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i miei viaggi

Storie di farfalle morte.

In questi giorni il tema della morte è tornato a galla con l’incontro in giardino di una piccola farfalla marrone… nei suoi ultimi momenti di vita.
Nella speranza di rimetterla in forze, io e le bimbe le abbiamo fatto un letto di conchiglie e fiori… le abbiamo anche dedicato una canzone allegra!
Poi è morta e la abbiamo portata con noi in Italia per un week end di ritiro spirituale, dove è stata sepolta in un posto che amiamo molto.

la nostra farfallina morta

La nostra farfalla morta nel suo bellissimo letto

Ieri, a Varese, ne abbiamo incontrate molte. Di farfalle morte, dico.
Devo ancora decidere se mai apprezzero’ un museo con farfalle spillate, comunque sia… erano bellissime!!!

Museo Civico di Archeologia, Varese.
http://www.cspa-va.it/home.html

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Farfalle al Museo di Archeologia di Varese

E voi, apprezzate i Musei con animali imbalsamati o siete sensibili amanti della natura viva e libera come me?!
Un abbraccio a tutti!
Vi auguro occhi speciali per vedere le cose belle fin nel profondo!

 

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Valle Maggia, finalmente!

Dopo tre anni in Ticino siamo finalmente approdati nella Valle Maggia. Era da molto tempo che non si camminava tra le valli, evviva!
Non mi stupisce che tutti me ne abbiamo parlato bene e devo dire l’ho apprezzata molto di piu’ della Valle del Verzarsca in quanto piu’ ariosa, ampia e di gran lunga meno soffocante.
Si, oggi non abbiamo ritrovato le sfumature turchine del Verzasca, ma il Maggia non è da meno con il suo letto estivo enorme e pieno di sassi sbrilluccicosi! Che meraviglia!

Boschi di castagno ci hanno riparato dal sole di mezzo di’ e la frescura durante la bella passeggia tra Moghegno e Giumaglio hanno reso fattibilissimo il nostro cammino. Ovvio, cammino a portata anche delle nostre bimbe (3 e 6 anni). Il sentiero è ben segnalato (freccia gialla) e attraversa gruppi di case dei primi dell’800 tute in granito grigio tipico di qua; casette ristrutturata da tedeschi (che la sanno lunghissima!).
A Giumaglio ci siamo persi il parco giochi con mega scivolo (Qui trovate delle belle foto e la locazione), lo abbiamo saltato perché dopo pochi minuti sarebbe passato il bus per Moghegno e avremmo dovuto aspettare un’oretta per il ritorno! Eh si! la bazza di oggi è che quasi tutta la strada del ritorno l’abbiamo fatta col bus! Ottima scelta di Daniele, bravo!
Buddleja_davidii

Lungo il bel sentiero abbiamo scoperto il bellissimo Albero delle farfalle, la Buddleja davidii. Un arbusto di circa 3 metri che per il suo profumo mieloso attira molte specie di farfalline!
Una meravigliosa scoperta che ci ha incantati tutti e quattro per un tempo imprecisato! Per condividere l’esperienza vi ho cercato due brevi video dove chiaramente si vede cosa fanno le golose farfalle sulla Buddleja: mangiano!!! Eccoli qui e qui.  🙂 Ho scoperto che ci sono piu’ di 100 specie provenienti da ben 4 continenti e dicono che sia un arbusto robusto e facile da coltivare! il profumo della Buddleja varia dalla vaniglia e miele dolcissimo e i suoi fiori a pannocchia variano dal bianco al viola scuro. Fantastica, insomma!

In quattro ore (con molte piccole pause) abbiamo poi attraversato torrentini, trovato piscinette naturali, tranquille e non troppo ghiacciate, tavoli e panche di pietra sui quali mangiare tranquilli la nostra pasta fredda, una passerella lunghissima e tutta in acciaio che traversava il Maggia… il tutto senza incontrare altre persone, o quasi!

La cosa che mi ha colpito di piu’ sono le case in pietra abbellite da fiori e aiuole fiorite, già mi sono immaginata a trascorrere le mie giornate a coltivare e a decorare la mia futura casetta nella valle….. c’è da chiedersi quale sarà la nostra futura valle… Toscana, Ticino… chissà?!

Consiglio a tutti voi una bella gita in valle Maggia, mentre a chi ci è vicino col pensiero rivolgo l’invito: venite! l’estate è ancora lunghetta!

Vi aspetto!

Ciao ciao!

road stories #2013#

arte a Nizza con socca

Andando verso Ussat (urca è già passato un mesetto!) io e Daniele ci siamo fermati a Nizza. Città che ho visitato per la prima volta e che mi ha subito rapita per la sua bellezza e particolarità! Abbiamo mangiato benissimo in un posticino che, solo dopo e per caso, ho scoperto essere il migliore fornitore di SOCCA in città!  La socca è uguale alla nostra cecina, un impasto liquido fatto con farina di ceci, cotto al forno e condito con una spolverata di pepe macinato… una delizia!

Ho pensato di poter vivere felicemente a Nizza, il suo clima di mare mi serve, la sua “promenade des anglais” lungo la riva del mare è fenomenale e rilassante, la multiculturalità francese mi si addice… il mercatino di spezie, fiori e saponi è abbordabile e coloratissimo…. la socca è da favola…. l’arte è ottima e il Museo d’arte moderna e Contemporanea è attivo e di qualità! Chissà, magari un giorno…..

Prima di partire ho organizzato tutto per poter vedere una mostra al Museo d’arte moderna, la mega trilogia che riunisce i due grandi artisti che ammiro di più al mondo! La mostra, dal titolo Klein, Byars, Kapoor, è meravigliosa, intensa e catartica! Ora ve ne parlo con entusiamo perchè – come vedrete – anche questa sarà un occasione che sfrutterò per parlarvi di cose spirituali!!!

Prima di tutto si tratta di una mostra che riunisce artisti anomali, monocromatici e che nemmeno si sono mai incontrati tra di loro. Hanno/avevano pure tre diverse nazionalità: francese, americana e indiana. L’accostamento dei tre è perfetto e sorprendente se visto dal punto di vista di un dialogo magico orientato verso l’alto.

La mostra è pensata come omaggio ad Yves Klein per il 50° anniversario della sua scomparsa. Direi che l’omaggio è ben riuscito!

Una prima lettura semplice della mostra può essere: guidare lo spettatore attravero un viaggio cromatico tra l’IKB di Yves Klein, il bianco di James Lee Byars ed il rosso sangue di Anish Kapoor. Ai colori corrispondono materiali e sensazioni diverse: al blu un pigmento impalpabile, al bianco il duro marmo e al rosso una cerca calda e malleabile….. bla bla….

Ma io vi vorrei indirizzare su una lettura più profonda e complessa.Alle idee che mi frullano vorrei anche dare un titolo perchè è davvero un testo sentito quelle che sto pensando e vorrei fare le cose per bene!

Siccome l’articolo che sto preparando è lunghissimo ho deciso di spezzare questo post, quindi oggi pubblico queste righe introduttive, presto arriverà il post della mostra. 😉

Buona giornata, cari lettori!

Ultime gocce di Parigi

Per  stare allegri e in mia compagnia vi consiglio di ascoltare questo bellissimo pezzo di Django Reinhardt, Monmartre, appunto! Se non sa rendere l’idea della sublimità di Parigi lui chi altro può farlo?!

Questo vuole essere l’ultimo post dedicato a Parigi. Non ho più molto da dire, ricordo solanto con nostalgia le passeggiate con il naso all’insù dentro al Louvre (guardate questo video in HD, è bellissimo!), luogo dove le sale espositive sono preziose come gli oggetti che ospitano.

Ricordo il pranzetto consumato nel giardino del Museo Medioevale di Cluny, bellissimo esempio di come fare un orticello ordinatissimo in pochi metri quadrati… guardate qui sotto le aiuole bordate con graticci di legno!

Mi manca già la maestosità di Notre Dame, ricordo il groviglio leggero di guglie e architravi e i giochi di luce delle vetrate… e poi.. una volta solcata la soglia d’entrata son caduta in uno stato di rapimento mistico chiamata dai ricordi della lettura de I pilastri della Terra, miticoromanzo storico del 1989 di Ken Follett! A proposito: se lo avete letto guardatevi anche la serie telesivisa che ricrea alla perfezione la costruzione della cattedrale (immaginaria) di Kingsbridge e le avventure del mastro costruttore Tom e della sua famiglia….

… questa finestrella aperta: una voglia di evasione o di purificazione dai troppi turisti?!

Bè poi mi manca il caos della metopoli. Quel mix infinito di volti ed espressioni… quei colori veloci e la frenesia tipica della metropoli. Le mille cose da fare e la consapevolezza che non finiranno mai (le possibilità e le occasioni)….

Il cibo veloce e pronto a qualsiasi ora, i negozi aperti fino alle 21, le mega librerie, i mega store che poi alla fine mi nauseano ma che ancora mi tentano, gli artisti di strada, i graffiti, la street art che mi ha tanto “presa” in questa vacanza…. i mille Musei che non deludono mai…. la sensazione di essere una gocciolina nell’Oceano, la consapevolezza di essere uguale a tutti gli altri… a me le metropoli piacciono! Non so ancora se potrei viverci a lungo ma son sicura che Parigi mi rivedrà presto! Chissà?!

Devo dire che il ritorno al quotidiano ticinese non è stato semplice… e se proprio dovessi scegliere dove poter vivere per sempre, son sicura che mai al mondo potrei stare rintanata tra i monti in una valle stretta e con poco sole. Le ampie campagne francesi mi ricordano tanto i miei colli tosco-romagnoli, i campi infiniti di uva visti in viaggio mi hanno riempito il cuore e poter vedere la palla rossa  del sole al tramonto (fino alla fine, sull’orizzonte basso) è una cosa alla quale non potrò rinunciare per sempre!  Francia o Toscana che sia, prima o poi il sole mi dovrà riscaldare nuovamente!

Questa foto sopra, invece, ci ritrae in un bel parchetto vicino al Museo delle belle Arti di Dijon, museo che vi ho già consigliato. Ho scelto questa foto perchè qui stavo riposando sola sulla panchina. Avevamo appena finito di mangiare una meringa bianchissima e grossa come un melone… sola, un attimo di respiro, uno sguardo sereno al cielo azzurro, il vento leggero e l’aria frizzante… l’inizio della vacanza! E poi… un attimo dopo le bimbe, mammone e felici di stare ancora vicino a me!

Ciao a tutti, se mai mi verrà in mente qualcosa ve lo scriverò, promesso!

Paris, my way (3)

Street art in Paris