La freccia gialla

Questo bel racconto surreale di Viktor Pelevin è ambientato interamente su un treno infinito, gli uomini nascono crescono e muoiono su questo treno chiamato “la freccia gialla”, eccone un estratto poetico:
freccia_gialla

“Dove vanno tutti?

E perché?

Davvero non sentono mai il rumore delle ruote o non vedono mai le pianure spoglie al di là dei finestrini?

Sanno tutto di questa vita, eppure continuano ad andare avanti e indietro per il corridoio, dalla latrina allo scompartimento, dalla piattaforma al ristorante, trasformando pian piano l’oggi in un ennesimo ieri, e credono che ci sia un Dio che li ricompenserà o li punirà per questo. Ma se non diventano pazzi, vuol dire che conoscono tutti un segreto. O sono io che conosco un segreto che è meglio che nessuno conosca. Qualcosa per cui mai più in vita mia potrò vagare, ingenuo e spensierato, per il corridoio che ondeggia lieve, con il bianco negli occhi che brilla pensando alla stessa cosa cui pensano tutti loro. Però io non conosco alcun segreto. Vedo solo la vita così com’è, lucidamente e precisamente, e non potrò mai scambiare per qualcos’altro questo giallo catafalco che martella sui giunti dei binari. Mi piace l’India e perciò ora viaggio attraverso l’India. E loro sono solo dei folli, i passeggeri di un folle treno, e in tutto ciò che dicono io non percepisco altro che il rumore delle ruote.

E il fatto che sono tanti e io quasi solo non cambia niente …”

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2 pensieri su “La freccia gialla

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