Archivio mensile:maggio 2013

Il (mio giro di pensieri sul) Grande Gatsby e il Capitalismo

Il Grande Gatsby è un romanzo geniale, molto particolare. Scritto come piace a me: con carattere e fluidità. Fitzgerald lo pubblico’ nel 1925!
Adoro il cinema quando mi dà l’occasione di scoprire piacevoli letture!!!!
Non avendo piu’ la televisione mi sfuggono sempre i trailer dei film in uscita e in questo caso devo ringraziare Daniele che mi ha proposto (a sorpresa per i miei 35 anni) la splendida visione del remake de Il Grande Gatsby, appunto.
E’ da tempo che adoro Leonardo Di Caprio, esattamente dall’uscita di Romeo + Giulietta del visionario Baz Luhrmann (1996). Los Angeles cosi’ assurda e circense è spettacolare e quel Di Caprio cucciolo (aveva 22 anni) sarà per me e per sempre icona di sensualità e libertà! Mi piace tanto la sua recitazione e il sodalizio tra Scorzese e Di Caprio trovo che sia potente ed efficace come quella tra i fratelli Coen e Billy Bob Thornton, come la maionese nel panino: indispensabile!
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Dopo Gangs of New York (2002) e Blood Diamond, di Edward Zwick (2006) è per me un grande attore, forse forse è tra i miei preferiti! Sta di fatto che il film di cui oggi vi parlo non è meritevole solo per il suo protagonista, anzi…
La musica jazz del libro convertita in un hip-hop luccicoso mi ha sbalordita e divertita. La versione (famosissima) con Robert Redford la vidi da piccolina a casa mia con un’adorante mamma ipnotizzata dal fascino piu’ tenebroso del vecchio Robert! Dunque pochi ricordi, se non nulli. Per questo è stato un incanto vedere una Long Island anni ’20; ora ha per me un fascino maggiorato visto che mi rimanda a Daniele. Infatti quel fortunello poche settimane pedalava in bici (noleggiata) tra le strade trafficate di NY rimirando sereno il porto e anche la mitica isola che la costeggia…. Il lusso sfrenato che trasuda nel libro è ben reso anche nel film, dove tutto è ricercatissimo e super snob. Ho letto che ci sono di già delle agenzie di viaggio che organizzano un tour tra le ville piu’ lussuose del film. Che gente scema che siamo! Il disincanto della realtà è la mia personale chiave del libro, anche se nel libro si trovano frasi come questa sotto che piu’ ad un disincanto le riporto qui oggi per una mia introspezione:

” … non ero propriamente innamorato, ma provavo una tenera curiosità.
L’espressione annoiata che porgeva al mondo nascondeva qualcosa – quasi tutte le pose nascondono qualcosa, anche se non subito – e  un giorno scoprii cosa.”

Amo trovarmi a leggere frasi che mi rappresentano, quando le scorro tra le dita sento un forte impeto di condivisione perché la mia egocentricità (mal velata) crede che condividendo le pene o gli stimoli si smorzi e diventi piu’ sensata, giustificata.
Ecco che ritornano i miei giri di mente, le mie idee sullo scopo dell’arte, della letteratura e di tutte le forme artistiche in genere. Credo fortemente che in tutto ci possa essere un’occasione di illuminazione. In fondo si scrive per condividere… e quale miglior condivisione si puo’ proporre se non quel significato che si è appioppato alla vita?!

Ora non so bene cosa aggiungere, se non consigliarvi la sana visione del film, vecchio e nuovo. La lettura del romanzo, se non l’avete ancora fatto, è d’obbligo! Sono sicura che ognuno di voi potrà trovarci dentro mille riflessioni attuali e personali.

In realtà oggi vi ho riportato questo giro di pensieri costruiti sul Grande Gatsby perché ieri sera io e Daniele ci siamo visti il documentario di Michael Moore dal titolo  Capitalism: A Love Story del 2009.
Vedendolo non si puo’ che stare male. Assorbendo quelle informazioni sul dannatissimo sistema del Capitalismo non si puo’ che diventarne allergici. Dunque riflettendoci sopra, stamane, ho sentito il dovere di condivisione.
Le mie opinioni riguardo a questa società sono tra le piu’ pessimiste, quasi di rassegnazione. Credo che all’uomo di potere sia sfuggita da tempo la possibilità di salvezza, ormai si è troppo impelagato nelle sue bramosie e la potenza del suo desiderio ci coinvolge tutti quanti. Non ho voglia di essere bacchettona o estrema, vorrei solo farvi presente che Moore è un americano e da americano vedeva e censurava (nel 2009) una realtà che coinvolge in egual modo la nostra Italia oggi.

Famiglie messe al lastrico dalle banche, soldi virtuali che creano debiti nei lavoratori, inutili oggetti da desiderare e possedere… Aiutooooooooooooooo!
Chi sono sti stronzi che ci dominano? Vorrei tanto vedere che pena darebbe a loro il nostro Dante… nemmeno lui potrebbe trovarne una adatta. Quel che mi rassicura (sempre e per tutto) è la GIUSTIZIA DIVINA. Inclemente, giusta ed eterna.

E lo spaventoso divario esistente tra i poveri (ci sono pure qui in Svizzera ve lo assicuro) e i super ricchi…. che orrore!!!

Ecco perché ho associato lo sguardo critico di denuncia di Fitzgerald al drammatico occhio di Moore… per esortarvi! Per svegliarvi!

Vogliamo davvero tanta ricchezza? Crediamo davvero che la felicità sia nel denaro? Io no. Io so che è dentro di me. E la conquista di questa mia interiorità sarà la piu’ grande soddisfazione che voglio in vita.

 

Come Moore dice in chiusura di film, vi esorto anch’io: 

“… sapete? non ho piu’ voglia di fare queste cose, a meno che qualcuno di voi che mi sta guardando in sala non si unisca a ame, spero che lo farete… e per favore: SBRIGATEVI!

ps:
Ho sempre voglia di finire sorridendo. Allora vi ho trovato un Crozza nel Paese delle meraviglie che parla di Capitalismo svizzero: quattro minuti sulla complessa Svizzera… che con l’America è senza dubbio il paese piu’ capitalista di tutti, ahimè! Scoprite cos’è il BANCOLAT…. 🙂 e riflettete su come il mondo (e noi tutti) sia sottomesso completamente al dio denaro.

Ciao cari, buona riflessione!

Cambio!

E’ un periodo lungo e complesso. Di creatività, progetti grossi e di speranza.

Sto preparando vari posts sul mondo della street art, dell’arte contemporanea e sulla fotografia.
Spero troviate qualche spunto interessante tra i vecchi articoli, per ora mi godo il sole… che a quanto pare presto se ne andrà nuovamente!

… a presto!

inadeguatezza

Sapete perché ci spaventano le montagne?

Perché proviamo un immenso senso di inadeguatezza nei confronti della bellezza della natura?

Perché ci riempiamo la vita di cose da fare?

Perché siamo frenetici e stressati?

Ecco il pensiero che vorrei condividere oggi:

Noi uomini d’oggi abbiamo dimenticato che nel far nulla risiede grande gioia e bellezza. 
A causa della nostra inadeguatezza nel reggere la realtà che il vuoto sprigiona in noi, ci ritroviamo dominati  dalla nostra difficoltà di lasciarci andare.
Andare verso il vuoto, verso il nostro centro che è il centro di tutto.

Forza dunque: scaliamo il nostro monte senza paure… lassu’ in cima troveremo un vuoto/pieno che ci attende!

In tema di realtà, natura e stupore vi consiglio di fare una ricerca di artisti iperrealisti, ce ne sono di davvero stupefacenti!
Dagli anni ’60 in poi grazie agli americani  Chuck Close, Richard EstesRalph Goings il mondo della pittura gareggia con la fotografia superando alle volte in sensazioni tattili e tridimensionalità.
Ron-Mueck-A-Girl, 2006
Qui sopra l’artista contemporaneo australiano Ron Mueck, che adoro, è un esempio struggente di quanto il reale sia lontano dalla nostra percezione e dalle nostre coscienze….

road stories #2013#