mandorle speziate  #merendeVegan

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Carta moschicida

L’impegno di gestire un blog come ACQUAVIVA è per me serio e profondo. Non solo per il mio bisogno non piu’ inconscio di “esistere” ma lo è nei confronti di tutte le persone che mi seguono da anni, pazienti e teneaci… sicuri che prima o poi qualcosa di sensato offriro’ a loro. Oggi dedico questo post a Marina Marino, una mia cara amica del Lectorium Rosicrucianum, ringraziandola moltissimo per il bel libro che mi ha donato.

Il giardino delle nebbie notturne, di Tan Twan Eng è un romanzo anomalo, parla di una giovane donna e della sua storia triste, di un lutto da elaborare. Ambientato in Malesia negli anni dopo le trucidazioni giapponesi che hanno tramutato il destino di quelle terre. In ricordo della sorella morta nei campi di sterminio alla protagonista viene in mente di realizzare il sogno che allietava le giornate di sofferenza comuni: pianificare e realizzare un giardino giapponese. E’ davvero un libro da leggere…

Mizuno Toshikata - Samurai arciere, 1899

Mizuno Toshikata – Samurai arciere, 1899

Non amo riassumere i libri, meglio leggerli e rimanerne sorpresi, oggi comunque vi voglio citare un piccolo paragrafo che parla del tiro con l’arco, disciplina che per i giapponesi è una vera e propria Arte, destinata a pochi eletti, come l’Ikebana, l’arte del giardinaggio e molte altre dai nomi assurdi e difficili da ricordare. Il brano che condivido è tratto da Tao Te Ching di Lao Tzu (se non lo avete in casa compratelo, è un testo da tenere sul comodino e da leggere a caso ogni volta che subentra una crisi). Prima di questa citazione, il maestro dei giardini narra una storiellina su Lao Tzu e la sua partenza dalla corte dell’imperatore cinese 2500 anni fa….. anche questa è da leggere!!!!

La via del Cielo, quanto è simile all’atto di tendere un arco! Cio’ che alto è spinto in basso, cio’ che è in basso è tratto in alto; il sovrappiu’ è tolto, cio’ che manca è aggiunto. La via del Cielo toglie il sovrappiu’ e aggiunge cio’ che manca. La Via degli uomini, al contraio, non è cosi’: essi tolgono dove c’è mancanza per offrire dove c’è un sovrappiu'”.

Vi chiederete quando arriva la carta moschicida del titolo di questo post, vero? Ecco un’altra riflessione che il maestro di giardinaggio rivolge alla protagonista durante la meditazione prima della lezione di tiro con l’arco:

“La tua mente è come una striscia di carta moschicida appesa al soffitto. Ogni pensiero, anche il piu’ banale o il piu’ incongruo, ci resta attaccato”.

Oggi il mio intento è quello di incitarvi ad osservare i vostri pensieri. I miei sono ciclici come quelli di tutti noi e da anni mi accompagnano fedeli, alcuni sono svaniti, altri stanno maturando e forse voleranno via. Ne ho trovati anche di nuovi pronti ad attaccarsi alla corsa circolare intorno alla mia testa.

Come dice Lao Tzu noi uomini tendiamo ad aggiungere dove c’è un sovrappiu’… nella testa di noi occidentali esiste questo problema da sempre. L’incapacità di controllare il flusso dei pensieri ci prosciuga le energie, ci distrae e ci allontana dalla Via del Cielo che è leggera, semplice e ordinata.

Che tutti noi possiamo trovare la quiete per poter scoccare al meglio la freccia a noi donata! Freccia che ai miei occhi altro non è che la propria vita. Una parabola che puo’ portare al centro del bersaglio, al vero nucleo dal quale tutti noi proveniamo.

Rimanendo in tema di arcieria leggetevi anche Lo Zen e il tiro con l’arco, di Eugen Herrigel.
Qui alcuni brani letti da Riccardo Massai.

Have a nice day, dear friends 🙂

 

Customizzati la vita!

Credo fermamente che tutto quello che viene creato dalle mani di un artigiano o di un artista o debba essere valutato per quello che è: una cosa preziosa.

La scelta di rivalutare il Fatto a mano (l’hand made) è molto attuale. In un mercato globale in cui tutto è fatto da macchine in modo seriale cio’ che si distingue è l’oggetto unico, originale e personalizzato. Sarà la crisi, sarà che l’Italia ha tanto talento… sarà che il bisogno aguzza l’ingegno… ma ad oggi conosco moltissime persone impegnate in questa direzione. Illustratrici tutto fare (Serena Balbo), grafici-writer che si mettono in proprio (Tristan Vancini), erboriste che divengono saponificatrici (Edera di Aromantiche) e mille altre donne conosciute su FB che galleggiano come me nel mare di Etsy, come Silvia Beneforti (pistoiese come il mio Daniele, con lo shop Vumap) e la pittrice emigrata from USA to Umbria (Caridad Isabel Barragan). Molte di noi sono laureate (la mia Etsy-coach Marina Bancheva di A Banch of Fashion, moltissime costrette a reinventersi e dotate di enorme talento.
Tutte coraggiose e grandi lavoratrici: fare self-marketing è cosa complessa e non banale, richiede molte ore di lavoro sui social e strategie nuove da imparare! Il mio mito di riferimento è Claudia Porta di La casa nella prateria, è una mamma blogger, autrice, insegnante di yoga. Anche lei emigrata come me! Qualcosa, da sempre, mi lega a lei… sarà che preferirei essere in Francia?! 🙂

Dopo l’Accademia di Brera e dopo mille avventure la vita mi ha resa mamma di due bimbe. Cosa grandiosa e gratificante, la migliore che mi potesse accadere!! Dal punto di vista lavorativo pero’ sono cambiata. Non piu’ decoratrice di interni, non piu’ centralinista per una ditta fallita per bancarotta fraudolenta (con me altri 600 lavoratori). Poi costretta ad emigrare in Svizzera… poi ancora non piu’ commessa in un negozio di giochi Waldorf, non piu’ lavoratrice part time!
Tra gli imprevisti della migrazione in Ticino mi son ritrovata disoccupata e in cerca di un lavoro. L’idea di riprendere a dipingere è stata logica ma solo dopo, a pennello partito, ho capito che era l’unica (OTTIMA) via.
In fondo ho sempre dipinto! Solo da poco pero’ ho imparato a considerare la pausa della maternità come un “improvement” del mio essere donna/artista. La società spesso considera la donna che non lavora strana, anomala e fuori contesto.  A me questi anni son serviti per capirmi, per conoscermi e per ritrovare la direzione per la mia nuova pittura!
Nel curriculum nessuna donna dovrebbe specificare (pausa di tot mesi/anni per maternità) ma dovrebbe sottolineare l’esperinza dell’essere genitore come un valore aggiunto, come un plus valore che potenzia chiunque lo diventa.

Ora si, i miei dipinti li vendo su Etsy, questo celeberrimo mega sito americano di vendita dell’hand made. Il mio shop si chiama Claudia Nanni Fine Art. Da poco ho aggiunto alcuni dipinti personalizzabili, custom paintings, per parlare nel piu’ indicato inglese… lingua obbligatoria nel mondo on line. L’idea di personalizzare un mio dipinto per valorizzare il regalo è divertente! Sottolinea l’intento del mio Shop che è quello di rendere un oggetto artistico accessibile a tutti. L’idea di base è la Pop art di Andy Warhol, l’arte in cui tutti possono essere artisti e lo sono solo se qualcuno gli dona attenzioni. Ecco, nel mondo di internet è ugale: sei artista se qualcuno ti vede, se qualcuno crede che tu lo sia. Nella “società del consumo” chi acquista ha tanto potere (mi chiedo sempre quando questo potere si decida a virare verso richieste sensate e coscienziose e non imposte). Su gente! Coraggio!!!

Dunque, in fondo, si tratta di meriti e bravura, qualità non sempre incluse nel concetto di Warhol. Oggi la bravura include anche il saper far marketing, il presentarsi al meglio per potersi distinguere. Si è perso totalmente l’idealismo dei pittori di inizio ‘900 (erano pochi e senza concorrenza), oggi gli artisti che vendono on line divengono capaci di inquadrarsi in schemi che sono finalizzati a catturarsi il giusto target. Tanto per essere schiette il mio target è composto da donne, mamme Waldorf sparse nel mondo, gli amanti degli UFO e chi fa meditazione. Stabilire verso chi direzionare le proprie energie è, in questo, contesto utilissimo. Comunque sia le operazioni marketing son cose di vecchia data, pensiamo ad un Michelangelo che si presentava davanti al Papa del momento tutto votato a pensare alla scelta stilistica piuttosto che alla gloria della Chiesa. (Bè, lui non è proprio il giusto esempio visto che fu un combattente e litigo’ varie volte con Papa Giulio II, leggi la storiella qui alla volce Michelangelo.)

Un esempio migliore: come potrei vendere un dipinto con una rosa ad una donna che preferisce i gatti?! Riflettere su queste scelte non è essere ingannevoli: la mia arte per sua natura si mostra per quel che è, una rosa è una rosa, un unicorno piace alle bimbe e un cielo stellato è romantico. Le immagini dei miei dipinti sono dirette, pochissime sono fraintendibili. Col mio shop non voglio giocare a fare il critico d’arte, i concetti della “pipa che non è una pipa” li lascio al grande Magritte! Qui non servono.

Renè Magritte, False mirror, 1928

Renè Magritte, False mirror, 1928

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bello il marketing! Ma solo se sincero e a buon fine. Lorenzo Cavalieri, autore di Mi vendo (bene) ma non sono in vendita, specifica varie volte che si deve essere obiettivi, onesti e sinceri nel presentarsi agli altri. La credibilità è un fattore di grande valore, chi acquista on-line deve poter credere nell’oggetto che ha scelto. Questo oggetto deve potersi distinguere, deve avere valori aggiunti e deve essere il frutto dell’esperienza di un artigiano/artista che porta avanti uno stile di vita coerente con quel che vende! Non si vende una marmellata bio se si coltiva frutta usando brutti pesticidi e non si è rispettosi dell’ambiente! Sarebbe da cattivoni! La legge lo vieta!!!

Ebbene, il mio stare dentro questo sito made in USA contrasta con la mia visione “hippie” di un mondo semplice e non globalizzato. Ma i tempi cambiano, le esigenze di noi artisti mutano e, se non sto a passo con questi tempi di self marketing, il mio mondo colorato rimarebbe nascosto, non condiviso. Mi escluderei inoltre la possibilità di campare facendo quel che piu’ mi piace! Lusso che pochi possono permettersi!
Dunque oggi vi scrivo non per riempire lo spazio bianco di questo post, ma per ribadire, nonostante tutto, il mio atteggimento nei confronti di questo sistema che ci vuole tutti uomini in carriera, con grossi sandali con plateau ai piedi, con mobili IKEA e orologi svizzeri ai polsi.

Leggendo quel che racconta Tiziano Terzani del suo viaggio (il libro è Un Indovino mi disse, dove narra un anno di viaggi senza aereo) attraverso la Cina e l’Indocina, mi è venuta una grandissima voglia di chiarire il mio punto di vista.

Non amo l’industria che sfrutta le persone. Non tollero che dei bambini sacrifichino la loro vita per produrre oggetti per noi occidentali. Non capisco chi ignora cosa si nasconde dietro al sitema che ci governa. Non sopporto l’atteggiamento ipocrita di chi dona soldi per sostenere i poveri dell’Asia o dei paesi del Terzo Mondo e poi non vede la sofferenza del proprio Paese. Non amo chi si chiude gli occhi. Non comprendo chi sceglie i poster IKEA, chi mangia Mc Donald e lo fa mangiare anche ai propri figli, chi mangia ancora la carne nonostante tutto…

C’è chi ama il rassicurante confondersi nella massa, chi desidera possedere gli oggetti e chi li ama piu’ di se stesso. Ebbene io lotto da sempre con questo desiderio che mi viene imposto da gente “disonesta” che propone a noi tutti bisogni illusori e che fa dell’oggetto una meta della vita. Da quando conosco il merketing (da qualche mese, visto il grosso lavoro che faccio su Facebook per il mio Shop) mi sento sempre piu’ vittima e proprio per questo cerco di farlo al meglio delle mie possibilità, essendo onesta e sincera con chi apprezza il mio lavoro.

Credo nelle cose semplici della vita, amo moltissimo le mie bimbe Diana e Leda, credo nella famiglia unita, amo la natura perchè mi ricorda quanto Dio è perfetto. Purtroppo lotto ancora, nonostante tutto, col desiderio di avere scarpe nuove anche se non so piu’ dove metterle! So di essere terrena e ho le mille voglia di ogni donna.
Cerco pero’ di esserne consapevole, ci sto attenta e cerco di direzionare le mie energie verso le cose concrete. Scappo a fare una passeggiata se mi sento rapita dal PC, vado a leggere un libro alle mie bimbe se supero le ore su internet che mi sono prefissata… cerco di imparare, di leggere e di non dormire mai ad occhi aperti! Mi osservo, non mi giudico e vado avanti!

Mi “customizzo” la vita, nessuno mi dice come la devo affrontare!

Leggetevi Terzani per scoprire i dettagli del suo viaggio e cercate di trovare la vostra via. Ognuno di noi ne ha una precisa da seguire. E se proprio non avete un’idea da dove partire per il vostro personale viaggio fate una cosa: ascoltate – in silenzio – il vostro cuore!

A presto,
Claudia

vietato spolverare la polvere di Dio

Blue clouds, oil painting by Claudia Nanni

Original oil painting. BLUE CLOUDS, Large painting 19X27,5” 50×70 cm by CLaudia Nanni Available on https://www.etsy.com/ch-en/shop/ClaudiaNanniFineArt

 

Buona giornata cari lettori!
Oggi, lunedi’, seguo il suggerimento del cielo. Qui splende il sole ed è tutto nitido e azzurro!
Sogno ad occhi aperti, volo perchè sono fortunata e felice.
Ascoltanto Volare di Domenico Modugno (è in loop da 25 minuti) sorrido e vi scrivo per ricordarvi che ci sono, per diffondere nel mondo un po’ di gioia e di entusiasmo.

Si puo’ gioire per mille ragioni, le mie sono interiori e vengono dal punto in cui riconosco di essere simile a Dio, originaria di una Patria che non ha bandiere.
Un battito sereno proveniente da una zona franca, dove tutti si amano e perdono quell’aspetto che li separa dagli altri.

L’Amore per il prossimo è un fondamento di ogni religione, un sentimento alto e sano se vissuto nel modo giusto.
Purtroppo solo il nostro cuore sa qual è quel modo corretto in cui includere l’altro nelle proprie azioni. Una maniera non semplicemente  “umanitarista” nè “altruista”, ma piuttosto frutto di una visione ampia, quasi induista o painteista. Tipica dell’Oriente, non nostra dell’Occidente.
Dove tutto è il frutto di Dio. Questo concetto è per noi quasi inafferrabile, lontano. Comunque sia sono sicura che ognuno di noi abbia avuto in dono un momento nel quale ha percepito questo Amore.
Onnipresente. Che è sempre nell’aria… come se fosse la polvere illuminata dal sole (fonte https://soundcloud.com/francescomargherita). L’Amore di Dio fa come la polvere: tocca tutti!

La polvere galleggia e si deposita in ogni punto in cui puo’ arrivare. Quello che siamo abituati a fare è rimuoverla all’istate. Perchè si deve, perchè in fondo abbiamo paura di chi oscura il nostro Ego.
Cosa potrebbe accadere se lasciassimo entrare questa polvere (luminosa e divina) in noi? Cosa accadrebbe?!

Potremmo venire sopraffatti dalla voglia di approfondire! Affondare in questa polvere di luce!!!! Allora scaviamo in noi stessi, insabbiamoci ancora di piu’.
Mai piu’ spolverarci di dosso questa polvere! Ma scaviamo, rigiriamoci ben bene nel fondo di noi stessi.. per poi tornare in alto consapevoli, impolverati di Luce e Amore!

Non so come mi nascono questi parallelismi con la vita quotidiana, so solo che a me non piace spolverare e forse oggi ho affiabbiato a questo gesto significato nascosto. 🙂
No, non scherzo: l’invito a tutti (non solo a chi deve spolverare in casa!) è quello di aprirsi alla polvere onnipresente. Il messaggio di Dio è continuo e pieno di Amore!

Se non lo avete ancora fatto leggetevi La vita di Pi. Un romanzo fantastico che vi illuminarà! Un viaggio spirituale in mezzo all’oceano assieme a una tigre…..

 

 

 

 

 

Storie di farfalle morte.

In questi giorni il tema della morte è tornato a galla con l’incontro in giardino di una piccola farfalla marrone… nei suoi ultimi momenti di vita.
Nella speranza di rimetterla in forze, io e le bimbe le abbiamo fatto un letto di conchiglie e fiori… le abbiamo anche dedicato una canzone allegra!
Poi è morta e la abbiamo portata con noi in Italia per un week end di ritiro spirituale, dove è stata sepolta in un posto che amiamo molto.

la nostra farfallina morta

La nostra farfalla morta nel suo bellissimo letto

Ieri, a Varese, ne abbiamo incontrate molte. Di farfalle morte, dico.
Devo ancora decidere se mai apprezzero’ un museo con farfalle spillate, comunque sia… erano bellissime!!!

Museo Civico di Archeologia, Varese.
http://www.cspa-va.it/home.html

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Farfalle al Museo di Archeologia di Varese

E voi, apprezzate i Musei con animali imbalsamati o siete sensibili amanti della natura viva e libera come me?!
Un abbraccio a tutti!
Vi auguro occhi speciali per vedere le cose belle fin nel profondo!

 

Claudia

Ciao a tutti!
Come avrete immaginato sono indaffaratissima e per voi scrivo sempre meno. Uffa!!!
Il mio nuovo shop CLAUDIANANNIFINEART mi ha rapita (esistono vittime di Etsy, ne sono cosciente) e son sempre di corsa tra un pranzo da preparare e una commissione da fare.

Devo vivere questa esperienza in modo profondo e attento!
Il mio obiettivo sarà quello di non venire risucchiata dai social media, estremamente necessari a far partire tutta la baracca! Ho appena scoperto che su FB si possono “programmare” i post: geniale! 😉
Cerchero’ quindi di districarmi dalle reti di internet e  dovro’ saper dosare cosa e per quando devo fare.

Vi avviso subito che il blog seguirà tale processo di trasformazione ed  insieme a me crescerà e cambierà!

Insieme all’arte e alle ricettine vegetariane/vegane ogni tanto vi raccontero’ di me (come sempre tranquilli) e condiro’ il tutto con la mia pittura!!!

Già! Ora dipingo spesso e questo ormai è parte del mio essere quotidiano: sono donna-mamma-artista-blogger! Questo blog sarà la mia vetrina, il mio mondo di condivisione!

Accoglietemi dunque in questa nuova veste di racconta storie, la mia famiglia è stata avvisata di questo intento divulgativo e presto vederete come questo potrà essere stimolante!
Vi piacciono le sante manine di Diana mentre preprano un sanissimo piatto vegan?! Fiorellini di ceci su letto di barabietole gratuggiate (i ceci bio, secchi e poi bolliti please!)
Amo tantissimo vedere come la creatività dilaga senza freni quando tutto scorre secondo l’armonia e un principio di amore generale!
Lei poi è cosi’ “spugna”. Se io dipingo anche lei mi imita e disegna, colora e crea… piatti meravigliosi come questo!

Diana e i suoi fiori di ceci su barbabietola grattuggiata

Colomba VS Cornacchia

Oggi, finalmente, mi ritrovo col tempo di scrivere, a letto di fianco alla mia Diana leggermente febbricitante.
Scrivo su di una evidente messa in scena di una morte esemplare.

Che il mio punto di vista su questa faccenda sia quello gnostico è indiscutibile. Che io abbia una visione sempre duale e ben delineata tra le mie pieghe cerebrali è il nocciolo della mia serenità interiore.
Più che altro questa certezza me la dà il mio cuore!

 A me basta sapere che quello in cui credo sia vero per me, e la contrapposizione del bene e del male in terra è la base delle mie convinzioni.

L’altro giorno sorseggiando lentamente un caffé macchiato al bar Gambrinus mi son detta “ooooh! Oggi mi prendo il tempo di leggere il giornale!”. Mai cosa fu migliore di quella decisione presa lì per lì!
Un po’ amareggiata dalle notizie sconvolgenti della nostra politica (quella italiana, non certo svizzera), mi son scontrata con questa foto:
preda e predatore
Urca! Che evidenza!!! Curiosissima mi son letta l’articolo, superficiale: parlava di ornitologia e insisteva sull’introduzione del gabbiano a Roma città negli anni ’60 e di come il gabbiano sia in competizione con la cornacchia nella conquista del ruolo di predatore del cielo capitolino.

Ok, ci sta che non si debba sempre scrivere di filosofia o di un messaggio gnostico celato. Tanto più che parlare di Gnosi in questa occasione in cui primeggia la disavventura di un Papa con i suoi messaggi di pace sarebbe un po’ contraddittorio. Mi riferisco al fatto che fu proprio la chiesa con il suo Papa Innocenzo III a decretare la poco pacifica fine “ad encausto” dei miei poveri antenati spirituali: gli eremiti catari della Francia del Sud (vedi Catarismo). Ma si sa, anche in questa questione – che vorrei fosse chiara per tutti – vinse il potere e la forza distruttrice delle forze del mondo. A scapito di un messaggio liberatore e salvifico, di vera pace – di vero Amore.

 Non aggiungo altro sulle scelte della Chiesa, oggi vi illustro come una colomba é morta per spiegarci la vita in terra.

 In natura tutto avviene per neccessità. Tutelare la vita è un imput comune.

Nel mondo animale, ad esempio, esistono due ordini quello dei predatori e quello delle prede in cui il predatore non caccia per diletto ma per sopravvivenza. Esite di conseguenza una selezione naturale che permette al piu’ forte e bello di avere la meglio sul debole e brutto. Perfino le femmine sanno questo e nella fase dei corteggimaneti non hanno dubbi: scelgono sempre il più sgamato, forte ed addobbato.

Sulla terra esiste una continua e perpetua contrapposizione del bene e del male e dal momento della caduta, oltre alla lotta per la sopravvivenza, all’umanità intera è concesso anche una via di fuga verticale, diversa ed opposto alla solita dinamica orizzontale terrestre. Dai qui la simbologia della croce, un asse verticale ed una orzzontale; il simbolo del loto, della rosa, della scala ecc. La verticalità è la nostra strategià per uscirne fuori, per emanciparci dal comune destino mortale.
Il_settimo_sigillo

Esistono la luce e il buio, il bianco e il nero… esiste per questo anche il gioco degli scacchi e ci fu anche Ingmar Bergman, regista de Il settimo sigillo (1957). Film che amo ma che non oso più rivedere per la sua enorme forza. Consiglio a tutti di vedere la famosa scena della Morte che gioca a scacchi col protagonista, il cavaliere crociato. Momento topico che viene accentuato e metaforizzato dal continuo rumore di sottofondo provocato dalle onde del mare, mare che persiste imperterrito col suo movimento di onde risucchianti. La morte arriva ed ovviamente gioca con le pedine nere…. e dice: “E’ già da molto che ti cammino affianco“….

Sento che nulla avviene per caso e alla casualità affido pochissimi eventi.

Questa colomba è stata prescelta dal destino per rappresentare tanti significati. Perfino la cornacchia assassina col suo comprare gabbiano hanno assunto ruoli diversi a seconda di quante sono le coppie di occhi che hanno assistito al delitto. Predatori assassini, giustizieri di chi augura pace con troppe contraddizioni in corpo, bestie crudeli che agiscono di istinto ecc.

A me è dispiaciuto per la delicata colombina, mi dispiace per il gabbiano rimasto a bocca asciutta e per la cornacchia ora mal vista da tutti. A proposito ascoltate Il Corvo Joe dei Baustelle. Canzone meravigliosa e perfetta per questa occasione cosi densa di significati. La doppia valenza del povero corvo mal voluto, tutto solo nel parco giochi è cosi’ reale che mi fa piangere!!! Ascoltatela vi prego! e cercate di dare il giusto valore alle parole finali che questo corvo ci lascia: “Ma vi perdono – Perché in fondo portate nel cuore – Sangue che è destinato a seccare – Vivete un morire“. Soccia che roba!
Comunque sia grido all’inevitabilità del corso della vita! Evidente e inesorabile si bilancia sempre nel suo gioco tra sopravvivenza e morte, tra gioia e dolore, tra schiavitù e potere, tra povertà e ricchezza, tra buoni e cattivi.
Come in una spirale tutto diviene ciclico, tutto ritorna e tutto genera karma. Ad ogni gesto ne corrisponde uno contrario, tutto scorre e cambia ma poi ritorna per manifestarsi ancora e ancora.

Chiediamoci se esite un buono. Chi sia il cattivo. Se esiste davvero il vero bene in terra.

La conclusione che vi trasmetto a cuore aperto è che quaggiù, in terra e non nei cieli, non esite un vero bene, ma piuttosto un bene illussorio camuffato da bene morale che gioca a braccio di ferro con un male che gli somiglia tanto da fondersi in un unica cosa melmosa.

L’uomo è come un pittore costretto ad usare solo il bianco e il nero; alla fine del corso della sua vita (la fine dei tempi che stiamo vivendo) si ritrova con la tavolozza talmente pasticciata da non poter usare altro che un grigio putrido. Un grigio indeciso che non sta nè di qua nè di là. Un grigio del quale si potrebbe dire essere “tiepido”. Come gli armadietti grigi metallici degli spogliatoi, fatti apposta per essere neutri, adatti e giusti per chiunque. Bleah!

Che nessuno di noi si possa definire un “tiepiedo”.

Diviene tiepido colui che non ascolta il proprio cuore.
Tiepido è colui che diviene sordo e cieco alle occasioni che la vita gli porge.
Tiepido, e stolto, è colui che vive senza imparare dal proprio vissuto.
Tiepido è chi non osa scegliere, chi non osa cambiare pur sentendo che dovrebbe.


Tiepidamente vive chi non osa superare il proprio destino!


“15
Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo! 

16Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca. 
17Tu dici: Sono ricco, mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla. Ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo. 
18Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, e abiti bianchi per vestirti e perché non appaia la tua vergognosa nudità, e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista.”
(Apocalisse di Giovanni 3, 15-18)

Evviva il corvo e la colomba! Che evidenza!
Ringrazio quel fotografo e il buon Dio che mi hanno dato l’occasione per distaccarmi da questo eterno e noioso pin pong a due colori!