Archivi categoria: Waldorf/Steiner/Montessori

mandorle speziate  #merendeVegan

mandorle speziate #merendeVegan

Annunci

Customizzati la vita!

Credo fermamente che tutto quello che viene creato dalle mani di un artigiano o di un artista o debba essere valutato per quello che è: una cosa preziosa.

La scelta di rivalutare il Fatto a mano (l’hand made) è molto attuale. In un mercato globale in cui tutto è fatto da macchine in modo seriale cio’ che si distingue è l’oggetto unico, originale e personalizzato. Sarà la crisi, sarà che l’Italia ha tanto talento… sarà che il bisogno aguzza l’ingegno… ma ad oggi conosco moltissime persone impegnate in questa direzione. Illustratrici tutto fare (Serena Balbo), grafici-writer che si mettono in proprio (Tristan Vancini), erboriste che divengono saponificatrici (Edera di Aromantiche) e mille altre donne conosciute su FB che galleggiano come me nel mare di Etsy, come Silvia Beneforti (pistoiese come il mio Daniele, con lo shop Vumap) e la pittrice emigrata from USA to Umbria (Caridad Isabel Barragan). Molte di noi sono laureate (la mia Etsy-coach Marina Bancheva di A Banch of Fashion, moltissime costrette a reinventersi e dotate di enorme talento.
Tutte coraggiose e grandi lavoratrici: fare self-marketing è cosa complessa e non banale, richiede molte ore di lavoro sui social e strategie nuove da imparare! Il mio mito di riferimento è Claudia Porta di La casa nella prateria, è una mamma blogger, autrice, insegnante di yoga. Anche lei emigrata come me! Qualcosa, da sempre, mi lega a lei… sarà che preferirei essere in Francia?! 🙂

Dopo l’Accademia di Brera e dopo mille avventure la vita mi ha resa mamma di due bimbe. Cosa grandiosa e gratificante, la migliore che mi potesse accadere!! Dal punto di vista lavorativo pero’ sono cambiata. Non piu’ decoratrice di interni, non piu’ centralinista per una ditta fallita per bancarotta fraudolenta (con me altri 600 lavoratori). Poi costretta ad emigrare in Svizzera… poi ancora non piu’ commessa in un negozio di giochi Waldorf, non piu’ lavoratrice part time!
Tra gli imprevisti della migrazione in Ticino mi son ritrovata disoccupata e in cerca di un lavoro. L’idea di riprendere a dipingere è stata logica ma solo dopo, a pennello partito, ho capito che era l’unica (OTTIMA) via.
In fondo ho sempre dipinto! Solo da poco pero’ ho imparato a considerare la pausa della maternità come un “improvement” del mio essere donna/artista. La società spesso considera la donna che non lavora strana, anomala e fuori contesto.  A me questi anni son serviti per capirmi, per conoscermi e per ritrovare la direzione per la mia nuova pittura!
Nel curriculum nessuna donna dovrebbe specificare (pausa di tot mesi/anni per maternità) ma dovrebbe sottolineare l’esperinza dell’essere genitore come un valore aggiunto, come un plus valore che potenzia chiunque lo diventa.

Ora si, i miei dipinti li vendo su Etsy, questo celeberrimo mega sito americano di vendita dell’hand made. Il mio shop si chiama Claudia Nanni Fine Art. Da poco ho aggiunto alcuni dipinti personalizzabili, custom paintings, per parlare nel piu’ indicato inglese… lingua obbligatoria nel mondo on line. L’idea di personalizzare un mio dipinto per valorizzare il regalo è divertente! Sottolinea l’intento del mio Shop che è quello di rendere un oggetto artistico accessibile a tutti. L’idea di base è la Pop art di Andy Warhol, l’arte in cui tutti possono essere artisti e lo sono solo se qualcuno gli dona attenzioni. Ecco, nel mondo di internet è ugale: sei artista se qualcuno ti vede, se qualcuno crede che tu lo sia. Nella “società del consumo” chi acquista ha tanto potere (mi chiedo sempre quando questo potere si decida a virare verso richieste sensate e coscienziose e non imposte). Su gente! Coraggio!!!

Dunque, in fondo, si tratta di meriti e bravura, qualità non sempre incluse nel concetto di Warhol. Oggi la bravura include anche il saper far marketing, il presentarsi al meglio per potersi distinguere. Si è perso totalmente l’idealismo dei pittori di inizio ‘900 (erano pochi e senza concorrenza), oggi gli artisti che vendono on line divengono capaci di inquadrarsi in schemi che sono finalizzati a catturarsi il giusto target. Tanto per essere schiette il mio target è composto da donne, mamme Waldorf sparse nel mondo, gli amanti degli UFO e chi fa meditazione. Stabilire verso chi direzionare le proprie energie è, in questo, contesto utilissimo. Comunque sia le operazioni marketing son cose di vecchia data, pensiamo ad un Michelangelo che si presentava davanti al Papa del momento tutto votato a pensare alla scelta stilistica piuttosto che alla gloria della Chiesa. (Bè, lui non è proprio il giusto esempio visto che fu un combattente e litigo’ varie volte con Papa Giulio II, leggi la storiella qui alla volce Michelangelo.)

Un esempio migliore: come potrei vendere un dipinto con una rosa ad una donna che preferisce i gatti?! Riflettere su queste scelte non è essere ingannevoli: la mia arte per sua natura si mostra per quel che è, una rosa è una rosa, un unicorno piace alle bimbe e un cielo stellato è romantico. Le immagini dei miei dipinti sono dirette, pochissime sono fraintendibili. Col mio shop non voglio giocare a fare il critico d’arte, i concetti della “pipa che non è una pipa” li lascio al grande Magritte! Qui non servono.

Renè Magritte, False mirror, 1928

Renè Magritte, False mirror, 1928

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bello il marketing! Ma solo se sincero e a buon fine. Lorenzo Cavalieri, autore di Mi vendo (bene) ma non sono in vendita, specifica varie volte che si deve essere obiettivi, onesti e sinceri nel presentarsi agli altri. La credibilità è un fattore di grande valore, chi acquista on-line deve poter credere nell’oggetto che ha scelto. Questo oggetto deve potersi distinguere, deve avere valori aggiunti e deve essere il frutto dell’esperienza di un artigiano/artista che porta avanti uno stile di vita coerente con quel che vende! Non si vende una marmellata bio se si coltiva frutta usando brutti pesticidi e non si è rispettosi dell’ambiente! Sarebbe da cattivoni! La legge lo vieta!!!

Ebbene, il mio stare dentro questo sito made in USA contrasta con la mia visione “hippie” di un mondo semplice e non globalizzato. Ma i tempi cambiano, le esigenze di noi artisti mutano e, se non sto a passo con questi tempi di self marketing, il mio mondo colorato rimarebbe nascosto, non condiviso. Mi escluderei inoltre la possibilità di campare facendo quel che piu’ mi piace! Lusso che pochi possono permettersi!
Dunque oggi vi scrivo non per riempire lo spazio bianco di questo post, ma per ribadire, nonostante tutto, il mio atteggimento nei confronti di questo sistema che ci vuole tutti uomini in carriera, con grossi sandali con plateau ai piedi, con mobili IKEA e orologi svizzeri ai polsi.

Leggendo quel che racconta Tiziano Terzani del suo viaggio (il libro è Un Indovino mi disse, dove narra un anno di viaggi senza aereo) attraverso la Cina e l’Indocina, mi è venuta una grandissima voglia di chiarire il mio punto di vista.

Non amo l’industria che sfrutta le persone. Non tollero che dei bambini sacrifichino la loro vita per produrre oggetti per noi occidentali. Non capisco chi ignora cosa si nasconde dietro al sitema che ci governa. Non sopporto l’atteggiamento ipocrita di chi dona soldi per sostenere i poveri dell’Asia o dei paesi del Terzo Mondo e poi non vede la sofferenza del proprio Paese. Non amo chi si chiude gli occhi. Non comprendo chi sceglie i poster IKEA, chi mangia Mc Donald e lo fa mangiare anche ai propri figli, chi mangia ancora la carne nonostante tutto…

C’è chi ama il rassicurante confondersi nella massa, chi desidera possedere gli oggetti e chi li ama piu’ di se stesso. Ebbene io lotto da sempre con questo desiderio che mi viene imposto da gente “disonesta” che propone a noi tutti bisogni illusori e che fa dell’oggetto una meta della vita. Da quando conosco il merketing (da qualche mese, visto il grosso lavoro che faccio su Facebook per il mio Shop) mi sento sempre piu’ vittima e proprio per questo cerco di farlo al meglio delle mie possibilità, essendo onesta e sincera con chi apprezza il mio lavoro.

Credo nelle cose semplici della vita, amo moltissimo le mie bimbe Diana e Leda, credo nella famiglia unita, amo la natura perchè mi ricorda quanto Dio è perfetto. Purtroppo lotto ancora, nonostante tutto, col desiderio di avere scarpe nuove anche se non so piu’ dove metterle! So di essere terrena e ho le mille voglia di ogni donna.
Cerco pero’ di esserne consapevole, ci sto attenta e cerco di direzionare le mie energie verso le cose concrete. Scappo a fare una passeggiata se mi sento rapita dal PC, vado a leggere un libro alle mie bimbe se supero le ore su internet che mi sono prefissata… cerco di imparare, di leggere e di non dormire mai ad occhi aperti! Mi osservo, non mi giudico e vado avanti!

Mi “customizzo” la vita, nessuno mi dice come la devo affrontare!

Leggetevi Terzani per scoprire i dettagli del suo viaggio e cercate di trovare la vostra via. Ognuno di noi ne ha una precisa da seguire. E se proprio non avete un’idea da dove partire per il vostro personale viaggio fate una cosa: ascoltate – in silenzio – il vostro cuore!

A presto,
Claudia

Claudia

Ciao a tutti!
Come avrete immaginato sono indaffaratissima e per voi scrivo sempre meno. Uffa!!!
Il mio nuovo shop CLAUDIANANNIFINEART mi ha rapita (esistono vittime di Etsy, ne sono cosciente) e son sempre di corsa tra un pranzo da preparare e una commissione da fare.

Devo vivere questa esperienza in modo profondo e attento!
Il mio obiettivo sarà quello di non venire risucchiata dai social media, estremamente necessari a far partire tutta la baracca! Ho appena scoperto che su FB si possono “programmare” i post: geniale! 😉
Cerchero’ quindi di districarmi dalle reti di internet e  dovro’ saper dosare cosa e per quando devo fare.

Vi avviso subito che il blog seguirà tale processo di trasformazione ed  insieme a me crescerà e cambierà!

Insieme all’arte e alle ricettine vegetariane/vegane ogni tanto vi raccontero’ di me (come sempre tranquilli) e condiro’ il tutto con la mia pittura!!!

Già! Ora dipingo spesso e questo ormai è parte del mio essere quotidiano: sono donna-mamma-artista-blogger! Questo blog sarà la mia vetrina, il mio mondo di condivisione!

Accoglietemi dunque in questa nuova veste di racconta storie, la mia famiglia è stata avvisata di questo intento divulgativo e presto vederete come questo potrà essere stimolante!
Vi piacciono le sante manine di Diana mentre preprano un sanissimo piatto vegan?! Fiorellini di ceci su letto di barabietole gratuggiate (i ceci bio, secchi e poi bolliti please!)
Amo tantissimo vedere come la creatività dilaga senza freni quando tutto scorre secondo l’armonia e un principio di amore generale!
Lei poi è cosi’ “spugna”. Se io dipingo anche lei mi imita e disegna, colora e crea… piatti meravigliosi come questo!

Diana e i suoi fiori di ceci su barbabietola grattuggiata

Bon bon vegan con datteri

Da qualche settimana nella nostra casa si va avanti con la forza dei datteri.
Per la colazione e le merende ne mangiamo tanto e stiamo sperimentando molte varianti di buonissime palline di datteri frullati!
Mille sono le possibilità, tante quante i tipi di frutta essiccata da abbinarci.

Le varianti vegan sono molte: l’origine di questi dolcetti è indiana e grazie al cielo, l’Oriente offre sempre un sacco di ispirazione a tutti noi pro-vegan!
C’è chi le fa con la base di semolino o farina di ceci, chi usa la tapioca… se vi ho incuriositi vi invito a cercare la vostra formula preferita!
Nel frattempo ispiratevi guardando queste ricette raccolte su Pinterest: vegan indian sweet. I nomi di questi dolcetti sono infiniti e molto divertenti, cambiano nome a seconda degli ingredienti ma solitamente sono Laddu (Laddoo). Dolci speciale pensati per le feste appunto a base di farina, zucchero e frutti secchi.

Partendo dal presupposto che chi cerca merende vegan sia anche l’acquisto BIO, consiglio comunque a tutti voi di non comprare i datteri di colore chiaro, ma di scegliere quelli morbidi, scuri e BIO… che non sono stati trattati e lavorati. Per fare questi che vi propongo non serve zucchero aggiunto, né farina di vario tipo. Se amate le spezie potete aggiungerne a volontà: cardamomo, curcuma per il giallo e le sue proprietà ecc.

OVVIAMENTE SE AVETE FIGLI FATE QUESTE PALLINE GIOCANDO CON LORO, SI DIVERTIRANNO TANTISSIMO!

Scegliete gli altri ingredienti e frullateli tutti insieme nel mixer per qualche minuto fino a sminuzzare tutto finemente. Se l’impasto dovesse risultare troppo “secco” potete aggiungere poca-pochissima acqua, otterrete un impasto piu’ appiccicoso e modellabile. Dopo di che formate con delicatezza le palline del diametro di circa 3-4 cm ricordandovi di farlo con le mani bagnate.
Qui sotto vi elenco i possibili abbinamenti, tutte ricettine a base di datteri velocissime e molto golose!

DATTERI + ALBICOCCHE SECCHE BIO + MANDORLE TRITATE BIO
DATTERI + BANANE ESSICCATE BIO + NOCCIOLE TRITATE
DATTERI + COCCO IN SCAGLIE
DATTERI + UVETTA + PINOLI

Alcune informazioni sul dattero
“I frutti della palma da dattero, molto calorici per l’alto contenuto di zuccheri (quasi il 70%), contengono diverse vitamine (B1, B2, B3, B5, B6 quindi molto utile anche in caso di anemia, vitamina A, vitamine K) che, però, in buona parte vanno perse durante l’essicazione. I datteri freschi sono un alimento molto energizzante e reintegrante dei sali minerali e, pertanto, sono consigliati a chi pratica sport, ai bambini e per chi ha una vita molto attiva in generale. E’ molto ricco di potassio (ne contiene più delle banane!) e quindi aiutano a equilibrare il livello di liquidi nell’organismo, oltre a contribuire a mantenere in forma funzionamento del sistema cardiovascolare. Le calorie fornite da 100 grammi di datteri secchi sono 282; per i datteri freschi scendiamo a 142 calorie per 100 grammi.”
“Nella gastronomia dei paesi d’origine i datteri non vengono necessariamente consumati con piatti dolci, come avviene nei paesi occidentali, ma costituiscono un alimento base nella quotidiana e sono pregni di valenze simboliche e rituali. La cucina araba li mescola alle insalate e a certi cuscus, mentre in India entrano nella composizione di alcuni curry; naturalmente, vengono anche canditi e farciti e, non ultimo, distillati per ricavarne liquore e acquavite. Non dimentichiamo che durante il Ramadan, al tramonto del sole, si è soliti mangiare datteri con yogurt o latte.” (fonte Gustoblog.it: Tutto sui datteri).

Dunque buon divertimento e ricordatevi sempre di trovare strategie alternative alle solite merendine confezionate, le possibilità sono infinite e golosissime!
E poi che gioia far conoscere gusti e culture diverse ai propri figli anche stando in casa!
Noi amiamo viaggiare ma anche dalla cucina si puo’ trovare la giusta direzione per un futuro viaggio… per quanto mi riguarda sicuramente sarà verso l’India!

 

Un saluto a tutti amici lettori!
Namasté!

Quando i bimbi si interrogano sulla vita….

Perché viviamo? Questa è una di quelle domande profonde che i bambini pongono ai genitori.
Chi cerca il significato della vita, della sua stessa vita, è anche in grado di parlarne ai bambini.

 

Mamma, perché viviamo?
La domanda coglie la mamma di sorpresa. In mezzo al frastuono del tram, la domanda risuona in maniera forte e chiara. E tutti i passeggeri presenti la sentono, e attendono con curiosità la risposta della mamma, proprio come il bambino. La tensione nell’aria è quasi tangibile. La mamma riflette: Che cosa posso rispondere adesso? In una circostanza di questo tipo. E poi, esisterà mai una qualche risposta? E se cambiassi distrattamente argomento? Possiamo parlarne più tardi, amore mio…

I bambini chiedono, hanno molte domande da fare. Non appena diventano in grado di parlare e di esprimere i loro pensieri, iniziano a chiedere ai genitori, ai nonni, ai professori, e sì, anche alla persona seduta di fianco a loro nel tram, bombardandoli di domande. Vogliono che gli adulti li spieghino il mondo. Mostrami! Dimmi! Come, perché? Perché no?

 

Ma le risposte?!
baloons
In cerca di risposte
A queste domande profonde e di una portata così vasta, gli adulti non hanno una risposta immediata, nell’ipotesi che ne abbiano una. A volte reagiscono confusamente, oppure in modo ostile: “Smettila di fare così tante domande”; “Non fare domande così stupide”. Altre volte, invece, si meravigliano: “Cosa posso dire? Come posso dirlo?” Improvvisamente, ogni singola parola diventa molto importante, poiché sono domande importanti, che riguardano la vita. Domande pressanti che è la vita stessa a porre, e che le persone a loro volta pongono alla vita, per il solo fatto che vivono.

“Viviamo per poter crescere“, spiega la madre nel tram. “Come un piccolo bruco che diventerà una splendida farfalla. O, come un fiore che si volge verso la luce del sole, in modo da poter fiorire“. Esistono molte immagini che aiutano a spiegare. Quando si cerca una risposta, ci si può rifare alle esperienze personali o familiari, alle conoscenze, alla religione, alla Bibbia o ad altri scritti sacri, alla natura o alle scienze, ai libri ed alle favole.

Oppure si può cercare la risposta dentro di sè.

 

Da cuore a cuore
Le domande dei bambini possono far ricordare qualcosa, toccare qualcosa che è nascosto molto profondamente nel cuore, perché si trattano di domande poste da cuore a cuore, che richiedono una risposta da cuore a cuore. Esistono cose più grandi dell’uomo. Chi ne ha fatto l‘esperienza, può parlarne anche ai bambini. Chiunque abbia cercato le risposte dentro di sé, può stimolare il bambino a trovare il proprio sentiero nel suo essere interiore, e a seguirlo.

Su questo sentiero esistono tutte le risposte della vita e possono essere scoperte. Compresa la risposta alla domanda: Perché viviamo? L’uomo che ha compiuto un viaggio all’interno del proprio essere interiore può rispondere, nel seguente modo, al bambino che gli chiede spiegazioni: “Sì, Dio esiste. Ognuno sulla terra diventerà un giorno un maestro costruttore di Dio, un essere che partecipa alla costruzione della grande creazione di Dio stesso.

 

Tutti quanti abbiamo una missione di vita
Una persona di questo tipo ha appreso che ognuno di noi ha una sua missione, un compito individuale da realizzare. La vita consiste nel trovare questo compito e nel lavorare su di esso. Tale compito non ha a che fare soltanto con se stessi, ma riguarda sempre anche le persone che si conoscono e quelle che ancora non si conoscono.

“Se vuoi trovare il compito della tua vita, chiediti cosa puoi dare a queste persone” dice la madre. Questa è l’informazione più importante che possa essere trasmessa ai bambini in cerca di risposte. Colui che segue questa idea, scoprirà che le persone hanno bisogno di lui in molti modi differenti. “Tu sei indispensabile per i tuoi simili“, è una conoscenza che può maturare anche nei giovani.

 

 

 

Dal sito http://it.rosenkreuz.de/ vi consiglio questa bella letturina come riflessione per il week end, nel mio caso interamente in famiglia!

 

il mio bambino è pronto per la scuola?

Dopo la serata trascorsa un mesetto fa alla Scuola Steiner, oggi seguo l’impulso di condividere con voi il bel messaggio di responsabilità che il maestro ha trasmesso a noi genitori di bimbi in crescita….

La serata è stata centrata sul tema dell’entrata a scuola e sulla presentazione dell’approccio educativo antroposofico, steineriano. Abbiamo sentito bellissime parole sullo sviluppo armonico dei bimbi e dei loro corpi sottili, dei tre settenni (0-7, 7-14, 14-21) che ci portano all’eta adulta e di come si dovrebbe assecondare questo sviluppo del tutto personale… senza mai forzare la diverse fasi di crescita.

Innanziutto premetto di amare molto l’approccio educativo di Steiner, riassumibile in uno sguardo consapevole verso il dentro e il fuori, nel bambino e in noi.
E’ proprio il tipo di sguardo che fa di Steiner un uomo speciale, dal compito e dal ruolo importanti. Non a caso, il suo pensiero abbraccia tutte le questioni dell’uomo, spazia dalla musica alla figurazione, dall’agricoltura (biodinamica) alla pedagogia, appunto.

Nonostante il fascino dell’ANTROPOSOFIA ho alcune resistenze nei confronti di questa scuola, sopratutto riguardo l’aspetto religioso: avendo una fede ormai chiara (sono gnostica, faccio riferimento all’insegnamento del Lectorium Rosicrucianum, non troppo lontano dall’antroposofia) ho comunque una opposizione contro il tema degli angeli custodi, degli esseri elementali e di tutto quello che è molto/troppo animico o mistico.
A mio giudizio alcune cose non dovrebbero essere alimentate ed approfondite. Fanno parte dell’universo e del piano divino ma mi piace pensarle lì dove sono, senza interagire con loro né alimentare un eventuale legame. Penso ai rituali effettuati durante la giornata con gli angeli protettori ecc. Comunque sia, certi legami con la sfera riflettrice o con la Madre Terra son migliori del metodo forviante della nostra scuola pubblica, traumatizzano meno! Scuola senza dubbio frettolosa nell’insegnamento e disattenta al mondo sottile che ci circonda e che ci coinvolge.

Si è parlato molto del RITMO e delle buone e sane abitudini da mantenere (o adottare) anche a casa. Ad esempio un BUON RIPOSOORARI REGOLARI per i pasti. La scelta di poca o niente televisione potrà coadiuvare e sostenere la crescita dei nostri figli. Gli aneddoti sulla tv facevano venire la pelle d’oca, ma fortunatamente noi ci abbiamo rinunciato (completamente) già da più di un anno! Ed è una gran bella cosa per tutti noi!

Poi ho fatto notare che per molte famiglie acquisire i ritmi tipici del Ticino è molto difficile, ad esempio in Italia entrambi i genitori lavorano almeno 8 ore e spesso sostenere i figli nel loro sviluppo è un compito arduo.
Pensiamo al momento della sera: molti dei genitori che conosco entrano a casa alle 20 o poco prima e certamente non potranno mai gustarsi lo scorrere lento della sera o attenersi a delle tempistiche necessarie ad un buon riposo…
Per non parlare poi della colazione (sulla nutrizione presto seguirà un nuovo post adeguato a questa mia nuova intesa con il mondo Steineriano) che spesso viene vissuta con grosse tensioni non assecondando le necessarie (ed individuali) esigenze dei nostri corpi. insomma, un buon ritmo e una certa regolarità “rassicurano” e tutelano sia il bambino che noi genitori.
circleChildren
Dal sito Rudolfsteiner.it riporto questo articolo:

La scuola, un organismo vivente.
Il ruolo dei genitori nella scuola steineriana
di
Luciano Balduino

“Si accompagnerà il bambino a sviluppare sempre armonicamente l’attività delle mani, del cuore e della mente. Proprio su questo equilibrio poggerà la sua capacità futura di divenire un uomo libero, fiducioso in se stesso e capace di contribuire allo sviluppo della comunità umana.

Ci si rivolge al bambino dedicando pari attenzione sia alla maturazione individuale sia a quella sociale. Questo avviene, per esempio, attraverso l’esperienza del ritmo, con l’alternarsi giornaliero di attività pratiche, creative e che stimolano l’ingegno e attraverso le celebrazioni legate alle festività dell’anno. Viene riconosciuta pari dignità alle materie intellettuali, artistiche e manuali, con la consapevolezza che dita abili producono abilità di pensiero. La sana formazione di corpo, anima e spirito è l’intento principale della pedagogia Waldorf.

L’agile mobilità delle dita è il presupposto della parola.
Gli educatori eseguono con i bambini giochi ritmici con le dita sulla scia di brevi versi; si imparano le tabelline a passo di marcia o battendo le mani a ritmo. La pittura, il flauto e i lavori manuali, sviluppano al contempo sensibilità artistica e abilità delle dita.

Gli allievi sono stimolati ad esprimere le loro abilità traendone soddisfazione personale, e ad interessarsi anche a quelle dei compagni, rendendo viva l’esperienza di armonia del gruppo in classe. Se il mondo di domani potrà essere un luogo in cui la pace, i diritti umani, la democrazia, la tolleranza, la multiculturalità avranno maggior spazio di oggi dipenderà in massima parte dall’educazione, ed è proprio agli aspetti sociali che l’educazione Waldorf dedica una particolare attenzione.

 

La scuola, quale istituzione sia pubblica che privata nella pratica corrente è considerata come un’entità chiusa in se stessa, comprendente nel suo ambito solo e soltanto i soggetti direttamente coinvolti nel processo di insegnamento: alunni ed insegnanti. La famiglia, che le affida i figli, vive al di fuori di essa ed estranea alle sue problematiche gestionali ed alle vicende interne. Salvo eventualmente a comparire con azioni di protesta nel caso siano disattese le sue aspettative. Col pagamento del contributo pecuniario dovuto (retta scolastica o tasse, se trattasi di scuola pubblica) la famiglia considera assolto ogni suo impegno nei confronti della istituzione scolastica.

La concezione steineriana considera invece la scuola un istituto che, per il fatto stesso che ad esso vengano affidati bimbi ed adolescenti da istruire, deve necessariamente vedere intimamente coinvolte nella sua vita anche le loro rispettive famiglie. Se è vero che per il funzionamento di una attività scolastica sono direttamente impegnati in primo luogo gli insegnanti e poi anche i gestori che si occupano di tutte quelle incombenze che rendono possibile lo svolgimento dell’attività stessa, è altrettanto vero che, siccome questa attività è diretta verso bimbi ed adolescenti, il miglior risultato è raggiungibile solo attraverso la partecipazione delle rispettive famiglie alla vita della scuola ed alle sue problematiche.

La concezione steineriana considera un istituto scolastico un vero e proprio organismo. Esso è completo e VITALE solo se sono presenti e coinvolti (ognuno con un proprio ruolo specifico) tutti coloro che, per un verso o un altro, hanno in esso qualche interesse: insegnanti, gestori, famiglie degli alunni. In quanto esplicazione di una attività prettamente umana, dedita alla formazione psichica ed intellettuale di esseri umani in via di crescita, la visione steineriana riconosce che un organismo scolastico adempirà meglio ai suoi scopi se viene strutturato intimamente come lo stesso organismo umano, cioè triarticolato. Il concetto della ripartizione in tre arti fondamentali (triarticolazione) di un organismo umano nasce dalla constatazione che i vari organi e funzioni sono tutti raggruppabili in tre sistemi fondamentali e differenti:

– il sistema della testa e dei nervi (organo del pensare)

– il sistema ritmico circolazione, respirazione (organo del sentire)

– il sistema del ricambio e delle membra (organo del volere).

Muovendo da questa visione possiamo raffigurarci l’intero organismo scolastico triarticolato come costituito da una mente (il collegio degli insegnanti), da un cuore (il consiglio di amministrazione), dalle membra (l’assieme dei genitori). Egualmente partendo da una diversa immagine, che da un altro punto di vista descrive l’intero essere umano (sempre triarticolato) costituito da corpo, anima e spirito, possiamo attribuire una analoga rappresentazione alle tre componenti formanti l’intera entità scolastica e cioè:

– lo spirito, rappresentato dal corpo insegnante, da cui emanano, oltre alla attività educativa, i principi che ispirano tutto l’operare della scuola, le sue mete, le vie da percorrere. Ad esso e ad esso soltanto spettano ogni scelta di tipo pedagogico, dai programmi e metodi di studio, alla valutazione dei singoli insegnanti e degli allievi.

– l’anima, rappresentata dalla direzione amministrativa, emanata dall’associazione che rappresenta giuridicamente la scuola e che ha espressamente compiti gestionali. Essa, quale cuore pulsante della scuola, accoglie dai fruitori dei suoi servizi (genitori) le sostanze materiali vitali (denaro) e , secondo le esigenze, piani e programmi di lavoro, le fa fluire nelle varie attività della scuola stessa per il loro espletamento. Ad essa compete ogni scelta inerente la gestione, la promozione e sviluppo della scuola.

– il corpo, rappresentato dall’assieme dei genitori. Esso, in quanto fondamento basilare su cui si poggia l’intero “edificio” scolastico (in altri termini il corpo entro il quale ed in funzione del quale si esplica l’attività dell’anima e dello spirito) deve fungere da vero e proprio sostegno morale e materiale della scuola stessa. Esso deve costituire una base sicura e tranquilla sulla quale, con tutta la serenità che è necessaria per tali compiti, l’anima e lo spirito (amministratori ed insegnanti) possano adempiere alle loro importanti e delicatissime mansioni.

Serenità che deriva da quella corrente di “fiducia” che dai genitori vuole scorrere su verso amministratori ed insegnanti. Fiducia che è indispensabile affinché, chi è preposto ad un lavoro, possa svolgerlo nel migliore dei modi. Fiducia che certamente meritano coloro che, con tanto amore, dedizione e spirito di sacrificio, danno tutto di se stessi per l’educazione dei bimbi loro affidati. E ancora serenità fondata sulla certezza che, in ogni evento o difficoltà, i genitori non mancheranno di essere presenti con la loro operosità e contributo per mantenere in esistenza e vitale la scuola dei loro figli. Poiché in definitiva tutto ciò che si compie, le condizioni in cui tutta l’attività viene svolta, i fasti ed i nefasti vanno ad influire e con inaudita forza sui bimbi ed adolescenti che sono il vero centro di tutto e l’unico scopo del complesso organismo scolastico. Ed i bimbi, gli adolescenti sono i primi a risentire di quanto avviene nella scuola ed a portarne i segni.

Esattamente come nell’organismo umano, sul cui modello la scuola steineriana è strutturata, ognuno dei tre sistemi è e deve essere del tutto AUTONOMO ed INDIPENDENTE nella esplicazione delle sue funzioni. Esse tuttavia sono e debbono essere in ogni momento strettissimamente INTERCONNESSE le une con le altre. Di conseguenza, se la funzione di un sistema evade dal proprio ambito e cerca di interferire o sovrapporsi ad un altro, si instaura un processo di malattia. Analogamente, se viene meno l’interconnessione fra i sistemi od uno di essi si rende latitante, l’organismo si ammala. L’abbandono o il distacco poi di un sistema dagli altri conduce alla morte dell’intero organismo.

Come si evince da quanto precede, a differenza di ogni altro tipo di istituzione scolastica pubblica o privata che non contempla la partecipazione diretta dei genitori alle vicende interne, quella steineriana attribuisce loro un importantissimo ruolo di sostegno, morale e materiale, in collaborazione con amministratori ed insegnanti e con piena compartecipazione alle varie problematiche. Se ancora si considera che del resto l’intero processo dell’educazione è ripartito equamente fra la famiglia e la scuola ognuna con compiti diversi, ma ben definiti appare ovvio che il risultato dipenderà dall’affiatamento che sarà stato instaurato fra scuola e famiglie, oltre che dalla partecipazione di tutti, ognuno secondo i propri ruoli e competenze, alle problematiche della vita scolastica. In quanto la scuola steineriana, seppur privata, non si presenta come una impresa di capitali facente capo ad una “proprietà”, ma è a tutti gli effetti una vera e propria comunità, triarticolata in sistemi aventi ognuno un compito specifico, compete ai partecipanti ed in modo particolare ai fruitori dei suoi servizi la copertura dell’intero onere dei costi di gestione. Questo avverrà normalmente attraverso contribuzioni dirette, ma, qualora esse non risultassero sufficienti, sarà compito morale dei partecipanti di adoperarsi per ottenere contributi da terzi, sotto le forme più svariate: donazioni, sottoscrizioni, vendite di beneficenza (ad esempio “il bazar”), attività remunerate od altro. Solo con la cooperazione di tutti, in un clima di serena armonia, di fiducia spontanea, scevra da riserve e quindi in un clima di aiuto reciproco in vista di un risultato che se conseguito costituisce un bene per tutti, la scuola è vitale, prosperosa e portatrice di ricchezza interiore per i bimbi, per i genitori.

Bimbi vegetariani in salute!

L’idea di scrivere un nuovo post sull’alimentazione naturale e vegetariana mi frulla in testa da tempo e, visto che sono piena di amiche lontane con bimbe da svezzare (Mery+Greta, Edith+Ethan, Silvia+Gretel e Francesca+Matilde) ecco che mi ritrovo qui per loro e per tutti voi dai cuori verdi e gentili! Peace & Love!

L’idea di crescere (il proprio figlio) in un mondo di cibi precotti e di verdure viaggiatrici o cresciute sotto lampade potrebbe spaventare qualsiasi genitore (bè proprio tutti no!, ahimè!), ma quando una nuova volitiva consapevolezza prende il posto della placida ignoranza… allora tutto diventa gioia e piacere!

In casa nostra la qualità del cibo è importante. La scelta bio non copre ancora tutto il cibo acquistato ma ammetto di voler tendere a questo lusso. Qui in Svizzera purtroppo il cibo bio, a meno che non sia il proprio cibo bio, è piuttosto caro e i GAS (gruppi di acquisto, mi riferisco ad esempio alle verdure o frutti locali) ci sono ma non sono compatibili con le tasche scarne di noi emigrati.

In questo periodo sento molto l’importanza di una alimentazione coscienziosa anche perchè ho appurato che ci si ammala facilmente o subentrano seri problemi quando “mollo la presa” e mi lascio solleticare dalla facile vita del cibo pronto! (Recenti problemi di stitichezza della mia piccola e influenze appena trascorse).

man

Per non parlare poi del fastidio che provo quando guardo video come questo Man,uffa!
Che brutta roba la nostra specie umana! Mi sale su una repulsione forte forte verso “l’industriazza della carne a fettine”… verso un pò tutto il sistema che posso riassumere così: In the fall, sempre di Steve Cutts.


Se alla voglia di bio sommo la nostra scelta vegetariana ottengo
12 anni di sperimentazioni culinarie sane e consapevoli. Tanto sentite quanto l’impegno che ho avuto nello svezzare  e che mantengo nel crescere le mie due bimbe. Entrambe oltre il 95 percentile sin dalla nascita! Dunque le ho sempre nutrite bene pur essendo vegetariana! 🙂

Fidatevi dunque, si può fare tanto grazie a scelte del genere, ad esempio crescere i propri figli in un mondo più sano e semplice!

Se vi attira l’idea di una dieta vegetariana leggete su Veganblog.it questi tre post a voi dedicati ai bimbi piccoli:

Prime pappe 6-10 mesi in cui consiglio trucchetti salva tempo e salva pancino
Polentine 8-12 mesi per il proseguimento dello svezzamento con pappe più solide e nutrienti
Dai 12 mesi in poi, con ricettine semplici e trucchi “camuffa legumi”!

Per i primissimi mesi di svezzamento consiglio sempre di usare frutti di stagione e farine appena macinate, di qualità o addiruttura biodinamiche. Sotto casa ho la fortuna di aver un negozietto che macina i semi di cereali al momento e svezzare Leda fu una gioia immensa! Le prime pappe da somministrare sono quella di farina di avena, di orzo o di riso fatte con l’acqua di cottura di frutta o verdura. Altri consigli di cucina li trovate nei post che vi ho citato sopra. A queste farine si aggiunge piano piano l’olio evo, delle piccolissime quantità di spezie e mai e dico mai il sale!

Quando poi crescono e non son più bebè la faccenda diventa più complicata, ma…. Il camuffare gli ingredienti è per me ancora fondamentale! In quanto decoratrice amo davvero l’arte delicata del trompe l’oeil e anche in cucina ho trovato i miei trucchi!

I bimbi vegetariani come i loro amichetti onnivori potrebbero non amare il semplice broccolo bollito, l’inncocuo fagiolo borlotto oppure la più saporita cipolla. Ebbene mammine imparate a camuffare bene i vostri ingredienti così potrete organizzare senza intoppi il vostro menù settimanale in modo regolare (ma quanto amano la ripetizione, la routine?!) senza mai buttare via degli avanzi di cibo scartato!

Ad esempio i legumi li cuocio in pentola e poi ne conservo una parte in freezer, una parte per una buona “Pasta e fagioli”, e una parte li frullo per fare una Galletta. Galletta l’ho inventato io,ma è una specie di “frittatina” senza uova ma fatta di legumi, acqua (o latte veg), farina (o fiocchi di avena), olio e spezie a piacere.
gallette ai legumi
Ogni volta son diverse e si adattano a molti ripieni; qui sopra è in una versione estiva con affettato veg, lattuga e pomodori, ma son buonissime anche con salse di yogurt, di verdure o un con semplice filo di olio evo. Io le cuocio in padella antiaderente e quasi senza olio, in una grande padella ce ne stanno 3 e avranno questa forma pratica per le loro piccole manine!

Provatele! Liberate la vostra fantasia e giocate in cucina con i vostri bimbi! Le adoreranno, e voi sarete più felici perchè avranno mangiato circa 100 grammi di legumi senza saperlo!!! 😉

Per quanto riguarda le verdure vi consiglio di insegnare ai vostri cuccioli di mangiarle senza condimento e preparate in modo semplice, magari appena sbollentate. Offrendogli un cibo nuovo per volta, durante i primi mesi dello svezzamento, si dà loro la libertà di imparare ed apprezzare le mille sfumature delle verdure o dei frutti maturi…

A proposito leggete anche Aromatizzare e insaporire con le spezie, non salare! un chiaro articolo di Fattidicannella.it con ottimi consigli e un’intervista ad un nutrizionista di Valorealimentare.it.

Sulle proteine c’è tutto un dire molto complesso e dettagliato, magari preparerò un post dedicato. Per le prime infarinature vi copio un breve estratto da Sulle proteine nella dieta dei bambini:

“…L ’eccesso proteico, soprattutto di proteine animali, favorisce un’azione tossica dei residui proteici non digeriti, provocando una maggiore disposizione alle malattie infettive. La riduzione di questo tipo d’apporto proteico invece, favorisce una buona difesa contro catarri e infezioni, indipendentemente dal problema “mucca pazza” e della presenza d’ormoni e antibiotici nei cibi animali. L’esperienza clinica conferma infatti un aumento delle difese immunitarie su bambini passati ad una dieta a tendenza latteo-vegetariana nei primi anni di vita. Con una corretta alimentazione integrale non c’è da temere carenza proteica purché si alternino i vari cereali, si faccia un uso moderato di legumi e latticini, frutta, verdura, aromi, grassi di buona qualità, si presti attenzione ad impiegare prodotti da coltivazione biodinamica certificati Demeter: nelle colture convenzionali la salute della pianta è disturbata dalla concimazione forzata con conseguente formazione di proteine abnormi che favoriscono manifestazioni patologiche nei bambini, come allergie e intolleranze alimentari”.

Sul cosa bere…
Vi ricordo anche che durante il giorno, oltre al latte materno, si può preprarare un bel biberon con la dolce acqua di cottura della frutta: mela, pera, prugne ecc. Così impareranno a fare un dolce passaggio (magari dopo l’anno di vita) dal seno materno al biberon. Le mie bimbe hanno sempre bevuto tisane e succhi home made e tutt’ora son felici di berne a litri! Devo ammettere che crescendo, però preferiscono di gran lunga un succo confezionato e zuccherato! Ma lo vivono come un regalo, una sorpresa e non ne dipendono di sicuro! Per dolcificare se fosse necessario si può sempre usare il miele, il succo di agave ecc. Lo zucchero bianco è bandito, in quanto alimento super raffinato fa proprio male ed è scarno di proprietà!

Poi dedicherò un bel post sull’aiuto che una sana alimentazione può portare alla salute dei nostri figli. Ad esempio ho trovato Alimentazione e tendenza catarrale del bambino dove si leggonno cose interessantissime a proposito! No al latte di mucca quando è presente catarro ecc.

Vi lascio con questo bel bagnetto rilassante… un fantastico video di Rochel Sonia, levatrice francese che ha del miracoloso… guardatelo please! 🙂 Vi cambierà la giornata o la vita! 🙂