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Nostalgia dell’anima

“Cosa posso fare per vivere secondo la mia vera natura, secondo la mia vera identità?”


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Questa è la domanda più importante che un essere umano possa rivolgere a se stesso, e questa vera identità è l’elemento eterno nell’uomo,

di cui egli solitamente non è cosciente, ma che tuttavia preme per divenirlo e per realizzarsi.

“L’immagine a somiglianza di Dio” non è ancora manifestata in noi.

Allo stato attuale, l’essere umano è caratterizzato anche da una pseudo-identità, formata dai suoi desideri, dai suoi interessi e dai suoi compromessi egocentrici,
anche se la domanda riguardante la vera natura della vita non si occupa di come realizzare tale pseudo-identità.

Questa domanda chiede che la vita corrisponda realmente alla natura autentica dell’uomo, alle sue più reali possibilità, al suo vero Sé.

La condizione preliminare per avvicinarsi a tale principio è il riconoscimento dell’impossibilità di realizzarlo attraverso la felicità materiale, ideale o sentimentale,
o di poter compiere il momento di questa realizzazione dopo la morte, o ancora attraverso i rapporti con l’aldilà, i cosiddetti “domini superiori”.

La calma interiore è il terreno essenziale attraverso il quale il vero Sé germoglia.

Non si tratta di una tranquillità ostentata, di un ritiro nella propria interiorità abbandonando il mondo a se stesso, bensì di un’osservazione quieta e neutrale,
senza schierarsi a favore o contro qualsiasi cosa di cui facciamo esperienza. Si tratta di una “attesa consapevole”, necessaria per ascoltare e assecondare gli impulsi che provengono dall’essere interiore.

Esiste una vita in consonanza con il vero Essere dell’uomo, e consiste nello sviluppo delle sue inclinazioni spirituali più intime e profonde.
Ciò che è “Spirituale” non riguarda una facoltà intellettuale, non sono “spirituali” le forme e le fantasmagorie del nostro pensiero, né gli slanci del misticismo.
Quando parliamo di “spirituale” ci riferiamo a “linee di forza” creative e indistruttibili, portatrici di informazioni, forza, coscienza e che rappresentano la causa ultima di tutto ciò che è.

L’essenza più intima dell’essere umano è una tale “linea di forza creativa”, ma questa reale essenza è in noi attualmente latente.
Attraverso di essa ogni uomo è potenzialmente unito interiormente alle strutture analoghe degli altri esseri umani e al mondo divino.

Il mondo in cui viviamo è un mondo che non rispecchia in modo puro le linee di forza dello Spirito, anzi è in contrasto con esso. Come è possibile?
Questo accade perché le linee di forza creatrici dello Spirito generano “creature”, “onde di vita”, e data la libertà creativa a loro concordata possono “staccarsi” dalla loro origine e percorrere vie differenti.

L’onda di vita umana è una di queste. Una parte di essa si evolve in armonia, mentre un’altra parte si è distaccata dall’origine. Quest’ultima è la nostra umanità.
Ma nonostante tutto una linea di forza spirituale creativa sta alla base di ogni essere umano, nonché di ogni animale e di ogni pianta.

Nella Scuola della Rosacroce d’Oro l’essere umano è inteso come “microcosmo”. Un microcosmo umano perfetto è un essere spirituale che vive in armonia con il suo luogo d’origine,
il mondo dello Spirito, che è cosciente delle sue linee di forza e le sviluppa.
Il suo corpo, la sua personalità, è pura espressione dello Spirito, come anche la sua essenza vitale sottile, l’anima.
Non è sottoposto alle leggi karmiche e non conosce morte.

L’attuale umanità vive in un rapporto perturbato tra spirito e materia, e contribuisce a mantenere tale perturbazione. Le forze creative dello Spirito sono rese così inattive e risultano essere presenti nel micocosmo allo stato latente e inconscio.

E’ come se al seme di una pianta, che racchiude l’informazione creativa, gli fosse impedito di germogliare e finisse per produrre soltanto una caricatura, una imitazione della pianta autentica. Tuttavia, il mondo originale spirituale opera per eliminare questo ostacolo. Nel microcosmo questa attività si manifesta come una nostalgia dell’anima, che aspira a tornare a vivere dello Spirito, e ad abbandonare il proprio egocentrismo.

Per quanto grandi possano essere l’egocentricità, l’inerzia della materia che ne deriva, e la distorsione dell’immagine spirituale, alla fine le linee di forza dello Spirito dovranno svilupparsi e lo faranno. Verbo, Vita e Luce divini saranno sperimentati dall’essere umano e diventeranno pienamente attivi in lui.

Questa tendenza all’elevazione spirituale e alla rinuncia all’io è rafforzata e sostenuta nell’universo da tutti gli esseri che vivono già, o hanno iniziato a vivere, del giusto rapporto tra spirito, anima e corpo.

Il rapporto deve ora capovolgersi: il seme spirituale nell’essere umano deve svilupparsi e l’anima purificarsi dal proprio egocentrismo, in modo da edificare una personalità che dia nuovamente la possibilità alle linee di forza dello Spirito di esprimersi liberamente.

Allora l’uomo sarà in armonia con se stesso e con la sua più intima natura.

Questo processo viene chiamato trasfigurazione”.

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citazione integrale dal sito Lectoriumrosicrucinum.it
fotografia presa da questa gallery qui, autore: geis.sieg@libero.it

Buona lettura e grazie a tutti!

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Andata e ritorno

Andata e ritorno di un microcosmo chiamato Uomo

L’essere umano è un microcosmo, un mondo in miniatura, una sintesi dell’universo. All’interno di un universo in cui tutti gli elementi hanno fondamentalmente una forma sferica, dal sistema solare alla terra fino all’atomo, l’essere umano non fa eccezione.

Il suo sistema vitale è assai complesso e consiste in una sfera di alcuni metri di diametro, al cui interno si trovano un corpo fisico racchiuso in un doppione eterico, un corpo astrale, un corpo mentale e un campo di manifestazione personale fortemente magnetico.

Questi elementi costituiscono nel loro insieme la personalità umana, la quale subisce anche l’influenza di altri elementi presenti nel microcosmo, quasi sempre inconsci, provenienti dal passato. Tutti questi aspetti contribuiscono a determinare l’essere umano nel suo complesso, che è quindi un’entità molto più articolata e multiforme di quanto il nostro sguardo ordinario possa percepire.

Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’universo e Dio”.

Questo sintetico motto è inciso da secoli sul frontone del Tempio di Delfi, in Grecia, e indica come l’essere umano sia da un lato una sintesi dell’intero universo, dall’altro un aspetto del divino.

È con questa visione che, durante il Rinascimento, Pico della Mirandola scrisse ne La dignità dell’uomo: “Adamo, sei stato collocato al centro del mondo perché potessi così contemplare più comodamente tutto quanto è nel mondo. Non sei stato fatto del tutto né celeste né terreno, né mortale né immortale, perché tu possa plasmarti, libero artefice di te stesso, conforme a quel modello che ti sembrerà migliore. Potrai degenerare fino alle cose inferiori, i bruti, e potrai rigenerarti, se vuoi, sino alle creature superne, alle divine”.

Il microcosmo viaggia attraverso lo spazio e il tempo in cerca della sua Origine.

L’Origine lo chiama e attende di potersi prendere cura di lui. Noi siamo il pilota – quasi sempre inconsapevole – di una navicella spaziale che viaggia attraverso lo spazio e il tempo. Cosa guida questo viaggio?
Apparentemente i desideri, a volte capricciosi, del pilota, il suo essere attratto da questa o quella galassia, da questa o quella esperienza. Ma la navicella spaziale – il microcosmo – va in cerca della sua Origine, da cui è irresistibilmente attratta.
Per navigare nel cosmo dell’esistenza, il pilota – che ha perso da tempo il contatto con il cuore centrale della navicella – utilizza una centralina di memoria, dove sono registrate ed elaborate tutte le esperienze fatte sulle varie galassie. Il pilota ovviamente invecchia e un giorno muore, e la centralina viene ereditata dal pilota successivo nel momento in cui si pone alla guida della navicella.
Accade così che il microcosmo attraversa lo spazio e il tempo sotto la guida effettiva della centralina, la memoria delle esperienze … e il suo cuore pulsante non riesce a far sentire la sua voce. Ma l’Origine, il Padre-Madre di ogni cosa, va in cerca di ciò che ha creato ed emette una vibrazione, che si espande nello spazio secondo un certo ritmo.

Al centro del microcosmo brilla da sempre una scintilla divina, anche se talvolta molto debolmente.

Essa chiede senza sosta un alimento per infiammarsi e tornare a splendere come una fiaccola. Al centro della navicella vi è un cuore pulsante, il microcosmo è alimentato da una scintilla divina. Ma intorno a questa fonte di vita si è formato un bozzolo di materia, così spesso da arrivare a soffocare quasi del tutto l’attività della scintilla.
Eppure essa anela a espandersi, vuole tornare a brillare come una fiaccola, a illuminare tutto il microcosmo, l’intera navicella, e chiede senza sosta un alimento. Intanto l’Origine, il Padre-Madre di ogni cosa, va in cerca di ciò che ha creato ed emette una vibrazione, che si espande nello spazio secondo un certo ritmo. Ed ecco che il cuore pulsante della navicella entra in risonanza, la scintilla divina nel microcosmo si accende, si illumina, prende nuova vita, un battito sconosciuto e antico scuote il bozzolo di materia, la centralina di memoria subisce un piccolo black-out, il pilota perde per un breve momento il controllo della navicella …
In un attimo sospeso nel tempo, in un luogo sconosciuto della coscienza, il pilota vede una nuova rotta. Trasmette allora le nuove coordinate alla centralina, ma questa non le riconosce, poiché non fanno parte della sua memoria, della sua esperienza. Il pilota si rende conto che solo il cuore pulsante può trasmettergli le corrette coordinate per il viaggio, ma nel contempo si accorge che due energie si fronteggiano ormai all’interno della navicella: l’attrazione del microcosmo verso la sua Origine e la sete di esperienze che egli ha seguito fino a quel momento. Ed è lui che deve scegliere se cambiare rotta. Cosa farà?

Una volta accesa, ogni fiaccola chiama a raccolta altre scintille divine, come la vibrazione emanata da un diapason mette in risonanza altri diapason.

A partire dal momento in cui il pilota sceglie di cambiare rotta, la scintilla riprende vita. Il vero viaggio inizia, un viaggio fondamentalmente diverso, anche se apparentemente simile, poiché i luoghi visitati fanno sempre parte dell’universo conosciuto.
Ma ogni esperienza contribuisce ora ad alimentare la scintilla, e un bel giorno al centro del microcosmo brilla nuovamente una fiaccola, la navicella è illuminata, la sua rotta cambia definitivamente. Essa non solca più lo spazio e il tempo delle esperienze, ma segue un nuovo piano di volo. Questo piano di volo la spinge verso altre navicelle, che vagano ancora nell’universo delle esperienze senza una vera rotta. E come la vibrazione di un diapason mette in risonanza altri diapason della stessa frequenza, cioè della stessa natura, così la fiaccola che arde nella navicella microcosmica accende al suo passaggio le scintille divine che ancora giacciono, inerti e dimenticate, nei bozzoli.
Il viaggio attraverso lo spazio e il tempo assume allora un ordine ben diverso: non sono più i desideri del pilota a orientarlo, ma la vibrazione luminosa che pulsa al centro del microcosmo e che va incontro a ciò che gli è simile.

Sulla Via del Ritorno, la Pace dell’Origine accoglie il microcosmo.

Nel corso di questo nuovo viaggio un silenzio vibrante si diffonde all’interno della navicella, e il pilota può finalmente penetrare in una stanza in cui regna una pace sconosciuta. Il rumore prodotto da ciò che accade intorno alla navicella non può penetrare in quel luogo.
Lì egli sente il Suono dell’Origine, la Parola Vivente del suo Padre-Madre. Una Pace che sorpassa ogni sua comprensione lo impregna, ed egli si stende e si rilassa, finalmente.

“Dove finisce il viaggio?” è una domanda che perde progressivamente ogni significato, poiché la Pace dell’Origine cresce in lui inarrestabile a ogni istante vissuto al servizio dei suoi simili. La Via del Ritorno diviene luminosa come un’aurora.

Tratto dal sito www.rosacroce.info, un articolo dalla rivista trimestrale Pentagramma

Il divino nell’essere umano (lettera n2)

Continuo la pubblicazione delle Lettere di orientamento all’isegnamento della
Scuola Internazionale della Rosacroce d’Oro….. a chi gradisce l’approfondimento auguro una buona lettura! 🙂

CORSO DI ORIENTAMENTO
Lettera n° 2
IL DIVINO NELL’ESSERE UMANO
Tutti conosciamo la funzione del regno minerale, del regno vegetale e del regno animale; sono regni che coesistono con il nostro e si reggono secondo un preciso piano, dove ogni azione è in equilibrio. Ma qual è il ruolo dell’essere umano nell’economia di questo mondo? Possiamo affermare tranquillamente che gli atti dell’umanità sono in sintonia con il creato?
Una risposta – forse laconica ma piuttosto realistica – può essere trovata in un discorso dell’agente Smith nel noto film “Matrix”, dove constata che gli esseri umani sono quelle creature che colonizzano un luogo, lo prosciugano di ogni ricchezza e infine lo abbandonano, per poi proseguire la loro esistenza in un altro luogo ancora incontaminato.

Qui sopra un graffito di Bansky (nel link indicato un documentario su di lui, che amo!)

Nella finzione cinematografica, il personaggio paragona l’umanità a un virus. Per alcuni questa conclusione può essere sorprendente, ma apre la nostra comprensione a una presa di coscienza piuttosto interessante. A differenza di animali, vegetali e minerali, gli esseri umani hanno a disposizione uno straordinario potere: il pensiero. Un potere che li eleva ben al di sopra delle mere necessità biologiche. Perché allora questo potere non ha permesso all’umanità di vivere in sintonia e in modo intelligente nell’ambiente in cui si trova per nascita naturale? Cosa ha determinato questo stato di fatto?

LA CADUTA
Come accennavamo nella nostra prima lettera, svariati miti e leggende parlano più o meno chiaramente di un momento di rottura tra l’uomo e Dio. Il mito del paradiso di Adamo ed Eva, quello di Iside e Osiride, il racconto di Pimandro a Ermete, la leggenda di Prometeo, la storia di Narciso e molte altre ancora narrano, in termini simbolici, un avvenimento noto come “la caduta dell’Uomo Originale”.

Questa immagine è di un illustratore manga, Ivan… trovata qui.

Per farci una rappresentazione di questo “Uomo Originale” secondo dei parametri per noi sufficientemente comprensibili, proviamo a immaginare un essere celeste che non abbia bisogno di manifestarsi attraverso il veicolo del corpo umano e che si presenti come pura energia. La forma più familiare che possiamo utilizzare per rappresentarci questo essere è la sfera.
Al centro di questa sfera, di questo globo, brilla un fuoco ardente, irradiante, illuminante. Questo essere celeste diffonde la sua forza come un piccolo sole seguendo un potente impulso elettromagnetico interno, che si manifesta all’esterno come un’onda. Questo movimento ha un suo fine, esprime un certo progetto, un’Idea divina.
Poniamo che un certo gruppo di queste entità celesti, per effetto dell’esercizio del loro libero arbitrio, si arresti nell’esecuzione di questo piano, e che questo non-movimento determini un raffreddamento, una cristallizzazione intorno al piccolo sole, isolandolo dall’onda elettromagnetica divina di cui faceva parte. Ciò che resta dopo questo “incidente” è sempre la sfera di cui abbiamo parlato ma fortemente mutilata rispetto a prima. Infatti, il fuoco che animava il globo a partire dal suo centro si è ridotto a un “tizzone”, ha perso il suo contatto con la sorgente e la sua non è quindi più una vera fonte di irradiamento.

Non vogliamo addentrarci, in questo contesto, nei dettagli di questo evento mitico – che, tra l’altro, non è di facile comprensione per la nostra mente tridimensionale – ma piuttosto utilizzarlo come preambolo per comprendere meglio la natura di questo “tizzone”, che è per la Rosacroce moderna il fondamento e la speranza di un percorso di liberazione reale, poiché è animato dalla Forza di manifestazione divina, in cui ha origine ogni elemento del creato. Nella terminologia utilizzata dalla Scuola della Rosacroce d’Oro esso viene chiamato “Atomo scintilla di Spirito” e “Rosa del cuore”, poiché la sua collocazione all’interno del sistema vitale umano è in corrispondenza del cuore.

Tornando alla sfera – che costituisce il nostro Uomo Originale e che più propriamente da questo momento chiameremo “Microcosmo” – constatiamo che, dopo l’incidente narrato nei miti, ha perso le sue caratteristiche di veicolo celeste. Le Forze divine, per adeguare la realtà del Microcosmo a questa nuova situazione, si prodigano per porre all’interno della sfera un elemento sostitutivo che permetta la ricostituzione dello splendente e armonico essere celeste. Questo elemento è l’essere umano nella forma che ben conosciamo. Il nuovo ambiente – che da quel momento ospitava ed ospita l’onda di vita umana – è però circoscritto, soggetto a delle limitazioni che hanno lo scopo di arginare e proteggere il Microcosmo, il quale, per il momento, non può re-immettersi nell’onda elettromagnetica divina in quanto la sua bassa vibrazione non glielo consente. Queste limitazioni sono note a tutti noi: sono lo spazio e il tempo.

Sì, lo spazio e il tempo sono come una bolla all’interno dell’infinito ed eterno Mare divino. E possiamo comprendere che i materiali con cui sono stati modellati gli esseri umani attuali, destinati a vivere e a esprimersi all’interno della dimensione spazio-temporale, sono materiali che hanno una scadenza, poiché non vibrano alla stessa frequenza dell’Eternità. Ecco allora comparire la morte, un fenomeno a cui l’Uomo dell’Origine non era soggetto.

ALCUNE PRECISAZIONI
A questo punto riteniamo necessario far presente che l’insegnamento relativo alla “caduta” deve essere considerato con estrema cautela. Dobbiamo tener conto infatti che questo evento è avvenuto all’interno di uno spazio multidimensionale e abbraccia campi di manifestazione invisibili, in genere sconosciuti agli esseri umani. Inoltre, l’uso che ne è stato fatto ha generato una grande confusione e ha finito per mantenere l’umanità in una sorta di narcosi spirituale, fondata sul senso di colpa. L’idea del peccato originale e la paura della condanna eterna sono stati (e sono ancora) metodi utilizzati e molto efficaci, tendenti a far sì che l’umanità si senta sempre dipendente da un potere di salvezza esterno.
La libertà, la liberazione dalla dimensione spazio temporale, non è un regalo, la cui responsabilità possa essere delegata ad altri, ma è una scelta che va accettata consapevolmente assumendosene personalmente la responsabilità, perché è basata sulla Forza Divina presente nell’Atomo-scintilla di Spirito, il “tizzone” ardente che vibra nel nostro cuore.
Tutto quanto esposto fin qui riguardo alla sfera di vita di origine divina che abbiamo chiamato Microcosmo, può far sorgere una serie di domande: da dove arrivano questi concetti? Quali certezze abbiamo sull’attendibilità di questi argomenti? È possibile che la nostra mente, nata e cresciuta in una dimensione limitata dallo spazio e dal tempo, possa abbracciare una realtà multidimensionale? Esiste uno spazio – apparentemente sottile ma in realtà molto ampio – tra la speculazione arbitraria e la saggezza.
È indagando in questo ambito che nasce quel fecondo turbamento che genera in molti esseri umani la netta intuizione dell’esistenza di qualcosa che non può essere dimostrato a parole o attraverso un’osservazione superficiale dei fatti. Questa intuizione può trovare, in un secondo tempo, gli strumenti adatti per individuare i frammenti del Mondo divino che sono disseminati nella nostra realtà. I Rosacroce del XVII secolo parlavano, a questo proposito, della facoltà di leggere nel Libro della Natura e anche noi, a distanza di secoli, possiamo fare appello alla stessa facoltà, ovvero all’osservazione della natura che ci circonda come terreno di apprendimento, come una scuola sempre a disposizione di una mentalità e di una sensibilità veramente aperte.
Buon proseguimento!

LECTORIUM ROSICRUCIANUM
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