Archivio mensile:gennaio 2012

tra venti avvolgenti mi elevo ascoltando voci superiori.

Credo di non avervi ancora fatto gli auguri per un sereno 2012… scusatemi, ma sono in una grossa fase di cambiamenti e felici momenti pittorici! Dunque cari lettori, amici e navigatori casuali: auguri! 🙂

Tra momenti di relax e tempo personale dedicato alle solite letture dovute al mio spirito stasera ho trovato il tempo per educare il mio udito. E su Youtube ho fatto godere anche un po’ gli occhi… 🙂 Non lo posso fare mai: ascolto solo canzoncine per bimbi e canti Waldorf > aiuto!

Cazzeggiare davanti al blog ascoltando degli ottimi Radiohead è per me il massimo. Lotus flower è vita per me! Dopo una giornata apparentemente di 48 ore posso dire che stare qui davanti a pigiar tastini non è da scemi. Anzi, è l’unica cosa che voglio fare in questo momento! 🙂 Me lo merito, sopratutto se penso che ho ancora due giorni di lavori forzati! (Daniele è via per lavoro).
PJ Harvey non l’asoltavo da tempo, peccato! Ecco con Thom Yorke cosa combina: This Mess Where In.

Tra un lenzuolo da piegare e una tisana fumante alla verbena ho trovato un geniale mix: Tori Amos, PJ Harvey, Björk & Massive Attack Mashup by Wax Audio, ascolatelo! Che donne!!!! 🙂
Eccole qui sotto insieme! 🙂

Leggete questa breve intervista a queste tre artiste superlative! Soprattutto guardate che belle le tre foto! Ve ne metto una per incuriosirvi!

Qui sopra Bjork dal video Moon, meraviglia delle meraviglie… si suona una pancia-arpa!!!! La adoro! (Björk ha curato sia la regia che la produzione e la direzione artistica, in collaborazione con  Damian Taylor per la scrittura, con i due fotografi di moda olandesi Inez van Lamsweerde e Vinoodh Matadin (già autori delle immagini di copertina di “Hidden Place”, “Vespertine”), con gli artisti e designer M/M Paris, e con l’illustratore e animatore James Murray).
Da sentire e vedere anche Bachelorette, Bjork in versione live…. brrrrrrrrrrrrr! Brividooooo! Che magia!
Sentite, sentite a cappella quant’è brava la mia adorata Bjork, Cosmogony !!!

Vi saluto con questa performance super energica, Crystalline, al Bestival 2011.
Notte a buona musica per tutti voi! 😉

rubbish is in the air…

Se avete almeno una volta riflettutto sugli effetti degli incerenitori, dovete sentire Tumori rifiuti e salute infantile, giuste ed obiettive riflessioni di una dottoressa oncologa. E mentre sentite lei che parla, ascolate invece che cosa sarebbe bello sentire nell’aria,  Love is in the air! (Amo ridere nella tragedia! 🙂 )

Mi colpisce la frase “i nostri bambini ci accuseranno”…. aiuto! Mi spaventa tantissimo l’idea che il feto assorbe tutto attraverso la respirazione della madre… Qui un piccolo articolo a riguardo. Dovremmo davvero starcene tutti rintanati in mezzo ai monti! All’aria aperta, profumata e leggera! Per questo devo davvero ringraziare il caso che mi ha voluta quassù in Svizzera!
Voglio comunque dire che anche qua nella civilissima Svizzera esistono gli incerenitori e noi ne abbiamo una a pochi chilometri da casa, a Giubiasco! Moralmente inacettabile per un paese che è considerato il più verde d’Europa!

“Dobbiamo riscoprire i valori di beni comuni come la qualità dell’aria, dell’acqua, del cibo, del suolo… nonabbiamo ancora la bomboletta dell’aria, non possiamo pensare di salvarci da soli. .. non c’è una salvezza individuale, tutti dobbiamo assumerci responsabilità… sopravviveranno le comunità che hanno risparmiato del suolo che sono in grado di coltivare senza veleni.. mangeremo cibo autoprodotto… questo vuol dire andare avanti, non tornare indietro, anche perchè l’altra strada (quella attuale) è una strada di sofferenza e morte…”
Grande dottoressa Gentilini, grazie! 🙂

E’ assurdo ma ho scoperto che l’aria di certe case è molto più inquinata rispetto a quella esterna, ecco qui l’articolo! Dunque che fare (alcune cose son per me ovvie, ma meglio specificarle comunque):

– Per la pulizia della casa occorre non mischiare i prodotti (meglio farseli da se con ingredienti naturali) e leggere con attenzione le etichette. Non mescolare acido muriatico, candeggina e ammoniaca perché il loro mix è estremamente tossico. La casa va sempre arieggiata per limitare la presenza di batteri. Per eliminare gli acari da materassi, cuscini e divani, bisogna utilizzare specifici trattamenti antiacari.

– Per profumare gli ambienti domestici ricorrere a sostanze naturali ed evitare l’uso di deodoranti spray e di naftalina per combattere le tarme. Per la pulizia dei mobili utilizzare un semplice panno in microfibra piuttoste che spray mangia-polvere a base di formaldeide.

– Per la tintura delle pareti preferire vernici a base d’acqua o a basso contenuto di COV. Dopo la tinta arieggiare di continuo le stanze fino alla scomparsa degli odori di pittura.

– Limitare l’uso di caminetti e stufe a legna se privi del sistema di smaltimento dei fumi. Per lo stesso motivo usare con cautela candele profumate o bastoncini d’incenso che sprigionano benzene durante la combustione. In Lombardia è stato bandito l’uso di olio combustibile per il riscaldamento domestico perché molto inquinante.

Riflettiamo bene su queste questioni, in fondo il sogno di città/comunità nelle quali poter vivere umanamente e in armonia con la natura non è una cosa strampalata… a sentire gli esperti sembra essere l’unica via per sopravvivere ai tumori, allo stress, alla crisi, alla povertà o alla sua percezione! Dunque coraggio! Ognuno di noi si può responsabilizzare rispetto alla porzione di mondo in cui vive e se prenderemo coscienza della nostra tristissima realtà attuale, troveremo la forza per dinamizzare il nostro piccolo sogno di libertà!

città di transizione, un sogno da verificare.

Non sai nulla delle città di transizione, comincia da qui.
Se vuoi un parere di qualità guarda questa puntata di Report.
Il movimento della Transizione, meglio conosciuto come movimento delle Transition Towns, è nato in Inghilterra nel 2006 nella città di Totnes dalle idee di Rob Hopkins. Proverò a spiegarvelo anche se ho già capito che la questione non è banale ma piuttosto complessa e dalle mille possibilità. Vi dico solo che in Italia esiste già una comunità-città di transizione ed è Monteveglio, vi apparirà il suo blog.
Vi parlo di questo non perchè ne conosca alla perfezione tutti i risvolti organizzativi o ideali ma perchè sento di voler tendere a soluzioni collettive, comunitarie e pro-natura. Vorrei avere la possibilità di abitare e vivere in una comunità semplice e basata sul baratto,sull’artigianato e sull’agricoltura biodinamica.
Purtroppo mi rendo conto che a parole questo sogno suona bene e sembra di immediata attuazione, ma nella realtà dis-umana dei fatti il baratto non mi sembra possibile, la dipendenza dalla moneta e mille altre questioni logistiche frenano il mio impeto ribelle….. ecco perchè prendere ispirazione da chi ha più o meno iniziato a vivere in modo autonomo dalla realtà socio-economica imperante. Sono all’inizio della ricerca, lo ammetto…. vi dico subito che aggiornerò il post di giorno in giorno, vorrei essere precisa e completa. 🙂 Mi sembra che ne valga la pena! 🙂

Ecco come si presenta la città di Monteveglio:
Siamo ora nella primissima fase di un processo che cercherà di immaginare e creare una comunità in grado di superare felicemente la sfida e i rischi connessi ai fenomeni combinati del Riscaldamento Globale e del Picco del Petrolio.
Il movimento di Transizione crede che solo con il coinvolgimento diretto di ogni comunità in tutte le sue componenti, cittadini, attività commerciali e produttive, amministrazione locale, associazioni, scuole si possano fare emergere le soluzioni più innovative ed efficaci per rispondere alle difficili sfide dei prossimi anni.
Ma soprattutto crediamo che riorganizzando il nostro modo di vivere in forme più sostenibili, solidali, responsabili e in armonia con la natura produrremo prospettive di ricchezza e benessere davvero desiderabili da tutti.
Il nostro lavoro è appena cominciato, ma ci confortano i risultati già raggiunti da chi è partito prima di noi. In questo blog raccoglieremo il diario di questa avventura, sperando che molte altre comunità italiane possano seguirci al più presto. Per saperne di più sul movimento di Transizione vi consiglio una visita al blog di Transition Italia.

Cercando e ricercando nel web ho scoperto che pure ad Imola esiste un GAS che si occupa di mercati con baratto e di moltre altre iniziative di transizione! Evviva, bravi imolesi!!! 😉


I 7 principi della Transizione

1. Avere una visione positiva
Le iniziative di Transizione sono basate sull’impegno a creare una visione tangibile, chiaramente espressa e pratica di come vivranno le nostre comunità una volta superata l’odierna dipendenza dai combustibili fossili. Il nostro obiettivo non è lanciare una campagna contro qualcosa, ma è piuttosto focalizzare l’attenzione sul potenziale positivo, sulle nuove opportunità. Per lo sviluppo di questa visione è fondamentale la creazione di nuove storie e nuovi miti.

2. Aiutare le persone ad accedere a buone fonti di informazione, e supportale affinché possano prendere buone decisioni
Le iniziative di Transizione si impegnano, in tutti gli aspetti del loro lavoro, ad accrescere la consapevolezza nei confronti del picco del petrolio, dei cambiamenti climatici e di argomenti ad essi collegati, come la critica della crescita economica. In questo ambito, riconoscono le loro responsabilità nel presentare queste informazioni in modi giocosi, articolati, accessibili, accattivanti, che favoriscano atteggiamenti di entusiasmo e collaborazione piuttosto che diffondere una sensazione di impotenza.

• Le iniziative di Transizione lavorano per diffondere in buona fede la versione più vicina alla verità in una situazione in cui le informazioni disponibili sono altamente contraddittorie.
• I messaggi diffusi non devono mai essere autoritari: confidiamo nella capacità di ciascuno di elaborare una risposta appropriata alla propria situazione

Ai più curiosi ecco il pdf Chi siamo e cosa facciamo di Rob Hopkins e Peter Lipman. Da qui ho copiato i due punti sopra, vi consiglio la lettura di tutti e 7 i principi secondo cui si basanno queste città di transizione.

A me piace molto la Resilienza (punto 5)

5. Creare Resilienza
• Questo punto evidenzia l’importanza fondamentale del creare resilienza, ovvero la capacità delle nostre attività, comunità ed insediamenti di rispondere al meglio ai cambiamenti repentini. Le iniziative di Transizione si impegnano a creare resilienza in diverse aree (alimentazione, economia, energia, ecc) e su diverse scale (dal locale al nazionale) – a seconda del caso. Si impegnano inoltre a inserire i loro sforzi all’interno di un processo generale teso ad aumentare la resilienza ambientale a livello globale.

Condivido pure tutto il punto 6

6. La Transizione è dentro e fuori di noi
• Le sfide che stiamo affrontando non sono causate semplicemente da un errore tecnologico: sono, piuttosto, la conseguenza diretta della nostra attuale visione del mondo e del nostro attuale sistema di valori. Ottenere informazioni a proposito delle condizioni in cui versa il nostro pianeta può generare paura e tristezza – potrebbe essere proprio questa la causa della tendenza diffusa a negare l’esistenza del problema. Esistono paradigmi psicologici che possono aiutarci a capire cosa stia realmente accadendo, e ad evitare il processo inconscio che sabota i cambiamenti – per esempio, le teorie della dipendenza ed i modelli per il cambiamento comportamentale. Questo principio inoltre si basa sul fatto che la Transizione prospera perché permette alle persone di lavorare su ciò che le appassiona, di seguire la propria vocazione.