coppia sconvolgente

Amo il Giappone, ho una carpa tatuata sul braccio destro (saggezza, forza e longevità), amo tanto tanto le stampe di Hokusai e non solo, amo la tempura (gnam gnam), amo la quiete di questo popolo, la loro saggezza e tendo/tenderi volentieri allo zen se mi riuscisse! Vivo con un amante del tè e sto imparando a fare pure il sushi vegetariano….. leggo gli haiku e ora ve ne dedico uno speciale:

“al suo termine, la strada
si avvicina al profumo
biancospini in fiore”

Yosa Buson

Oggi però vi parlo di Bjork che con il Giappone non ha nulla a che fare se non per un meraviglioso suo punto di vista. Eccolo.

Da Wikipedia, cos’è Drawing Restraint 9?

E’ un album di Björk del 2005. E’ la colonna sonora di Drawing Restraint 9, film sperimentale, ambientato in Giappone, del regista Matthew Barney (ricordato in particolare per il fortunato ciclo “Cremaster”). La colonna sonora è affidata da Matthew alla sua compagna, la cantante islandese Björk (il mio amore canterino), che presta la sua collaborazione anche come interprete del film… qui sotto è una bellissima sposa giapponese.

Questa colonna sonora risulta il lavoro più impersonale della discografia di Björk (è anche il suo primo album il cui titolo è composto da più di una parola): la cantante islandese presta la voce, fondamentale negli altri album, in soli tre brani (Bath, Storm e Cetacea). In veste di produttrice del disco collabora però a tutte le canzoni, addirittura scrivendo lei stessa la musica per lo strumento caratteristico dell’album, lo Sho, particolarissimo strumento dalle sole tre note, suonato da Mayumi Miyata. È proprio lo sho che la stessa Björk sceglie come simbolo della sua opera, poiché questo strumento è tradizionalmente giapponese, ma non certo famoso quanto altre caratteristiche del Giappone, largamente pubblicizzate e sfruttate a fini commerciali: Drawing Restraint 9 vuole mostrare il lato più profondo, sconosciuto alle masse, del Giappone, filtrato attraverso occhi ovviamente criticabili (ricordiamo fra tutti il pezzo di teatro Nō di nove minuti costituito da Holographic Entrypoint)…. vedi sotto l’immagine…

In Drawing Restraint 9 Björk sembra quindi riportare in musica non le sue emozioni, bensì quelle del compagno e del suo film. Queste emozioni, nel 2005, data di uscita sia del film che della musica, sono state spesso criticate fortemente, definite indecifrabili, tanto da apparire anche ad attente analisi senza senso.Altri, invece, hanno accolto con sufficienza o poco più questi sperimentali lavori. Altri infine hanno acclamato quest’ultimo lavoro di Björk come il continuo della via intrapresa con Medúlla (album precedente a questo, nel quale gli strumenti vengono quasi del tutto omessi) per le atmosfere cupe ed eteree, vedendovi però anche una svolta: il ritorno agli strumenti (vi sono brani completamente strumentali: Ambergris March, il trio Hunter Vessel, Shimenawa, Vessel Shimenawa e Antarctic Return).

C’è anche tantissima poesia, come in questa scena del pacco regalo…. Part I: Petrolatum. Ringrazio Alice Ginaldi per averla condivisa su Facebook… oggi ho creato questo post per merito suo! Grazie per l’ispirazione! 🙂

Se volete approfondire l’argomento vi consiglio questo post in inglese, dal bolg Culiblog.org, dove culi sta per culinario e non sederi… e dal quale cito: “the film is exemplary of food-related film in the culiblog sense of the word; food, food culture, food as culture and the culture that grows our food”.


Lo Sho (笙) è uno strumento a fiato ad ancia libera (rappresenta l’equivalente giapponese dello sheng cinese, dal quale deriva), ed è composto da 17 canne di bambù di lunghezza diversa, con le quali si possono ottenere suoni di varie altezze. Appartiene alla famiglia degli organi a bocca. La lunghezza delle varie canne non è legata a ragioni di praticità, bensì di estetica: lo strumento ha infatti un aspetto simmetrico definito “simile alle ali di una fenice”. Simili organi a bocca vengono utilizzato in molti paesi dell’Asia orientale e del Sud-est asiatico al fine di creare melodie; solo in Giappone esso viene utilizzato invece per produrre accordi. Lo sho è oggetto di interesse di diversi compositori contemporanei: ad esempio Toru Takemitsu lo ha impiegato nella sua musica. L’organo a bocca giapponese appare anche nella colonna sonora di “Drawing Restraint 9”, film di Matthew Barney, composta da Björk, nel quale lo sho rappresenta lo strumento caratteristico….

Per ora vi saluto, a presto un aggiornamento del post con qualche spunto per approfondire M. B., il maritino pazzo della dolce Bjork!
Buona giornata e buona settimana a tutti gli amanti dell’arte. Sensata e non.

 
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6 pensieri su “coppia sconvolgente

  1. Marina

    Sushi vegetariano?? Facci sapere. Quanto ai Giapponesi sono un popolo che vorrei conoscere meglio, purtroppo sono stata influenzata negativamente dai cartoni animati che usavano quando erano piccoli i miei figli, orribili e diseducativi!

    Rispondi
    1. Acquaviva Autore articolo

      no no, pure io ora detesto i manga ed alcuni cartoni moderni…. che secondo me sono solo tutt’occhi e mostri da uccidere! Ammetto che son cresciuta con Candy Candy e Mila e Shiro e non potrò negarli a Diana e Leda se un giorni me li chiederanno! Vorrei comunque consigliarti l’ultima produzione (sono film di animazione per bimbi grandi e non) di Miyazaki, qui la puoi trovare: http://it.wikipedia.org/wiki/Hayao_Miyazaki
      Io amo molto Il castello errante di Howl, Ponyo sulla scogliera, La città incantata ecc….
      fammi sapere se ti piacciono, sono sogni ad occhi aperti! 🙂 Il sushi vegano lo pubblicai tempo fa su veganblog, qui http://www.veganblog.it/2011/01/25/sushi-mediterraneo-2/

      Rispondi
  2. Alice Ginaldi

    Grazie Claudia, è bello condividere queste piccole gioie e sapere che a volte, pure facebook, può veiocolare belle emozioni e ricordi 🙂

    Rispondi

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