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Infezioni e cure alternative.. in libertà!

Eccomi con una delle mie storielle di vissuto personale. Immagino che vi mancassero, per questo vi accontento raccontandovi la storia del mio dito infetto. La storia è un pochino banale, chi di voi non ha mai avuto una scheggia nel dito? ma prometto che leggendola imparete a prendere fiducia in voi stessi e non solo! Ecco la mia disavventura (a lieto fine).

Un mese fa pulendo un mobile di legno con una spugna bagnata d’acqua sfregavo con forza sul cerchio di te lasciato dalla mia tazza. Che scema, mai farlo: bere del te e appoggiare la tazza su di una credenza di legno massello non trattato.. mai, promesso, mai piu’!
In un attimo fantozziano mi è entrata una grossa scheggia appuntita a forma di punta di freccia, l’istinto mi ha fatto urlare e strapparla velocemente dal polpastrello. Un dolore grande, un grosso sollievo. Lavo bene la ferita e continuo la mia giornata ingorando i miei sintomi.

Alla mattina mi sono ritrovata il dito infetto, caldo e duro. Spaventata sono andata in farmacia e mi hanno consigliato impacchi di acqua calda salata e una crema a base di catrame, nerissima e puzzona. Dopo 4 giorni il ditone era ancora gonfio e livido.

Terrorizzata mi son diretta al Pronto Soccorso pronta ad una piccola incisione. Che paura!
Arrivata al dunque mi hanno solo visitato e prescritto 5 giorni di antibiotico. Dubbiosa sono tornata a casa sentendo che qualcosa non mi tornava. Com’era possible che non guarisse da solo?
Ero sicura che ci fossero dentro altre scheggie invisibili all’occhio. E poi che assurdità l’antibiotico per una scheggia ne dito?!

Anche l’etimologia della parola ANTIBIOTICO mi spaventa e mi urta:
“Si definisce antibiotico una sostanza prodotta da un microrganismo, capace di ucciderne altri.
Il significato della parola (dal greco) è «contro la vita». (fonte: Wikipedia)

Nel frattempo mi sono informata e, anche il dottore antroposofico che segue la nostra famiglia, mi ha suggerito di evitare l’antibiotico e cercare vie parallele, naturali. Cosi’ ho perseverato sulla lenta via dell’autoguarigione affondando in un dolore di media portata e nell’acqua salata.

Leggendo ho scoperto che il mitico propoli ha delle notevoli propietà antibiotiche. Cosi’ ho inizato subito a prendere 7 gocce di soluzione alcolica al propoli per tre volte al giorno cercando di vincere dall’interno la mia piccola infezione. In questo periodo di vento freddo mi ha anche aiutato a prevenire il mal di gola!

Dopo circa tre settimane di impacchi in acqua calda satura di sale, di crema al catrame e dieta di propoli posso dire di aver vinto la partita contro i batteri estrenei nel mio dito. Facendo uscire l’orrendo pus ogni giorno e credendo sempre di piu’ che il mio corpo trovasse prima o poi il modo di espellere l’intruso. Ecco come l’ho fatta uscire sta scheggia: spingendola fuori con violenza!
Si, lo sapevo che c’era! Invisibile e profonda ma lunghissima e cattiva, ben 2 cm!

La scheggia e il mio dito infetto guarito con il propoli e molti bagni in acqua salata.

La scheggia e il mio dito infetto guarito con il propoli e molti bagni in acqua salata.

In effetti la mia pazienza era arrivata al suo limite e approffittando della pelle ammorbidita dal bagno – in corso – delle mie bimbe, ho indagato profondamente con un ago spingendo le spina, ormai visibile, nella direzione del foro. Mi è preso un colpo vedendola lunga e grossa…. ma vittoriosa l’ho mostrate alle bimbe (nella vasca a finire il bagno) che orgogliose del mio coraggio quasi piangevano commosse! Evviva!

La riflessione che vi voglio tramettere è questa:

Il nostro corpo è uno strumento perfetto, anche nelle sue imperfezioni o intoppi.
Lasciato in armonia con se stesso sa capirsi e autocurarsi. E’ la medicina moderna che ci vuole tutti perfetti e non ci lascia nemmeno la possibilità di un automedicamento. Antibiotico viene sempre suggerito anche quando non necessario.
La fiducia è molto importante e va riconquistata in ogni suo aspetto. Dobbiamo imparare a darla anche al nostro corpo, a riconoscere con fede che puo’, con forze ataviche, anche curarsi! Concediamogli la libertà di provarci! Ok?!

Non siamo solo esseri pensanti che devono lavorare e rendere profitti, siamo prima di tutto un corpo che, per come mi vivo e mi vedo, va curato e rispattato perchè ci deve portare alla liberazione! Un involucro da rispettare, uno strumento da amare.

Lo sforzo paziente al quale mi sono sottoposta è stata una prova psicologica non banale, che ha stimolato in me la famosa “paura di morire”. Si, lo so, è esagerato… ma nella visione del proprio dito gonfio e livido si pensa anche a questo! Come siamo istintivi! Come siamo basici in questo!
Ma la nostra famosa “coscienza” che tanto ci dovrebbe innalzare sugli animali… dove si nasconde? Che le è successo?! Perchè non si risveglia e non ci dirige verso la libertà da questi istinti primitivi!

O meglio, perchè non ci guida nella corretta interpretazione delle cose! Oggi posso ringraziare questa scheggia perchè ha svelato il mio essere istintiva (magari se non avessi strappato velocemente la scheggia piu’ grossa e avessi agito con calma…) e mi ha disarmata difronte alla paura della morte.

Si muore, a tutti capiterà! Allora decidiamo di vivere in modo attento, vigile e consapevole, ne vale la qualità della nostra esperienza di vita. Non sprechiamo gli attimi, viviamo al 100%!

Riflettete dunque sui vostri pensieri, sui vostri desideri e constatate poi le conseguenti azioni che ne derivano. Senza mai giudicarvi e senza imposizioni volitive. Controllare la qualità dei propri pensieri è la chiave della liberazione verso la conquista della Nuova Anima.

Accettare l’ineluttabilità della morte è il primo passo per evolvere in una direzione salvifica.
A proposito ringrazio Irene Sartini per il nostro recente scambio di idee su Facebook! Grazie!

Non tutti lo sanno ma questa forte fede mi è data dalla mia esperienza di vita in viaggio interiore verso la scoperta di me stessa grazie ad un orientamento (duro da conquistare e mantenere nel frastuono quotidiano) verso la Luce del Campo Gnostico della Rosacroce d’Oro.

Se ancora non conoscete il Lectorium Rosicrucianum vi invito a curiosare nella nostra Pagina Facebook Rosacroce d’Oro o nel sito ufficiale www.LectoriumRosicrucianum.it

Vi ringrazio e buona vita!
Claudia

 

Africa’s secret

Storie dall’Africa… Perchè l’elefante ha la proboscide…. troppo bello, carino ed originale!

Fatelo vedere ai vostri bimbi, è fantasioso e divertente!
“Molto spesso le cose buone vengono da quelle brutte!!! ”

Vi segnalo anche questo blog, dove potrete trovare la recensione dei più bei libri illustrati per ragazzi e bambini.
I titoli dei libri sono archiviati per tema, parola, argomento… troppo utile!!! 😉

Mi raccomando, selezionate i cartoni per i vostri bimbi, non tutto è adatto a loro!!!
Ad esempio io adoro Krtek… cercatelo su YouTube ci sono molti episodi! Krtek è una talpina che senza parole spiega le vicende della natura e del mondo che ci sta intorno…. bella musica e disegni fantastici usciti dalla tavolozza anni ’70!

Da vedere!

Auguro un sereno week end a tutti voi amici lettori!

cibo sano e zero sprechi

Ho scoperto questo sito ben fatto, Essere sostenibili. Si capisce di che parla, direi! 🙂
Qui, trovate un bell’articolo sui consumi e i vantaggi di chi sceglie un alimentazione vegetariana o vegana per i propri figli. Ecco qualche riga: “Essere vegetariani non significa ‘non mangiare qualcosa’, ma scegliere di nutrirsi in modo sano ed equilibrato per la propria salute e quella dell’ambiente” spiega Martin. “Abbiamo cercato di farlo capire alle bambine che sono così cresciute con la consapevolezza delle loro scelte e dell’effetto che queste hanno sulla terra in senso lato e sulla società”.

Per chi vuole approfondire il tema Qui parlano di come essere veg fa bene a noi e all’ambiente. Ecco una parte di testo: “Preferire le lenticchie al filetto, dunque, non crea danni e può anche portare dei vantaggi. «In precedenti studi» afferma infatti Pinelli «si è visto che, seguendo un menù vegetariano, ci si ammala molto meno all’asilo: i bambini vegetariani hanno difese immunitarie migliori rispetto agli onnivori, i quali seguono un’alimentazione che favorisce una risposta infiammatoria più forte».

E contro gli sprechi di cibo anche questo blog, Ecosentiero, dove trovate l’articolo Per una cucina senza sprechi. 

Per rendervi conto di cosa si cela dietro allo spreco di cibo vi consiglio di guardare Taste the waste, una realtà incredibile nasce dai nostri sprechi… ricordiamo ci quaindi di non comprare più del necessario, di scegliere verdure e cibi in genere senza troppo imballaggi, di recuperare e reinventare gli avanzi, di fare il compost quando è possibile, di cucinare le quantità giuste ecc.

Come ridurre i rifiuti? Qui lo spega così: “Con una raccolta differenziata mirata ed efficiente. Ma non solo. Il primo passo da fare è ridurre gli sprechi. Secondo il manuale Zero Rifiuti scritto da Marinella Correggia per Altreconomia, è possibile prevenire l’accumulo dei rifiuti con semplici regole.
I rifiuti organici-alimentari. Dagli scarti di cibo è possibile ottenere il compost, una sostanza per concimare i terreni. Chi vive in un appartamento e ha un balcone può dotarsi di una compostiera”.  Zero rifiuti segnala a proposito il sito di Italia nostra, che fornisce utili suggerimenti. Un esempio? La base della compostiera va riempita con materiale legnoso per favorire lo smaltimento dell’umidità in eccesso (i legnetti raccolti in giardino o nel bosco si sono rivelati molto adatti).
Gli imballaggi. Ingombranti e spesso superflui, di sicuro sono difficili da riciclare. Ecco perché è fondamentale acquistare prodotti sfusi o comunque alimenti con più involucri. Al supermercato è bene dunque evitare le confezioni monouso e acquistare frutta e verdura fresca, vendute sfuse. Una buona idea è anche comperare marmellate, miele, olio e vino direttamente dal produttore al quale, una volta svuotati, faranno ritorno i contenitori degli alimenti. Rivolgendosi poi ai distributori di latte fresco, presenti ormai in tutta Italia, è possibile riutilizzare i contenitori di tetrapak.
(mia nota: una cosa che io non sopporto sono la maionese, il pomodoro concentrato, il dentifricio con la scatolina di cartone…. ma a cavolo serve?!!! 🙂 Non comprateli please! ).

Insomma l’imperativo è bandire l’usa-e-getta, per favorire la più ecologica, e risparmiosa, pratica del riuso: scegliere contenitori da freezer durevoli invece dei sacchetti (meglio in vetro riciclato piuttosto che in plastica e alluminio monouso); usare piùvolte i sacchetti di carta. Anche gli scarti alimentari possono rivelarsi materia prima utilissima: dalle bucce degli agrumi tritate o essicate si ricavano aromi per le torte e le tisane, mentre i fondi del tè vanno benissimo per fertilizzare i vasi di fiori in balcone. E infine un consiglio di lettura per chi desidera saperne di più su spreco e riciclo in Italia: “Il libro nero dello spreco in Italia: il cibo” a cura di Andrea Segrè e Luca Falasconi, Edizioni Ambiente.
Per salutarvi con maggior positività vi lascio con questo articolo trovato per caso. Imola è la mia città natale, quando studiavo geografia alle elementari mi dicevano che er la cittadina con più verde in rapporto agli abitanti… Imola ha piste ciclabili ovunque, ha almeno due o tre grandi parchi, un fiume pulito e da poco ospita anche un bellissimo asilo nido eco-sostenibile!
Il primo in Italia! 🙂 Forse il rispetto per l’ambiente ce l’ho proprio nel sangue!!! 🙂