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#confessioni di una #mamma #artista

Spesso mi chiedono che lavoro faccio o come passo le giornate.
Ora ve lo spiego ma vorrei un “brava” e tantissimi “Like” per la mia sincerità! 🙂
Grazie!

 

i miei piedi sull'"erba lunga lunga" che adoro #ClaudiaNanni

i miei piedi sull'”erba lunga lunga” che adoro #ClaudiaNanni

 0. Sono mamma di due bimbe, emigrata in Svizzera e senza nonni accanto. Per me è bellissimo quanto duro.
1. Dipingo e quando lo faccio creo con tutta me stessa, nell’angolo sinistro del mio studio – spesso di sera.
3. Ho una regolare attività spirituale che mi aiuta e la racconto qui sopra da 4 anni, sul mio Blog Acquaviva. Ho calcolato con Daniele Bonacchi che viaggiamo in un anno 30 giorni fatti di 8 ore lavorative. Viaggio percorrendo la via che mi corrisponde, quella del Lectorium Rosicrucianum.
4. Cucino 2 pasti con 2 porzioni calde ogni giorno, siamo tutti vegetariani e le verdure hanno i loro tempi.
5. Stando seduta al PC studio tecniche di marketing per condividere la mia arte leggendo i suggerimenti dell’#EtsyItaliaTeam. Grazie Francesca Baldassarri, Caridad Isabel Barragan, Irene Renon e tutte voi dell’EIT.
6. Gestisco il mio Etsy Shop Claudia Nanni Fine Art per diverse ore al giorno: invito i miei followers di Etsy sulla mia pagina FB, su Pinterest e su Twitter. Pubblico i miei dipinti descrivendoli con cura in inglese e in italiano. Ogni listing mi prende circa un oretta, poi le Treasury, il #WaldorfonEtsy Team ecc.
7. Già che ci sono mi rilasso ingrassando le mie bacheche di Pinterest e cerco ispirazione per i miei Doposcuola, lavoro saltuario presso la Scuola Elementare della mia Diana.
8. Fotografo tutto quello che mi pare interessante. La fotografia è la mia seconda passione. Condividere o editare le foto chiede tempo ed impegno.
9. Tesso piccole relazioni locali in paese e porto avanti il “gruppo dei lavoretti” della Casa dei Bambini, nido e asilo R. Steiner. Bellinzona, CH.. il nostro stimatissimo Asilo steineriano del quale gestisco la pagina FB.
10. Leggo molto e leggendo ho sempre in mente di condividere quello che mi piace e appunto righe veloci per i prossimi post del blog.
11. Pulisco casa seguendo una tabella di marcia affissa alla dispensa della cucina. Roba di poco conto.
12. Tutto questo devo farlo di mattina, prima che la mia piccola Leda torni a casa dall’asilo alle 12, Diana finisce la Scuola alle 16. Poi sto con loro fino a quando non dormono entrambe, alle 21 circa. Questa fase è dura perchè se io creo devono farlo pure loro! Sto coltivando due mostrini dei colori!
13. Ultimamente tolgo denti da latte anche se mi fa molto senso.
14. Lavo sederini da 7 anni.
15. Quasi tutto il Martedi’ lo dedico ai panni da lavare, qui in Svizzera ci sono turni definiti per la stanza della lavanderia. Questo lo detesto.
16. Tutta la mattina del Mercoledi’ (grazie al cielo non stiro) la passo piegando benissimo i panni delle mie 3 lavatrici!
17. Faccio la spesa ogni 2 giorni, mi muovo a piedi o in bici. Vivo felicemente senza auto e sono fiera della mia shopping bag di tela organica. Si sono fissata per il BIO.
18. Dopo la cena metto a letto le bimbe e stacco. Due sere a settimana le dedico allo Shop. Se Daniele è via per lavoro esagero come stasera, lo ammetto!

Ringrazio la Svizzera per la moderata agiatezza in cui mi ritrovo a vivere. Se solo fosse in Italia!
Grazie anche a chi crede in me, a chi ama i miei dipinti.
Grazie alla mia famiglia, che adoro.

Sostenete il #MadeInItaly e comprate l’artigianato dagli artisti italiani dell’ #EtsyItaliateam!
Notte a tutti!

Claudia

merende sane facilissime!

In Svizzera esiste una legge federale che vieta le merende dolci a scuola. Si, è una roba da svizzeri: rigorosa e un po’ limitante.
Ma dopo la prima riunione di classe questa legge mi ha fatto reagire, nel bene e nel male.
Ecco la mia reazione (buona) che dedico a tutte le donne in cerca di sane alternative alimentari per i propri figli.

La reazione meno bella è quella che mi fa sentire in gabbia, limitata e costretta dalle mille regole svizzere: e se preparassi una torta dolce per la merenda di Diana sarei considerata una fuorilegge?!
Per fortuna ho un sano spirito libero che mi emancipa da queste costrizioni! 😉

 

Il punto:
Di cibi pericolosi ce ne sono moltissimi. La maggior parte mirano a soddisfare la fetta di mercato a me piu’ sensibile, i bambini.
Le merende e le bibite in questione sono veloci da consumare, dolcissime e quasi sempre al cioccolato. Il problema maggiore non è solo nella qualità degli ingredienti che contengono, ma nella loro caratteristica di creare dipendenza.
Non parlo di una dipendenza psicologica (c’è anche quella, come se il bimbo smettesse di credere nella bontà dei frutti della natura e non volesse niente altro che roba di gusto dolce) ma anche una dipendenza fisica a quel tipo di energia: immediata e dalla poca resistenza. In effetti se ci fate caso le merendine non “riempono”.

Lo zucchero non è sano ed è ovunque.
Il grasso viene lavorato in modo assurdo e ci fa male.
Il sale è sempre troppo e troppo nascosto.

Non vorrei essere considerata un’estremista, non sono ancora una crudista, ma nascondo male la mia attitudine alla salute!
La mia è proprio una passione e quando il tema del post riguarda l’alimentazione mi informo e studio per davvero!

Partendo dal post I 5 INGREDIENTI RAFFINATI DI USO COMUNE CHE CI STANNO AVVELENANDO (fattaccio.org) e dalla selezione attenta delle vegan ricette di Veganblog.it, oggi vi scrivo una guida alle merende sane e complete.
In fondo sono 6 anni anni che ne preparo per le mie bimbe! Non dimenticate la mia connessione al mondo antroposofico (con l’asilo Steineriano), una sicurezza in quanto scelte sane!
L’idea antroposofica è che lo zucchero e tutti i cibi raffinati in genere facciano male! Si cerca di mangiare integrale e di roteare settimanalmente 7 cereali diversi. Si dice che i bimbi debbano fare colazioni super nutrienti, da RE!
Per le colazioni: cereali integrali, il quark, le olive, la ricotta, il latte (no ai biscotti di mattina). No ai dolci di mattina, si alla frutta per la merenda pomeridiana. Siccome poi al pomeriggio (dopo le 15) inizia l’attività epatica possiamo introdurre senza sforzi per il corpo anche i famosi carboidrati, gli amidi e gli zuccheri della frutta, appunto!
Gli antroposofici che conosco non sono nemmeno tutti vegetariani, ma l’idea di esserlo è nel pensiero di Steiner e consiglio a tutti di vincere il tabu’ per il quale ai bimbi serva la carne o il pesce per crescere forti! La mia bimba di 6 anni è al 97percentile da quando è nata, è sana e fortissima! Il suo corpicino è privo di antibiotici, ormoni e tutte le schifezze di cui nutrono le povere mucche e non solo loro.

Dunque oggi vi raccomando merende home made senza zucchero, biologiche, integrali (saziano di piu’) e con frutta o verdurine di stagione.

 

Ecco alcune trucchetti:

Per sostituire il burro o la margarina provate a fare questo composto di Sfisfi, veganchef di Veganblog. Nel suo post Lotta all’olio di palma trovate la ricetta per una buona crema di base. E se verrà buona perché non proporre una fettina di pane integrale home mede con una sana alternativa al burro o alla piu’ elaborata margarina?! Non essendo vegan ed avendo a disposizione del burro d’alpeggio io non l’ho ancora mai provata, ma di sicuro la preparero’ per me pensando al risparmio di calorie! 😉

Per sostituire lo zucchero esistono tante soluzioni: succo di agave, sciroppo di acero, lo sciroppo di riso, il succo concentrato di mela o uva, lo sciroppo ricavato dai datteri (fonte incredibile di ferro), miele per i non vegan ecc.

Usate la farina macinata fresca oppure integrale bio. Se integrale è giusto che sia bio perché se cosi’ non fosse insieme alla fibra esterna introdurreste nel vostro pancino anche i pesticidi ecc. E non è buono!

Usate un sale integrale.che a differenza del sale ottenuto industrialmente, presenta, oltre al cloruro di sodio, un contenuto da non sottovalutare di sali minerali come calcio, magnesio, potassio, ferro, rame e iodio” (ilfattaccio.it)

Imparate a panificare! E’ semplice e svincola dalle merendine! Potreste imparare piano piano insieme ai vostri figli, per me è andata proprio cosi’… dall’asilo a casa! E poi nessun limite alla fantasia: panini all’uvetta, panini ai semi misti, al sesamo, ai cereali, pane all’olio ecc. Il lusso: imparare ad impastare con la pasta madre! 😉 Esistono anche gli spacciatori di pasta madre! Eccoli: pastamadre.blogspot.it Geniali! Qui un po’ di ricette base.

Grassi idrogenati: sostituiteli con gli oli vegetali spremuti a freddo.

 

 

Raccolta di 10 merende vegan/vegetariane veloci e sane
Alcune ricette le ho prese da Veganblog.it e da Vegachef.it

 

1 Crema di pera e mandorle: sbucciare la pera, tagliarla a pezzetti e frullarla. Versare la mousse in una coppetta e spolverare con la granella di mandorle precedentemente pestate.
Questa è ideale per i piu’ piccolini che hanno tempo per una merenda al cucchiaio.

2 Crema di banane al cacao: sbucciare la banana matura, schiacciarla con una forchetta in una terrina, aggiungere del latte vegetale, il cacao in polvere ed eventualmente un dolcificante.
Ottima da spalmare su biscotti o pane home made.

3 Crema di patate dolci: bollire una patata, schiacciarla con una forchetta. Unire il composto al latte vegetale o allo yogurt che preferite ed emulsionate.
Oppure seguite il link alla mia ricetta Dolcetto per Edith. E’ buona anche per le mamme!

4 Bento di frutta e verdura: qui su Bentoriffic’s bentos (board di Pinterest) trovate mille idee per piccoli bento a base di frutta, verdurine e cereali.
I bento sono piccoli contenitori (giapponesi) per pranzi o merende divertenti e sane!

5 Pane home made e nutella vegan by VegaChef: 200 gr di nocciole tostate e tritate, 400 gr di cioccolato fondente sciolto a bagnomaria, 1 cucchiaino di malto di riso e 2 cucchiaini di olio di mais.
Frullate tutto finché’ non diventerà’ una crema omogenea e poi spalmatela su gallette di riso oppure usatela per farcire una bella crostata.
6 tanta acqua e infusi: di rooibos, tiglio, lavanda, melissa ecc. Possibilmente senza zucchero! 🙂
Ogni tanto un succo di frutta bio puo’ piacere, ma l’abitudine a bere acqua o una tisana naturalmente dolce non è male, anzi! C’è chi con la scusa del “tanto è bio” sceglie di far bere litri e litri di latti vegetali sostituendoli all’acqua, ottenendo l’effetto di stimolare l’abitudine al dolce eccedendo nel bilancio nutrizionale. Il latte vegetale ha alti valori nutrizionali e puo’ far parte di una sana merenda se bilanciata da frutti.
7 Mandorle tostate (ok tuta la frutta secca): meglio se bio e pelate. Tostate le mandorle in padella con cumino, curcuma e tamari. Se i bimbi amano il piccante usate un buon mix curry.
Questa ricetta la devo a Natalie, amica e conoscitrice di ottimi spuntini! 🙂
8 Carote: sceglietele bio da mangiare con la sottile buccia, proponetele a rondelle o a bastoncini. Le bocche piccole amano piccoli pezzetti alla volta!
All’asilo le abbinano spesso all’uva passa dolce di natura.
Le carote sono utili soprattutto a tutti quei bimbi che sognano e hanno la testa molto “in aria”. Vengono dalla terra e mantengono i bimbi ben ancorati a terra!
9 crespelle vegan: seguite le indicazioni di ValeVico e delle sue crespelle vegan ne La colazione dei campioni; da farcire arrotolandole con marmellate o formaggio quark, di mattina…
Oppure ottime anche per cena con besciamella e spinaci, ricotta e noci ecc.
10 Birkermuesly: io lo faccio con 1 litro di latte intero bio, 1 vasetto di yogurt intero e naturale bio. Li mescolo con un cucchiaio di legno e li lascio nella yogurtiera
(o sul termosifone avvolto in una copertina) per un giorno interno, a temperatura costante, 40°C circa.
Una volta ottenuto altro yogurt lo dolcifico un pochino con crema di datteri ed aggiungo fiocchi di avena integrali, uvetta, un cucchiaio di marmellata di pesche, pesche fresche a pezzetti e basta.
La nostra versione invernale è con piu’ frutta secca, al massimo aggiungo le banane a rondelle. il segreto è farne tanto e conservarlo in frigo. Il giorno dopo è ancora piu’ buono!
A noi fa impazzire e da quando lo facciamo tutte e tre insieme le bimbe lo mangiano piu’ volentieri! Si divertono a riconoscere i fiocchi e i frutti vari!
Buone sperimentazioni in famiglia!
Prendete coraggio e provate queste belle alternative!
ciao a tutti!

biscotti per le feste

Ormai sono un paio di settimane che penso ai biscotti di Natale.
Come ogni anno, da quando sono mamma, regaleremo biscottini fatti in casa. Le nostre sei mani (mie, di Diana e di Leda) impasteranno biscottini golosi da sfornare in quantità massiccia!

Spero che l’idea di questo post culinario vi sia utile, io sono sempre alla ricerca del “biscotto perfetto”, vi dico subito che a me piacciono sani e semplici, per il Natale però son concesse varianti golose e degli ingredienti più ricercati! Anche perchè da quando abito in Ticino non so più cosa siano i biscotti leggeri senza burro e fatti con l’olio d’oliva! Qui impera il burro e tantissimo cioccolato! 🙂

Se avete suggerimenti o ricette da far girare sentitevi liberi di aggiungerli tra i commenti. Magari potrò fare un post sucessivo con le vostre ricette! 😉

Qui sotto vi propongo una selezione di biscotti presi dal web che ho provato e che sto valutando. Buon lavoro cuochine! 🙂

Per primi vi propongo i famosi Biscotti Diamante di Maurizio Santin (il top della pasticceria italiana). Avete presente i biscotti al burro scozzesi? Ecco… siamo lì come quantità di burro. Anche come sapore ricordano gli Shortbread, ma in più hanno il contorno di zucchero di canna che li rende speciali e che dovrebbe rimandare all’effetto-diamante, da qui il nome (fonte unbiscottoalgiorno.com)


BISCOTTO DIAMANTE
diamante

Ingredienti:
450g Farina
160g Zucchero a velo
1 Tuorlo
400g
Burro
1 bacca di vaniglia
1 Scorza di limone grattuggiato
q.b. Zucchero
di canna

Procedimento:
Amalgamare tutti gli ingredienti con il burro ammorbidito.
Fare un salsicciotto aiutandosi con le mani e mettere in frigorifero
per circa un’ora.
Passare il salsicciotto nello zucchero di canna in modo che lo
zucchero si attacchi alla pasta e che la superficie sia completamente
ricoperta.
Dal salsicciotto tagliare i biscotti. Mettere in forno a 170°
circa 10 minuti. Controllare la colorazione prima di tirarli fuori.

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BISCOTTI AL COCCO (GLUTEN FREE)
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Dal sito Araba Felice riporto le sue indicazioni e la ringrazio!

Ingredienti:
75 gr farina di cocco
1 albume
80 gr zucchero semolato
un pizzico di sale
Procedimento:
In una ciotola mettere la farina di cocco, l’albume, lo zucchero e il pizzico di sale.
Amalgamare bene gli ingredienti. Verrà fuori un impasto sbriciolato, è giusto così 🙂
Ricoprire una placca di carta forno.
Prendere l’impasto aiutandosi con due mani e fare delle palline schiacciate
non troppo compatte da posizionare sulla placca.
Cuocere in forno a 160° per 16-20 minuti.
Quando la base inizia a dorarsi vuol dire che sono pronti.
Tirateli fuori ma non toccateli assolutamente perché sono ancora fragili.
Lasciate raffreddare e servite a temperatura ambiente.
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CHOCOLATE CHARMS
da Cookies di Martha Stewart
(dal sito arabafeliceincucina.blogspot.com)

cacao
Ingredienti per 20 biscotti:
125 g di farina
15 g di cacao amaro
la punta di un cucchiaino di sale
113 g di burro
70 g di zucchero semolato
qualche goccia di estratto di vaniglia, facolatativo
altro cacao in polvere per la copertura
Procedimento:
Battere con le fruste elettriche il burro  per circa cinque minuti, finche’ ben montato.
Aggiungere lo zucchero e montare per altri due minuti.
Unire l’estratto di vaniglia, se si sceglie di usarlo e montare un altro minuto.
A parte miscelare farina, cacao e sale ed unirli pian piano al composto
di burro usando le fruste a bassa velocita’, ma ad un certo punto sara’ impossibile
usarle e bisognera’ utilizzare una spatola.
Assolutamente non impastare con le mani, e fermarsi non appena
il tutto sta insieme. Risulterà un impasto molto morbido.
Formare un disco con l’impasto, avvolgerlo in pellicola e mettere in frigo per almeno due ore.
Aiutandosi con un cucchiaio prelevare pezzetti di impasto, che ora sara’
piuttosto duro, e rotolarli tra le mani a formare palline di circa 2, 5 cm di diametro.
Adagiarle in teglia su carta forno e metterle in freezer per quindici minuti.
Se i biscotti non sono ben freddi non manterranno la forma in cottura.
Cuocerle in forno preriscaldato a 165 gradi per circa 20-25 minuti, non di più.
Far raffreddare completamente quindi spolverizzare con cacao amaro. 

NOTE: I biscotti durano tranquillamente una settimana, ma conservateli
senza spolverizzarli.
Regalateli unendo un sacchetto di cacao a parte, e le istruzioni
su un biglietto carino: bella idea, no?! 🙂
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COCONUT MACAROONS AL CIOCCOLATO (GLUTEN FREE)
da Cookies di Martha Stewart, sempre su arabafeliceincucina.com

Ingredienti per una dieci biscottini:
75 gr di farina di cocco, o cocco disidratato
un albume
80 gr di zucchero semolato
un pizzico di sale
scaglie di cioccolato, facoltative
un goccio di estratto di vaniglia, facoltativo
Procedimento:
Mettere in una ciotola la farina di cocco, l’albume, lo zucchero, il sale ed, eventualmente, le scaglie di cioccolato ( non troppe!) .
Mischiare il tutto con le mani, stringendo l’impasto tra le dita.
Bagnarsi le mani con acqua fredda, scolarle dall’eccesso e formare dei mini coni che andranno poggiati sulla teglia coperta con carta forno. Non stringete troppo le montagnette, devono rimanere soffici.

Infornarle a 160 gradi per un tempo variabile tra i 16 ed i 20 minuti, finchè la base e la punta saranno leggermente coloriti. Tirare la teglia fuori dal forno e non toccarli assolutamente ( da caldi potrebbero rompersi ) Servire a temperatura ambiente.

NOTE:

I dolcetti raffreddati durano tranquillamente anche sei o sette giorni, purchè chiusi in una scatola di latta.
La dose di zucchero nella ricetta originale è quasi il doppio, quindi se volete aumentarlo fate pure.
D
a caldi sono fragili, ma raffreddandosi diventano perfettamente maneggiabili e trasportabili.
Per un tocco diverso, potete anche deciderli di passarli, una volta raffreddati, nel cioccolato fuso. Gnam!

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BACI DI DAMA
Ricetta di Fiordifrolla.it
Ingredienti per circa 80 biscotti:
300 g di farina 00
300 g di mandorle
300 g di zucchero semolato
300 g di burro cioccolato fondente q.b.

Procedimento:
In una casseruola colma di acqua bollente fate scottare le mandorle per un paio di minuti, quindi scolatele e pelatele mentre sono ancora calde.
Disponetele su di una leccarda rivestita di carta da forno, possibilmente evitando che
siano sovrapposte, e fatele tostare sotto al grill fino a doratura
(non devono diventare troppo colorite o risulteranno amare).
Fatele raffreddare, quindi tritatele nel mixer insieme a metà dello zucchero
semolato, cercando di ottenere un composto fine, omogeneo ed evitandodi surriscaldarlo troppo (altrimenti le mandorle rilasceranno il loro olio).
Trasferite il tutto nella ciotola della planetaria montando il gancio a foglia (o a k, a seconda dell’apparecchio che utilizzate), unite il burro tagliato a cubetti, lo zucchero restante e la farina, quindi azionate l’impastatrice a bassa velocità fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Avvolgetelo nella pellicola per alimenti e fatelo riposare in frigorifero per almeno 2 ore.Trascorso questo tempo, prendete l’impasto e con le mani formate velocemente tante
palline del diametro di circa 1 cm, che disporrete su di una teglia rivestita di carta
da forno (oppure su di un vassoio) opportunamente distanziate
(in cottura aumenteranno le loro dimensioni).
Procedete in questo modo fino ad esaurimento dell’impasto.
Fate raffreddare le palline così formate in frigorifero per altri 30 minuti, quindi
cuocete i biscotti nel forno già caldo a 140° per circa 15-17 minuti
(il tempo esatto dipende dal vostro forno), o comunque fino
a quando i bordi appariranno leggermente dorati.
Sfornate e fate raffreddare i baci di dama direttamente sulla teglia
(fino a quando si saranno un po’ induriti), poi su di una griglia per dolci.
Nel frattempo tritate grossolanamente il cioccolato fondente e fatelo sciogliere a bagnomaria
fino ad ottenere una crema fluida.
Quando i biscotti saranno giunti completamente a temperatura ambiente,
aiutandovi con un cucchiaino prelevate un po’ di cioccolato e disponetelo
su sulla base di due biscotti.
Accoppiateli, lasciate solidificare il cioccolato, quindi servite.
Si conservano per circa 1 settimana all’interno di una scatola di latta.

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Per ora mi fermo qui. La prossima settimana inizierò la produzione dei biscotti e vi farò sapere come procede l’impresa!
Un saluto a tutti i miei nuovi amici lettori: Natalie e Patrizia, e un abbraccio alle mia seguaci preferite: Marina e Luisella!
Mi scuso con ArabaFenice che ha il copyright sulle sue belle foto e che mi ha scritto di toglierle assolutamente e in modo risolutivo!Presto rimedierò alla mancanza di buone foto!
ciao, buona vita a tutti!

novità

Novità!

Gli articoli più visitati verranno visualizzati a destra della home page (come sempre) ma da oggi una foto rappresenterà il tema del post, il cui titolo sarà visibile passandoci sopra con il mouse.

Spero che sia chiaro, i cambiamenti al blog non sono mai ben visti ma amo le cose belle e credo che questo sia un bel cambiamento che mi rappresenti. Spesso le foto che pubblico sono mie, e quando non lo sono cerco sempre di citarne la fonte.

Qualora mi sia sfuggito qualche autore o ul link prego di avvisarmi via mail atteaverso questo blog.

Grazie!

minuti imprecisati di vuoto

Stasera filosofeggio e mi confido un pochino… spero di non esagerare!
Ecco il tema:

La consapevolezza del pieno nel vuoto (a noi occidentali è quasi sconosciuta). Ovunque è presente il Tutto e il vuoto non esiste. La Luce si infiltra ove è possile, sempre, in modo pieno e determinato. Per poter abbracciare questa pienezza dobbiamo viverla sulla pelle e dalla pelle deve venire la consapevolezza del nostro esubero quotidiano privo di un vuoto interiore.
Mi spiego lasciandovi a questo raccontino autobiografico, come sempre!

Minuti imprecisati di vero vuoto (che poi è il Tutto pieno)

Ero nella grotte des Églises ad Ussat, nella valle dell’Ariège sempre durante l’ultima Conferenza Internazionale del Lectorium Rosicrucianum (settembre 2012). Ebbene, io Daniele e Cristiana ci siamo inoltrati in silenzio all’interno della grotta abbassandoci fin quasi strisciando sui sassi, bianchi e polverosi.
La nostra volontà silente era quella di arrivare fino alla fine della grotta con le piccole torce in mano per poi, solo una volta seduti, spegnerle. Così abbiamo fatto, senza accordarci… senza troppe parole di consulto. Seguendo un impulso interno forte e chiaro. Ero emozionata e forse suggestionata dal vissuto di quegli spazi. Una volta al buio ho davvero cercato di spegnere tutto, non solo la torcia. Piano piano, uno ad uno, i miei pensieri si facevano sempre meno invadenti e il respiro, ormai regolare, era un tutt’uno con il battito del mio cuore. Ero, fortuitamente ed apparentemente, in una condizione ottimale per poter ritrovare me stessa.

In queste occasioni, però, dò il meglio di me e i primi pensieri che mi scorrono veloci sono sempre i soliti, istintivi e ricorrenti. Pensieri che mi ciucciano in modo autonomo… e godono come – diavoletti rossi sulla spalla sinistra – nel riproporsi. Ad occhi chiusi i primi pensieri sono stati: chissà se mi pioverà addosso?! Non è che sbucano fuori dei pipistrelli vampiro?! Poi la faccenda è migliorata….
L’ultimo ricordo è la sensazione di dissolvenza del frullato nella mia testa mentre scemava verso una zona neutra, interna e silenziosa! Ho proprio avuto la sensazione che i miei pensieri si allontanassero via da soli. Il ticchettio delle gocce calcaree che cadevano a terra scandiva un tempo ritmato ma dolce… profondo e arcaico… e devo ammettere che ha favorito il distacco dal flusso di pensieri sanguisuga.

In quel momento, proprio quando ho potuto far silenzio in testa, ho intuito dove ero realmente. Ero seduta su di un grosso masso che probabilmente intorno al 1200 ha accolto un fratello di Spirito, un cataro. Non uno a caso, ma proprio uno di quelli che come me sta sperimentando l’arte del viver quotidiano camminando tra le rose o i carboni ardenti, del vivere pensando ad una meta Unica e precedentemente già conosciuta. La magia di questa presa di coscienza sta nel fatto che queste osservazioni non mi son nate dal frullato vorticoso dei pensieri che nascondo sotto i miei ricci, no-no…. mi venivano dal cuore!!! Evviva! Il mio cuore parla!!!

Conoscendomi, ho poi approffittato dell’attimo intuitivo e l’ho prolungato il più possibile senza volontà e mi son lasciata cullare dal ticchettio infinito e dal buio nero nero. Ho solo fatto una veloce osservazione sul fatto che sia ad occhi aperti che con gli occhi chiusi non vedevo altro che un nero-nero. Non nero seppia, nè un nero fumo, nè un nero catrame, ma un nero-nero.
Da lì ho pensato che tutti gli iniziati debbano – per forza – arrivare al proprio nero-nero per poter aspirare sinceramente ad rivedere un pochino la Luce! Ho poi collegato l’immagine a Dante che scende agli inferi, a Perseo che decapita la Medusa (tanto poi vola via su Pegaso!) e poi ho ricordato di non spaventarmi e di perdonare/accettare il mio nero-nero. Bè ho pensato anche al mito della caverna del buon Platone… poi basta, nulla più!

Mentra tutto questo accadeva nel mio profondo ho percepito di essere parte del Tutto. Di essere sorella di Daniele e di Cristina (al completo Cristiana-Serena-Silvia, dunque Cristiana serena nella selva), sorella di tutti i 2500 amici del Lectorium ad Ussat, sorella di tutti gli uomini, di tutte le donne, figlia e sorella dei miei genitori… Ero la grotta, il sasso, l’aria fredda e umida, ero la goccia che mi è caduta (davvero) sulla fontanella (ormai chiusa) al centro della mia testa, ero il sole che non vedevo ed anche il silenzio nero che mi avvolgeva, ero me stessa ed ero però all’erta…. shhhhhh! Shhhhhh! Silenzio…….

No! Vinta nuovamente: stavo attenta a non sciupare quell’attimo che già prefiguravo troppo breve. Poi ho pensato che l’attimo vissuto non era l’attimo percepito, che quei brevi pensieri soffocati e spariti, che quell’attimo di chiara visione del Tutto, che quella goduria interiore vissuta interiormante… che tutto, FORSE, poteva anche essere stato più di un attimo!

L’attimo è durato quasi trenta-quaranta minuti. Minuti trascorsi veloci e vissuti dalla parte migliore di me che si è allontanata controvoglia ma velocemente quando poi ho sentito il bisogno di scoprire che ora era, quando ho voluto sapere che faceva Daniele, quando ho voluto che uno dei due presenti accendesse la torcia…

Tutti insieme ci siamo alzati, abbiamo avuto reazioni varie e personali. Ero gioiosa, stupita di me stessa e sorpresa di aver voglia di uscire fuori dalla grotta, di rivedere il sole e di sfiorare un sasso caldo. Ripercorrendo al contrario la grotta verso l’uscita ho ringraziato, salutato e compreso il Tutto che mi ha generato e che ha la sua forza nella Luce che tanto mi è mancata in quei minuti imprecisati di vuoto trascorsi nella mia grotta interiore.


Sono Claudia, segno zodiacale toro, amo la luce del Sole calda e tendo alla mia vera Casa. Come un albero ho radici ancora forti  ben piantate a terra ma attendo il momento in cui potrò ribaltare le mie radici per potermi alimentare di sola Luce! Cammino tra rose e carboni ardenti e lo farò fino a quando mi piacerà farlo!

Accettatemi, io proverò a farlo con me stessa e con tutti voi!
Buone riflessioni domenicali e grazie per la pazienza.
Il raccontino non era poi così INO.

Questo post è dedicato a Cristiana eDaniele! Poi anche a Luisella che ha detto di amare le cose che scrivo. Ed infine lo dedico a Silvia, Marina, Luciana e Fiorenza che amo come fossero mia mamma.

Vi lascio con Jeeg Robot d’acciaio, energica e super positiva, quasi gnostica!
ciao!

Street art in Paris

the versatile blogger (confessione)

Ricevo l’invito da Nadir, solitamente non rispondo alle catene ma questa è sicuramente un modo carino per raccontare cose di me in modo veloce e divertente!
Lo scopo non è altro che raccontare sette cose che, in una qualche maniera, mi caratterizzano e che, però, non sono mai emerse dal blog. Grazie Nadir per l’invito, sarà per me divertente, l’ennesima occasione per vedermi allo specchio! 🙂

1 Sono istintiva, forse troppo

Mi rendo conto che il mio istinto mi guida velocemente e in modo efficace. Ad un primo incontro con uno sconosciuti, già dalla prima stretta di mano capisco tutto. Recentemente ho subito uno “strattone” di presentazione ed ho subito capito che no-no…. non ci siamo! 🙂 Ammetto anche che spesso mi sbaglio, riconosco dunque il limite dell’istinto in questo caso.

2 Amo le cose belle

Subisco dannatamente tanto il fascino della bellezza.
Della natura, nelle persone e dell’arte. Da essa mi faccio rapire ancora volentieri.
Ammetto che come una adolescente mi guardo e riguardo il bel Robert Pattinson come se fosse un dio greco da venerare. Non mi pento, aspetto che passi….

3 Ascolto musica, buona.
Che per me vuol dire Radiohead, Portishead, Bjork ecc. Amo trovare i video delle canzoni: se l’immagine bella è legata ad un buon sound io sono a posto!
Ecco l’esempio, The Rip dei Portishead. Adoro le versioni acusiche come questa The Rip Tom Yorke che suona i Portishead. 🙂

4 Odio la televisione e guardo mal volentieri solo il Tg di Mentana.
Credo di conoscere a fondo il sistema di gestione delle masse. Non voglio far parte di esse. Voglio pensare con la mia testa e perseguo i miei ideali personali e religiosi in modo autonomo emancipandomi dai burattinai….

5 Non sopporto i cori russi, la musica finto rock, la new wave itliana, il free jazz punk inglese, neanche la nera Africa!
Centro un Centro di gravità permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente….
🙂 … Over and over again!

Amo Battiato. La citazione è da Centro di Gravità permanente.

6 Amo stare con le mie bimbe

Amo troppo il concetto di famiglia unita. Fortunatamente per ora la mia lo è.

7 Non amo chi non mi rispetta e credo di subire ingiustizie
Devo ancora conquistare la piena consapevolezza che tutti siamo un’unica cosa guidata da un destino già scritto. E che nulla avviene per caso…. Torti, frasi offensive ecc. sono spesso il riflesso di noi stessi nell’atro….