Archivio mensile:ottobre 2012

to be eco-friendly

Ho deciso di sostituire un pò alla volta tutti i prodotti detergenti per il corpo e per la casa (già ne uso pochissimi) con delle soluzioni naturali.

Cercando ispirazione nei vecchi rimedi della nonna ho trovato ottimi impulsi!

Ispirata dalle saponette vegan di Cecilia Lattari e da una ricetta semplicissima dello shampoo alla farina di ceci trovata su Veganblog.it ho deciso di agire e non solo informarmi!


10 MOTIVI PER ABBANDONARE LE VECCHIE ABITUDINI 

POCO ECO-FRIENDLY

1. Il risparmio economico è garantito e il rispetto dell’ambiente è la salsina buona che condisce questi ingredienti utili ad una nuova prospettiva di vita! Vi ricordo, amici lettori, che il cambiare abitudini è segno di vitalità, intelligenza e denota un desiderio di migliorare; se poi le direzioni che si scelgono sono speciali come questa che vi consiglio allora tutto andrà per il verso giusto! 🙂

2. Imparare questi trucchi e saperli tramandare alle mie bimbe è una cosa che mi fa impazzire! Un pò come guardare la nonna che fa la maglia, ed imparare piano piano anche solo guardando! Una banalità del viver quotidiano: parsimoniare l’acqua quando si fa la doccia, ci si lava i denti o si fa un bel bagno… se ai bimbi non lo si insegna in casa, sicuramente nessuno fuori lo farà per voi!

3. Il piacere di non inquinare più l’ambiente con mille bottigliette e flaconi di plastica è una conquista! Basta con imballaggi superflui o piccole confezioni da dover schiacciare, riciclare e poi smaltire! Quante energie perse!

4. Non essere succubi del potere del marketing è una libertà di altissimo valore. Conoscete Smarketing?! Scopritelo!

5. Imparare a fare cose nuove è utile! Se un giorno arrivasse per caso una tempesta solare chi vi venderebbe il vostro shampoo?! Se la vita vi constringesse a periodi di limitate risorse buttereste via i vostri soldi per comprarvi un balsamo?! Meglio farseli in casa con ingredienti quotidiani, no?!

6. Sapere di non essere la causa dell’inquinamento del fiume o del mare dove fai il bagno d’estate è una bella cosa, no?! Pensa ad esempio al precario equilibrio della barriera corralina, oppure ai poveri pesci dei Navigli milanesi o al nostro sporchissimo Po che sfocia nel mare più frequentato d’Italia!

7. Imparerai a riconoscere i prodotti giusti con un colpo d’occhio! Controllare tutte le etichette degli ingredienti o dei materiali ti assicura che stai per acquistare davvero prodotti eco-sostenibili. Le tecniche di fabbricazione dei prodotti eco-sostenibili non dovrebbero contenere soltanto materiali naturali e sicuri, ma devono anche essere stati realizzati in modo eco-friendly . La confezione come minimo deve essere biodegradabile, riciclabile o riutilizzabile.

8. Proteggi anche la tua famiglia! Quando utilizzi prodotti per la pulizia della casa senza sapere cosa stai usando, rischi non solo di usare sostanze chimiche che inquinano la terra, ma stai producendo e smaltendo dei rifiuti che contamineranno il nostro ambiente per anni. Utilizzando candeggina e altri prodotti chimici tossici per pulire la tua abitazione esponi regolarmente la tua famiglia a questi fumi nocivi. I bambini piccoli spesso toccano tutto con le mani e la bocca quindi se ti impegni a utilizzare solo prodotti di pulizia ecologici stai potenzialmente evitando ai piccoli il rischio di ingerire sostanze nocive. (ambiente-ecologico.info)

9. Riduci il riscaldamento in casa d’inverno, almeno di un grado. Se poi è possibile abbassare di altri 2 o 3 gradi, tanto di guadagnato. Questo ti permetterà di utilizzare meno energia e di aspettare la bolletta anche con un po’ più tranquillamente. In estate lascia il condizionatore acceso il meno possibile e solo se necessario: questo ti permetterà di risparmiare e sarà un grande inizio per dare il tuo contributo positivo per vivere in un ambiente ecologico!

10. Se condividi le tue competenze tra amiche sviluppi una rete di informazioni verbali che contribuiranno alla diffusione di queste abitudini sane e sensate!

10 LINK E CONSIGLI PER AUTOPRODURRE PRODOTTI NATURALI
PER L’IGIENE PERSONALE E DELLA CASA

1. Usare la lavastoviglie perchè, come Sauro Martella di Veganblog insegna qui, è un gran risprmio energetico! Al giorno d’oggi tutte le lavastoviglie dovrebbero avere almeno classe di lavaggio A. Risparmiare sull’acqua è buono non solo per il portafogli ma è anche importante per la nostra “riserva” che non è infinita!

2. Sostituite se potete le tabs della lavastoviglie con un sapone liquido home made, eccone qui uno fantastico sempre from Veganblog! Grazie Mirtilla V! Quando le finisco uso tanto sale grosso e dell’aceto direttamente in lavastoviglie!

3. Come sapone per i piatti potete provare questo, è ottimo!

4. Per lavari i capelli studiate bene questo sito: laReginadelSapone.com, lei consiglia di risciacquare i i capelli dopo lo shampoo con l’aceto, poi leggete qui e qui, ci sono ottime idee!

5. Esiste anche lo shampoo alla radice saponaria! Fantastico, lo proverò! Poi leggete anche questi quattro shampoo naturali, ce ne sono per tutti i tipi di capelli!

6. Dopo ogni shampoo sciacqua i capelli con aceto di mele e acqua fredda, diventeranno lucidi e morbidi!

7. Per chi ha i ricci come me può seguire queste indicazioni per un balsamo perfetto (grazie a Noa, tra i commenti alla ricetta dell’Ecoshampoo di Erzebeth):

BALSAMO AL LIMONE IN CUBETTI

Ingredienti:
2 limoni
100ml acqua
1 cucchiaio di olio di cocco…

Procedimento:
Togliere la buccia ai limoni (come per le crema pasticcera) tagliarla a pezzattini e metterla a bagno per 30 min nel bicchiere d’acqua calda. Spremere i limoni unire tutto nel bicchiere del frullatore e frullare tutto. Con un vecchio lenzuolo filtrare e mettere nel portacubetti del giaccio in freezer. Si conserva per mesi, basta ricordarsi di scongelarlo mezz’oretta prima della doccia!! Usare la quantità di cubetti desiderata, a seconda della lunghezza dei vostri capelli! Risciacquare con acqua fredda per lucidarli e stimolare la cute.

8. Come esfoliante per il viso e per il corpo fate questo super dolce!

ESFOLIANTE VISO-CORPO

Ingredienti
10 cucchiai Zucchero di canna
5 cucchiai olio di mandorle dolci
10 gocce di OE di bergamotto

Procedimento
Mescolate insieme tutti gli ingredienti e conservate il composto in un barattolo di vetro ben chiuso.. potete utilizzarlo per un mese.

9. C’è una formulina molto semplice per pulire a fondo i pavimenti (ma non adatta al parquet o al marmo) è molto economica e soprattutto ecologica:

DETERSIVO PER PAVIMENTI
in uno secchio con 3l d’acqua aggiungete:
10 cucchiai d’aceto
10 cucchiai di alcol
1 goccia di detersivo per piatti
essenze a piacere

COME USARLO:
Passate in tutta la casa, non vi preoccupate perche l’odore dell’aceto non rimarrà, anzi, l’aceto ha la proprietà di igienizzare e neutralizzare gli odori sparsi per la casa. All’inizio questa miscela leverà l’eccesso di detersivo impregnato per terra (causa degli aloni e dell’opacità), e poi col tempo servirà per lucidare il pavimento che, più passerà il tempo, più avrà un aspetto bagnato o ad specchio. Serve pure per il cotto o il gress. (guardate qui)

10. Informatevi sempre sulle alternative ai detersivi o detergenti  classici. C’è un mondo migliore che si prospetta a chi rinuncia a questi prodotti. Un mondo pieno di cose semplici e meno elaborate da chimici sperimentatori. Non voglio farvi vedere le immagini delle povere cavie (animali) sulle quali vengono testate i nostri shampoo tradizionali, non lo faccio perchè sono immagini orrende e terrificanti. Voglio però informarvi sulle alternative veloci e poco costose che
la natura ci propone!


Vi lascio con una riflessione.

I detersivi tradizionali contribuiscono in modo prepotente all’inquinamento della terra. Spesso però dimentichiamo che ogni cosa inventata dall’uomo non è altro che il pallido tentativo di copiare la meraviglia della natura con le sue forme di vita così profondamente diverse eppure unite tra di loro. E’ nella natura stessa che dobbiamo ricercare il nostro ritorno alla semplicità, all’utilizzo di materiali naturali, ecologici, biodegradabili, ecocompatibili.

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Klein Byars Kapoor (1)

Come promesso ecco finalmente “Boom” uno scritto suddiviso in tre parti sulla mostra
Klein, Byars, Kapoor, fino al 16 dicembre al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Nizza.

Ai coraggiosi auguro una buona lettura, proficua ed illuminante!
Vi chiedete perchè si chiama Boom?!
Leggete e scoppierete di gioia e d’amore per le cose belle e profonde!

………………… Boom! ………………..

(parte prima)

BLU, YVES KLEIN
L’artista dell’elevazione spirituale, l’uomo che crea un colore (unico, inimitabile e da lui brevettato) per poter dialogare con il sottile e grazie al sottile. L’artista che ha “riempito” una stanza vuota con il suo “pieno artistico” (invisibile agli occhi ma tangibile etericamente!).
Il mio eroe, l’oggetto della mia tesi! La mostre si apre con la sua sala, equilibrata. Perfetta!

Ho visto in mostra delle spugne, dei monocromi e… sorpresa! una grandissima vasca piena di pigmento IBK. Una potenza intensa e per me inaspettata! La vasca blu ha una forza evidente ma che sa anche attendere. E’ una di quelle cose che può essere liberata solamente se ben direzionata… Una vastità cromatica che pulsa autonomamente e che sprigiona energia vibrante e creatrice.


Qui sopra l’installazione della vasca a Palazzo Ducale, Genova.

A me il suo blu rimanda a Dio. E dico di più: penso a Dio che crea insieme al Big-Bang! Un Dio blu che crea Tutto e che lo fa insieme ad una forza coesistente, un momento creativo al cubo. L’International klein Blu è come Dio al cubo. Bè si, esagero e lo so!, ma vorrei provocarvi tantissimo, emozionarvi e marcare lo stupore che ho vissuto rivedendolo!!!

Tra l’altro questo pigmento ha un’intensità così forte grazie alla sua massiccia dose di Blu Oltremare che ora è un pigmento di sintesi, ma che da sempre è stato considerato il blu per antonomasia perchè ricavato dal costosissimo lapislazzulo!!!

Pur avendo un’ottima resistenza alla luce e alle basi, il pigmento viene facilmente scolorito dagli acidi. Per questo motivo era utilizzato negli affreschi solo a secco, cioè applicato in miscela con dei leganti sull’intonaco asciutto. Come negli affreschi meravigliosi della Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto, a Perugia.


Cappella degli Scrovegni, Padova

Questa sua instabilità e particolarità la lego alla sua spiritualità e alla sua incontestabile magia attrattiva!  Fino all’introduzione della pittura ad olio era considerato blasfemo mischiare questo colore ad altri… fate voi!


Qui sopra la vista della sala dedicata a Klein, al MAMAC di Nizza

“Un giorno notai la bellezza del blu in una spugna; questo strumento di lavoro 
divenne per me materia prima d’un sol colpo. La straordinaria capacità delle
spugne di assorbire qualsiasi liquido mi affascinò”. (Yves Klein)


Queste spugne su tela evocano il fondale di un Oceano…

Yves Klein con il blu ricopre oggetti non casuali. Imbeve spungne di mare fino a saturarle e le secca poggiandole su piedistalli verticali e solidi. Come a dire che dobbiamo riempirci fino all’ultima goccia di spiritualità e grazie al blu sovrasensibile possiamo tendere o arrivare al nostro fine. In alto.

La spugna è la perfetta esemplificazione di una “impregnazione con sensibilità pittorica”, visto che le spugne sono naturalmente predestinate a essere veicolo di un altro elemento permeante.” Ho trovato questa frase in questo sito ufficiale di Klein, devo dire che citarla avvalora il significato che vorrei dare al blu: un colore permeante, vibrante e divino.

Ad aggiungere valore a questi pensieri vi dico anche che Klein arrivò a cambiare il potere proprio dell’artista, non più creatore “egocentrico” ma pensatore/manifestatore impersonale. Lo fece riducendo gli strumenti individuali di espressione e formulando la monocromia quale unico atto pittorico rivolto a una progressiva dissoluzione non solo della figurazione ma dell’opera d’arte stessa.

“Sono giunto a dipingere il monocromo […] perché sempre di più
davanti a un quadro, non importa se figurativo o non figurativo, provavo la
sensazione che le linee e tutte le loro conseguenze, contorno, forma,
prospettiva, componevano con molta precisione le sbarre della finestra di una
prigione.”

Klein abbandona pennelli e gesti per non appensantire con se stesso le sue creazioni, lascia che sia il lento assorbire di una spugna a rendere manifesto il suo messaggio artistico universale. Lascia che sia il corpo di una donna ad imprimere una grande tela…. Davanti ai suoi lavori ci si sente spiazzati, come in procinto di saltare nel vuoto. Le sue opere sembrano essere l’espressione del libero arbitrio: essere o non essere?! Scelgo o mi lascio giudare?! Salto o sto con i piedi a terra?!

Un antropometria di due corpi fluttuanti, MAMAC Nizza

Non mi è ancora chiaro il motivo per il quale la mostra inizia con il blu di Klein, procede col bianco di Byars e si conclude con il truculento rosso caldo di Kapoor….
Mi piace credere che sia come dire: “Ecce Homo” nel bene o nel male è al blu che l’uomo deve arrivare!

E’ dal blu in se stesso che l’Uomo deve partire! Attraverso la nostra fisicità (le ossa bianche) fino alle nostre inconsce mostruosità sanguigne (il rosso passionale della cera di Kapoor).

           ……………………………………………..

Il commento alla mostra continua nel post sucessivo Klein Byars Kapoor (2)
Presto sarà pubblicato.

arte a Nizza con socca

Andando verso Ussat (urca è già passato un mesetto!) io e Daniele ci siamo fermati a Nizza. Città che ho visitato per la prima volta e che mi ha subito rapita per la sua bellezza e particolarità! Abbiamo mangiato benissimo in un posticino che, solo dopo e per caso, ho scoperto essere il migliore fornitore di SOCCA in città!  La socca è uguale alla nostra cecina, un impasto liquido fatto con farina di ceci, cotto al forno e condito con una spolverata di pepe macinato… una delizia!

Ho pensato di poter vivere felicemente a Nizza, il suo clima di mare mi serve, la sua “promenade des anglais” lungo la riva del mare è fenomenale e rilassante, la multiculturalità francese mi si addice… il mercatino di spezie, fiori e saponi è abbordabile e coloratissimo…. la socca è da favola…. l’arte è ottima e il Museo d’arte moderna e Contemporanea è attivo e di qualità! Chissà, magari un giorno…..

Prima di partire ho organizzato tutto per poter vedere una mostra al Museo d’arte moderna, la mega trilogia che riunisce i due grandi artisti che ammiro di più al mondo! La mostra, dal titolo Klein, Byars, Kapoor, è meravigliosa, intensa e catartica! Ora ve ne parlo con entusiamo perchè – come vedrete – anche questa sarà un occasione che sfrutterò per parlarvi di cose spirituali!!!

Prima di tutto si tratta di una mostra che riunisce artisti anomali, monocromatici e che nemmeno si sono mai incontrati tra di loro. Hanno/avevano pure tre diverse nazionalità: francese, americana e indiana. L’accostamento dei tre è perfetto e sorprendente se visto dal punto di vista di un dialogo magico orientato verso l’alto.

La mostra è pensata come omaggio ad Yves Klein per il 50° anniversario della sua scomparsa. Direi che l’omaggio è ben riuscito!

Una prima lettura semplice della mostra può essere: guidare lo spettatore attravero un viaggio cromatico tra l’IKB di Yves Klein, il bianco di James Lee Byars ed il rosso sangue di Anish Kapoor. Ai colori corrispondono materiali e sensazioni diverse: al blu un pigmento impalpabile, al bianco il duro marmo e al rosso una cerca calda e malleabile….. bla bla….

Ma io vi vorrei indirizzare su una lettura più profonda e complessa.Alle idee che mi frullano vorrei anche dare un titolo perchè è davvero un testo sentito quelle che sto pensando e vorrei fare le cose per bene!

Siccome l’articolo che sto preparando è lunghissimo ho deciso di spezzare questo post, quindi oggi pubblico queste righe introduttive, presto arriverà il post della mostra. 😉

Buona giornata, cari lettori!

novità

Novità!

Gli articoli più visitati verranno visualizzati a destra della home page (come sempre) ma da oggi una foto rappresenterà il tema del post, il cui titolo sarà visibile passandoci sopra con il mouse.

Spero che sia chiaro, i cambiamenti al blog non sono mai ben visti ma amo le cose belle e credo che questo sia un bel cambiamento che mi rappresenti. Spesso le foto che pubblico sono mie, e quando non lo sono cerco sempre di citarne la fonte.

Qualora mi sia sfuggito qualche autore o ul link prego di avvisarmi via mail atteaverso questo blog.

Grazie!

Biancaneve liberata

IL MESSAGGIO DEL GRAAL NELLE FIABE
( Pentagramma italiano, 2° trimestre 1991 )

Cosa sono le fiabe?
Quando sono autentiche, esse provengono dalla sorgente cosmica della verità eterna. Numerose fiabe popolari sono dunque messaggi dell’anima e risvegliano nell’umanità una nostalgia: quella di dover compiere una missione interiore, segreta e creatrice.
I racconti illustrano, con l’aiuto di immagini semplici, questo processo di creazione. Ma nella nostra epoca pochi uomini sono ancora in grado di comprendere intuitivamente il loro messaggio. Ecco perché si tenta di svelare questo messaggio in vari modi.
Vi sono delle fiabe che, come gioielli scintillanti, danno una profonda conoscenza del mistero del Graal; sono quelle che provengono dalle scuole dei misteri cristiani del medioevo, fiabe destinate a trasmettere il loro contenuto gnostico ai cercatori dell’epoca, molto più abituati di noi alle immagini e ai simboli.
Questi racconti non riflettono solamente il processo di sviluppo naturale dell’anima nel mondo dialettico, ma testimoniano anche di un intervento cristico, cosmico e universale, che agisce ovunque e in tutto, dall’interiore verso l’esteriore e dall’esteriore verso l’interiore, tanto nel microcosmo come nel macrocosmo.

Poiché scaturiscono dalla Gnosi, questi racconti presentano il triplice processo universale secondo questa formula:

1. tutti i microcosmi provengono dal mondo divino, o a causa della loro caduta o per la loro offerta d’amore, Ex Deo nascimur
2. tutti i microcosmi legati al mondo dello spazio‑tempo, sia per la loro caduta che per la loro offerta d’amore, passano attraverso innumerevoli prove e purificazioni e, prima del ritorno, attraverso l’annientamento dell’io, In Jesu morimur
3. dopo la rinascita perfetta dell’anima essi si elevano dalla natura della morte e ritornano al mondo divino attraverso la forza dello Spirito vivente, Per Spiritum Sanctum Reviviscimus.
In una fiaba autentica questa triplice impronta universale è visibile anche se è solo un tenue riflesso. Questi racconti parlano di un incidente cosmico, come la caduta degli spiriti luciferini, e dell’offerta d’amore volontaria della Fraternità Cristica. Questa è una realtà superiore che penetra tutto, e alla quale tutti gli uomini sono legati più o meno consciamente.

La fiaba di BIANCANEVE dà un’immagine particolarmente bella e penetrante di questo messaggio cosmico.
La fiaba comincia nel momento in cui la regina sta cucendo davanti a una finestra incorniciata di nero: guardando il paesaggio invernale si punge un dito, e tre gocce di sangue cadono sulla neve. Questo simbolo appare anche nella storia di Parsifal:
è il simbolo del Graal che tocca direttamente il cuore.
La neve rappresenta la purezza, il silenzio, la verginità del principio ricettore dell’anima. Il sangue simbolizza la forza solare creatrice, il fuoco divino. Tre gocce di sangue sulla neve: sono l’immagine della triplice offerta del Logos solare, che si manifesta attraverso la saggezza, l’amore e l’attività della Triplice Alleanza della Luce (Graal, Catari e Rosacroce).

Tramite la loro offerta queste tre fraternità testimoniano dell’intervento cosmico cristico. Esse discendono nell’abisso della terra per purificare ed elevare di nuovo nel campo divino dello Spirito l’anima umana caduta ‑ la Pistis Sophia – prigioniera della materia.

Quando la regina vede le tre gocce di sangue sulla neve, desidera avere una bimba dalla pelle bianca come la neve, simbolo della purezza, dalle guance rosse come il sangue, simbolo della forza d’amore e della disposizione al dono di sé, e dai capelli neri come l’ebano. Quest’immagine prefigura un avvenire ancora nascosto nel quale il piano divino si compirà. Anche qui si presentano tre aspetti della Fraternità Universale.

Si può vedere la regina come la madre divina originale, o sostanza originale; la madre della saggezza, che fa nascere il principio puro e divino dell’anima, nel cuore di ognuno. Così Biancaneve, la piccola Biancaneve, nasce nel cuore del microcosmo; è il fragile germe di un’anima divina in mezzo alle forze della natura. Poi la regina muore, la sostanza originale si perde nella coscienza e al suo posto compare la matrigna, la materia cristallizzata, separata da Dio. L’apparenza prende il posto dell’essenza. Questa è l’immagine della caduta dell’anima onnisciente nell’incoscienza della materia grossolana.

L’uomo primordiale si è separato dal regno di luce della madre originale e deve dunque subire la penosa prova che lo conduce dalla nascita alla morte. Egli cade in preda all’incoscienza e al desiderio animale, e giunge nella materia oscura e mutevole che è illusione e che, come una falsa madre, si oppone all’anima divina. Il potente istinto di conservazione di questa madre lo fa continuamente tremare per la sua illusoria esistenza.

La matrigna
riveste numerosi aspetti. Essa personifica, in particolare, le forze della natura della morte, con tutti i suoi desideri, tutte le sue speculazioni e imitazioni. Sono le forze che spogliano sistematicamente la Pistis Sophia della sua luce. E ciò accade perché l’uomo, individualmente e collettivamente, è unito alla matrigna e si nutre della sua forza fondamentale, perché la sua personalità è portatrice di questa forza. Conosciamo “l’io” che vuole primeggiare, conosciamo i suoi desideri, la sua ostinata volontà, le sue speculazioni e scaltrezze al servizio del suo interesse personale. È la matrigna in noi, la nemica della piccola Biancaneve, del principio divino dell’anima, la Rosa del cuore.
In tutte le sfere del mondo dialettico l’uomo sperimenta i tentativi della matrigna di preservare la propria esistenza attaccando ciò che è immortale. L’angoscia incessante per la sua illusoria e personale esistenza e la paura d’essere smascherata devono infine portare al completo annientamento dell’io e di tutte le illusioni. Il triplice attacco all’anima è incessantemente infranto per mezzo della triplice offerta d’amore delle forze dell’Anima‑Spirito. Ma prima che il piano di salvezza del Logos si compia, ogni individuo sufficientemente maturo segue un difficile processo per divenire cosciente, processo radicale e intensamente drammatico.

Nella fiaba, Biancaneve cresce per sette anni e sviluppa le forze naturali dell’anima, fino al giorno in cui raggiunge la bellezza e la maturità. L’angoscia, la cattiveria e la gelosia della matrigna aumentano; essa sembra sospettare che in tutti i domini, esteriori ed interiori, stia per risvegliarsi un essere ben superiore a lei, più bello e potente. Nell’angoscia di dover subire una sconfitta, si volge verso lo specchio della neutralità, la coscienza cosmica che riflette la nuda realtà.
Regina, tu sei la più bella qui. Ma Biancaneve è mille volte più bella di te”, risponde lo specchio della verità. Non sorprende che la Regina sia definita “la più bella qui” cioè in questo mondo in cui è norma che si anteponga la personalità; poiché Biancaneve, il principio dell’anima divina, non è di questo mondo! La matrigna convoca il cacciatore affinché faccia morire Biancaneve; ma questi, impietosito, la lascia fuggire nella foresta e porta alla matrigna il cuore e il fegato di un animale che ha ucciso.


Il cacciatore
rappresenta l’intelletto dell’uomo, il quale deve essere condotto al silenzio dalla coscienza dell’anima che si risveglia. Ciò è simboleggiato da un cuore freddo e un fegato inerte, poiché nel processo alchemico del cambiamento dell’anima naturale in anima divina cosciente il cuore e il fegato sono i due organi essenziali per l’attrazione e l’assimilazione delle forze eteriche superiori (i quattro alimenti santi). Essi sono responsabili inoltre dell’espulsione delle sostanze nocive. Il cacciatore, cioè l’intelletto, è a questo punto già divenuto il servitore dell’anima superiore. Egli lascia scappare Biancaneve per “compassione”, e dà alla Regina, la matrigna, ciò che gli ritorna.
Il cammino di Biancaneve la conduce ora attraverso la foresta e su sette montagne. L’anima che aspira alla verità s’allontana dal mondo dialettico della matrigna e giunge nei pressi della “casetta dei sette nani” che si trova “dietro le sette montagne” dunque in un altro mondo. Quest’immagine appare anche nelle Upanishad: indica il loto del cuore, con i sette petali, le sette forze e proprietà. È anche un’allusione alle sette cavità cerebrali dove, come nella miniera, l’oro spirituale dev’essere portato alla luce. I sette nani sono i sette strumenti di cui l’organismo umano dispone; le sette forze di saggezza che collaborano alla ricreazione dell’uomo‑anima-spirito.
Biancaneve mangia nei sette piccoli piatti, beve nei sette piccoli bicchieri e dorme in uno dei sette piccoli letti dei nani. La nuova coscienza dell’anima che si risveglia si nutre di sette nuove forze, beve e mangia i santi alimenti dello Spirito Settemplice Universale; in cui trova la pace e la sicurezza.
Nelle fiabe, i nani sono spesso dotati di una saggezza presente nella coscienza dell’uomo in forma rudimentale, dunque limitata e ridotta. I sette Rishi dell’India, i sette Bodhisatva che ritornano incessantemente e i sette saggi della Grecia antica celano lo stesso simbolo. Sono le sette forze cosmiche della verità del passato originale, che hanno collaborato allo sviluppo delle sette cavità cerebrali e del focolaio della coscienza dell’essere umano. Ma vi è anche una forza settemplice di nuova saggezza che con la discesa del Cristo cosmico turba la rosa del cuore e prepara l’uomo al cammino di croce delle rose.

La casetta dei sette nani
si può anche rapportare alla manifestazione nella materia d’una scuola dei misteri. Vi si lavora con zelo affinché il processo della triplice morte e della triplice vittoria dell’anima si compia nell’aspirante ai misteri. La matrigna perviene alla coscienza dell’anima che si desta nella massima confusione. Alla sua domanda viene risposto: “Regina, tu sei la più bella qui, ma oltre le sette montagne, nella casa dei sette nani, Biancaneve è mille volte più bella di te!”.
Il nemico dell’anima, l’istinto di conservazione dialettico, è ora chiamato alla riscossa e l’io individuale e collettivo passa all’attacco dell’anima. Le forze della natura della morte elaborano tre piani omicidi: questo triplice processo d’annientamento entra in azione quando il principio dell’anima è risvegliato nel cuore del loto e collabora con le forze che estraggono l’oro dalle cavità cerebrali.
La matrigna, travestita da mercante, si reca alla casetta dei nani e offre a Biancaneve un grazioso corsetto: “Lascia che te lo allacci ben stretto!”; e Biancaneve si abbandona alle forze d’imitazione sotto la pressione della falsa morale di questo mondo. Di natura pura e divina, essa non concepisce il male e lascia che la matrigna stringa così forte il corsetto da farla cadere “come morta” al suolo. Le forze d’imitazione si nascondono sotto un aspetto di bontà, ma non sono che apparenza, armate della morale ordinaria che non è altro che una cultura senza verità essenziale. Esse promettono il cielo, il potere, la felicità e il benessere terrestre sulla base della formula: “Occhio per occhio, dente per dente”.


I corsetti della matrigna
sono noti a tutti. Il mondo dialettico ne possiede un intero arsenale. Essi determinano lo stato del sangue (con tutto il suo Karma), la moralità, la mentalità, il carattere dell’individuo e della cultura come anche le guerre tra i popoli. Attualmente opprimono l’umanità tanto interiormente che esteriormente: la contaminazione chimica e radioattiva, gli alimenti che gli umani sono costretti a consumare, ovunque delle materie nocive provocano la degenerazione e la cristallizzazione, provocando una sistematica asfissia dell’anima. L’umanità prova tutto ciò più o meno consciamente. Ma l’uomo sul cammino della liberazione se ne rende ben conto, ne è pienamente cosciente. La matrigna in lui lo afferra senza posa, con sentimenti d’angoscia e di vanità, fantasmi soffocanti che bloccano la coscienza dell’anima sul punto di svegliarsi e la privano del necessario soffio vitale. Ma se l’uomo mantiene un legame cosciente con la settemplice forza della Gnosi, questa manifesta allora la sua forza liberatrice. I sette nani liberano dal corsetto Biancaneve, e la forza della settemplice saggezza ridona alla coscienza dell’anima in germe il soffio vitale necessario.
Quando lo specchio della verità avverte la matrigna della risurrezione di Biancaneve, essa decide con rabbia di perpetrare un secondo omicidio. Nuovamente travestita, tenta di uccidere Biancaneve con un pettine avvelenato: “Lascia che ti acconci graziosamente” le dice. Biancaneve, malgrado l’avvertimento delle sette forze della saggezza, continua a non sospettare il male e si lascia pettinare dalle forze d’imitazione della falsa idealità, per cui ancora una volta, “cade come morta”.

Il primo tentativo omicida è diretto verso i centri emozionali, il cuore e gli organi della respirazione (propri della pancia – il corsetto), il secondo contro la testa, focolaio dei centri nervosi e del pensiero.

Dopo la caduta dei microcosmi e la loro unione con l’uomo animale, l’ostinata volontà arbitraria dell’uomo consuma la sua attività cerebrale. In effetti, il pensiero autentico, legato allo spirito, è scomparso; le creazioni mentali sono speculative e sperimentali. Ingovernabili, incontrollate, interamente orientate sulla conservazione dell’io, esse non sono più gli ornamenti dell’uomo, la “corona della creazione”. Come il pettine avvelenato, anch’esse uccidono l’anima.
Quando la matrigna sente dire per la terza volta che Biancaneve vive ancora, intraprende allora il suo terzo tentativo per farla morire. Questa è la prova decisiva. L’intera natura dialettica, la natura separata da Dio, è riassunta nel simbolo della mela avvelenata, che attacca l’anima che si desta, nel cuore del microcosmo. Come in una ripetizione della caduta originale, questo frutto è il simbolo di tutte le forze di seduzione e d’imitazione. Queste forze sono finalizzate alla distruzione dell’anima.

Al termine di un periodo di manifestazione, la matrigna mette mano ai materiali di costruzione cosmici, al fine di utilizzare le energie cosmiche della fissione dell’atomo per mantenersi e conservare la propria potenza. Una fase finale di questo tipo è sempre posta sotto il segno della mela avvelenata, che è lo strumento della caduta da un mondo superiore in un mondo inferiore. La volontà personale dell’uomo si impadronisce di un “frutto” che non gli appartiene, o non ancora, perché lo danneggerebbe. Le sette forze di saggezza che si sono lentamente formate nel corso dello sviluppo dell’umanità, non sono sufficienti a risvegliare il principio dell’anima di Biancaneve. Per liberare l’anima dall’impotenza in cui è stata relegata dal peccato originale, occorre che la suprema legge cosmica intervenga. È la ragione per cui il Cristo, cioè la suprema forza universale dello Spirito, si è offerto e discende fin nella natura della morte per penetrare nel cuore di tutti gli esseri che gli si aprono.
Ecco perché la coscienza‑Gesù dice “Il Padre e io siamo uno” e “Senza di me non potete nulla”. Nella fiaba Biancaneve è creduta morta dai sette nani, che la piangono. Essi la mettono in una bara di cristallo che porta il suo nome in lettere d’oro e la portano su un’alta montagna, dove Biancaneve, esposta nella sua meravigliosa bellezza, è vegliata dalle civette, dai corvi e dalle colombe. L’anima dell’uomo, che cammina attraverso le profonde tenebre della matrigna e soffre coscientemente per lo stato d’impotenza in cui è stata posta dal peccato originale, è seppellita in una tomba come Cristiano Rosacroce. Questo involucro cristallino porta le lettere d’oro della purezza ed è sigillato ermeticamente.

Questa bara di cristallo, autentico simbolo del Graal, rappresenta il nuovo corpo eterico, l’abito di luce, in cui si compie il miracolo alchemico della Trasfigurazione; il perfetto ristabilimento del microcosmo originale; in essa l’anima veglia alla realizzazione suprema dell’oro del suo nome. Sull’alta montagna ‑ simbolo del cranio ‑ il processo della Trasfigurazione continua nella bara ermetica custodita dai tre animali dei misteri, che rappresentano la Triplice Fraternità Universale.
La civetta simboleggia la saggezza, il corvo si rapporta al discernimento, al prericordo e alla comprensione d’un avvenire ancora sconosciuto; la colomba rappresenta l’offerta d’amore e l’unione dell’anima con lo Spirito. Queste tre forze proteggono il processo alchemico della Trasfigurazione e corrispondono a tre periodi, ai “tre giorni” che precedono la Risurrezione.
La fiaba racconta poi che il figlio del Re trova la bara di Biancaneve, e, colpito dalla sua bellezza immateriale, la chiede ai sette nani, i quali non gliela vogliono dare “nemmeno per tutto l’oro del mondo”. Tuttavia, poiché il principe non può più vivere senza Biancaneve e vuole venerarla come sua beneamata, i nani gliela donano. Egli fa allora portare la bara nel suo reame dai suoi servitori. Costoro inciampano lungo il cammino in una “pietra”, grazie alla quale la “mela avvelenata” esce dalla bocca di Biancaneve, che si risveglia alla nuova vita. Lo Spirito che dà la vita, il figlio del Re, si volge verso l’anima per destarla dal triplice sonno e ricondurla “a casa”, nel campo di vita originale.

Le sette forze istruttrici della coscienza, “i nani”, sono sostituite presso l’anima dal mistero più interiore, che irradia sul microcosmo come realtà suprema e assoluta a partire dal centro del macrocosmo. Questa sostituzione delle vecchie forze di saggezza ha luogo anche sul piano cosmico. I sette nani non abbandonano alla matrigna l’anima affidata alle loro cure, non lo farebbero “per tutto l’oro del mondo”. Ma si ritirano volontariamente offrendo allo Spirito cristico l’anima universale nel suo nuovo corpo eterico, la bara in cui giace Biancaneve. La forza suprema dello Spirito prende così la direzione per risvegliare l’anima divina e ricondurla a casa, nel campo di vita originale. Affinché questo piano riesca, il principio fondamentale dell’empietà, simboleggiato dalla mela avvelenata, deve uscire dall’anima rinnovata.
Ecco perché “la pietra”, l’ultima tappa da superare, si trova cristallizzata nella coscienza in sviluppo; l’uomo la percepisce solo quando inciampa su di essa. Allora l’ultimo resto d’empietà cade ed è rigettato dal sistema rinnovato. La pietra diviene “la pietra angolare” della nuova coscienza cristica, la pietra dei saggi, che fa della risurrezione dell’anima divina una realtà assoluta.

La fiaba finisce bene. Biancaneve e il figlio del Re ritornano nel regno del Padre e celebrano le loro nozze nello splendore e nella gloria. Le nozze alchemiche dell’Anima e dello Spirito, il ritorno della monade alla sua origine divina, sono finalmente compiute. L’Anima‑Spirito risuscitata trova la sua realizzazione nella coscienza cristica cosmica universale. Il triplice piano di salvezza del Logos è riuscito; esso vale per tutta l’umanità e sarà un giorno realizzato.


Ma ciascuno, preso individualmente, è chiamato a realizzarlo in se stesso, liberamente e coscientemente. Da solo l’uomo non può divenire Cristo.

Cosa avviene della “falsa madre”? Occorre rendere a Cesare ciò che è di Cesare. La personalità non cessa di mettersi in mostra, va incontro alla sua condanna danzando sui carboni ardenti e crolla sotto i colpi del proprio giudizio. È giunto il tempo in cui l’intera umanità riceve l’invito alle nozze alchemiche.


Ma chi può sottrarsi interamente all’influenza della matrigna? Sono coloro che comprendono il messaggio del Graal attraverso la storia di Biancaneve, che seguono l’appello e vi rispondono con la loro vita.

ritorna il Lectorium in Ticino!

Forse tutti voi – amici lettori – ormai sapete che la mia fede gnostica fa riferimento alla Scuola Internazionale della Rosacroce d’Oro, conosciuta nel mondo come il Lectorium Rosicrucianum.

A tutti quelli che non hanno capito bene di che cosa si tratta, a tutti gli amici ticinesi e a tutti i liberi cercatori rivolgo con piacere e gioia l’invito alla

Serata di dialogo che GIOVEDì 18 OTTOBRE si terrà a Lugano presso l’HOTEL PESTALOZZI
(dalle ore 20.30)

Il tema della lettura è l’UNICA RIVOLUZIONE.
Si parlerà apertamente e in modo semplice della possibilità che ad ogni uomo è offerta: il ritorno alla proprio Vera casa… attraverso un cammino liberatorio di autoconoscenza!

Spero di potervi conoscere o rivedere di persona!
Che la Luce interiore possa guidarvi giovedì 18, dopo cena, proprio verso Lugano!
😉