Archivio mensile:gennaio 2014

Colomba VS Cornacchia

Oggi, finalmente, mi ritrovo col tempo di scrivere, a letto di fianco alla mia Diana leggermente febbricitante.
Scrivo su di una evidente messa in scena di una morte esemplare.

Che il mio punto di vista su questa faccenda sia quello gnostico è indiscutibile. Che io abbia una visione sempre duale e ben delineata tra le mie pieghe cerebrali è il nocciolo della mia serenità interiore.
Più che altro questa certezza me la dà il mio cuore!

 A me basta sapere che quello in cui credo sia vero per me, e la contrapposizione del bene e del male in terra è la base delle mie convinzioni.

L’altro giorno sorseggiando lentamente un caffé macchiato al bar Gambrinus mi son detta “ooooh! Oggi mi prendo il tempo di leggere il giornale!”. Mai cosa fu migliore di quella decisione presa lì per lì!
Un po’ amareggiata dalle notizie sconvolgenti della nostra politica (quella italiana, non certo svizzera), mi son scontrata con questa foto:
preda e predatore
Urca! Che evidenza!!! Curiosissima mi son letta l’articolo, superficiale: parlava di ornitologia e insisteva sull’introduzione del gabbiano a Roma città negli anni ’60 e di come il gabbiano sia in competizione con la cornacchia nella conquista del ruolo di predatore del cielo capitolino.

Ok, ci sta che non si debba sempre scrivere di filosofia o di un messaggio gnostico celato. Tanto più che parlare di Gnosi in questa occasione in cui primeggia la disavventura di un Papa con i suoi messaggi di pace sarebbe un po’ contraddittorio. Mi riferisco al fatto che fu proprio la chiesa con il suo Papa Innocenzo III a decretare la poco pacifica fine “ad encausto” dei miei poveri antenati spirituali: gli eremiti catari della Francia del Sud (vedi Catarismo). Ma si sa, anche in questa questione – che vorrei fosse chiara per tutti – vinse il potere e la forza distruttrice delle forze del mondo. A scapito di un messaggio liberatore e salvifico, di vera pace – di vero Amore.

 Non aggiungo altro sulle scelte della Chiesa, oggi vi illustro come una colomba é morta per spiegarci la vita in terra.

 In natura tutto avviene per neccessità. Tutelare la vita è un imput comune.

Nel mondo animale, ad esempio, esistono due ordini quello dei predatori e quello delle prede in cui il predatore non caccia per diletto ma per sopravvivenza. Esite di conseguenza una selezione naturale che permette al piu’ forte e bello di avere la meglio sul debole e brutto. Perfino le femmine sanno questo e nella fase dei corteggimaneti non hanno dubbi: scelgono sempre il più sgamato, forte ed addobbato.

Sulla terra esiste una continua e perpetua contrapposizione del bene e del male e dal momento della caduta, oltre alla lotta per la sopravvivenza, all’umanità intera è concesso anche una via di fuga verticale, diversa ed opposto alla solita dinamica orizzontale terrestre. Dai qui la simbologia della croce, un asse verticale ed una orzzontale; il simbolo del loto, della rosa, della scala ecc. La verticalità è la nostra strategià per uscirne fuori, per emanciparci dal comune destino mortale.
Il_settimo_sigillo

Esistono la luce e il buio, il bianco e il nero… esiste per questo anche il gioco degli scacchi e ci fu anche Ingmar Bergman, regista de Il settimo sigillo (1957). Film che amo ma che non oso più rivedere per la sua enorme forza. Consiglio a tutti di vedere la famosa scena della Morte che gioca a scacchi col protagonista, il cavaliere crociato. Momento topico che viene accentuato e metaforizzato dal continuo rumore di sottofondo provocato dalle onde del mare, mare che persiste imperterrito col suo movimento di onde risucchianti. La morte arriva ed ovviamente gioca con le pedine nere…. e dice: “E’ già da molto che ti cammino affianco“….

Sento che nulla avviene per caso e alla casualità affido pochissimi eventi.

Questa colomba è stata prescelta dal destino per rappresentare tanti significati. Perfino la cornacchia assassina col suo comprare gabbiano hanno assunto ruoli diversi a seconda di quante sono le coppie di occhi che hanno assistito al delitto. Predatori assassini, giustizieri di chi augura pace con troppe contraddizioni in corpo, bestie crudeli che agiscono di istinto ecc.

A me è dispiaciuto per la delicata colombina, mi dispiace per il gabbiano rimasto a bocca asciutta e per la cornacchia ora mal vista da tutti. A proposito ascoltate Il Corvo Joe dei Baustelle. Canzone meravigliosa e perfetta per questa occasione cosi densa di significati. La doppia valenza del povero corvo mal voluto, tutto solo nel parco giochi è cosi’ reale che mi fa piangere!!! Ascoltatela vi prego! e cercate di dare il giusto valore alle parole finali che questo corvo ci lascia: “Ma vi perdono – Perché in fondo portate nel cuore – Sangue che è destinato a seccare – Vivete un morire“. Soccia che roba!
Comunque sia grido all’inevitabilità del corso della vita! Evidente e inesorabile si bilancia sempre nel suo gioco tra sopravvivenza e morte, tra gioia e dolore, tra schiavitù e potere, tra povertà e ricchezza, tra buoni e cattivi.
Come in una spirale tutto diviene ciclico, tutto ritorna e tutto genera karma. Ad ogni gesto ne corrisponde uno contrario, tutto scorre e cambia ma poi ritorna per manifestarsi ancora e ancora.

Chiediamoci se esite un buono. Chi sia il cattivo. Se esiste davvero il vero bene in terra.

La conclusione che vi trasmetto a cuore aperto è che quaggiù, in terra e non nei cieli, non esite un vero bene, ma piuttosto un bene illussorio camuffato da bene morale che gioca a braccio di ferro con un male che gli somiglia tanto da fondersi in un unica cosa melmosa.

L’uomo è come un pittore costretto ad usare solo il bianco e il nero; alla fine del corso della sua vita (la fine dei tempi che stiamo vivendo) si ritrova con la tavolozza talmente pasticciata da non poter usare altro che un grigio putrido. Un grigio indeciso che non sta nè di qua nè di là. Un grigio del quale si potrebbe dire essere “tiepido”. Come gli armadietti grigi metallici degli spogliatoi, fatti apposta per essere neutri, adatti e giusti per chiunque. Bleah!

Che nessuno di noi si possa definire un “tiepiedo”.

Diviene tiepido colui che non ascolta il proprio cuore.
Tiepido è colui che diviene sordo e cieco alle occasioni che la vita gli porge.
Tiepido, e stolto, è colui che vive senza imparare dal proprio vissuto.
Tiepido è chi non osa scegliere, chi non osa cambiare pur sentendo che dovrebbe.


Tiepidamente vive chi non osa superare il proprio destino!


“15
Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 

16Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. 
17Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. 
18Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista.”
(Apocalisse di Giovanni 3, 15-18)

Evviva il corvo e la colomba! Che evidenza!
Ringrazio quel fotografo e il buon Dio che mi hanno dato l’occasione per distaccarmi da questo eterno e noioso pin pong a due colori!

Bon bon vegan con datteri

Da qualche settimana nella nostra casa si va avanti con la forza dei datteri.
Per la colazione e le merende ne mangiamo tanto e stiamo sperimentando molte varianti di buonissime palline di datteri frullati!
Mille sono le possibilità, tante quante i tipi di frutta essiccata da abbinarci.

Le varianti vegan sono molte: l’origine di questi dolcetti è indiana e grazie al cielo, l’Oriente offre sempre un sacco di ispirazione a tutti noi pro-vegan!
C’è chi le fa con la base di semolino o farina di ceci, chi usa la tapioca… se vi ho incuriositi vi invito a cercare la vostra formula preferita!
Nel frattempo ispiratevi guardando queste ricette raccolte su Pinterest: vegan indian sweet. I nomi di questi dolcetti sono infiniti e molto divertenti, cambiano nome a seconda degli ingredienti ma solitamente sono Laddu (Laddoo). Dolci speciale pensati per le feste appunto a base di farina, zucchero e frutti secchi.

Partendo dal presupposto che chi cerca merende vegan sia anche l’acquisto BIO, consiglio comunque a tutti voi di non comprare i datteri di colore chiaro, ma di scegliere quelli morbidi, scuri e BIO… che non sono stati trattati e lavorati. Per fare questi che vi propongo non serve zucchero aggiunto, né farina di vario tipo. Se amate le spezie potete aggiungerne a volontà: cardamomo, curcuma per il giallo e le sue proprietà ecc.

OVVIAMENTE SE AVETE FIGLI FATE QUESTE PALLINE GIOCANDO CON LORO, SI DIVERTIRANNO TANTISSIMO!

Scegliete gli altri ingredienti e frullateli tutti insieme nel mixer per qualche minuto fino a sminuzzare tutto finemente. Se l’impasto dovesse risultare troppo “secco” potete aggiungere poca-pochissima acqua, otterrete un impasto piu’ appiccicoso e modellabile. Dopo di che formate con delicatezza le palline del diametro di circa 3-4 cm ricordandovi di farlo con le mani bagnate.
Qui sotto vi elenco i possibili abbinamenti, tutte ricettine a base di datteri velocissime e molto golose!

DATTERI + ALBICOCCHE SECCHE BIO + MANDORLE TRITATE BIO
DATTERI + BANANE ESSICCATE BIO + NOCCIOLE TRITATE
DATTERI + COCCO IN SCAGLIE
DATTERI + UVETTA + PINOLI

Alcune informazioni sul dattero
“I frutti della palma da dattero, molto calorici per l’alto contenuto di zuccheri (quasi il 70%), contengono diverse vitamine (B1, B2, B3, B5, B6 quindi molto utile anche in caso di anemia, vitamina A, vitamine K) che, però, in buona parte vanno perse durante l’essicazione. I datteri freschi sono un alimento molto energizzante e reintegrante dei sali minerali e, pertanto, sono consigliati a chi pratica sport, ai bambini e per chi ha una vita molto attiva in generale. E’ molto ricco di potassio (ne contiene più delle banane!) e quindi aiutano a equilibrare il livello di liquidi nell’organismo, oltre a contribuire a mantenere in forma funzionamento del sistema cardiovascolare. Le calorie fornite da 100 grammi di datteri secchi sono 282; per i datteri freschi scendiamo a 142 calorie per 100 grammi.”
“Nella gastronomia dei paesi d’origine i datteri non vengono necessariamente consumati con piatti dolci, come avviene nei paesi occidentali, ma costituiscono un alimento base nella quotidiana e sono pregni di valenze simboliche e rituali. La cucina araba li mescola alle insalate e a certi cuscus, mentre in India entrano nella composizione di alcuni curry; naturalmente, vengono anche canditi e farciti e, non ultimo, distillati per ricavarne liquore e acquavite. Non dimentichiamo che durante il Ramadan, al tramonto del sole, si è soliti mangiare datteri con yogurt o latte.” (fonte Gustoblog.it: Tutto sui datteri).

Dunque buon divertimento e ricordatevi sempre di trovare strategie alternative alle solite merendine confezionate, le possibilità sono infinite e golosissime!
E poi che gioia far conoscere gusti e culture diverse ai propri figli anche stando in casa!
Noi amiamo viaggiare ma anche dalla cucina si puo’ trovare la giusta direzione per un futuro viaggio… per quanto mi riguarda sicuramente sarà verso l’India!

 

Un saluto a tutti amici lettori!
Namasté!