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Influenza via!

In meno di un mese ho contratto due volte l’influenza, si-si dicono che faccia così – che ritorni; sia come sia sono molto infastidita e perplessa! Non mi ammalavo da tantissimo tempo!

E in effetti è stato un mese durissimo e per troppo tempo mi son distratta da me stessa, dall’ascolto dei miei veri bisogni. Ecco perchè non mi avete vista, letta nè sentita!

Ora sono alla scoperta non tanto di particolari rimedi contro l’influenza, che ho già superato…. quanto del significato più profondo di questa nostra doppia influenza. Questo mi richiederà ulteriori sforzi indagatori, ma siccome la Via di introspezione che ho scelto è tortuosa e complessa non mi scoraggio perchè il premio finale è il migliore e l’unico che desidero! 🙂
Non sai qual’è?! Allora leggi i miei post sul Lectorium Rosicrucianum! 🙂

In questi giorni sto un pochino meglio e partendo dall’ispirazione di un post sulla cipolla mostratomi dalla cara Marina (grazie!), vi scrivo il primo post dell’anno tentando di scacciare di casa questo virus che ha indebolito me e le mie cuccioline!

In caso di raffreddamenti la cipolla, ad esempio, va mangiata spesso anche cruda. Insieme all’aglio ha forti proprietà antibatteriche: in questi giorni infatti l’ho cotta, frullata e mangiata in molti modi! Il problema è che eravamo indebolite dal poco riposo e andando all’asilo le bimbe (ed io) siamo terreno fertile per virus & Co.

Per la conoscenza delle qualità antisetiche della cipolla devo ringraziare mia nonna e mia mamma. Ringrazio loro anche per avermi insegnato che la natura è la migliore farmacia e che il nostro corpo risponde a dovere se abituato a questi metodi dolci ed efficaci.

Da qualche tempo mi sto informando anche sulle cure antroposofiche e devo dire che mangiando con attenzione e consapevolezza si può scacciare ogni brutto male di stagione, rafforzare il proprio corpo e non solo!

Nel sito ufficilale della Società italiana dei medici antroposofici si trovano informazioni utili ed alcuni principi che condivido:

Per i medici antroposofi la vita del corpo e la vita dell’anima formano, insieme all’individualità dell’uomo, un’unità, influenzandosi reciprocamente. La considerazione di questo aspetto, nella diagnosi e nella terapia, è uno dei fondamenti essenziali della medicina antroposofica”.

Un altro punto da promuovere è:

“La terapia medicamentosa, nella medicina antroposofica, si attiene all’eterno e collaudato principio: il meno possibile e soltanto fino a quando è necessario”.

E ancora:

“In un’epoca in cui viene sempre più sollecitata la responsabilità e l’iniziativa dei singoli in materia di salute, una medicina che prende questo compito metodicamente con serietà, è una necessità sociale.
In un’epoca che, nonostante la società pluralistica, tende a generalizzare, a uniformare e a voler normare tanti aspetti della vita, è richiesta più che mai una medicina che proponga offerte diversificate e olistiche e che collochi al centro l’individualità dell’uomo.
Una mendicina che metta i pazienti in condizione di collaborare nella decisione del procedimento terapeutico più appropriato per se stessi, al fine di superare la malattia e di comprenderla come una possibilità per il proprio sviluppo. Proprio per questa ragione la medicina antroposofica, oggi, è così necessaria e così attuale!”.

Per non usare farmaci che detesto e non tollero, ricorro da sempre a vari rimedi omeopatici e naturali, parlando di influenza vi racconto di noi…. e delle nostre alternative efficaci. Vi ricordo comunque che è sempre meglio parlare con il proprio medico omeopata, io NON sono un dottore!

–  per tosse e raffreddore usiamo le pasticchine della Heel (TARTARUS e ACONITUM)

– eliminare il latte di mucca nel periodo di “muco” è un segreto rivelatomi dalla mia cara amica Otillie, non mi ha saputo spiegare bene il motivo ma devo dire che aiuta davvero ad impedire l’eccesso di muco nei bronchi e anche nel naso. Qui molte mamme in ambito steineriano lo sanno e funziona!!! In questi giorni abbiamo bevuto l’ottimo latte di avena che rinfresca e purifica! Occhio al latte di riso, parecchio dolce e provoca stitichezza!

– per la tosse secca e grassa vi consiglio l’areosol con due gocce di estratto di Timo e tantissime tisane pettorali con molto miele al castagno…. qui da noi l’aria è secchissima e siamo costretti ad umidificare l’aria di casa ogni giorno: questo aiuta a non seccare il cavo orale e le mucose.

– se la tosse proprio non va noi usiamo Elisir, della Weleda un buonissimo sciroppo fatto con i fiocchi!

– per integrare molta vitamina C: kiwi, limoni, arance non spremute ma mangiate a spicchi, tanto tanto nasturzio in foglie essiccate (segui il mio nasturzio da amare). Infuso di rosa canina, broccoli, peperoni, vellutate di carote con cipolla e aglio, carote in pinzimonio con tanto limone, centrifughe di frutti freschi ecc.

– per la febbre evitiamo il paracetamolo sotto i 38°, ma se proprio si sta male a suon di male alle ossa e timpani che fischiano prendiamo l’ARNICA COMPOSITUM o per i grandi la BELLADONNA in gocce.

Per ora vi saluto, se riuscirò in questi giorni aggiorno il post con altre idee alternative.

L’ultima che mi viene in mente è quella di ricoprire di cioccolato la frutta… dopo una settimana di kiwi mangiati a fettine trovarne uno infilzato tipo lecca-lecca sarà una golosa sorpresa che potrà fare miracoli! 🙂 Occhio però che la ciccolata irrita! Usatela con parsimonia! 😉

Ciao lettori, ben ritrovati nel nuovo 2013!
Ora vi saluto e…..  se avete altri rimedi efficaci contro i raffreddamenti invernali vi prego di aggiungerli nei commenti, un post molto commentato è per me segno di apprezzamento e il senso di questo post è proprio la condivisione del vecchio “sapere” che tutto risolve e tutto sprona! 🙂 Per esempio leggete anche qui, un bell’articolo completo!

Il nasturzio da amare.

La mia amica Tillie, dottoressa antroposofica, mi ha detto che questa pianta mi sarà utilissima!
Eccola, compratela ed amatela, si può anche mangiare!!! Ah!, grazie per il link cara Tillie dai mille colori! 😉

Il Nasturzio è una pianta originaria del Perù con dei bei fiori decorativi di colore giallo o arancio che era utilizzata dai nativi per curare ogni genere di ferite, la medicina naturale ne utilizza le foglie fresche per curare infezioni batteriche alla vescica e alle vie respiratorie.

Inoltre il nasturzio è efficace per stimolare l’appetito e potenziare le difese immunitarie.

La medicina popolare impiega le sue foglie fresche come base per una cura primaverile ricostituente. Grazie all’alto quantitativo di clorofilla la pianta stimola, inoltre, la produzione di eritrociti e depura il sangue.

Azione terapeutica
Grazie agli oli di senape in esso contenuti, il nasturzio svolge un’efficace azione battericida e antimicotica senza danneggiare la flora intestinale come possono invece fare i medicinali sintetici, la pianta è indicata in caso di infiammazione dei bronchi e delle vie urinarie.

Inoltre, rinforza il sistema immunitario, favorisce la formazione del sangue e la sua ossigenazione e stimola l’appetito e la digestione.

Composizione del Tropaeolum majus
Le sostanze più importanti contenute nel nasturzio sono gli oli eterici, in particolare l’olio benzilsenapato, con caratterisliche antibatteriche e antimicotiche. Esso deriva dal glucoside glucotropaeolino, che, a contatto con l’acqua, scinde il legame sulfureo responsabile dell’azione disinfettante.

Del nasturzio si mangiano sia i fiori che le foglie aggiunte all’insalata; sono ricche di vitamina C (è uno dei maggiori fornitori naturali di vitamina C: 100 g ne contengono 500 mg e coprono il fabbisogno giornaliero di tale vitamina di un adulto, che e di 75 mg) ed hanno un sapore leggermente piccante.
Nell’orto è una pianta che può aiutare ad allontanare gli afidi e le formiche.

In conclusione è bella, resistente, facile da coltivare, si mangia tutto.

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Il comune Nasturzio o ” Nasturzio dei giardini” è una pianta sarmentosa a tralci striscianti o rampicanti che si possono allungare fino a 2-3 mt; è inconfondibile per le caratteristiche foglie peltate, tonteggianti e lucenti, che emanano un odore intenso, pungente e poco gradevole.
Alcune varieta orticole a portamento nano formano dei cespi compatti e striscianti che ricadono con bell’ effetto; sono molto fiorifere e portano fiori assai grandi di colore arancione oppure giallo carico o di altre tonalità.

FIORITURA: Avviene in primavera-estate.

LUCE: Predilige esposizioni soleggiate, l’ombra causa scarse fioriture.

ACQUA: Si consiglia di mantenere il terreno sempre leggermente umido. In estate, specie nelle giornate più calde, aumentare le annaffiature. I Nasturzi possono sopportare anche brevi periodi di siccità.

TEMPERATURA: Necessitano di temperature miti, il clima invernale troppo rigido potrebbe far morire la pianta.

CONCIME: Intervenire ogni 15-20 giorni con un fertilizzante per piante fiorite diluito all’acqua di annaffiatura.

CONSIGLI: Come substrato utilizzare un terreno di buona fertilita ma permeabile. Si moltiplica direttamente sul posto o eventualmente in serra per anticipare la fioritura, ma in tal caso il seme va interrato in piccoli vasi per facilitare il successivo trapianto a dimora. Il rinvaso si effettua a fine inverno-inizio primavera utilizzando un contenitore leggermente più ampio del precedente. Si consiglia di posizionare la pianta in zone riparate da correnti d’aria ed eccessivi sbalzi di temperatura.

CURIOSITA’: Il Nasturzio, noto anche come cappuccine (dal francese capucine) è una specie originaria del Perù dove, per le condizioni ambientali molto favorevoli, risulta perenne; da noi si coltiva secondo un ciclo colturale annuale rinnovando la semina a primavera. Pianta particolare per i suoi fiori a forma di elmo, pertanto nel linguaggio dei fiori simboleggia la LOTTA.

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Qui vi riporto il link per un testo di Steiner: “Alimentazione per vivere sani”, trascrizione di quattro conferenze tenute a Dornach dal 1923 al 1924. Un testo lungo ma completissimo, dedicato a chi ama scoprire il valore del cibo sano, nutriente e vitale.
Dategli un’occhiatina, sapere certe cose può aiutare anche la crescita dei nostri bimbi, ad esempio se si hanno figli con la testa per aria… diamogli da mangiare molte carote… esse, cresciute in terra, donano a chi le mangia concretezza e centralità.

Provare… per credere! 😉
… e stasera cena con gli “striduli”.

Raccolti in Romagna dalla mia dolce mamma e portarti fin quassù in tarda nottata!
Stasera li ho uniti (appena appena saltati) ad una dadolata di patate, carote, cipollina e quorn!
Una delizia da mangiare con riso misto bollito e salato.

Buona serata verdissima a tutti!