Andata e ritorno

Andata e ritorno di un microcosmo chiamato Uomo

L’essere umano è un microcosmo, un mondo in miniatura, una sintesi dell’universo. All’interno di un universo in cui tutti gli elementi hanno fondamentalmente una forma sferica, dal sistema solare alla terra fino all’atomo, l’essere umano non fa eccezione.

Il suo sistema vitale è assai complesso e consiste in una sfera di alcuni metri di diametro, al cui interno si trovano un corpo fisico racchiuso in un doppione eterico, un corpo astrale, un corpo mentale e un campo di manifestazione personale fortemente magnetico.

Questi elementi costituiscono nel loro insieme la personalità umana, la quale subisce anche l’influenza di altri elementi presenti nel microcosmo, quasi sempre inconsci, provenienti dal passato. Tutti questi aspetti contribuiscono a determinare l’essere umano nel suo complesso, che è quindi un’entità molto più articolata e multiforme di quanto il nostro sguardo ordinario possa percepire.

Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’universo e Dio”.

Questo sintetico motto è inciso da secoli sul frontone del Tempio di Delfi, in Grecia, e indica come l’essere umano sia da un lato una sintesi dell’intero universo, dall’altro un aspetto del divino.

È con questa visione che, durante il Rinascimento, Pico della Mirandola scrisse ne La dignità dell’uomo: “Adamo, sei stato collocato al centro del mondo perché potessi così contemplare più comodamente tutto quanto è nel mondo. Non sei stato fatto del tutto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché tu possa plasmarti, libero artefice di te stesso, conforme a quel modello che ti sembrerà migliore. Potrai degenerare fino alle cose inferiori, i bruti, e potrai rigenerarti, se vuoi, sino alle creature superne, alle divine”.

Il microcosmo viaggia attraverso lo spazio e il tempo in cerca della sua Origine.

L’Origine lo chiama e attende di potersi prendere cura di lui. Noi siamo il pilota – quasi sempre inconsapevole – di una navicella spaziale che viaggia attraverso lo spazio e il tempo. Cosa guida questo viaggio?
Apparentemente i desideri, a volte capricciosi, del pilota, il suo essere attratto da questa o quella galassia, da questa o quella esperienza. Ma la navicella spaziale – il microcosmo – va in cerca della sua Origine, da cui è irresistibilmente attratta.
Per navigare nel cosmo dell’esistenza, il pilota – che ha perso da tempo il contatto con il cuore centrale della navicella – utilizza una centralina di memoria, dove sono registrate ed elaborate tutte le esperienze fatte sulle varie galassie. Il pilota ovviamente invecchia e un giorno muore, e la centralina viene ereditata dal pilota successivo nel momento in cui si pone alla guida della navicella.
Accade così che il microcosmo attraversa lo spazio e il tempo sotto la guida effettiva della centralina, la memoria delle esperienze … e il suo cuore pulsante non riesce a far sentire la sua voce. Ma l’Origine, il Padre-Madre di ogni cosa, va in cerca di ciò che ha creato ed emette una vibrazione, che si espande nello spazio secondo un certo ritmo.

Al centro del microcosmo brilla da sempre una scintilla divina, anche se talvolta molto debolmente.

Essa chiede senza sosta un alimento per infiammarsi e tornare a splendere come una fiaccola. Al centro della navicella vi è un cuore pulsante, il microcosmo è alimentato da una scintilla divina. Ma intorno a questa fonte di vita si è formato un bozzolo di materia, così spesso da arrivare a soffocare quasi del tutto l’attività della scintilla.
Eppure essa anela a espandersi, vuole tornare a brillare come una fiaccola, a illuminare tutto il microcosmo, l’intera navicella, e chiede senza sosta un alimento. Intanto l’Origine, il Padre-Madre di ogni cosa, va in cerca di ciò che ha creato ed emette una vibrazione, che si espande nello spazio secondo un certo ritmo. Ed ecco che il cuore pulsante della navicella entra in risonanza, la scintilla divina nel microcosmo si accende, si illumina, prende nuova vita, un battito sconosciuto e antico scuote il bozzolo di materia, la centralina di memoria subisce un piccolo black-out, il pilota perde per un breve momento il controllo della navicella …
In un attimo sospeso nel tempo, in un luogo sconosciuto della coscienza, il pilota vede una nuova rotta. Trasmette allora le nuove coordinate alla centralina, ma questa non le riconosce, poiché non fanno parte della sua memoria, della sua esperienza. Il pilota si rende conto che solo il cuore pulsante può trasmettergli le corrette coordinate per il viaggio, ma nel contempo si accorge che due energie si fronteggiano ormai all’interno della navicella: l’attrazione del microcosmo verso la sua Origine e la sete di esperienze che egli ha seguito fino a quel momento. Ed è lui che deve scegliere se cambiare rotta. Cosa farà?

Una volta accesa, ogni fiaccola chiama a raccolta altre scintille divine, come la vibrazione emanata da un diapason mette in risonanza altri diapason.

A partire dal momento in cui il pilota sceglie di cambiare rotta, la scintilla riprende vita. Il vero viaggio inizia, un viaggio fondamentalmente diverso, anche se apparentemente simile, poiché i luoghi visitati fanno sempre parte dell’universo conosciuto.
Ma ogni esperienza contribuisce ora ad alimentare la scintilla, e un bel giorno al centro del microcosmo brilla nuovamente una fiaccola, la navicella è illuminata, la sua rotta cambia definitivamente. Essa non solca più lo spazio e il tempo delle esperienze, ma segue un nuovo piano di volo. Questo piano di volo la spinge verso altre navicelle, che vagano ancora nell’universo delle esperienze senza una vera rotta. E come la vibrazione di un diapason mette in risonanza altri diapason della stessa frequenza, cioè della stessa natura, così la fiaccola che arde nella navicella microcosmica accende al suo passaggio le scintille divine che ancora giacciono, inerti e dimenticate, nei bozzoli.
Il viaggio attraverso lo spazio e il tempo assume allora un ordine ben diverso: non sono più i desideri del pilota a orientarlo, ma la vibrazione luminosa che pulsa al centro del microcosmo e che va incontro a ciò che gli è simile.

Sulla Via del Ritorno, la Pace dell’Origine accoglie il microcosmo.

Nel corso di questo nuovo viaggio un silenzio vibrante si diffonde all’interno della navicella, e il pilota può finalmente penetrare in una stanza in cui regna una pace sconosciuta. Il rumore prodotto da ciò che accade intorno alla navicella non può penetrare in quel luogo.
Lì egli sente il Suono dell’Origine, la Parola Vivente del suo Padre-Madre. Una Pace che sorpassa ogni sua comprensione lo impregna, ed egli si stende e si rilassa, finalmente.

“Dove finisce il viaggio?” è una domanda che perde progressivamente ogni significato, poiché la Pace dell’Origine cresce in lui inarrestabile a ogni istante vissuto al servizio dei suoi simili. La Via del Ritorno diviene luminosa come un’aurora.

Tratto dal sito www.rosacroce.info, un articolo dalla rivista trimestrale Pentagramma

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