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the dawning of the rest of our lives (on holiday)

Sono arcistufa del Grande Gioco.

Per chi non conosce il mio punto di vista sulla mostruosità della società in cui viviamo e sul giusto termine “Grande Gioco” non si accontenti di sapere che è un enorme macchina che manda al pascolo noi povere pecorelle smarrite (nell’oblio di noi stessi)… se vi interessa il tema cercate il termine nel blog ed informatevi, essere pecore nere alle volte è un privilegio illuminante!

Riconoscere, deviare ed emanciparsi del sistema è cosa buona, fidatevi!

Siate come Pinocchio che sì, cede caramelle del Paese dei Balocchi, ma che poi riesce a drizzare le sue orecchie di asino per poi – finalmente – liberarsi e divenire un vero bambino!

pinocchio_e_lucignolo

Siate coraggiosi!
Fiduciosi della vostra vocina, del vostro Grillo Parlante, ascoltate la vostra coscienza!
Coraggio, lo dice anche la Fata Turchina (l’Anima), qui!

GRILLO:
” Quando sei nei guai
e non sai che cosa far
fa’ una fischiatina
fa’ una fischiatina.
Se la tentazione
si annida nel tuo cuor
fa’ una fischiatina
fa’ una fischiatina.
Basta un sol trillo e
tutto svanirà
se poi mi vuoi vicin, chiama…”

Iniziare una nuova vita, consapevole, in “vacanza dal Grande Gioco” mi riporta  ai Green Day, che non sono un gruppetto scemino d’oltre Oceano, ma persone che sanno scrivere testi come questo, Holyday:

“Ascolta il rumore della pioggia che scende
che viene giù come la fiamma di Armageddon 
la vergogna, di quelli che muoiono senza un nome…

Ascolta i cani che abbaiano al rumore della chiave,
come un inno chiamato Fede e Miseria
e sanguinante, oggi l’’esercito ha perso la guerra

Io mi permetto di sognare e di non essere d’accordo con le grandissime balle
questo è l’inizio del resto delle nostre vite
in vacanza!

Ascolta il tamburo che batte fuori tempo
un altro oppositore ha superato il limite
per trovare i soldi dall’’altra parte

Posso porre un altro Amen?
c’’è una bandiera avvolta attorno alle ferite degli uomini
una commedia, una borsetta di plastica su un monumento

Io mi permetto di sognare e di non essere d’accordo con le grandissime balle
questo è l’inizio del resto delle nostre vite
in vacanza! (…) “

Per chi non conoscesse i Green Day vi consiglio anche Amercian Idiot, bella schietta e valevole anche per noi europei! Il mio fastidio non è contro gli americani, l’intento del post è solo di stimolare un nuovo sguardo, più attendo e meno passivo. America, Europa…. non importa… purtoppo non si differenziano molto tra di loro e le loro scelte politiche o economiche (che ci coinvolgono) sono mosse solo ed esclusivamente per mezzo e per il fine del dio denaro…

“Non voglio essere un idiota americano
Non voglio una nazione così succube dei nuovi media
E lo senti il rumore dell’’isteria?
E’ il suono subliminale che fotte i cervelli dell’’America
Benvenuti in un nuovo tipo di pressione mentale
Che attraversa una nazione ormai diversa
Non tutto deve andare bene per forza
Sogni televisivi del futuro
Noi non dobbiamo per forza dargli retta
E convincerli a starci dietro
Beh forse io faccio parte dell’’America gay
Non sono nella lista dei bigotti conservatori
Ora tutti fanno propaganda
E si uniscono al coro dei paranoici
Benvenuti in un nuovo tipo di pressione mentale
Che attraversa una nazione ormai diversa
Non tutto deve andare bene per forza
Sogni televisivi del futuro
Noi non dobbiamo per forza dargli retta
E convincerli a starci dietro
Non voglio essere un idiota americano
Una nazione controllata dai media
La nazione dell’informazione e dell’’isteria
Che dilaga nell’’America idiota
Benvenuti in un nuovo tipo di pressione mentale
Che attraversa una nazione ormai diversa
Non tutto deve andare bene per forza
Sogni televisivi del futuro
Noi non dobbiamo per forza dargli retta
E convincerli a starci dietro.

Vi lascio alle vostre riflessioni, buon tutto!
“

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Paris 08/2012 – Padam Padam!

Proprio non riesco a capire il perchè mentre cerco di pubblicare questo resoconto di viaggio ho scelto di asoltare My Way di Sinatra…. bo?! Forse dovrei essere un pò più parigina!? Parigina sarà sicuramente l’album di foto che vi sto preparando!!!

My Way… gia! Questa canzone la amo molto perchè tra i miei ricordi ha una doppia valenza (anche punk) e mi sento spinta a paragonarla ad un dipinto di Gerard Richter, tutto leccato… ma poi spazzolato via!
Richter ce l’ho in mente perchè al Centre Pompidou ho visto l’esposizione Panorama, una grossa retrospettiva itinerante che ha avuto inizio presso la Tate Modern di Londra e proseguita nella Neue Nazional Galerie di Berlino.
Mostra e Museo da consigliare assolutamente! Tra l’altro vorrei aggiungere che rivedere a distanza di 16 anni il Centre pompidou è stata una sorpresa folle: la mente cancella anche la bellezza più assoluta… rivedere Yves Klein e il suo Monocromo blu è stata una nuova estasi!

Grazie Sid (Vicious) e grazie Gerhard (qui sopra i suoi gigli), il vostro sguardo è stato folle e potente e lo porterò sempre con me!

Se invece, volete rimanere in tema parigino vi seleziono Padam Padam della ribellissima Edith Piaf che da sempre ammiro per la sua voce nitida ma tremolate. Scelgo lei anche perchè i miei 15 giorni a Parigi li ho trascorsi proprio nel quartiere di Belleville, il suo natale. Quartiere assai diverso da quello anni ’30 e con un odore medio-orientale molto più multietnico dell’epoca! 🙂

Prima di iniziare il mio resoconto (lungo e fotografico) vi dico anche che durante la mia prima gravidanza ho letto tutto il Ciclo di Malaussène, detto anche Serie di Belleville… una serie di romanzi scritti da Daniel Pennac, che adoro e rileggerei volentieri in ogni momento!
Inutile dire che Daniele (il mio, non Pennac!) mi ha subito paragonato a Clara, che è la sorella fotografa. Clara fotografa tutto quello che le capita a tiro. Madre di È Un Angelo, figlio di Sant’Inverno, è la sorella prediletta di Benjamin (il protagonista dei romanzi), forse perché, come egli stesso dice, è stato lui a farla nascere ed è la donna che avrebbe amato se non fossero stati fratelli!! 🙂

Comincerò in questi giorni a parlarvi di Parigi partendo da Belleville, dal nostro arrivo e dalla Francia più in generale.

A presto, intanto lavorerò per voi curiosoni!  🙂

Libiam ne’ lieti calici!

E’ già il terzo mercoledì mattina che pulisco casa ascoltando La Traviata, che energia!!! Che impeto!
Zeffirelli, amor grande! Consiglio a tutti la sua trasposizione cinematografica del 1983. Carnevalesco!!!
Verdi, genio romantico!!!
Eccola La Traviata, ascolate con orecchie aperte e cuore limpido!
Guardatevi anche il film…. ed ascoltate bene bene l’overture!!!! °__°

Libiam libiamo, ne’ lieti calici,
che la bellezza infiora;
e la fuggevol fuggevo l’ora
s’inebrii a voluttà.
Libiam ne’ dolci fremitiche
suscita l’amore,
poiché quell’occhio al core
Onnipotente va.

…..

Tra voi saprò dividere
il tempo mio giocondo;
tutto è follia follia nel mondo
Ciò che non è piacer.
Godiam, fugace e rapido
è il gaudio dell’amore;
è un fior che nasce e muore,
né più si può goder.

….

Violetta:
La vita è nel tripudio…

 Alfredo:
Quando non s’ami ancora…

Violetta:
Nol dite a chi l’ignora,

Alfredo:
È il mio destin così…

The White stripes

Ci sono pezzi che valgono. Questo vale parecchio!!! The White Stripes… due fratelli…. lei batterista… poco altro…. chitarrina giusta… dura…. r’n’r semplice!!!!!
Eccoli qui: Seven nation army!

Mi fanno vibrare tutta e in modo violento.
Loro li amo, da tempo non li ascoltavo…. peccatooooo!
Rimediare a queste dimenticanze è d’obbligo in giorni duri come questi!
Sento ancora tantissimo il bisogno di riempire un vuoto che vuoto non può essere MAI!

Tristezza atavica. Costante.
Un abbraccio al mio lontanissimo Daniele.
Vaffanculo agli USA… White Stripes, il coast to coast e l’Oceano esclusi.
Scusatemi, notte a tutti noi… ribelli ma paurosi del vuoto…

coppia sconvolgente

Amo il Giappone, ho una carpa tatuata sul braccio destro (saggezza, forza e longevità), amo tanto tanto le stampe di Hokusai e non solo, amo la tempura (gnam gnam), amo la quiete di questo popolo, la loro saggezza e tendo/tenderi volentieri allo zen se mi riuscisse! Vivo con un amante del tè e sto imparando a fare pure il sushi vegetariano….. leggo gli haiku e ora ve ne dedico uno speciale:

“al suo termine, la strada
si avvicina al profumo
biancospini in fiore”

Yosa Buson

Oggi però vi parlo di Bjork che con il Giappone non ha nulla a che fare se non per un meraviglioso suo punto di vista. Eccolo.

Da Wikipedia, cos’è Drawing Restraint 9?

E’ un album di Björk del 2005. E’ la colonna sonora di Drawing Restraint 9, film sperimentale, ambientato in Giappone, del regista Matthew Barney (ricordato in particolare per il fortunato ciclo “Cremaster”). La colonna sonora è affidata da Matthew alla sua compagna, la cantante islandese Björk (il mio amore canterino), che presta la sua collaborazione anche come interprete del film… qui sotto è una bellissima sposa giapponese.

Questa colonna sonora risulta il lavoro più impersonale della discografia di Björk (è anche il suo primo album il cui titolo è composto da più di una parola): la cantante islandese presta la voce, fondamentale negli altri album, in soli tre brani (Bath, Storm e Cetacea). In veste di produttrice del disco collabora però a tutte le canzoni, addirittura scrivendo lei stessa la musica per lo strumento caratteristico dell’album, lo Sho, particolarissimo strumento dalle sole tre note, suonato da Mayumi Miyata. È proprio lo sho che la stessa Björk sceglie come simbolo della sua opera, poiché questo strumento è tradizionalmente giapponese, ma non certo famoso quanto altre caratteristiche del Giappone, largamente pubblicizzate e sfruttate a fini commerciali: Drawing Restraint 9 vuole mostrare il lato più profondo, sconosciuto alle masse, del Giappone, filtrato attraverso occhi ovviamente criticabili (ricordiamo fra tutti il pezzo di teatro Nō di nove minuti costituito da Holographic Entrypoint)…. vedi sotto l’immagine…

In Drawing Restraint 9 Björk sembra quindi riportare in musica non le sue emozioni, bensì quelle del compagno e del suo film. Queste emozioni, nel 2005, data di uscita sia del film che della musica, sono state spesso criticate fortemente, definite indecifrabili, tanto da apparire anche ad attente analisi senza senso.Altri, invece, hanno accolto con sufficienza o poco più questi sperimentali lavori. Altri infine hanno acclamato quest’ultimo lavoro di Björk come il continuo della via intrapresa con Medúlla (album precedente a questo, nel quale gli strumenti vengono quasi del tutto omessi) per le atmosfere cupe ed eteree, vedendovi però anche una svolta: il ritorno agli strumenti (vi sono brani completamente strumentali: Ambergris March, il trio Hunter Vessel, Shimenawa, Vessel Shimenawa e Antarctic Return).

C’è anche tantissima poesia, come in questa scena del pacco regalo…. Part I: Petrolatum. Ringrazio Alice Ginaldi per averla condivisa su Facebook… oggi ho creato questo post per merito suo! Grazie per l’ispirazione! 🙂

Se volete approfondire l’argomento vi consiglio questo post in inglese, dal bolg Culiblog.org, dove culi sta per culinario e non sederi… e dal quale cito: “the film is exemplary of food-related film in the culiblog sense of the word; food, food culture, food as culture and the culture that grows our food”.


Lo Sho (笙) è uno strumento a fiato ad ancia libera (rappresenta l’equivalente giapponese dello sheng cinese, dal quale deriva), ed è composto da 17 canne di bambù di lunghezza diversa, con le quali si possono ottenere suoni di varie altezze. Appartiene alla famiglia degli organi a bocca. La lunghezza delle varie canne non è legata a ragioni di praticità, bensì di estetica: lo strumento ha infatti un aspetto simmetrico definito “simile alle ali di una fenice”. Simili organi a bocca vengono utilizzato in molti paesi dell’Asia orientale e del Sud-est asiatico al fine di creare melodie; solo in Giappone esso viene utilizzato invece per produrre accordi. Lo sho è oggetto di interesse di diversi compositori contemporanei: ad esempio Toru Takemitsu lo ha impiegato nella sua musica. L’organo a bocca giapponese appare anche nella colonna sonora di “Drawing Restraint 9”, film di Matthew Barney, composta da Björk, nel quale lo sho rappresenta lo strumento caratteristico….

Per ora vi saluto, a presto un aggiornamento del post con qualche spunto per approfondire M. B., il maritino pazzo della dolce Bjork!
Buona giornata e buona settimana a tutti gli amanti dell’arte. Sensata e non.

 

it’s time for me, oooohhhhhh yeah!

Dopo una giornata di Carnevale tra cuochine e meccanici (all’asilo) e Cenerentola con fatine (in Centro storico), tra musica scadente altissima e mille coriandoli da schivare, merande doppie farcite di sfrappole zuccherose, ecco che mi si presenta una serata in libertà! 😉

Passo primo, riempo il bollitore e scelgo la tisana perfetta: questa sera miscela acido/basica.

Step 2: accedo al blog e mi guardo i commenti, passo da FB ma nulla di chè.

3. Prendo una sciarpa di lana anti spifferi.

4. Controllo la posta, ne ho varia!

Punto 5 che solitamente è lo step 2: accendo iTunes e scelgo Adore Vocal Jazz (playing the best in vocal Jazz, www.1.fm), ora passa Over the rainbow cantata da Melody Gardot… una favola!!!! (L’originale ve la ricordate? Eccola: Judy Garland – Over The Rainbow).


6. sto ferma sul divano ad ascoltare… per non più di 15 minuti, figuratevi se riesco a star ferma!

7. bevo la tisana bollente perchè lo stomaco è ancora sotto sopra, maledetto virus.

8. penso a quando mia mamma mi faceva la borsa dell’acqua calda… e mi mancano entrambe.

9-10-11 penso a quando una bella vacanza, Giselle, beata lei!

12. Penso a quando le mie/nostre due ore di terme

13. Torno qui al pc e mi chiedo perchè a Bellinzona il Carnevale è così sentito…. bo?! Apro la finestra e ci sono dentro. Alla festa, al casino e alla musicaccia da due lire. Due euro, un franco e mezzo! Mi chiedo a proposito perchè il babbo (Roman) della Sofia (amica di Diana) non faccia il Dj qui in centro?!! Ho visto il suo sito e mi piace cosa suona, eccolo Romandj.ch! Groovy e non solo, oooooohhhhh yeah! 🙂 🙂

Che voglia matta di festa, di libertààààààààààààààààààà!

Mi rendo comunque conto che poi alla fine mi basta quel che ho ora qui, nel presente, adesso, ora, qui, ora , adesso, ora qui (lo ripeto per rafforzarne l’effetto di presa di coscienza): tisana, ottima musica e le bimbe che dormono! E ne son felice.
Faccio finta di non sentirmi vecchia. Si, fingo con me stessa, e chi non lo fa?!

14. cerco le immagini per questo post e penso già di andarmene a leggere il mio libro, quello attuale: La storia infinita, libro del cuore da rileggere spesso. A letto, magari!

15. Merda! Suonano la Cuccarini, ma si potrà?!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!  Vola. Credevo fosse reato passare sta canzone °_° Forse qui devono ancora votare al referendum per deciderne il destino! Se potessi votare qui in Ticino mi alzerei alle 6 di mattina per andare alle urne!


Voto: NO NO NO, la Cuccarini proprio no!!!!

15. Automaticamente penso a quel musica sceglierei per una festa estrosa e amalgamante come deve essere il Cernevale e penso a questo video postato su FB da Jerko: Primus – The Devil Went Down To Georgia. Geniale, saltereccia e buona! E poi perchè ci sta bene insieme (sempre grazie Jerko) ecco cos’altro: John Zorn – Lilin. Un pò da tarda serata ma davvero di qualità, altro che anni ’80! 🙂 Poi per far festa ben benino perchè non lui? Saturnino, Blame It On The BassLine.

°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°

Ecco invece cosa ascolto adesso mentre vi scrivo: Chromatics, Lady. Mi piace!!! L’ho scoperta da poco….. è da sera, accompagna la mia solitudine… è perfetta! Poi ancora: Under Your Spell. Love this song!  Clap clap clap! 🙂

Notte notte a tutti con questo bel pezzo di blues, un sogno!

Mo’ Better Blues è un gran film con Denzel Washington e Wesley Snipes, è di Spike Lee (sound track nomination Oscar Grammy Awards 1990 original score Bill Lee). Da sentire e da vedere! 😉

ps
La sapete una cosa?! Non gli è bastata la Cuccarini, ora c’è la (ancora di più) terribile tunz-tunz!!!! °_°