rubbish is in the air…

Se avete almeno una volta riflettutto sugli effetti degli incerenitori, dovete sentire Tumori rifiuti e salute infantile, giuste ed obiettive riflessioni di una dottoressa oncologa. E mentre sentite lei che parla, ascolate invece che cosa sarebbe bello sentire nell’aria,  Love is in the air! (Amo ridere nella tragedia! 🙂 )

Mi colpisce la frase “i nostri bambini ci accuseranno”…. aiuto! Mi spaventa tantissimo l’idea che il feto assorbe tutto attraverso la respirazione della madre… Qui un piccolo articolo a riguardo. Dovremmo davvero starcene tutti rintanati in mezzo ai monti! All’aria aperta, profumata e leggera! Per questo devo davvero ringraziare il caso che mi ha voluta quassù in Svizzera!
Voglio comunque dire che anche qua nella civilissima Svizzera esistono gli incerenitori e noi ne abbiamo una a pochi chilometri da casa, a Giubiasco! Moralmente inacettabile per un paese che è considerato il più verde d’Europa!

“Dobbiamo riscoprire i valori di beni comuni come la qualità dell’aria, dell’acqua, del cibo, del suolo… nonabbiamo ancora la bomboletta dell’aria, non possiamo pensare di salvarci da soli. .. non c’è una salvezza individuale, tutti dobbiamo assumerci responsabilità… sopravviveranno le comunità che hanno risparmiato del suolo che sono in grado di coltivare senza veleni.. mangeremo cibo autoprodotto… questo vuol dire andare avanti, non tornare indietro, anche perchè l’altra strada (quella attuale) è una strada di sofferenza e morte…”
Grande dottoressa Gentilini, grazie! 🙂

E’ assurdo ma ho scoperto che l’aria di certe case è molto più inquinata rispetto a quella esterna, ecco qui l’articolo! Dunque che fare (alcune cose son per me ovvie, ma meglio specificarle comunque):

– Per la pulizia della casa occorre non mischiare i prodotti (meglio farseli da se con ingredienti naturali) e leggere con attenzione le etichette. Non mescolare acido muriatico, candeggina e ammoniaca perché il loro mix è estremamente tossico. La casa va sempre arieggiata per limitare la presenza di batteri. Per eliminare gli acari da materassi, cuscini e divani, bisogna utilizzare specifici trattamenti antiacari.

– Per profumare gli ambienti domestici ricorrere a sostanze naturali ed evitare l’uso di deodoranti spray e di naftalina per combattere le tarme. Per la pulizia dei mobili utilizzare un semplice panno in microfibra piuttoste che spray mangia-polvere a base di formaldeide.

– Per la tintura delle pareti preferire vernici a base d’acqua o a basso contenuto di COV. Dopo la tinta arieggiare di continuo le stanze fino alla scomparsa degli odori di pittura.

– Limitare l’uso di caminetti e stufe a legna se privi del sistema di smaltimento dei fumi. Per lo stesso motivo usare con cautela candele profumate o bastoncini d’incenso che sprigionano benzene durante la combustione. In Lombardia è stato bandito l’uso di olio combustibile per il riscaldamento domestico perché molto inquinante.

Riflettiamo bene su queste questioni, in fondo il sogno di città/comunità nelle quali poter vivere umanamente e in armonia con la natura non è una cosa strampalata… a sentire gli esperti sembra essere l’unica via per sopravvivere ai tumori, allo stress, alla crisi, alla povertà o alla sua percezione! Dunque coraggio! Ognuno di noi si può responsabilizzare rispetto alla porzione di mondo in cui vive e se prenderemo coscienza della nostra tristissima realtà attuale, troveremo la forza per dinamizzare il nostro piccolo sogno di libertà!

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4 pensieri su “rubbish is in the air…

  1. Nadir

    Non ho guardato il video, (lo farò appena avrò tempo) ma il problema degli inceneritori sarebbe ridotto automaticamente se le persone producessero meno rifiuti, e quando mi guardo intorno (al super, ma anche conferendo la spazzatura negli appositi contenitori) mi rendo conto di essere una mosca bianca… compro pochissimi prodotti con imballaggi, i barattoli in vetro li riciclo, l’organico lo uso per il mio composter, paradossalmente produco più carta che plastica o rifiuto secco, e anche così spesso la busta del secco che porto fuori casa è piena a metà. Non c’è niente da fare se le persone preferiscono gli imballaggi e i prodotti già pronti a quelli sfusi. La vera rivoluzione incomincia dal basso della piramide sociale.
    Baci e buon anno

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  2. Acquaviva Autore articolo

    si, è vero il problema è la quantità enorme di rifiuti che produciamo! La rivoluzione potrebbe al contrario incominciare una buona volta dai produttori, dai progettisti di imballaggi, dai finanziamenti sulla ricerca del packaging eco-compatibile ecc… comunque in questi casi è in fin dei conti solo “colpa” nostra che per comodità acquistiamo cose imballate per comodità dimenticandoci che quelle scatole, quella plastica e quei barattoli inquineranno la nostra aria o, peggio, si accumuleranno a più non posso in discariche mal gestite! Che il compratore prenda coscienza del proprio potere: rivoluzione cari amici, rivoluzione!!! 🙂

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  3. Nadir

    Il produttore se non ricava un profitto non adotterà mai niente che abbia un minor impatto ambientale. Ricordo che quand’ero piccola c’erano le bottiglie di vetro “vuoto a rendere” oggi non ne vedo in giro, essì che il vetro si ricicla facilmente. Quindi se il legislatore non impone alle aziende dei costi aggiuntivi per l’utilizzo di materiali non eco-compatibili, l’unica nostra arma è nell’acquisto oculato … ma in tanti se ne fregano, salvo poi lamentarsi. (i presenti sono esclusi) 🙂

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