forse è la volta buona che riesco ad andare nella direzione che sento più consona a me. Vivere in una comune, non mi piacerebbe. Non credo di essere possessiva, ma temerei per la mia riservatezza.
        Capisco che quando si hanno dei figli la questione può diventare alquanto spinosa, ma vedrai che riuscirai a trovare il tuo equilibrio 🙂

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