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Da Claudia a Claudia, verso il silenzio.

La mia “sorella” Claudia Fabbri gestisce lo “Spazio Vuoto“, luogo di incontri a Trento sul tema spirituale e non solo. Il loro prossimo incontro ruotera intorno ad una riflessione su La Voce del silenzio.
Sia perchè amo moltissimo il testo omonimo della Blavatsky, sia perchè ritrovare questo silenzio è una mia esigenza sempre più chiara, vorrei farvi leggere questo estratto di Jan Van Rijckenborg che proprio stamane la Claudia mi ha spedito.

“Prima che l’orecchio possa udire, deve aver perso la sua sensibilità”, deve cioè aver raggiunto il luogo del Silenzio.

Infatti, sebbene la voce degli inviati risuoni sempre nel mondo, gli uomini non possono udirla, finchè sono assordati dai suoni della vita dialettica.

 Anche se l’Altro parla in noi, i suoni che ci circondano, e soprattutto i suoni grossolani che provengono dai sensi e dalle emozioni inferiori, sono così forti che quest’armonia, dolce e delicata, non può essere percepita dal nostro orecchio.

 Per questo il silenzio è necessario. Il cercatore dovrà raggiungere il silenzio, per poter udire il suono della Realtà.

 Inizialmente tale silenzio gli darà come una sensazione di insensibilità, a causa della grande quiete che vi regna e dell’imperturbabile tranquillità di cui l’anima diviene cosciente.

 Siamo ormai talmente assuefatti a tutti i suoni che ci circondano che, quando percepiamo il silenzio per la prima volta ed esso avvolge per un attimo l’anima, porta con sé un senso di annullamento; è come penetrare in un abisso senza più alcun appoggio e proviamo un senso di totale solitudine, di vuoto assoluto, come se tutto fosse sparito e la vita intera si fosse annientata col cessare dei suoni delle cose viventi.

 In quell’istante ci sembra che ogni cosa, compresa la vita stessa dell’anima, sia come sospesa.
E’ proprio attraverso “quel silenzio” che risuona la Voce.

Udita una volta nel silenzio, questa Voce potrà essere udita sempre, anche in tutti i rumori del mondo, poiché l’orecchio resterà per sempre sensibile alla sua armonia, e nessun suono terrestre sarà più in grado di coprire, neppure per un istante, quell’armonia che ha parlato all’anima.
Jan van Rijckenborg

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Il silenzio al quale aspiro è un luogo in cui non esistono i pensieri. Un sentire di cuore guidato non più dall’imprecisione dei sensi comuni ma fatto di Verità. Luogo in cui non coesistono più il bene e il male ma dove l’unica voce udibile è l’unica Voce possibile, la voce della Veirtà svelata.

Buone riflessioni cari amici lettori!

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