Specchio riflesso, buttati nel cesso!

Questa filastrocca ha caratterizzato la mia infanzia, quella stupidina e ludica. La si cantava per canzonare un’amichetta antipatica o il compagno troppo dispettoso.

Oggi un’intuizione me ne ha svelato il piu’ profondo significato, anzi: i suoi molteplici e profondissimi significati!
A chi mi conosce o a chi possiede uno spirito intuitivo modesto la mia direzione apparirà evidente, a tutti gli altri dedico questa libera interpretazione forse non troppo strampalata.
Donando loro questo post colgo l’occasione di spolverare in me stessa il concetto semplice per il quale dentro di noi c’è un Altro, da coltivare e liberare perché divino e non illusorio.

Il concetto chiave è semplicissimo. In noi vi è una piccola parte divina che si cela dietro mille nomi secolari: granello di senape, rosa del cuore, scintilla divina ecc.
E’ presente in noi umani dal momento in cui cadendo, tanto tempo fa da un posto chiamato Paradiso, ci siamo emancipati dal Padre di tutto. Allontanandoci in modo vertiginoso da tutto quel che era, è e sarà per sempre perfetto. Gettandoci a capofitto in una dimensione illusoria e peritura. Mortale.

Ricordiamoci che Gesu’ alla domanda “Com’è il Regno dei Cieli?” (Vangelo di Tommaso, 20) risponde: “È come un seme di senape, il più piccolo dei semi, ma quando cade sul terreno coltivato produce una grande pianta e diventa un riparo per gli uccelli del cielo.” Ecco, noi possediamo questo granellino e anche le sue potenzialità; noi siamo sia pianta che granello!

Grazie alle potenti forze rinnovatrici di Acquario, finita l’era dei Pesci e dopo millenarie sperimentazioni, noi uomini contemporanei ci sentiamo invasi da un malessere misterioso. Un forte disagio di natura ancestrale. E’ un malessere del cuore si,  ma non solo. In difficoltà c’è anche l’intelletto (impoverito e degenerato) che sente di non poter piu’ comprendere e la sua tendenza dominatrice risulta impotente nel tentativo di snocciolare la questione.

Perché sentiamo solo ora questo disagio?
Il merito di questo smottamento esistenziale è da attribuire all’impulso indagatore di Acquario, vi cito questo chiarissimo articolo Nel segno dell’Acquario:
“Con l’inizio dell’Era dell’Acquario, un grande periodo di liberazione ha avuto nuovamente inizio. Attraverso queste nuove forze irradianti, la razza umana è resa partecipe di tante nuove opportunità per raccogliere esperienze e conoscenza. Alla luce di questo, l’essere umano dovrebbe ora divenire cosciente del suo vero scopo. Tutti sono chiamati a fare ritorno al Campo di Vita Originale Divino, che è fuori dal tempo e dallo spazio. Questo è il fine dell’irradiamento delle forze dell’Acquario nel mondo.” (…) ” Queste forze irradianti particolari potenziano l’influsso del segno. Quello dell’Acquario è associato al pianeta Urano. Urano ha una corrispondenza speciale con il cuore. Insegna a pensare con il cuore in modo da riconoscere le nuove opportunità di quest’era.  Aiuta ad attraversare i confini e quindi porta al proprio vero destino.”
acquario
Il percorso liberatore non ha senso se non si accetta la nostra dualità, non ha senso nemmeno leggere queste parole se non si sente dentro di noi un richiamo impellente!
Con la caduta nasce l’Io perituro ed arrogante, sparisce il NOI che è Luce e Amore. Vi lascio ad una riflessione esistenziale non banale:

Noi eravamo Luce.
Noi siamo caduti.
Io son qui in Terra per esperire.
Io esperendo maturo il microcosmo che ospito.
Io, attraverso molteplici vite, mi riconosco come essere incompleto.
Io, a maturazione avvenuta, sono pronta per percorrere la strada verso Casa.
Noi, ci riconosciamo come parte del Tutto e tutti ci appaiono come fratelli.
Noi, grazie alle forze rinnovatrici e ad una grande Fede, possiamo unirci nuovamente alla Luce.
Noi a casa, che gioia!

In altre parole:
Esiste una vita in consonanza con il vero Essere dell’uomo, e consiste nello sviluppo delle sue inclinazioni spirituali più intime e profonde. Ciò che è “Spirituale” non riguarda una facoltà intellettuale, non sono “spirituali” le forme e le fantasmagorie del nostro pensiero, né gli slanci del misticismo. Quando parliamo di “spirituale” ci riferiamo a “linee di forza” creative e indistruttibili, portatrici di informazioni, forza, coscienza e che rappresentano la causa ultima di tutto ciò che è. L’essenza più intima dell’essere umano è una tale “linea di forza creativa”, ma questa reale essenza è in noi attualmente latente. Attraverso di essa ogni uomo è potenzialmente unito interiormente alle strutture analoghe degli altri esseri umani e al mondo divino.” (da Insegnamento, articolo dal sito del lectoriumrosicrucianum.it)
Dunque, ripeto: “Specchio -riflesso: buttati nel cesso!”

Amo giocare con le parole ed esprimere concetti seri con frasi ad effetto. Chi mi legge mi parla spesso di questa mia capacità coinvolgente…

Dunque specchiamoci, riconosciamoci a fondo e gettiamo tutto quello che è in surplus, che non ci appartiene e che ci lega a questa dimensione di illusione.
Diciamo a noi stessi questa frase, diciamola al nostro Io che è effimero e che ci distrae dal compito speciale che Dio ci ha donato!

Ora è il tempo giusto per agire!
Coraggio!

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2 pensieri su “Specchio riflesso, buttati nel cesso!

  1. Marina

    “Specchio riflesso, buttati nel cesso!” Non conoscevo questa filastrocca, grazie Claudia, un bellissimo articolo e naturalmente ripeterò la tua frase finchè il mio io non sarà stufo di sentirla e si arrenderà. 🙂

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