Archivi categoria: spiritualità

il mio mondo interiore

#confessioni di una #mamma #artista

Spesso mi chiedono che lavoro faccio o come passo le giornate.
Ora ve lo spiego ma vorrei un “brava” e tantissimi “Like” per la mia sincerità! 🙂
Grazie!

 

i miei piedi sull'"erba lunga lunga" che adoro #ClaudiaNanni

i miei piedi sull'”erba lunga lunga” che adoro #ClaudiaNanni

 0. Sono mamma di due bimbe, emigrata in Svizzera e senza nonni accanto. Per me è bellissimo quanto duro.
1. Dipingo e quando lo faccio creo con tutta me stessa, nell’angolo sinistro del mio studio – spesso di sera.
3. Ho una regolare attività spirituale che mi aiuta e la racconto qui sopra da 4 anni, sul mio Blog Acquaviva. Ho calcolato con Daniele Bonacchi che viaggiamo in un anno 30 giorni fatti di 8 ore lavorative. Viaggio percorrendo la via che mi corrisponde, quella del Lectorium Rosicrucianum.
4. Cucino 2 pasti con 2 porzioni calde ogni giorno, siamo tutti vegetariani e le verdure hanno i loro tempi.
5. Stando seduta al PC studio tecniche di marketing per condividere la mia arte leggendo i suggerimenti dell’#EtsyItaliaTeam. Grazie Francesca Baldassarri, Caridad Isabel Barragan, Irene Renon e tutte voi dell’EIT.
6. Gestisco il mio Etsy Shop Claudia Nanni Fine Art per diverse ore al giorno: invito i miei followers di Etsy sulla mia pagina FB, su Pinterest e su Twitter. Pubblico i miei dipinti descrivendoli con cura in inglese e in italiano. Ogni listing mi prende circa un oretta, poi le Treasury, il #WaldorfonEtsy Team ecc.
7. Già che ci sono mi rilasso ingrassando le mie bacheche di Pinterest e cerco ispirazione per i miei Doposcuola, lavoro saltuario presso la Scuola Elementare della mia Diana.
8. Fotografo tutto quello che mi pare interessante. La fotografia è la mia seconda passione. Condividere o editare le foto chiede tempo ed impegno.
9. Tesso piccole relazioni locali in paese e porto avanti il “gruppo dei lavoretti” della Casa dei Bambini, nido e asilo R. Steiner. Bellinzona, CH.. il nostro stimatissimo Asilo steineriano del quale gestisco la pagina FB.
10. Leggo molto e leggendo ho sempre in mente di condividere quello che mi piace e appunto righe veloci per i prossimi post del blog.
11. Pulisco casa seguendo una tabella di marcia affissa alla dispensa della cucina. Roba di poco conto.
12. Tutto questo devo farlo di mattina, prima che la mia piccola Leda torni a casa dall’asilo alle 12, Diana finisce la Scuola alle 16. Poi sto con loro fino a quando non dormono entrambe, alle 21 circa. Questa fase è dura perchè se io creo devono farlo pure loro! Sto coltivando due mostrini dei colori!
13. Ultimamente tolgo denti da latte anche se mi fa molto senso.
14. Lavo sederini da 7 anni.
15. Quasi tutto il Martedi’ lo dedico ai panni da lavare, qui in Svizzera ci sono turni definiti per la stanza della lavanderia. Questo lo detesto.
16. Tutta la mattina del Mercoledi’ (grazie al cielo non stiro) la passo piegando benissimo i panni delle mie 3 lavatrici!
17. Faccio la spesa ogni 2 giorni, mi muovo a piedi o in bici. Vivo felicemente senza auto e sono fiera della mia shopping bag di tela organica. Si sono fissata per il BIO.
18. Dopo la cena metto a letto le bimbe e stacco. Due sere a settimana le dedico allo Shop. Se Daniele è via per lavoro esagero come stasera, lo ammetto!

Ringrazio la Svizzera per la moderata agiatezza in cui mi ritrovo a vivere. Se solo fosse in Italia!
Grazie anche a chi crede in me, a chi ama i miei dipinti.
Grazie alla mia famiglia, che adoro.

Sostenete il #MadeInItaly e comprate l’artigianato dagli artisti italiani dell’ #EtsyItaliateam!
Notte a tutti!

Claudia

Annunci

Carta moschicida

L’impegno di gestire un blog come ACQUAVIVA è per me serio e profondo. Non solo per il mio bisogno non piu’ inconscio di “esistere” ma lo è nei confronti di tutte le persone che mi seguono da anni, pazienti e teneaci… sicuri che prima o poi qualcosa di sensato offriro’ a loro. Oggi dedico questo post a Marina Marino, una mia cara amica del Lectorium Rosicrucianum, ringraziandola moltissimo per il bel libro che mi ha donato.

Il giardino delle nebbie notturne, di Tan Twan Eng è un romanzo anomalo, parla di una giovane donna e della sua storia triste, di un lutto da elaborare. Ambientato in Malesia negli anni dopo le trucidazioni giapponesi che hanno tramutato il destino di quelle terre. In ricordo della sorella morta nei campi di sterminio alla protagonista viene in mente di realizzare il sogno che allietava le giornate di sofferenza comuni: pianificare e realizzare un giardino giapponese. E’ davvero un libro da leggere…

Mizuno Toshikata - Samurai arciere, 1899

Mizuno Toshikata – Samurai arciere, 1899

Non amo riassumere i libri, meglio leggerli e rimanerne sorpresi, oggi comunque vi voglio citare un piccolo paragrafo che parla del tiro con l’arco, disciplina che per i giapponesi è una vera e propria Arte, destinata a pochi eletti, come l’Ikebana, l’arte del giardinaggio e molte altre dai nomi assurdi e difficili da ricordare. Il brano che condivido è tratto da Tao Te Ching di Lao Tzu (se non lo avete in casa compratelo, è un testo da tenere sul comodino e da leggere a caso ogni volta che subentra una crisi). Prima di questa citazione, il maestro dei giardini narra una storiellina su Lao Tzu e la sua partenza dalla corte dell’imperatore cinese 2500 anni fa….. anche questa è da leggere!!!!

La via del Cielo, quanto è simile all’atto di tendere un arco! Cio’ che alto è spinto in basso, cio’ che è in basso è tratto in alto; il sovrappiu’ è tolto, cio’ che manca è aggiunto. La via del Cielo toglie il sovrappiu’ e aggiunge cio’ che manca. La Via degli uomini, al contraio, non è cosi’: essi tolgono dove c’è mancanza per offrire dove c’è un sovrappiu'”.

Vi chiederete quando arriva la carta moschicida del titolo di questo post, vero? Ecco un’altra riflessione che il maestro di giardinaggio rivolge alla protagonista durante la meditazione prima della lezione di tiro con l’arco:

“La tua mente è come una striscia di carta moschicida appesa al soffitto. Ogni pensiero, anche il piu’ banale o il piu’ incongruo, ci resta attaccato”.

Oggi il mio intento è quello di incitarvi ad osservare i vostri pensieri. I miei sono ciclici come quelli di tutti noi e da anni mi accompagnano fedeli, alcuni sono svaniti, altri stanno maturando e forse voleranno via. Ne ho trovati anche di nuovi pronti ad attaccarsi alla corsa circolare intorno alla mia testa.

Come dice Lao Tzu noi uomini tendiamo ad aggiungere dove c’è un sovrappiu’… nella testa di noi occidentali esiste questo problema da sempre. L’incapacità di controllare il flusso dei pensieri ci prosciuga le energie, ci distrae e ci allontana dalla Via del Cielo che è leggera, semplice e ordinata.

Che tutti noi possiamo trovare la quiete per poter scoccare al meglio la freccia a noi donata! Freccia che ai miei occhi altro non è che la propria vita. Una parabola che puo’ portare al centro del bersaglio, al vero nucleo dal quale tutti noi proveniamo.

Rimanendo in tema di arcieria leggetevi anche Lo Zen e il tiro con l’arco, di Eugen Herrigel.
Qui alcuni brani letti da Riccardo Massai.

Have a nice day, dear friends 🙂

 

vietato spolverare la polvere di Dio

Blue clouds, oil painting by Claudia Nanni

Original oil painting. BLUE CLOUDS, Large painting 19X27,5” 50×70 cm by CLaudia Nanni Available on https://www.etsy.com/ch-en/shop/ClaudiaNanniFineArt

 

Buona giornata cari lettori!
Oggi, lunedi’, seguo il suggerimento del cielo. Qui splende il sole ed è tutto nitido e azzurro!
Sogno ad occhi aperti, volo perchè sono fortunata e felice.
Ascoltanto Volare di Domenico Modugno (è in loop da 25 minuti) sorrido e vi scrivo per ricordarvi che ci sono, per diffondere nel mondo un po’ di gioia e di entusiasmo.

Si puo’ gioire per mille ragioni, le mie sono interiori e vengono dal punto in cui riconosco di essere simile a Dio, originaria di una Patria che non ha bandiere.
Un battito sereno proveniente da una zona franca, dove tutti si amano e perdono quell’aspetto che li separa dagli altri.

L’Amore per il prossimo è un fondamento di ogni religione, un sentimento alto e sano se vissuto nel modo giusto.
Purtroppo solo il nostro cuore sa qual è quel modo corretto in cui includere l’altro nelle proprie azioni. Una maniera non semplicemente  “umanitarista” nè “altruista”, ma piuttosto frutto di una visione ampia, quasi induista o painteista. Tipica dell’Oriente, non nostra dell’Occidente.
Dove tutto è il frutto di Dio. Questo concetto è per noi quasi inafferrabile, lontano. Comunque sia sono sicura che ognuno di noi abbia avuto in dono un momento nel quale ha percepito questo Amore.
Onnipresente. Che è sempre nell’aria… come se fosse la polvere illuminata dal sole (fonte https://soundcloud.com/francescomargherita). L’Amore di Dio fa come la polvere: tocca tutti!

La polvere galleggia e si deposita in ogni punto in cui puo’ arrivare. Quello che siamo abituati a fare è rimuoverla all’istate. Perchè si deve, perchè in fondo abbiamo paura di chi oscura il nostro Ego.
Cosa potrebbe accadere se lasciassimo entrare questa polvere (luminosa e divina) in noi? Cosa accadrebbe?!

Potremmo venire sopraffatti dalla voglia di approfondire! Affondare in questa polvere di luce!!!! Allora scaviamo in noi stessi, insabbiamoci ancora di piu’.
Mai piu’ spolverarci di dosso questa polvere! Ma scaviamo, rigiriamoci ben bene nel fondo di noi stessi.. per poi tornare in alto consapevoli, impolverati di Luce e Amore!

Non so come mi nascono questi parallelismi con la vita quotidiana, so solo che a me non piace spolverare e forse oggi ho affiabbiato a questo gesto significato nascosto. 🙂
No, non scherzo: l’invito a tutti (non solo a chi deve spolverare in casa!) è quello di aprirsi alla polvere onnipresente. Il messaggio di Dio è continuo e pieno di Amore!

Se non lo avete ancora fatto leggetevi La vita di Pi. Un romanzo fantastico che vi illuminarà! Un viaggio spirituale in mezzo all’oceano assieme a una tigre…..

 

 

 

 

 

Storie di farfalle morte.

In questi giorni il tema della morte è tornato a galla con l’incontro in giardino di una piccola farfalla marrone… nei suoi ultimi momenti di vita.
Nella speranza di rimetterla in forze, io e le bimbe le abbiamo fatto un letto di conchiglie e fiori… le abbiamo anche dedicato una canzone allegra!
Poi è morta e la abbiamo portata con noi in Italia per un week end di ritiro spirituale, dove è stata sepolta in un posto che amiamo molto.

la nostra farfallina morta

La nostra farfalla morta nel suo bellissimo letto

Ieri, a Varese, ne abbiamo incontrate molte. Di farfalle morte, dico.
Devo ancora decidere se mai apprezzero’ un museo con farfalle spillate, comunque sia… erano bellissime!!!

Museo Civico di Archeologia, Varese.
http://www.cspa-va.it/home.html

IMG_0690[1]

Farfalle al Museo di Archeologia di Varese

E voi, apprezzate i Musei con animali imbalsamati o siete sensibili amanti della natura viva e libera come me?!
Un abbraccio a tutti!
Vi auguro occhi speciali per vedere le cose belle fin nel profondo!

 

Colomba VS Cornacchia

Oggi, finalmente, mi ritrovo col tempo di scrivere, a letto di fianco alla mia Diana leggermente febbricitante.
Scrivo su di una evidente messa in scena di una morte esemplare.

Che il mio punto di vista su questa faccenda sia quello gnostico è indiscutibile. Che io abbia una visione sempre duale e ben delineata tra le mie pieghe cerebrali è il nocciolo della mia serenità interiore.
Più che altro questa certezza me la dà il mio cuore!

 A me basta sapere che quello in cui credo sia vero per me, e la contrapposizione del bene e del male in terra è la base delle mie convinzioni.

L’altro giorno sorseggiando lentamente un caffé macchiato al bar Gambrinus mi son detta “ooooh! Oggi mi prendo il tempo di leggere il giornale!”. Mai cosa fu migliore di quella decisione presa lì per lì!
Un po’ amareggiata dalle notizie sconvolgenti della nostra politica (quella italiana, non certo svizzera), mi son scontrata con questa foto:
preda e predatore
Urca! Che evidenza!!! Curiosissima mi son letta l’articolo, superficiale: parlava di ornitologia e insisteva sull’introduzione del gabbiano a Roma città negli anni ’60 e di come il gabbiano sia in competizione con la cornacchia nella conquista del ruolo di predatore del cielo capitolino.

Ok, ci sta che non si debba sempre scrivere di filosofia o di un messaggio gnostico celato. Tanto più che parlare di Gnosi in questa occasione in cui primeggia la disavventura di un Papa con i suoi messaggi di pace sarebbe un po’ contraddittorio. Mi riferisco al fatto che fu proprio la chiesa con il suo Papa Innocenzo III a decretare la poco pacifica fine “ad encausto” dei miei poveri antenati spirituali: gli eremiti catari della Francia del Sud (vedi Catarismo). Ma si sa, anche in questa questione – che vorrei fosse chiara per tutti – vinse il potere e la forza distruttrice delle forze del mondo. A scapito di un messaggio liberatore e salvifico, di vera pace – di vero Amore.

 Non aggiungo altro sulle scelte della Chiesa, oggi vi illustro come una colomba é morta per spiegarci la vita in terra.

 In natura tutto avviene per neccessità. Tutelare la vita è un imput comune.

Nel mondo animale, ad esempio, esistono due ordini quello dei predatori e quello delle prede in cui il predatore non caccia per diletto ma per sopravvivenza. Esite di conseguenza una selezione naturale che permette al piu’ forte e bello di avere la meglio sul debole e brutto. Perfino le femmine sanno questo e nella fase dei corteggimaneti non hanno dubbi: scelgono sempre il più sgamato, forte ed addobbato.

Sulla terra esiste una continua e perpetua contrapposizione del bene e del male e dal momento della caduta, oltre alla lotta per la sopravvivenza, all’umanità intera è concesso anche una via di fuga verticale, diversa ed opposto alla solita dinamica orizzontale terrestre. Dai qui la simbologia della croce, un asse verticale ed una orzzontale; il simbolo del loto, della rosa, della scala ecc. La verticalità è la nostra strategià per uscirne fuori, per emanciparci dal comune destino mortale.
Il_settimo_sigillo

Esistono la luce e il buio, il bianco e il nero… esiste per questo anche il gioco degli scacchi e ci fu anche Ingmar Bergman, regista de Il settimo sigillo (1957). Film che amo ma che non oso più rivedere per la sua enorme forza. Consiglio a tutti di vedere la famosa scena della Morte che gioca a scacchi col protagonista, il cavaliere crociato. Momento topico che viene accentuato e metaforizzato dal continuo rumore di sottofondo provocato dalle onde del mare, mare che persiste imperterrito col suo movimento di onde risucchianti. La morte arriva ed ovviamente gioca con le pedine nere…. e dice: “E’ già da molto che ti cammino affianco“….

Sento che nulla avviene per caso e alla casualità affido pochissimi eventi.

Questa colomba è stata prescelta dal destino per rappresentare tanti significati. Perfino la cornacchia assassina col suo comprare gabbiano hanno assunto ruoli diversi a seconda di quante sono le coppie di occhi che hanno assistito al delitto. Predatori assassini, giustizieri di chi augura pace con troppe contraddizioni in corpo, bestie crudeli che agiscono di istinto ecc.

A me è dispiaciuto per la delicata colombina, mi dispiace per il gabbiano rimasto a bocca asciutta e per la cornacchia ora mal vista da tutti. A proposito ascoltate Il Corvo Joe dei Baustelle. Canzone meravigliosa e perfetta per questa occasione cosi densa di significati. La doppia valenza del povero corvo mal voluto, tutto solo nel parco giochi è cosi’ reale che mi fa piangere!!! Ascoltatela vi prego! e cercate di dare il giusto valore alle parole finali che questo corvo ci lascia: “Ma vi perdono – Perché in fondo portate nel cuore – Sangue che è destinato a seccare – Vivete un morire“. Soccia che roba!
Comunque sia grido all’inevitabilità del corso della vita! Evidente e inesorabile si bilancia sempre nel suo gioco tra sopravvivenza e morte, tra gioia e dolore, tra schiavitù e potere, tra povertà e ricchezza, tra buoni e cattivi.
Come in una spirale tutto diviene ciclico, tutto ritorna e tutto genera karma. Ad ogni gesto ne corrisponde uno contrario, tutto scorre e cambia ma poi ritorna per manifestarsi ancora e ancora.

Chiediamoci se esite un buono. Chi sia il cattivo. Se esiste davvero il vero bene in terra.

La conclusione che vi trasmetto a cuore aperto è che quaggiù, in terra e non nei cieli, non esite un vero bene, ma piuttosto un bene illussorio camuffato da bene morale che gioca a braccio di ferro con un male che gli somiglia tanto da fondersi in un unica cosa melmosa.

L’uomo è come un pittore costretto ad usare solo il bianco e il nero; alla fine del corso della sua vita (la fine dei tempi che stiamo vivendo) si ritrova con la tavolozza talmente pasticciata da non poter usare altro che un grigio putrido. Un grigio indeciso che non sta nè di qua nè di là. Un grigio del quale si potrebbe dire essere “tiepido”. Come gli armadietti grigi metallici degli spogliatoi, fatti apposta per essere neutri, adatti e giusti per chiunque. Bleah!

Che nessuno di noi si possa definire un “tiepiedo”.

Diviene tiepido colui che non ascolta il proprio cuore.
Tiepido è colui che diviene sordo e cieco alle occasioni che la vita gli porge.
Tiepido, e stolto, è colui che vive senza imparare dal proprio vissuto.
Tiepido è chi non osa scegliere, chi non osa cambiare pur sentendo che dovrebbe.


Tiepidamente vive chi non osa superare il proprio destino!


“15
Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 

16Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. 
17Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. 
18Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista.”
(Apocalisse di Giovanni 3, 15-18)

Evviva il corvo e la colomba! Che evidenza!
Ringrazio quel fotografo e il buon Dio che mi hanno dato l’occasione per distaccarmi da questo eterno e noioso pin pong a due colori!

La freccia gialla

Questo bel racconto surreale di Viktor Pelevin è ambientato interamente su un treno infinito, gli uomini nascono crescono e muoiono su questo treno chiamato “la freccia gialla”, eccone un estratto poetico:
freccia_gialla

“Dove vanno tutti?

E perché?

Davvero non sentono mai il rumore delle ruote o non vedono mai le pianure spoglie al di là dei finestrini?

Sanno tutto di questa vita, eppure continuano ad andare avanti e indietro per il corridoio, dalla latrina allo scompartimento, dalla piattaforma al ristorante, trasformando pian piano l’oggi in un ennesimo ieri, e credono che ci sia un Dio che li ricompenserà o li punirà per questo. Ma se non diventano pazzi, vuol dire che conoscono tutti un segreto. O sono io che conosco un segreto che è meglio che nessuno conosca. Qualcosa per cui mai più in vita mia potrò vagare, ingenuo e spensierato, per il corridoio che ondeggia lieve, con il bianco negli occhi che brilla pensando alla stessa cosa cui pensano tutti loro. Però io non conosco alcun segreto. Vedo solo la vita così com’è, lucidamente e precisamente, e non potrò mai scambiare per qualcos’altro questo giallo catafalco che martella sui giunti dei binari. Mi piace l’India e perciò ora viaggio attraverso l’India. E loro sono solo dei folli, i passeggeri di un folle treno, e in tutto ciò che dicono io non percepisco altro che il rumore delle ruote.

E il fatto che sono tanti e io quasi solo non cambia niente …”

Nostalgia dell’anima

“Cosa posso fare per vivere secondo la mia vera natura, secondo la mia vera identità?”


crisalide-farfalla

Questa è la domanda più importante che un essere umano possa rivolgere a se stesso, e questa vera identità è l’elemento eterno nell’uomo,

di cui egli solitamente non è cosciente, ma che tuttavia preme per divenirlo e per realizzarsi.

“L’immagine a somiglianza di Dio” non è ancora manifestata in noi.

Allo stato attuale, l’essere umano è caratterizzato anche da una pseudo-identità, formata dai suoi desideri, dai suoi interessi e dai suoi compromessi egocentrici,
anche se la domanda riguardante la vera natura della vita non si occupa di come realizzare tale pseudo-identità.

Questa domanda chiede che la vita corrisponda realmente alla natura autentica dell’uomo, alle sue più reali possibilità, al suo vero Sé.

La condizione preliminare per avvicinarsi a tale principio è il riconoscimento dell’impossibilità di realizzarlo attraverso la felicità materiale, ideale o sentimentale,
o di poter compiere il momento di questa realizzazione dopo la morte, o ancora attraverso i rapporti con l’aldilà, i cosiddetti “domini superiori”.

La calma interiore è il terreno essenziale attraverso il quale il vero Sé germoglia.

Non si tratta di una tranquillità ostentata, di un ritiro nella propria interiorità abbandonando il mondo a se stesso, bensì di un’osservazione quieta e neutrale,
senza schierarsi a favore o contro qualsiasi cosa di cui facciamo esperienza. Si tratta di una “attesa consapevole”, necessaria per ascoltare e assecondare gli impulsi che provengono dall’essere interiore.

Esiste una vita in consonanza con il vero Essere dell’uomo, e consiste nello sviluppo delle sue inclinazioni spirituali più intime e profonde.
Ciò che è “Spirituale” non riguarda una facoltà intellettuale, non sono “spirituali” le forme e le fantasmagorie del nostro pensiero, né gli slanci del misticismo.
Quando parliamo di “spirituale” ci riferiamo a “linee di forza” creative e indistruttibili, portatrici di informazioni, forza, coscienza e che rappresentano la causa ultima di tutto ciò che è.

L’essenza più intima dell’essere umano è una tale “linea di forza creativa”, ma questa reale essenza è in noi attualmente latente.
Attraverso di essa ogni uomo è potenzialmente unito interiormente alle strutture analoghe degli altri esseri umani e al mondo divino.

Il mondo in cui viviamo è un mondo che non rispecchia in modo puro le linee di forza dello Spirito, anzi è in contrasto con esso. Come è possibile?
Questo accade perché le linee di forza creatrici dello Spirito generano “creature”, “onde di vita”, e data la libertà creativa a loro concordata possono “staccarsi” dalla loro origine e percorrere vie differenti.

L’onda di vita umana è una di queste. Una parte di essa si evolve in armonia, mentre un’altra parte si è distaccata dall’origine. Quest’ultima è la nostra umanità.
Ma nonostante tutto una linea di forza spirituale creativa sta alla base di ogni essere umano, nonché di ogni animale e di ogni pianta.

Nella Scuola della Rosacroce d’Oro l’essere umano è inteso come “microcosmo”. Un microcosmo umano perfetto è un essere spirituale che vive in armonia con il suo luogo d’origine,
il mondo dello Spirito, che è cosciente delle sue linee di forza e le sviluppa.
Il suo corpo, la sua personalità, è pura espressione dello Spirito, come anche la sua essenza vitale sottile, l’anima.
Non è sottoposto alle leggi karmiche e non conosce morte.

L’attuale umanità vive in un rapporto perturbato tra spirito e materia, e contribuisce a mantenere tale perturbazione. Le forze creative dello Spirito sono rese così inattive e risultano essere presenti nel micocosmo allo stato latente e inconscio.

E’ come se al seme di una pianta, che racchiude l’informazione creativa, gli fosse impedito di germogliare e finisse per produrre soltanto una caricatura, una imitazione della pianta autentica. Tuttavia, il mondo originale spirituale opera per eliminare questo ostacolo. Nel microcosmo questa attività si manifesta come una nostalgia dell’anima, che aspira a tornare a vivere dello Spirito, e ad abbandonare il proprio egocentrismo.

Per quanto grandi possano essere l’egocentricità, l’inerzia della materia che ne deriva, e la distorsione dell’immagine spirituale, alla fine le linee di forza dello Spirito dovranno svilupparsi e lo faranno. Verbo, Vita e Luce divini saranno sperimentati dall’essere umano e diventeranno pienamente attivi in lui.

Questa tendenza all’elevazione spirituale e alla rinuncia all’io è rafforzata e sostenuta nell’universo da tutti gli esseri che vivono già, o hanno iniziato a vivere, del giusto rapporto tra spirito, anima e corpo.

Il rapporto deve ora capovolgersi: il seme spirituale nell’essere umano deve svilupparsi e l’anima purificarsi dal proprio egocentrismo, in modo da edificare una personalità che dia nuovamente la possibilità alle linee di forza dello Spirito di esprimersi liberamente.

Allora l’uomo sarà in armonia con se stesso e con la sua più intima natura.

Questo processo viene chiamato trasfigurazione”.

_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°_°

citazione integrale dal sito Lectoriumrosicrucinum.it
fotografia presa da questa gallery qui, autore: geis.sieg@libero.it

Buona lettura e grazie a tutti!