Lectorium Rosicrucianum, la mia vera casa quaggiù.

“Non c’è guida, non c’è maestro, non c’è nessuno che possa dirvi cosa fare”. Con questa frase di Krishnamurti la pagina del Lectorium Rosicrucianum si apre a tutti noi. A tutti quelli che cercano un senso al tutto. Questa frase è così pertinente tanto da convincermi a non cercare un altro inizio, più poetico e meno pragmatico, per queste righe che ho pensato per voi.
Vorrei che una pagina di questo blog sia sempre rivolta all’Insegnamento Rosacrociano perchè in effetti è pienamente parte di me. Mi rappresenta e lo condivido, come se fosse inciso nel mio cuore ancora, per ora, purtroppo duale!

Oggi ho scelto di pubblicare questa Conferenza sul tema della Rosacroce oggi perchè mi è di aiuto, perchè son parole che vorrei dire a tutti gli amici curiosi che da anni mi chiedono in che cosa consiste il mio cammino spirituale.
Parole che difficilmente riesco a ben ponderare quando sono interpellata su cose che ritengo piuttosto intime e ben poco condivisibili (la natura umana difficilmente accetta la possibilità di una complessa via di fuga da questa immaginaria realtà tremenda e duale)… Dicevo, lucidità che spesso perdo per colpa dell’inevitabile pregiudizio o distanza che chiunque senta “karma-trasfigurazione-Cristo-Scintilla di Spirito ecc” nello stesso discorso, mette tra se e me che le racconto. Da una parte io mi sento come un eretico visto dagli occhi dell’inquisitore. E l’inquisitore mi offre lo sguardo gelido e lontano che solo può dare al suo acerrimo nemico! Bè lasciamo perdere l’eresia… e i polli spennati immaginari! Lasciamo perdere il mio pregiudizio e quello altrui. Qui, invece, so che capiteranno persone che mi conoscono o che, quantomeno, cercheranno di farlo in maniera positiva. Quindi questa sono io, gnostica nella fede e serena di questo stato interiore, così convinta che provo pure ad esserlo nei fatti. 🙂 Ed è durissima, credetemi. Perchè come ho già scritto il cammino gnostico ha una semplice ma intricata modalità: la conoscenza di sè. E. Non. E’. Facile. Davvero.

Arjuna è guidato da Krisna stesso…

Dante aveva Virgilio… insomma: il Lectorium mi aiuta a precorrere liberamente il mio personalissimo cammino! Ed è per questo che sento di aver trovato una casa, momentanea ma sicura: la mia pietra dove poggiare il capo. 🙂

Alla rosa del vostro cuore dedico queste parole.
Ecco il testo, spero che qui sul blog passi qualcuno che abbia orecchie per intendere! 🙂


LA ROSACROCE OGGI

“Ciò che desideriamo esporre qui è piuttosto la risposta a domande come:

  • Cosa può apportare la Rosacroce all’uomo di oggi?
  • Qual è il suo messaggio, la sua impostazione filosofica, verso quali obiettivi si dirige e – soprattutto – come pensa di realizzarli nella pratica?

Cercheremo perciò di spiegarvi, semplicemente e con la maggior chiarezza possibile, in cosa consiste la Scuola Rosacroce chiamata Lectorium Rosicrucianum, di modo che abbiate sufficienti elementi per potervene fare un’idea.
La Rosacroce deve il suo nome a un’idea fondamentale: l’uomo è un essere duplice.
Da un lato è mortale secondo la sua corporeità (la croce), dall’altro è immortale secondo il principio spirituale che giace al centro del suo essere (la Rosa).
Quando il mortale e l’immortale si uniscono e comunicano, appare la Rosacroce, o meglio, un Rosacroce.
L’insieme di coloro che hanno unito il divino e l’umano nel loro essere è la Fraternità Rosacroce Universale.
Questa unione conosce molti livelli, molti gradi.
Al livello più elementare tutti gli esseri umani sperimentano dentro di sé, in misura maggiore o minore, “qualcosa” che non possono spiegare del tutto.
È come un tocco, un caldo appello che proviene dall’ignoto e che si manifesta in noi di tanto in tanto.
Talvolta questo tocco colloca davanti alla nostra coscienza delle domande che ci inquietano profondamente, dei pensieri che ci danno le vertigini.
Altre volte è come una carezza che ci conforta e che fa affiorare in noi il ricordo di una dimensione esistenziale ben diversa da quella a noi abitualmente nota.
Questo primo contatto non è permanente, e noi torniamo poi a immergerci nell’agitazione della vita corrente, storditi dalle molte occupazioni e preoccupazioni.
Gli allievi della Scuola Rosacroce sono uomini e donne che hanno deciso di fare tutto il possibile affinché questo contatto sia duraturo, fino a creare un’unità indistruttibile.
Si potrebbe dire che la riunificazione dell’uomo con Dio, del mortale con l’immortale, è la base di tutte le religioni.
Ma la Rosacroce esprime chiaramente che tutto questo deve avvenire all’interno dell’uomo stesso.
Non si tratta di unirsi innanzitutto con la Divinità Universale, con un Dio esterno, ma con la Divinità interiore, con un Dio che giace nell’intimo dell’uomo stesso.
Come iniziativa spirituale, la Rosacroce comincia a manifestarsi in Europa nel Medioevo, come attestano numerosi simboli presenti nell’arte, nella religione e nella scienza di quell’epoca.
È però nel secolo XVII, a partire dal 1614, che appaiono concretamente dei misteriosi manoscritti, i quali hanno per titolo “Fama Fraternitatis Rosae Crucis”, “Confessio Fraternitatis” e “Nozze alchemiche di Cristiano Rosacroce”.
Appaiono poi altri scritti, come “Christianopolis”, in cui si descrive la vita di una vera società che vive in Cristo, una comunità che ricorda quella descritta nella “Repubblica” di Platone, ma con un carattere nettamente cristiano.
È un appello al ritorno ai principi cristiani originali, al Cristianesimo gnostico, ermetico.
Un appello a intraprendere uno sforzo profondo per conseguire l’unione tra il divino e l’umano, le nozze tra lo Spirito e l’Anima, un’Anima rinnovata da una vita basata sui principi di purezza e amore che caratterizzano fin dalla nascita il messaggio cristiano.
Oggi possiamo constatare che questo tentativo del XVII secolo fu nello stesso tempo un successo e un fallimento.
Un fallimento perché le autorità politiche, scientifiche e religiose del tempo continuarono a nutrire le loro ambizioni, il loro egoismo e le loro lotte settarie a svantaggio di un vero benessere spirituale del popolo.
Un successo perché provocò la nascita di un gruppo – il nucleo storico della Fraternità Rosacroce – composto da persone di vari paesi e principalmente tedesche, che realizzò in piccolo ciò che non era stato possibile in grande.
Tutto ciò ebbe però un’incredibile influenza sulle scienze, sulla filosofia e sull’arte del tempo, tanto che, nella seconda metà del XIX secolo, dopo un periodo di silenzio della Fraternità, chiunque volesse sostenere qualcosa di nuovo si adornava con il nome di Rosacroce, a causa del suo passato prestigio.
Nacque così una grande confusione e apparvero sotto il nome Rosacroce movimenti spiritisti, occultisti, magici e religiosi, nonché varie società segrete di dubbi fini, alcune delle quali esistono ancora oggi.
Un movimento nato a quell’epoca ebbe tuttavia, a nostro giudizio, un’importanza capitale nello sviluppo spirituale del XX secolo: la Società Teosofica, fondata nel 1875 negli Stati Uniti.
La Società Teosofica ebbe un’influenza molto importante su altri movimenti, come la Fraternità Rosacroce dei Cristiani Mistici, fondata da Max Heindel.
Fu proprio nella sezione olandese di questa fraternità che si ritrovarono i fondatori del Lectorium Rosicrucianum, la Scuola Internazionale della Rosacroce d’Oro, i quali, dopo la morte di Max Heindel, presero la fiaccola della Rosacroce e la condussero a ciò che è attualmente. Le basi del Lectorium Rosicrucianum furono poste ad Haarlem, una cittadina vicina ad Amsterdam, il 24 agosto 1924.
Da allora sono trascorsi più di ottant’anni e oggi il Lectorium Rosicrucianum è attivo in tutti i paesi d’Europa e in decine di altri paesi nel resto del mondo. In Italia ha iniziato a diffondersi nel 1980 e da allora sono nati dodici Centri regionali e un Centro di Conferenze Nazionale a Dovadola, in provincia di Forlì.

Dopo questa breve esposizione sulle origini storiche, passiamo a trattare i fondamenti filosofici.
Come abbiamo detto all’inizio, la Rosacroce stabilisce come assioma l’esistenza di due nature: una divina e l’altra materiale, una immortale e l’altra transitoria.
Queste due nature sono presenti nel nostro mondo e nell’essere umano: l’uomo è mortale secondo la sua corporeità, che appartiene alla natura materiale, e immortale secondo il suo nucleo spirituale centrale, la Rosa del cuore, che appartiene alla natura divina.
Nel cuore dell’essere umano v’è dunque un nucleo spirituale immortale, che è il seme della sua natura divina. Nella maggior parte dei casi questo seme è addormentato, latente, come in attesa di “qualcosa” che inneschi un processo di germinazione. Questo seme si trova al centro di una struttura di linee di forza invisibili, di forma sferica, che chiamiamo microcosmo, un piccolo mondo su scala individuale.
Il microcosmo è di fatto l’ambito in cui si sviluppano tanto la vita materiale che quella spirituale di ogni uomo.
Dato che l’esistenza dell’uomo materiale è sottomessa alla morte, questo microcosmo attraversa un’interminabile serie di incarnazioni.
La semplice successione delle incarnazioni non basta tuttavia a rendere l’uomo buono e perfetto, poiché egli è sottomesso a un costante circuito degenerativo.
La Rosacroce parla quindi della necessità di un processo di rigenerazione fondamentale, che permette di spezzare questo circuito degenerativo.
Però, mentre il processo degenerativo è automatico, in quanto basta lasciarsi portare dalla corrente della società umana, il processo rigenerativo implica un’attività purificatrice e un risveglio della coscienza che deve essere conquistato con sforzo e perseveranza.
Questo processo unifica l’essere umano, purificato e trasformato, con il suo Dio microcosmico.
Il cammino Rosacroce prevede infatti che l’uomo si fonda totalmente con il suo Dio interiore ed entri in una vita radiante nello Spirito.
Non vogliamo indurvi a pensare che questa meta grandiosa possa essere conquistata rapidamente e senza sforzo, grazie a qualche miracolosa formula segreta che solo noi conosciamo.
Ma la chiave del mistero della risurrezione dell’uomo divino latente sta soprattutto nel metodo, nella maniera di percorrere il cammino.

E per terminare questa esposizione, desideriamo abbozzare brevemente alcuni tratti di questo metodo.
Noi occidentali siamo tutti piuttosto individualisti e in generale molto mentali nell’impostare la nostra vita.
Per cui dobbiamo comprendere le cose prima di metterle in pratica.
Ecco perché la prima fase del cammino Rosacroce è quella della COMPRENSIONE, grazie alla quale arriviamo a formarci un’idea, un’immagine della realtà del cammino e della sua meta.
Sorge allora il desiderio di penetrare in questa realtà, di elevarci verso questa meta, di intavolare un dialogo interiore con l’Uomo Divino dentro di noi.
È la seconda fase, quella del DESIDERIO DI LIBERAZIONE dalle catene della morte.
La terza fase è quella della TRASFORMAZIONE.
È evidente che vi sono cose nella nostra esistenza, nel nostro essere e nel nostro carattere, che devono essere trasformate a fondo.
In particolare deve essere neutralizzata la nostra egocentricità nel pensare, nel volere, nel sentire e nell’agire.
L’egocentricità è infatti l’espressione spontanea e naturale dell’uomo animale, è il fondamento stesso dell’uomo materiale mortale, il quale deve essere trasformato prima di potersi unire stabilmente con l’essere immortale.
Questa trasformazione conduce allora, in quarto luogo, a un NUOVO COMPORTAMENTO, a un atteggiamento di fronte alla vita completamente nuovo.
Non si tratta di sforzarsi di essere buoni, come obbedienza a una norma, ma di riuscire a esprimere le proprietà dell’uomo spirituale che si sta destando in noi.
L’uomo-Anima-Spirito dentro di noi diviene allora cosciente del mondo divino e si apre pienamente alla sua saggezza e bellezza.
La quinta e ultima fase è quella del TORNARE A CASA.
In tutto questo processo è delle massima importanza mantenere acceso nel cuore, in modo costante e perseverante, la fiamma del desiderio di rinnovamento e di purificazione.
Per questo è necessario l’aiuto del gruppo, l’insieme di tutti gli allievi che si trovano nel processo.
Questo aiuto non viene imposto a nessuno, poiché la libertà individuale è un bene inalienabile e protetto nella nostra Scuola.
Ma questo aiuto è della massima importanza, poiché, quando il seme dello Spirito nel nostro cuore inizia a germinare, deve ricevere regolarmente le sostanze necessarie al suo sviluppo, deve essere “irrigato” con Acqua Viva.
È l’anelito collettivo del gruppo che attrae e concentra nei nostri Templi l’Acqua Viva, il Soffio spirituale, fino a formare un campo di forza, una sfera magnetica luminosa.
Dobbiamo infine dire, cari amici e amiche, che nel Lectorium Rosicrucianum non vi sono maestri personali, poiché ogni allievo è condotto a essere il maestro di se stesso, a sviluppare la propria autorità personale, in modo da poter assumere la direzione della propria vita senza dipendenze personali verso nessuno, in piena autonomia.
Così, nel corso degli anni, la Scuola Rosacroce si è consolidata intorno a un gruppo formato da alcune migliaia di uomini e donne in tutto il mondo, di differenti razze e provenienti da differenti credi, che si sono messi in cammino verso questa meta sublime”.

Un saluto a tutti!
Che in tutti voi splenda nuovamente la VERA LUCE! 🙂

http://it.wikipedia.org/wiki/Lectorium_Rosicrucianum
www.rosacroce.info

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8 pensieri su “Lectorium Rosicrucianum, la mia vera casa quaggiù.

  1. Denis

    Ciao Claudia,

    Grazie mille del tuo blog è un po’ che lo leggo e lo trovo un’ispirazione, durante le mie giornate lavorative al computer leggere qualche riga mi fa l’effetto che facevano i sassolini per Hansel e Gretel, mi fa ritrovare la strada di casa, uscire dalla routine del quotidiano per rivolgere il mio sguardo verso le montagne alla ricerca di più ampi orizzonti.
    Ciao e Grazie

    Rispondi

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