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l’altro comportamento (work in progress)

Attuare un nuovo comportamento di vita.
Oggi affronterò il tema cardine della mia vita intima e coraggiosa.

Iniziare questo post pensando a quello che vi vorrei dire è complicato oggi come non mai.
La questione è complessa perchè non tutti possono capire questo concetto, nè vogliono sentirlo ripetere o amano poterlo far proprio. L’esperienza mi ha insegnato che per davvero ci sono orecchie acerbe, inadatte o proprio sorde ma, e per questo insisto, esistono molte orecchie capaci di sentire anche i piccoli sussurri di libertà!!!

Oggi sussurerò una (mia) verità che è compresa, tra le altre forme, in questa frase di Krishnamurti:
«La rivoluzione interiore va fatta da sé per sé, nessun maestro o guru può insegnarti come fare»

Come tutte le cose scritte in questo mondo, anche questo discorso potrà avere per voi mille sfacettature ed interpretazioni, potrà valere il suo opposto o essere addirittura negato. Solo nell’unità con l’Uno le opposizioni e la dualità sparisce… in armonia con Lui la Verità è unica e non interpretabile. Spero dunque di essere chiara, semplice ed immediata. Spero di essere rispettata e compresa.
Ecco il concetto:


L’immagine dell’intarsio qui sopra, un bel serprentone che fogocita un uomo rosso nel pavimento del Duomo di Lucca, è l’immagine che mi turba di più! Che dramma, che potenza!!!

E’ il sacrificio del proprio Sè ma anche le nostre passioni nell’atto di divorarci!
Leggetela come preferite, a me oggi piace parlare di cose positive e dunque preferirò scegliere l’atto di sacrificio che tutti i testi sacri ci chiedono!!!

“In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio…. In verità, in verità io vi dico che se uno non è nato d’acqua e dallo Spirito, non può entrare nel regno di Dio”
Giov anni 3, 3-5

Questo si traduce nella rinascita nello Spirito, il risveglio della Coscienza, il risveglio della kundalini o la costruzione dell’Abito di Nozze d’oro.  Difatti Paolo aggiunge a proposito della rinascita: ” Non ogni carne è la medesima carne; altra è la carne di uomini e altra quella di animali; altra quella di uccelli e altra quella di pesci. Vi sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore dei corpi celesti, e altro quello dei corpi terrestri “ (1 Cor 15,39-40).

La Morte è la morte mistica, il “morire in sé stessi” che significa l’annullamento progressivo della propria personalità conquistata attraverso il lavoro interiore. In pratica ci si  “scompone” imparando ad osservarsi attentamente durante la giornata, come si fosse degli spettatori esterni delle proprie azioni e dei propri pensieri. Si scende sempre più nel proprio subconscio quotidiano con un lavoro psicologico avvalorato da azioni rinnovate ed attente. Come dice Battiato si impara a trovare il proprio “Ccntro di gravità permanente”, nulla più ci distrae e ci fa cambiare idea… Morire in se stessi è dar forza alla parte spirituale in noi. E’ far vivere la Nuova Anima!!!!

Ed infine il Sacrificio. Il Sacrificio è sacrificio per l’umanità, aiutare gli altri, vivere la compassione buddhista prima su stessi e poi verso gli altri. Il sacrificio è un atto d’amore, ed è indispensabile per vivere la Gnosi. Senza amore non c’è Gnosi. Si dice che le iniziazioni, mete del percorso alla conoscenza, proseguano con i meriti del cuore. Chi non ama, mai potrà conoscere. Chi non ama non perdona nemmeno se stesso, non comprende l’altro e non lo tollera. Sacrificare se stessi è amare l’umanità spinti dalla voglia di riunirsi a Dio!


” Quando cerchi Iddio, cerchi la bellezza. Una sola è la via che vi ci conduce: la pietà unita alla Gnosi ”
Ermete Trismegisto, Il Pimandro

Per chiarire questi concetti vorrei citarvi anche Krishnamurti che ci chiede:
«Il vostro spirito può smettere di pensare a ciò che è stato e a ciò che sarà anche se le aspettative future sono basate sul passato? Il vostro spirito può liberarsi dalle abitudini e non generare più abitudini? Se approfondite questo argomento, potrete rispondere affermativamente. Quando lo spirito rinnova se stesso, cessando di dar vita a nuove abitudini, rimane fresco, tenero e giovane; allora, diviene capace di una illimitata e profonda comprensione.
La morte non esiste per questo spirito, poiché non si verifica più un processo di acquisizione di conoscenze, causa di abitudini e di imitazioni. L’accumulo di conoscenze porta lo spirito incontro alla morte e alla corruzione. Invece, per lo spirito che non raccoglie, non accumula e muore quotidianamente – a ogni istante – la morte non esiste; esso diviene senza confini.
Lo spirito deve rinunciare a ciò che ha acquisito: a tutte le abitudini e a quanto si è affidato per sentirsi al sicuro; sfugge, così, alla rete dei propri pensieri.
Lo spirito è rigenerato dalla rinuncia, continuamente rinnovata, al passato; in questo modo, non si corrompe e non scatena le correnti delle tenebre.»  http://www.rosacroce.info/Approfondimenti/Letture/krishnamurti.html


Ed ancora Jiddu Krishnamurti:
“…per poter sperimentare la morte mentre siamo ancora vivi, dobbiamo abbandonare ogni sotterfugio mentale, ovvero tutto ciò che ci impedisce un’esperienza diretta.. Siamo plasmati dal passato, dalle abitudini, dalla tradizione, dagli schemi di vita; siamo invidia, gioia, angoscia, zelo, godimento; ognuno di noi è questo, ovvero il processo di continuità….ognuno è attaccato alle proprie opinioni, al proprio modo di pensare, ed ha paura che senza i suoi attaccamenti non sarebbe nulla; allora si identifica con la casa, la famiglia, il lavoro, gli ideali… ma quanti sono quelli capaci di porre fine a tale attaccamento e realizzare il distacco?

E’ necessario comprendere i processi del pensiero, poiché la comprensione di ciò che chiamiamo pensiero è la cessazione del tempo.. il pensiero, tramite un processo psicologico, crea il tempo; il tempo poi controlla e configura il nostro pensiero.. ..il senso di continuità è stato edificato dalla mente, quella mente che guida se stessa per mezzo di precisi schemi e che ha il potere di creare ogni sorta di illusione, lasciarsi intrappolare da tutto ciò mi sembra una scelta tanto inutile quanto priva di maturità..

..Non sappiamo neppure cos’è vivere, come potremo mai sapere cos’è la morte?

Vivere e morire potrebbero essere la stessa cosa, e il fatto che le abbiamo separate potrebbe essere fonte di grande sofferenza.. Abbiamo separato la morte trattandola come un evento che accadrà alla fine della vita, tuttavia è sempre presente.. Avendo paura di quella cosa che chiamiamo morte l’abbiamo separata dalla vita, relegandole entrambi in compartimenti stagni, separati l’uno dall’altro da spazi immensi.. ..Una mente imprigionata in tale processo non riuscirà mai a comprendere, comprendere è libertà; ma tra noi sono ben pochi coloro che vogliono essere liberi

L’io esiste solo a causa dell’identificazione con la proprietà, con un nome, una famiglia, con successi e fallimenti, con tutto ciò che siamo stati e vogliamo essere. Siamo ciò con cui ci siamo identificati: è di questo che siamo fatti, e senza di questo non siamo. Vogliamo che tale identificazionecon gli altri, con le cosa e le idee non abbia fine, persino dopo la morte; ma si tratta davvero di qualcosa di vivo? Oppure non è nient’altro che una massa di desideri contraddittori, di progetti, di successi, di frustrazioni, un groviglio in cui il dolore supera la gioia?

Meglio il conosciuto che il non conosciuto vero? Eppure il conosciuto è talmente piccolo, insignificante, limitante; il conosciuto è dolore, eppure si desidera che continui.. …Ci affanniamo molto per sapere, quando cessa ogni tentativo di sapere, c’è ancora qualcosa che la mente non è riuscita ad afferrare e a far quadrare. Il non conosciuto è infinitamente più grande del conosciuto: il conosciuto non è che un’imbarcazione in mezzo al mare del non conosciuto.. …lasciamo che tutto scorra naturalmente… la Verità è assai strana: più la inseguiamo più ci sfugge. Non possiamo afferrarla in nessun modo, per efficace e astuto che sia; non possiamo imprigionarla nella rete del nostro pensiero.

Comprendetelo a fondo e lasciate andare tutto. Nel cammino della vita e della morte dobbiamo camminare da soli; è un viaggio durante il quale conoscenza, esperienza e memoria non possono offrire alcun conforto. La mente deve essere ripulita da tutto ciò che ha afferrato nel suo bisogno di trovare certezze; i suoi dèi e le sue virtù devono essere restituiti alle società che li hanno generati. Occorre raggiungere una solitudine completa e incontaminata…”
( Jiddu Krishnamurti – frammenti liberamente estrapolati da: “On living and dying”)

Ed ancora sull’abbandono del proprio Sè….
Arjuna:
Se pensi che l’atteggiamento della mente sia più importante dell’azione, perché mi imponi questa terribile guerra? La mia mente è confusa, perché vedo una contraddizione nelle tue parole. Dimmi dunque chiaramente qual è il cammino che dovrò percorrere per incontrare il Supremo?”Krishna:
Come ti ho già detto, o eroe senza macchia, in questo mondo le vie che si possono percorrere sono due: la disciplina della conoscenza mediante la ragione e la disciplina dell’azione mediante lo Yoga.Non è astenendosi dall’azione che l’uomo conquista la libertà dell’atto; e non basta la rinuncia per raggiungere la perfezione.Perché, in effetti, un uomo non può restare nemmeno un istante senza compiere un’azione; volenti o nolenti, gli esseri umani sono per natura, costretti all’azione.

Colui che si astiene dall’agire ma, nel suo cuore evoca i piaceri legati all’azione stessa, sperimenta delusione ed è un falso seguace della Via.

Grande è colui che, libero da ogni attaccamento, con la mente controlla armonicamente le proprie facoltà, percorre la via dello Yoga dell’Azione.

L’azione è superiore all’inazione: esegui dunque il tuo compito nella vita. Senza azione, anche la tua esistenza fisica non potrebbe riprodursi.

Salvo le azioni sacrificali, tutte le azioni dell’uomo lo legano a questo mondo. Fa in modo che le tue azioni siano pure, disinteressate e libere dal desiderio”.

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smeraldo

Visto che ora posso scegliere lo sfondo del blog, mi è subito venuto in mente di cercare un bel smeraldo. E’ una pietra che mi piace molto, anche perchè è proprio quella che corrisponde al mio segno zodiacale, il Toro! Ecco alcune cosucce sullo smeraldo che, dopo la sacrosanta Tavola Smeragdina, è da sempre la mia pietra del cuore! 🙂

Lo smeraldo è una varietà del berillo caratterizzata da un intenso colore verde dovuto probabilmente alla presenza di cromo e/o di vanadio. Ha la lucentezza di tipo vitreo e presenta lieve pleocroismo, con il verde e il verde-azzurro.
Nel Buddhismo è considerato uno dei sette tesori e equiparato alla saggezza. La parola “smeraldo” deriva dal latino smaragdus, proveniente dal greco smaragdos e la sua fonte originaria è un termine semitico, izmargad oppure un termine sanscrito, maragata, che letteralmente significa “smeraldo” o “verde”. Dicono che è consigliato ai timidi…. 🙂 Dicono anche che è consigliato indassare un anello così!!! 🙂 🙂 🙂

Le pietre, dette “figlie della terra”, da sempre affascinano l’uomo, interi popoli e civiltà, che hanno attribuito ad esse particolari virtù, significati e poteri magici. Le prime testimonianze scritte ci giungono dall’Egitto (dove si narra che la stessa Cleopatra amasse indossare gioielli con bellissimi
smeraldi), quando nell’antichità il popolo indigeno era solito usarle polverizzate come medicamenti oppure per dipingersi il volto. In India i bambini venivano “battezzati” proprio con le pietre: al neonato era assegnata una pietra che poi lo avrebbe accompagnato e guidato per il resto della sua vita. Gli esperti, oltre ad attribuire ad ogni segno zodiacale un pietra  che ne esalta le virtù, ritengono che anche il loro colore abbia un significato particolare. Negli ultimi anni si è sviluppata la cristalloterapia, che sfrutta la capacità dei cristalli di potenziare ed equilibrare le energie. Taluni ritengono i cristalli “esseri viventi” capaci di filtrare e “pulire” la nostra energia, quindi basterà anche solo portare al collo o tenere nella borsa la pietra che più ci piace o addirittura mangiarla… ma solo se la pietra in questione è il sale! (citazione da qui, l’ho riportata tale e quale perchè mi piacevano gli aneddoti curiosi).

Sulla Tavola Smeraldina

La T. S. è un testo esoterico, comparso nel medioevo, attribuito dalla tradizione ad Ermete Trismegisto (il Tre volte Grandissimo) il grande sacerdote che portò la scienza iniziatica nell’antico Egitto. Pagine straordinarie sulla vita di Ermete Trismegisto sono state scritte da E.Shurè nella famosa opera I Grandi Iniziati.
Secondo il pensiero tradizionale (Marsilio Ficino ad esempio) Trismegisto era detto tale, cioè tre volte grande, perché era grandissimo filosofo, grandissimo sacerdote e grandissimo re; lo era effettivamente in una epoca in cui i ruoli potevano coincidere. Egli era “Hermes Triplex”, re, filosofo e profeta.
Marsilio Ficino scrisse di Ermete

Egli è detto il primo degli autori di teologia; gli successe Orfeo, secondo fra i teologi dell’ antichità: Aglaofemo ch’era stato iniziato all’insegnamento sacro di Orfeo, ebbe come successore in teologia Pitagora, di cui fu discepolo Filolao, il maestro del nostro divino Platone. Vi è quindi una prisca theologia … che ha la sua origine in Mercurio e culmina nel divino Platone “.
Ad Ermete vengono anche attribuiti altri testi eterogenei denominati ‘scritti ermetici’ estremamente apprezzati nel Rinascimento non appena vennero tradotti da Ficino al quale erano stati consegnati dal monaco Leonardo di Macedonia (alla corte di Cosimo de’ Medici). Tra queste opere si segnala il famoso Pimandro che è il primo libro del Corpus Ermeticum. L’influenza degli scritti ermetici sul pensiero filosofico e la ricerca alchemica è stata grande (Giordano Bruno, Lattanzio ecc.). Gli scritti ermetici erano stati compilati in età ellenistica dagli Alessandrini, probabilmente attingendo dal corpo degli antichi sacri testi egizi. Si sostiene che lo stesso Mosè attinse una parte del suo sapere dagli scritti di Ermete Trismegisto.


Qui sopra l’intarsio di pietra nella pavimentazione del Duomo di Siena.
Vi si può vedere Ermete raffigurato mentre volge lo sguardo in Cielo.


Qui un’immagine di fantasia della Tavola

 

Ecco il testo:
Questo è vero senza menzogna, certo e verissimo.
Ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli della cosa una.
E poiché tutte le cose sono e provengono da una, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica per adattamento.
Il Sole è suo padre, la Luna è sua madre, il Vento l’ha portata nel suo grembo, la Terra è la sua nutrice.
Il padre di ogni telesma, di tutto il mondo è qui. La sua forza è intera se essa è convertita in terra
Separerai la Terra dal Fuoco, il sottile dallo spesso dolcemente e con grande industria
Egli sale dalla Terra al Cielo e nuovamente discende in Terra e riceve la forza delle cose superiori e inferiori
Con questo mezzo avrai la gloria di tutto il mondo e per mezzo di ciò l’oscurità fuggirà da te
È la forza forte di ogni forza: perché vincerà ogni cosa sottile e penetrerà ogni cosa solida
Così è stato creato il mondo
Da ciò saranno e deriveranno meravigliosi adattamenti, il cui metodo è qui
È perciò che sono stato chiamato Ermete Trimegisto, possedendo le tre parti della Filosofia del mondo intero
Ciò che ho detto dell’operazione del Sole è compiuto e terminato.”

 

 

Lascio ad ognuno di voi l’interpretazione e l’assimilazione di queste porole magiche…. 🙂
Buona giornata a tutti voi e grazie per le 260 visite di ieri! 🙂
Un record!