Archivio mensile:giugno 2012

Il divino nell’essere umano (lettera n2)

Continuo la pubblicazione delle Lettere di orientamento all’isegnamento della
Scuola Internazionale della Rosacroce d’Oro….. a chi gradisce l’approfondimento auguro una buona lettura! 🙂

CORSO DI ORIENTAMENTO
Lettera n° 2
IL DIVINO NELL’ESSERE UMANO
Tutti conosciamo la funzione del regno minerale, del regno vegetale e del regno animale; sono regni che coesistono con il nostro e si reggono secondo un preciso piano, dove ogni azione è in equilibrio. Ma qual è il ruolo dell’essere umano nell’economia di questo mondo? Possiamo affermare tranquillamente che gli atti dell’umanità sono in sintonia con il creato?
Una risposta – forse laconica ma piuttosto realistica – può essere trovata in un discorso dell’agente Smith nel noto film “Matrix”, dove constata che gli esseri umani sono quelle creature che colonizzano un luogo, lo prosciugano di ogni ricchezza e infine lo abbandonano, per poi proseguire la loro esistenza in un altro luogo ancora incontaminato.

Qui sopra un graffito di Bansky (nel link indicato un documentario su di lui, che amo!)

Nella finzione cinematografica, il personaggio paragona l’umanità a un virus. Per alcuni questa conclusione può essere sorprendente, ma apre la nostra comprensione a una presa di coscienza piuttosto interessante. A differenza di animali, vegetali e minerali, gli esseri umani hanno a disposizione uno straordinario potere: il pensiero. Un potere che li eleva ben al di sopra delle mere necessità biologiche. Perché allora questo potere non ha permesso all’umanità di vivere in sintonia e in modo intelligente nell’ambiente in cui si trova per nascita naturale? Cosa ha determinato questo stato di fatto?

LA CADUTA
Come accennavamo nella nostra prima lettera, svariati miti e leggende parlano più o meno chiaramente di un momento di rottura tra l’uomo e Dio. Il mito del paradiso di Adamo ed Eva, quello di Iside e Osiride, il racconto di Pimandro a Ermete, la leggenda di Prometeo, la storia di Narciso e molte altre ancora narrano, in termini simbolici, un avvenimento noto come “la caduta dell’Uomo Originale”.

Questa immagine è di un illustratore manga, Ivan… trovata qui.

Per farci una rappresentazione di questo “Uomo Originale” secondo dei parametri per noi sufficientemente comprensibili, proviamo a immaginare un essere celeste che non abbia bisogno di manifestarsi attraverso il veicolo del corpo umano e che si presenti come pura energia. La forma più familiare che possiamo utilizzare per rappresentarci questo essere è la sfera.
Al centro di questa sfera, di questo globo, brilla un fuoco ardente, irradiante, illuminante. Questo essere celeste diffonde la sua forza come un piccolo sole seguendo un potente impulso elettromagnetico interno, che si manifesta all’esterno come un’onda. Questo movimento ha un suo fine, esprime un certo progetto, un’Idea divina.
Poniamo che un certo gruppo di queste entità celesti, per effetto dell’esercizio del loro libero arbitrio, si arresti nell’esecuzione di questo piano, e che questo non-movimento determini un raffreddamento, una cristallizzazione intorno al piccolo sole, isolandolo dall’onda elettromagnetica divina di cui faceva parte. Ciò che resta dopo questo “incidente” è sempre la sfera di cui abbiamo parlato ma fortemente mutilata rispetto a prima. Infatti, il fuoco che animava il globo a partire dal suo centro si è ridotto a un “tizzone”, ha perso il suo contatto con la sorgente e la sua non è quindi più una vera fonte di irradiamento.

Non vogliamo addentrarci, in questo contesto, nei dettagli di questo evento mitico – che, tra l’altro, non è di facile comprensione per la nostra mente tridimensionale – ma piuttosto utilizzarlo come preambolo per comprendere meglio la natura di questo “tizzone”, che è per la Rosacroce moderna il fondamento e la speranza di un percorso di liberazione reale, poiché è animato dalla Forza di manifestazione divina, in cui ha origine ogni elemento del creato. Nella terminologia utilizzata dalla Scuola della Rosacroce d’Oro esso viene chiamato “Atomo scintilla di Spirito” e “Rosa del cuore”, poiché la sua collocazione all’interno del sistema vitale umano è in corrispondenza del cuore.

Tornando alla sfera – che costituisce il nostro Uomo Originale e che più propriamente da questo momento chiameremo “Microcosmo” – constatiamo che, dopo l’incidente narrato nei miti, ha perso le sue caratteristiche di veicolo celeste. Le Forze divine, per adeguare la realtà del Microcosmo a questa nuova situazione, si prodigano per porre all’interno della sfera un elemento sostitutivo che permetta la ricostituzione dello splendente e armonico essere celeste. Questo elemento è l’essere umano nella forma che ben conosciamo. Il nuovo ambiente – che da quel momento ospitava ed ospita l’onda di vita umana – è però circoscritto, soggetto a delle limitazioni che hanno lo scopo di arginare e proteggere il Microcosmo, il quale, per il momento, non può re-immettersi nell’onda elettromagnetica divina in quanto la sua bassa vibrazione non glielo consente. Queste limitazioni sono note a tutti noi: sono lo spazio e il tempo.

Sì, lo spazio e il tempo sono come una bolla all’interno dell’infinito ed eterno Mare divino. E possiamo comprendere che i materiali con cui sono stati modellati gli esseri umani attuali, destinati a vivere e a esprimersi all’interno della dimensione spazio-temporale, sono materiali che hanno una scadenza, poiché non vibrano alla stessa frequenza dell’Eternità. Ecco allora comparire la morte, un fenomeno a cui l’Uomo dell’Origine non era soggetto.

ALCUNE PRECISAZIONI
A questo punto riteniamo necessario far presente che l’insegnamento relativo alla “caduta” deve essere considerato con estrema cautela. Dobbiamo tener conto infatti che questo evento è avvenuto all’interno di uno spazio multidimensionale e abbraccia campi di manifestazione invisibili, in genere sconosciuti agli esseri umani. Inoltre, l’uso che ne è stato fatto ha generato una grande confusione e ha finito per mantenere l’umanità in una sorta di narcosi spirituale, fondata sul senso di colpa. L’idea del peccato originale e la paura della condanna eterna sono stati (e sono ancora) metodi utilizzati e molto efficaci, tendenti a far sì che l’umanità si senta sempre dipendente da un potere di salvezza esterno.
La libertà, la liberazione dalla dimensione spazio temporale, non è un regalo, la cui responsabilità possa essere delegata ad altri, ma è una scelta che va accettata consapevolmente assumendosene personalmente la responsabilità, perché è basata sulla Forza Divina presente nell’Atomo-scintilla di Spirito, il “tizzone” ardente che vibra nel nostro cuore.
Tutto quanto esposto fin qui riguardo alla sfera di vita di origine divina che abbiamo chiamato Microcosmo, può far sorgere una serie di domande: da dove arrivano questi concetti? Quali certezze abbiamo sull’attendibilità di questi argomenti? È possibile che la nostra mente, nata e cresciuta in una dimensione limitata dallo spazio e dal tempo, possa abbracciare una realtà multidimensionale? Esiste uno spazio – apparentemente sottile ma in realtà molto ampio – tra la speculazione arbitraria e la saggezza.
È indagando in questo ambito che nasce quel fecondo turbamento che genera in molti esseri umani la netta intuizione dell’esistenza di qualcosa che non può essere dimostrato a parole o attraverso un’osservazione superficiale dei fatti. Questa intuizione può trovare, in un secondo tempo, gli strumenti adatti per individuare i frammenti del Mondo divino che sono disseminati nella nostra realtà. I Rosacroce del XVII secolo parlavano, a questo proposito, della facoltà di leggere nel Libro della Natura e anche noi, a distanza di secoli, possiamo fare appello alla stessa facoltà, ovvero all’osservazione della natura che ci circonda come terreno di apprendimento, come una scuola sempre a disposizione di una mentalità e di una sensibilità veramente aperte.
Buon proseguimento!

LECTORIUM ROSICRUCIANUM
VIA MONTEPAOLO, 29
47013 DOVADOLA (FC)
Tel. 0543 934721 Fax 0543 934457
e-mail: info@rosacroce.info
http://www.rosacroce.info

inultili pensieri devianti

Cito Woody Allen, che amo da sempre.

Eccolo, guardatelo e sentitelo qui.

“… idea per un racconto sulla gente ammalata che si crea costantemente dei problemi veramente inutili e nevrotici perchè questo lo impedisce di occuparsene dei più insolubili e terrificanti problemi universali.
Ahh.. deve essere ottimistico…. perchè vale la pena di vivere? E’ un’ottima domanda!
Ci sono certe cosa per cui vale la pena di vivere… per esempio… ok…. per me… il vecchio Groucho Marx… Joe di Maggio, secondo movimento della sinfonia Juppiter….. Marlon Brando… le mele e pere di Cezanne….”.

Manhattan (1979)

Ciao Purki giramondo!

Sabato, mentre eravamo in vacanza, la mia vicina ha trovato il nostro gatto morto. In terrazza. Stava bene, forse si è spaventato per un temporale… boh?!

Per noi la perdita di Purki è toccante, è il mio gatto, è con me che ha vissuto tutti i suoi 12 anni… gli anni che ho visstuto a Milano, in cui andavamo al mare a Zadar, in cui è tornato con me ad Imola, in cui mi ha seguito ad Empoli cambiando “padrone di casa”, poi a Pistoia ed infine quassù… in Ticino.

Purki: mi dispiace non averti potuto coccolare ancora un pò e con più dolcezza.
Io, Diana e Leda ti cercheremo alzando lo sguardo tra le nuvole e l’azzurro del cielo.
Buon viaggio.
Per ricordarti al meglio di dedico per l’ultima volta la canzone che io e Pero ti scrivemmo tanti anni fa, quando eri ancora cucciolo a Milano… in quel periodo senza le bimbe, quando ti facevo le coccole sempre e con molto più affetto che in questi ultimi anni da mamma.

“Purki bel gattone
tutto arancione
come un tigrone

Purki, mondo vissuto da una finestra
la tua zampa
è bianca e destra

Puzzi come bestia-bestia
fai la cacca più grande di te!

Purki bel gattone
tutto arncione
come un tigrone!!!”

Ci vediamo tra una settimana. A presto!

Sfidando le malelingue, sfidando la terra che trema, credendo ciecamente al destino mi affido alla volontà divina. Me ne vado in campeggio, sull’Adriatico (evviva la mia Romagna!) insieme alle mie cucciole e al mio eroe stanchissimo Dani (che già dorme e non solo nemmeno le 21! Beato lui!).

Non mi sono mai meritata così tanto una piccola vacanza!
Vi terrò aggiornati, a presto!

Ai curiosi dico che saremo in tenda e nulla di più!
ciao!

Da Claudia a Claudia, verso il silenzio.

La mia “sorella” Claudia Fabbri gestisce lo “Spazio Vuoto“, luogo di incontri a Trento sul tema spirituale e non solo. Il loro prossimo incontro ruotera intorno ad una riflessione su La Voce del silenzio.
Sia perchè amo moltissimo il testo omonimo della Blavatsky, sia perchè ritrovare questo silenzio è una mia esigenza sempre più chiara, vorrei farvi leggere questo estratto di Jan Van Rijckenborg che proprio stamane la Claudia mi ha spedito.

“Prima che l’orecchio possa udire, deve aver perso la sua sensibilità”, deve cioè aver raggiunto il luogo del Silenzio.

Infatti, sebbene la voce degli inviati risuoni sempre nel mondo, gli uomini non possono udirla, finchè sono assordati dai suoni della vita dialettica.

 Anche se l’Altro parla in noi, i suoni che ci circondano, e soprattutto i suoni grossolani che provengono dai sensi e dalle emozioni inferiori, sono così forti che quest’armonia, dolce e delicata, non può essere percepita dal nostro orecchio.

 Per questo il silenzio è necessario. Il cercatore dovrà raggiungere il silenzio, per poter udire il suono della Realtà.

 Inizialmente tale silenzio gli darà come una sensazione di insensibilità, a causa della grande quiete che vi regna e dell’imperturbabile tranquillità di cui l’anima diviene cosciente.

 Siamo ormai talmente assuefatti a tutti i suoni che ci circondano che, quando percepiamo il silenzio per la prima volta ed esso avvolge per un attimo l’anima, porta con sé un senso di annullamento; è come penetrare in un abisso senza più alcun appoggio e proviamo un senso di totale solitudine, di vuoto assoluto, come se tutto fosse sparito e la vita intera si fosse annientata col cessare dei suoni delle cose viventi.

 In quell’istante ci sembra che ogni cosa, compresa la vita stessa dell’anima, sia come sospesa.
E’ proprio attraverso “quel silenzio” che risuona la Voce.

Udita una volta nel silenzio, questa Voce potrà essere udita sempre, anche in tutti i rumori del mondo, poiché l’orecchio resterà per sempre sensibile alla sua armonia, e nessun suono terrestre sarà più in grado di coprire, neppure per un istante, quell’armonia che ha parlato all’anima.
Jan van Rijckenborg

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Il silenzio al quale aspiro è un luogo in cui non esistono i pensieri. Un sentire di cuore guidato non più dall’imprecisione dei sensi comuni ma fatto di Verità. Luogo in cui non coesistono più il bene e il male ma dove l’unica voce udibile è l’unica Voce possibile, la voce della Veirtà svelata.

Buone riflessioni cari amici lettori!

Sfoglina di mele dei mille “se….”

E’ da tempo che non pubblico ricette, nè qui sul blog nè sul mio tanto amato Veganblog!
Stasera vi mostro un piccolo esperimento dolce molto semplice e veloce!
La voglio chiamare Sfoglina dei mille “se…” proprio perchè è un dolcetto del tutto fortuito.

In casa avevo una cassa di mele golden ormai molto stanche, per caso avevo anche il rotolo di pasta brisè e, sempre per caso avevo la marmellata di fichi… insomma “se…” avete questi ingredienti che avanzano provatela anche voi!

Questa sfoglina di mele è davvero GOLOSA!

Ingredienti:
pasta brisè
5 mele golden
marmellata di fichi o albicocche
poco latte di mucca o vegetale
zucchero di canna
uva sultanina ammollata in acqua tiepida

Procedimento:
Sbucciare le mele e tagliarle a fettine molto sottili.
Preparare una teglia grande e rettangolare con carta da forno (io ho usato quella pronta della pasta brisè) e preriscaldate il forno a 200°.
Stendere sulla teglia la pasta brisè e bucarellatela con la forchetta in più punti. Stendete con armonia, precisione e passione le fettine di mele sulla pasta.
In una ciotolina unite la marmellata al latte (a piacere) fino ad ottenere una cremina. Spalmate la crema di marmellata e latte sulle mele.
Spolverete il tutto con zucchero di canna (qb) e, se vi piacciono, aggiungete qualche uvetta.
Infornate per 30 minuti a 180/200° (non ricordo)… aspettate di vedere caramellare lo zucchero sopra!! 😉
Quando sarà fredda tagliate le porzioni in piccoli rettangoli e serviteli a piacere.
Come dessert se abbinato alla panna, oppure a merenda servito freddo con lo yogurt, magari alla vaniglia… Enjoy!!!

Buon week end ed un saluto speciale a tutti gli chef! 😉