Scambio casa a Parigi, parte prima

Come avete visto dall’album di foto pubblicato qui sotto ( e ieri lo avete fatto in 212!) a me Parigi è piaciuta molto! Mi ha ispirata e mi ha dato anche modo di riflettere su me stessa versione turista.
La frenesia del turista è palpabile ovunque e l’essere sensibile a questo meccanismo mi ha aiutata ad evitare acquisti impulsivi! Devo ammettere che il fatto di non poter spendere e spandere euro a volontà mi ha aiutato MOLTO ad acquisire consapevolezza! Nonostante questo però io e Daniele non abbiamo potuto opporci al cibo veloce e pratico pensato per l’animale turista!
Anche se…. ma vi spiego poi… 😉

Lo scambio casa che abbiamo fatto con questa coppia di giovani parigini è stato più che positivo, loro sono stati piacevoli nel momento dello scambio chiavi (i loro due bimbi son bellissimi ed educatissimi!) ed ordinati in casa nostra (al nostro rientro la casa era tale e quale l’avevo lasciata!). Ottimo esercizio di “distacco” e fiducia, da provare!

L’appartamento dello scambio è nel bel mezzo di Belleville, nel centro della “Babilonia parigina”! Eravamo in un grande complesso di case popolari ben organizzate (non come in Italia) con tanto di entrate con chiavi speciali e con parcheggio sotterraneo ad accesso privato. Certo, ringraziamo il cielo che è stato così!… devo dire che a tratti ho temuto di poter essere rapinata (ma spesso questi timori son fasulli o creati dal pregiudizio!). Il grande giardino verdeggiante e chiuso dai cancelli è stato comunque una grande cosa! 🙂

A parte questo, i nostri vicini arabi, neri, ebrei o cinesi erano tutti tranquilli e capaci di godersi i lori spazi di cittadini in un agosto metropolitano! A me è parso più di essere in Africa che nel centro d’Europa e questo ha dato un risvolto esotico alla nostra strana vacanza! Quanto amo scoprire cose nuove!!!

E’ la primissima volta che scelgo di trascorrere le vacanze estive in una metropoli e devo dire che non mi sono pentita affatto! Anzi, la voglia di città e di cultura era talmente forte dopo due anni di quiete ticinese che ci ritornerei di corsa a Parigi!!!  Poi lo devo ammettere, l’esperienza dello scambio casa dà al viaggio un valore aggiunto: vivere da cittadino e non da turista è un grosso vantaggio! Per prima cosa tutti i nostri ” nuovi vicini di casa” hanno subito capito che noi abitavamo lì… e che non eravamo turisti incerti da tenere sott’occhio!

Di certo Belleville non è una meta ambita dai turisti… anche se PizzaPie (ciao Barbara!) mi ha confessato che pure Monica Bellucci vive in questo quartiere multietnico… si, ma chissà in quale super attico si è rintanata!?!

Ho deciso di non raccontarvi – post dopo post – tutte le nostre tappe giornaliere (chissenefrega), i nostri giri tra i quartieri centrali o “fuori porta”… vi dirò di quello che ho nel cuore, di ciò che ricordo e di quello che vorrei consigliarvi!

L’Oriente è a Belleville
Si, a me Belleville è piaciuta tantoooo!
Non ho mai potuto fotografarla nel suo intimo perchè era meglio evitare certi gesti spesso offensivi ed invadenti… comunque posso raccontarvi dei colori del mercato in Boulevard de Belleville con tonnellate di frutti enormi esotici e molto ricercati! C’erano l’ocra, verdura stramba che adoro, i manghi giganti, i fichi, chili di datteri secchi direttamente da Tunisi!

Ancora: i volti vissuti degli arabi dagli occhi neri e profondi, le coloratissime donne nere con il sedere all’insù tutte avvolte dai tessuti più belli del mondo, le famiglie ebree di donne timide vestite con calze pesanti color carne sotto a gonne di panno nere. I ragazzini dal viso saggio e vissuto, gli ubriaconi a bordo strada, i negozietti di alimentari d’importazione (l’acqua di rosa araba è fenomenale per dolcetti e non solo!), l’hummus pronto in vendita sotto casa era superiore al mio…
Ma anche la gentilezza dei bambini cinesi che ci aprivano il cancello di casa, riconoscendoci, già al terzo giorno di convivenza, i forni con paste all’uvetta golosissime e cremosissime… peccato per il caffè, ma questa è  una questione “da post dedicato!”… 🙂
Poi il concerto (mancato, perchè visto solo sul finire) al Parc de Belleville… tramonto, musica Klezmer live e bellissima vista su Parigi! Che bellooooo! Tutto questo sempre con loro: Diana e Leda! Le nostre bimbe viaggiatrici, le nostre pazienti figlie dalle bizze di stanchezza serale!


Parigi città

… che è bella ma puzzona, romantica ma frettolosa, organizzatissima ma molto scomoda; disarmante per la sua bellezza e per i suoi contrasti! Emblema (come ogni metropoli, m’immagino) della nostra società: offre tanto ma a patto di duri sacrifici! Credo che sia stata ben rappresentata dal ‘700, secolo in cui convivevano la nuova voglia di libertà e la cipria bianca che copriva lo strato di cricca!
Mi chiedo perchè la città con il Museo più visitato al mondo (il Louvre ha 8 milioni di visitatori e oltre 380.000 opere d’arte esposte tra le quali la violatissima Gioconda; per lei farò un post a parte!) deve avere una mobilità così inadeguata?!
Capisco che non tutte le 16 linee metropolitane (la prima è del 1900!!!) possano avere lift e scale mobili ma, spiegatemi, come può una famiglia sopravvivere alle grandi distanze di Parigi?!
Se si viaggia con un passeggino l’accesso alle metro è intricato e scomodo, si deve citofonare alla guardia che apre la sbarra in tempi lunghissimi… e, quando il cancello agevolato non c’è, si deve sollevare in aria il passeggino chiuso e passare dagli ostacoli d’entrata comuni. Insomma, una mamma.. da sola col proprio figlio in passeggino… si fa due braccia grosse come Hulk!
Per questo RINGRAZIO DANIELE che per 18 giorni ha fatto l’eroe della situazione sollevando Leda per tutte le scale di Parigi!
Di Parigi ho amato molto i forni con delizie croccanti e molto dolci: girelle con uvetta, pane con pepite di cioccolato, dolci turchi al miele che non prendi per paura del diabete ma che divori con lo sguardo! Invece la famosa baguette a me proprio non fa impazzire…. diventa dura in pochi minuti e non mi sembra poi così adatta ad essere farcita! Spalmata di burro, invece…. è buonissima, a noi l’hanno proposta a colazione al posto della brioche!
Poi ancora gli artisti di strada creativi ed eccentrici, tra i quali uno lo abbiamo ritrovato due volte nei pressi di Notre Dame, eccolo mente raccoglie le monete – offerte – con uno scopone impolverato! A me lui è piaciuto, molto ironico e dissacrante! Bravo!

I parchi pubblici

Innanzitutto sono pensati per i bambini, sono puliti nonostante siano molto vissuti e spesso gratuiti! Decorati alla perfezione con aiuole meravigliose, piccoli zoo, giochi d’acqua per la calura estiva, giostre di ogni tipo, sdraiette e poltroncine gratuite ovunque ecc.
A differenza dei parchi pubblici che conosco a Parigi ogni gioco per bambini è contrassegnato dalla fascia di età adatta al gioco e devo dire che son tutti innovativi, ecologici (probabilmente fatti con materiale eco o di riciclo!).
Primo fra tutti le Jardine d’Acclimatation, un vero paradiso per le famiglie! Per soli 3 euro offrono tantissime giostre, un orto botanico, una piccola fattoria, uno zoo rispettoso, giochi d’acqua di ogni tipo, panchine ombreggiate e tanti laboratori per bambini! Noi abbiamo anche attraversato una piccola giungla sulla barchetta all’interno del parco, le bimbe si son divertite moltissimo noi ci siamo rinfrescati un pochino…

Presto vi racconterò della vista al D’Orsay con ingresso agevolato per famiglie, del “mio” giardino  delle ninfee di Giverny, scelto da Monet per la sua bellezza coloratissima… poi ancora dalla crisi di asfissia della povera Gioconda e del senso di inferiorità che ogni pittore (mediocre come me) prova visitando le sale del ‘500/’600/’700 al Louvre…. e di molto altro!
Proverò a farlo nel mio solito modo: uno sguardo attento rivolto verso la bellezza e con l’orecchio teso verso il mio cuore….
ciao, a presto!
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7 pensieri su “Scambio casa a Parigi, parte prima

  1. Marina

    Grazie, quest’anno non ho fatto vacanze e mi è piaciuta questa prima immersione nelle atmosfere parigine, che hai descritto così bene ” con uno sguardo attento verso la bellezza e con l’orecchio teso verso il tuo cuore”. Ho visitato Parigi nel 1969 e poi non ci sono più stata, quindi moltissime cose saranno cambiate ma di sicuro il suo fascino no. E pensare che a quell’epoca ammirai molto l’efficienza dei trasporti, ma di sicuro non avevo problemi di passeggini e figli, avevo solo 19 anni e viaggiavo in autobus e metropolitana solo quando andavo a giro con una cugina sedicenne e parigina che mi faceva da guida, per il resto avevo molti parenti pronti ad accompagnarmi in auto e che sapevano destreggiarsi bene in quel caos di traffico che già allora c’era.

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  2. Pizza pie

    Che dire… Parigi è proprio così come l’hai descritta, anche se credo che ognuno al rientro a casa si porta via la “sua” Parigi… Ma che bello viverci. Non cambierei con niente al mondo! Anche se a volte un poca di voglia di natura ce l’ho, ma magari quando sarò anziana, per il momento mi piace godermi la città!!! 🙂

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    1. Acquaviva Autore articolo

      anch’io mi sento ancora molto cittadina, ma non è un male. Devo comunque ammettere che l’approdo alla natura, senza poche cose e con tanta voglia di liberarsi dalle costrizioni moderne, è da me visto come una vera e propria conquista…. una meta che spero di conquistare presto, non in età da pensione! Se mai una pensione avrò! ah ah!

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