Archivio mensile:agosto 2012

Ultime gocce di Parigi

Per  stare allegri e in mia compagnia vi consiglio di ascoltare questo bellissimo pezzo di Django Reinhardt, Monmartre, appunto! Se non sa rendere l’idea della sublimità di Parigi lui chi altro può farlo?!

Questo vuole essere l’ultimo post dedicato a Parigi. Non ho più molto da dire, ricordo solanto con nostalgia le passeggiate con il naso all’insù dentro al Louvre (guardate questo video in HD, è bellissimo!), luogo dove le sale espositive sono preziose come gli oggetti che ospitano.

Ricordo il pranzetto consumato nel giardino del Museo Medioevale di Cluny, bellissimo esempio di come fare un orticello ordinatissimo in pochi metri quadrati… guardate qui sotto le aiuole bordate con graticci di legno!

Mi manca già la maestosità di Notre Dame, ricordo il groviglio leggero di guglie e architravi e i giochi di luce delle vetrate… e poi.. una volta solcata la soglia d’entrata son caduta in uno stato di rapimento mistico chiamata dai ricordi della lettura de I pilastri della Terra, miticoromanzo storico del 1989 di Ken Follett! A proposito: se lo avete letto guardatevi anche la serie telesivisa che ricrea alla perfezione la costruzione della cattedrale (immaginaria) di Kingsbridge e le avventure del mastro costruttore Tom e della sua famiglia….

… questa finestrella aperta: una voglia di evasione o di purificazione dai troppi turisti?!

Bè poi mi manca il caos della metopoli. Quel mix infinito di volti ed espressioni… quei colori veloci e la frenesia tipica della metropoli. Le mille cose da fare e la consapevolezza che non finiranno mai (le possibilità e le occasioni)….

Il cibo veloce e pronto a qualsiasi ora, i negozi aperti fino alle 21, le mega librerie, i mega store che poi alla fine mi nauseano ma che ancora mi tentano, gli artisti di strada, i graffiti, la street art che mi ha tanto “presa” in questa vacanza…. i mille Musei che non deludono mai…. la sensazione di essere una gocciolina nell’Oceano, la consapevolezza di essere uguale a tutti gli altri… a me le metropoli piacciono! Non so ancora se potrei viverci a lungo ma son sicura che Parigi mi rivedrà presto! Chissà?!

Devo dire che il ritorno al quotidiano ticinese non è stato semplice… e se proprio dovessi scegliere dove poter vivere per sempre, son sicura che mai al mondo potrei stare rintanata tra i monti in una valle stretta e con poco sole. Le ampie campagne francesi mi ricordano tanto i miei colli tosco-romagnoli, i campi infiniti di uva visti in viaggio mi hanno riempito il cuore e poter vedere la palla rossa  del sole al tramonto (fino alla fine, sull’orizzonte basso) è una cosa alla quale non potrò rinunciare per sempre!  Francia o Toscana che sia, prima o poi il sole mi dovrà riscaldare nuovamente!

Questa foto sopra, invece, ci ritrae in un bel parchetto vicino al Museo delle belle Arti di Dijon, museo che vi ho già consigliato. Ho scelto questa foto perchè qui stavo riposando sola sulla panchina. Avevamo appena finito di mangiare una meringa bianchissima e grossa come un melone… sola, un attimo di respiro, uno sguardo sereno al cielo azzurro, il vento leggero e l’aria frizzante… l’inizio della vacanza! E poi… un attimo dopo le bimbe, mammone e felici di stare ancora vicino a me!

Ciao a tutti, se mai mi verrà in mente qualcosa ve lo scriverò, promesso!

Annunci

Paris, my way (3)

Street art in Paris

Scambio casa a Parigi, parte seconda

Vorrei raccontarvi di mille cose viste, mostrarvi tutte le foto che ho fatto…. ma devo dire che far questo richiede molta energia (e tanto tempo) e con questo caldo star qui al pc mi da molto fastidio. Ho delle occhiaie che sembro un personaggio di Tim Burton!
Siccome questo blog nasce come piacere… ora smetto. Anzi, proverò ad essere riassuntiva!
Se c’è una cosa che questo scambio casa mi ha offerto è la possibilità di godermi le Olimpiadi (che adoro, da sempre). Noi, a casa, non guardiamo più la tv e da tempo mi ero intristita perchè quest’anno non avrei potuto vederle… ma….

Quasi ogni giorno, di ritorno dai nostri giri… tornavamo per le 14 e mettavamo a letto le bimbe. A quel punto io mi riposavo davanti alla tv gustandomi tutte le gare che volevo! Purtroppo trasmettevano solo gli atleti francesi e il mio istinto patriottico ha lasciato il posto ad una contemplazione mistica/passiva dello sport più in generale. Mi immaginavo di essere ad Atene… con quello spirito sportivo sano e di una volta!

Comunque ringrazio la tv francese che mi ha rimpolpata di moltissimi primi piano di
Christophe Lemaitre un bel figliolo di 189 cm, classe 1990, che in ogni suo poro mi ricorda il mio Dani (barbina leggera, occhi meravigliosi, pelle chiara e gamboni lunghi lunghi!). Lui non ci si è riconosciuto affatto… ma si sa, gli uomini son gelosi ed invidiosi peggio delle donne!

Lo vedete quello sguardo folle e determinato?! Uguale!Tanto per dire… lui è l’atleta bianco più veloce del mondo, è stato il primo a correre i 100 metri in meno di 10 secondi ed è considerato molto vicino a superare il miglior risultato di un bianco sui 200 metri, i 19,72 secondi di Pietro Mennea! Bravo! Peccato che a me i francesi quando parlano proprio non mi vanno giù: “Frrù-frù, là-là, oui-oui…” – peccato!!!

Dal divano parigino ho rivisto volentieri (ma doppiato in francese!) un film che ho adorato ma che non vedevo da tempo: Il laureato, con Dustin Hoffman del ’67. Lo sapevate che è il suo secondo film e che per questo ruolo ha ricevuto un premio Oscar?! Che grande!
Eccolo qui sotto, col suo inconfondibile profilo… poco francese!

Ritornando alla vacanza vi voglio consigliare, se avete delle figlie come me, di prenotarvi una grandiosa visita con guida al meraviglioso Castello di Vaux le Vicomte. Noi ci siamo persi l’accensione di 2000 candeline lungo tutto il giardino esterno (solo di sabato da maggio ad ottobre)… ma come vedete qui sotto alle bimbe non abbiamo fatto mancar nulla!
La visita in costume è durata un’ora e mezza tra le cucine, le prigioni, la sala da ballo, le camere, i bagni buffissimi e già senza bidet (ma ‘ste francesi come fanno?!) ecc.
Tra l’altro questo castello ha una storia particolare e drammatica e che ben rappresenta la potenza e l’invidia del Re Sole. Se siete curiosi leggetela qui, vi accenno solatanto che l’architetto fu imprigionato a vita dal Re perchè progettò per se questa “discretissima” casetta! Su questa storia Anatole France ha scritto pure un romanzo!

Un’altra giornata che avrò sempre nel cuore è quella trascorsa al giardino “delle ninfee” di Giverny. La casa museo di Monet è un gioiellino che sprigiona “francesità” in ogni suo pertugio! Prima di tutto è inserita in questo paesino molto curato e dai bar molto caratteristici i cui spazi verdi non hanno nulla da invidiare ai giardini della Casa Museo stessa.

Questo giardino è speciale perchè Monet lo ha voluto e concepito “a macchia” con fiori fitti disposti in vialetti in modo da catturare “l’impressione del colore”.
All’interno la casa conserva gli arredi che il maestro scelse, la raccolta di stampe giapponesi e molti studi e bozzetti del pittore. Le stanze sono colorate di giallo, di ocra o azzurro e gli arredi, davvero originali, di sapore quasi provenzali sono stati tutti scelti da Monet.
Purtroppo è vietato fotografare gli interni e devo dire che ero dispiaciutissima di non averli potuti documentare ma mi son poi divertita fuori a cercare il fiore più bello del giardino!

Vi dico solo che ho fotografato una trentina di fiori diversi, tra le quali un tipo di rosa viola pallido, un fiore-sole e dei meravigliosi gigli arancioni a pallini! Eccoli!

Il Museo d’Orsay, l’avevo già visto. Scoprire che ora, da mamma, tutto ha un valore aggiunto è meraviglioso se l’occasione di apprenderlo è data dalla visione di capolavori d’arte.
La contemplazione della bellezza è una possibilità concreta dell’uomo di avvicinarsi a Dio.
O meglio, è un occasione per riconoscere fin dove l’uomo spinge il suo anelito di perfezione. Trasmettere questo alle mie figlie mi riempe di felicità e sento gratitudine per l’occasione che il destino ha messo a loro disposizione: avere due genitori viaggiatori, curiosi e amanti dell’arte!Ho in mente i corpi nudi delle sculture greche, ma anche la pittura (tutta!), la voglia matta del Liberty di abbellire tutto con una grazia spaventosa… quanto amo la sezione delle Arti decorative!

Guardate cose si può fare con del vetro soffiato: Emile Gallé La Mano con alghe e conchiglie

Oppure questo meraviglioso Papavero di diamanti, oro, argento e smalto, di René Lalique.Qui potete vedere le opere commentate (ho scelto la pittura) del Museo d’Orsay.
Mi è piaciuto tantissimo William Bouguereau il suo Dante e Virgilio è bellissimo! L’uguaglianza davanti alla morte è potente e veritiero. Cercate questi due dipinti, scorprirete un mondo fantastico!
Alexandre Cabanel con La nascita di Venere mi ha colpita e mi ha fatto sognare… le nature morte di Cézanne sono morbide e concrete, Antoine Chintreuil Pioggia e sole d’atmosfera irreale e struggente, Eugène Delacroix La Caccia ai leoni è così avanti che sembra di Turner!, Jean Auguste Dominique Ingres La Sorgente è perfetto nel suo ricordo greco… poi che spettacolo l’Olympia di Edouard Manet quant’è bella e spavalda! Odillon Redon è un mago del colore e perdersi nei suoi accostamenti mistici è lusso non da poco! Poi tanto tanto Van Gogh, che tanto mi tormenta con i suo autoritratti inquieti….

Una notizia molto positiva: al d’Orsay siamo entrati senza far la fila semplicemente perchè siamo una famiglia con bimbe piccole! Il passeggino, che in questa vacanza è stato maledetto mille volte (da Daniele che lo sollevava ogni due minuti nelle scale metropolitane), in questo caso ci è stato davvero utile! Alle 10 di mattina c’era già una fila pazzesca!

Per oggi vi saluto, vi lascio con la promessa di parlarvi presto del Louvre e di molto altro ancora!

Un saluto a tutti i nuovi amici del blog, siete in tantissimi!

Paris, my way (2)

Scambio casa a Parigi, parte prima

Come avete visto dall’album di foto pubblicato qui sotto ( e ieri lo avete fatto in 212!) a me Parigi è piaciuta molto! Mi ha ispirata e mi ha dato anche modo di riflettere su me stessa versione turista.
La frenesia del turista è palpabile ovunque e l’essere sensibile a questo meccanismo mi ha aiutata ad evitare acquisti impulsivi! Devo ammettere che il fatto di non poter spendere e spandere euro a volontà mi ha aiutato MOLTO ad acquisire consapevolezza! Nonostante questo però io e Daniele non abbiamo potuto opporci al cibo veloce e pratico pensato per l’animale turista!
Anche se…. ma vi spiego poi… 😉

Lo scambio casa che abbiamo fatto con questa coppia di giovani parigini è stato più che positivo, loro sono stati piacevoli nel momento dello scambio chiavi (i loro due bimbi son bellissimi ed educatissimi!) ed ordinati in casa nostra (al nostro rientro la casa era tale e quale l’avevo lasciata!). Ottimo esercizio di “distacco” e fiducia, da provare!

L’appartamento dello scambio è nel bel mezzo di Belleville, nel centro della “Babilonia parigina”! Eravamo in un grande complesso di case popolari ben organizzate (non come in Italia) con tanto di entrate con chiavi speciali e con parcheggio sotterraneo ad accesso privato. Certo, ringraziamo il cielo che è stato così!… devo dire che a tratti ho temuto di poter essere rapinata (ma spesso questi timori son fasulli o creati dal pregiudizio!). Il grande giardino verdeggiante e chiuso dai cancelli è stato comunque una grande cosa! 🙂

A parte questo, i nostri vicini arabi, neri, ebrei o cinesi erano tutti tranquilli e capaci di godersi i lori spazi di cittadini in un agosto metropolitano! A me è parso più di essere in Africa che nel centro d’Europa e questo ha dato un risvolto esotico alla nostra strana vacanza! Quanto amo scoprire cose nuove!!!

E’ la primissima volta che scelgo di trascorrere le vacanze estive in una metropoli e devo dire che non mi sono pentita affatto! Anzi, la voglia di città e di cultura era talmente forte dopo due anni di quiete ticinese che ci ritornerei di corsa a Parigi!!!  Poi lo devo ammettere, l’esperienza dello scambio casa dà al viaggio un valore aggiunto: vivere da cittadino e non da turista è un grosso vantaggio! Per prima cosa tutti i nostri ” nuovi vicini di casa” hanno subito capito che noi abitavamo lì… e che non eravamo turisti incerti da tenere sott’occhio!

Di certo Belleville non è una meta ambita dai turisti… anche se PizzaPie (ciao Barbara!) mi ha confessato che pure Monica Bellucci vive in questo quartiere multietnico… si, ma chissà in quale super attico si è rintanata!?!

Ho deciso di non raccontarvi – post dopo post – tutte le nostre tappe giornaliere (chissenefrega), i nostri giri tra i quartieri centrali o “fuori porta”… vi dirò di quello che ho nel cuore, di ciò che ricordo e di quello che vorrei consigliarvi!

L’Oriente è a Belleville
Si, a me Belleville è piaciuta tantoooo!
Non ho mai potuto fotografarla nel suo intimo perchè era meglio evitare certi gesti spesso offensivi ed invadenti… comunque posso raccontarvi dei colori del mercato in Boulevard de Belleville con tonnellate di frutti enormi esotici e molto ricercati! C’erano l’ocra, verdura stramba che adoro, i manghi giganti, i fichi, chili di datteri secchi direttamente da Tunisi!

Ancora: i volti vissuti degli arabi dagli occhi neri e profondi, le coloratissime donne nere con il sedere all’insù tutte avvolte dai tessuti più belli del mondo, le famiglie ebree di donne timide vestite con calze pesanti color carne sotto a gonne di panno nere. I ragazzini dal viso saggio e vissuto, gli ubriaconi a bordo strada, i negozietti di alimentari d’importazione (l’acqua di rosa araba è fenomenale per dolcetti e non solo!), l’hummus pronto in vendita sotto casa era superiore al mio…
Ma anche la gentilezza dei bambini cinesi che ci aprivano il cancello di casa, riconoscendoci, già al terzo giorno di convivenza, i forni con paste all’uvetta golosissime e cremosissime… peccato per il caffè, ma questa è  una questione “da post dedicato!”… 🙂
Poi il concerto (mancato, perchè visto solo sul finire) al Parc de Belleville… tramonto, musica Klezmer live e bellissima vista su Parigi! Che bellooooo! Tutto questo sempre con loro: Diana e Leda! Le nostre bimbe viaggiatrici, le nostre pazienti figlie dalle bizze di stanchezza serale!


Parigi città

… che è bella ma puzzona, romantica ma frettolosa, organizzatissima ma molto scomoda; disarmante per la sua bellezza e per i suoi contrasti! Emblema (come ogni metropoli, m’immagino) della nostra società: offre tanto ma a patto di duri sacrifici! Credo che sia stata ben rappresentata dal ‘700, secolo in cui convivevano la nuova voglia di libertà e la cipria bianca che copriva lo strato di cricca!
Mi chiedo perchè la città con il Museo più visitato al mondo (il Louvre ha 8 milioni di visitatori e oltre 380.000 opere d’arte esposte tra le quali la violatissima Gioconda; per lei farò un post a parte!) deve avere una mobilità così inadeguata?!
Capisco che non tutte le 16 linee metropolitane (la prima è del 1900!!!) possano avere lift e scale mobili ma, spiegatemi, come può una famiglia sopravvivere alle grandi distanze di Parigi?!
Se si viaggia con un passeggino l’accesso alle metro è intricato e scomodo, si deve citofonare alla guardia che apre la sbarra in tempi lunghissimi… e, quando il cancello agevolato non c’è, si deve sollevare in aria il passeggino chiuso e passare dagli ostacoli d’entrata comuni. Insomma, una mamma.. da sola col proprio figlio in passeggino… si fa due braccia grosse come Hulk!
Per questo RINGRAZIO DANIELE che per 18 giorni ha fatto l’eroe della situazione sollevando Leda per tutte le scale di Parigi!
Di Parigi ho amato molto i forni con delizie croccanti e molto dolci: girelle con uvetta, pane con pepite di cioccolato, dolci turchi al miele che non prendi per paura del diabete ma che divori con lo sguardo! Invece la famosa baguette a me proprio non fa impazzire…. diventa dura in pochi minuti e non mi sembra poi così adatta ad essere farcita! Spalmata di burro, invece…. è buonissima, a noi l’hanno proposta a colazione al posto della brioche!
Poi ancora gli artisti di strada creativi ed eccentrici, tra i quali uno lo abbiamo ritrovato due volte nei pressi di Notre Dame, eccolo mente raccoglie le monete – offerte – con uno scopone impolverato! A me lui è piaciuto, molto ironico e dissacrante! Bravo!

I parchi pubblici

Innanzitutto sono pensati per i bambini, sono puliti nonostante siano molto vissuti e spesso gratuiti! Decorati alla perfezione con aiuole meravigliose, piccoli zoo, giochi d’acqua per la calura estiva, giostre di ogni tipo, sdraiette e poltroncine gratuite ovunque ecc.
A differenza dei parchi pubblici che conosco a Parigi ogni gioco per bambini è contrassegnato dalla fascia di età adatta al gioco e devo dire che son tutti innovativi, ecologici (probabilmente fatti con materiale eco o di riciclo!).
Primo fra tutti le Jardine d’Acclimatation, un vero paradiso per le famiglie! Per soli 3 euro offrono tantissime giostre, un orto botanico, una piccola fattoria, uno zoo rispettoso, giochi d’acqua di ogni tipo, panchine ombreggiate e tanti laboratori per bambini! Noi abbiamo anche attraversato una piccola giungla sulla barchetta all’interno del parco, le bimbe si son divertite moltissimo noi ci siamo rinfrescati un pochino…

Presto vi racconterò della vista al D’Orsay con ingresso agevolato per famiglie, del “mio” giardino  delle ninfee di Giverny, scelto da Monet per la sua bellezza coloratissima… poi ancora dalla crisi di asfissia della povera Gioconda e del senso di inferiorità che ogni pittore (mediocre come me) prova visitando le sale del ‘500/’600/’700 al Louvre…. e di molto altro!
Proverò a farlo nel mio solito modo: uno sguardo attento rivolto verso la bellezza e con l’orecchio teso verso il mio cuore….
ciao, a presto!

Paris, My way (1)