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Klein Byars Kapoor (1)

Come promesso ecco finalmente “Boom” uno scritto suddiviso in tre parti sulla mostra
Klein, Byars, Kapoor, fino al 16 dicembre al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Nizza.

Ai coraggiosi auguro una buona lettura, proficua ed illuminante!
Vi chiedete perchè si chiama Boom?!
Leggete e scoppierete di gioia e d’amore per le cose belle e profonde!

………………… Boom! ………………..

(parte prima)

BLU, YVES KLEIN
L’artista dell’elevazione spirituale, l’uomo che crea un colore (unico, inimitabile e da lui brevettato) per poter dialogare con il sottile e grazie al sottile. L’artista che ha “riempito” una stanza vuota con il suo “pieno artistico” (invisibile agli occhi ma tangibile etericamente!).
Il mio eroe, l’oggetto della mia tesi! La mostre si apre con la sua sala, equilibrata. Perfetta!

Ho visto in mostra delle spugne, dei monocromi e… sorpresa! una grandissima vasca piena di pigmento IBK. Una potenza intensa e per me inaspettata! La vasca blu ha una forza evidente ma che sa anche attendere. E’ una di quelle cose che può essere liberata solamente se ben direzionata… Una vastità cromatica che pulsa autonomamente e che sprigiona energia vibrante e creatrice.


Qui sopra l’installazione della vasca a Palazzo Ducale, Genova.

A me il suo blu rimanda a Dio. E dico di più: penso a Dio che crea insieme al Big-Bang! Un Dio blu che crea Tutto e che lo fa insieme ad una forza coesistente, un momento creativo al cubo. L’International klein Blu è come Dio al cubo. Bè si, esagero e lo so!, ma vorrei provocarvi tantissimo, emozionarvi e marcare lo stupore che ho vissuto rivedendolo!!!

Tra l’altro questo pigmento ha un’intensità così forte grazie alla sua massiccia dose di Blu Oltremare che ora è un pigmento di sintesi, ma che da sempre è stato considerato il blu per antonomasia perchè ricavato dal costosissimo lapislazzulo!!!

Pur avendo un’ottima resistenza alla luce e alle basi, il pigmento viene facilmente scolorito dagli acidi. Per questo motivo era utilizzato negli affreschi solo a secco, cioè applicato in miscela con dei leganti sull’intonaco asciutto. Come negli affreschi meravigliosi della Cappella degli Scrovegni dipinta da Giotto, a Perugia.


Cappella degli Scrovegni, Padova

Questa sua instabilità e particolarità la lego alla sua spiritualità e alla sua incontestabile magia attrattiva!  Fino all’introduzione della pittura ad olio era considerato blasfemo mischiare questo colore ad altri… fate voi!


Qui sopra la vista della sala dedicata a Klein, al MAMAC di Nizza

“Un giorno notai la bellezza del blu in una spugna; questo strumento di lavoro 
divenne per me materia prima d’un sol colpo. La straordinaria capacità delle
spugne di assorbire qualsiasi liquido mi affascinò”. (Yves Klein)


Queste spugne su tela evocano il fondale di un Oceano…

Yves Klein con il blu ricopre oggetti non casuali. Imbeve spungne di mare fino a saturarle e le secca poggiandole su piedistalli verticali e solidi. Come a dire che dobbiamo riempirci fino all’ultima goccia di spiritualità e grazie al blu sovrasensibile possiamo tendere o arrivare al nostro fine. In alto.

La spugna è la perfetta esemplificazione di una “impregnazione con sensibilità pittorica”, visto che le spugne sono naturalmente predestinate a essere veicolo di un altro elemento permeante.” Ho trovato questa frase in questo sito ufficiale di Klein, devo dire che citarla avvalora il significato che vorrei dare al blu: un colore permeante, vibrante e divino.

Ad aggiungere valore a questi pensieri vi dico anche che Klein arrivò a cambiare il potere proprio dell’artista, non più creatore “egocentrico” ma pensatore/manifestatore impersonale. Lo fece riducendo gli strumenti individuali di espressione e formulando la monocromia quale unico atto pittorico rivolto a una progressiva dissoluzione non solo della figurazione ma dell’opera d’arte stessa.

“Sono giunto a dipingere il monocromo […] perché sempre di più
davanti a un quadro, non importa se figurativo o non figurativo, provavo la
sensazione che le linee e tutte le loro conseguenze, contorno, forma,
prospettiva, componevano con molta precisione le sbarre della finestra di una
prigione.”

Klein abbandona pennelli e gesti per non appensantire con se stesso le sue creazioni, lascia che sia il lento assorbire di una spugna a rendere manifesto il suo messaggio artistico universale. Lascia che sia il corpo di una donna ad imprimere una grande tela…. Davanti ai suoi lavori ci si sente spiazzati, come in procinto di saltare nel vuoto. Le sue opere sembrano essere l’espressione del libero arbitrio: essere o non essere?! Scelgo o mi lascio giudare?! Salto o sto con i piedi a terra?!

Un antropometria di due corpi fluttuanti, MAMAC Nizza

Non mi è ancora chiaro il motivo per il quale la mostra inizia con il blu di Klein, procede col bianco di Byars e si conclude con il truculento rosso caldo di Kapoor….
Mi piace credere che sia come dire: “Ecce Homo” nel bene o nel male è al blu che l’uomo deve arrivare!

E’ dal blu in se stesso che l’Uomo deve partire! Attraverso la nostra fisicità (le ossa bianche) fino alle nostre inconsce mostruosità sanguigne (il rosso passionale della cera di Kapoor).

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Il commento alla mostra continua nel post sucessivo Klein Byars Kapoor (2)
Presto sarà pubblicato.

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arte a Nizza con socca

Andando verso Ussat (urca è già passato un mesetto!) io e Daniele ci siamo fermati a Nizza. Città che ho visitato per la prima volta e che mi ha subito rapita per la sua bellezza e particolarità! Abbiamo mangiato benissimo in un posticino che, solo dopo e per caso, ho scoperto essere il migliore fornitore di SOCCA in città!  La socca è uguale alla nostra cecina, un impasto liquido fatto con farina di ceci, cotto al forno e condito con una spolverata di pepe macinato… una delizia!

Ho pensato di poter vivere felicemente a Nizza, il suo clima di mare mi serve, la sua “promenade des anglais” lungo la riva del mare è fenomenale e rilassante, la multiculturalità francese mi si addice… il mercatino di spezie, fiori e saponi è abbordabile e coloratissimo…. la socca è da favola…. l’arte è ottima e il Museo d’arte moderna e Contemporanea è attivo e di qualità! Chissà, magari un giorno…..

Prima di partire ho organizzato tutto per poter vedere una mostra al Museo d’arte moderna, la mega trilogia che riunisce i due grandi artisti che ammiro di più al mondo! La mostra, dal titolo Klein, Byars, Kapoor, è meravigliosa, intensa e catartica! Ora ve ne parlo con entusiamo perchè – come vedrete – anche questa sarà un occasione che sfrutterò per parlarvi di cose spirituali!!!

Prima di tutto si tratta di una mostra che riunisce artisti anomali, monocromatici e che nemmeno si sono mai incontrati tra di loro. Hanno/avevano pure tre diverse nazionalità: francese, americana e indiana. L’accostamento dei tre è perfetto e sorprendente se visto dal punto di vista di un dialogo magico orientato verso l’alto.

La mostra è pensata come omaggio ad Yves Klein per il 50° anniversario della sua scomparsa. Direi che l’omaggio è ben riuscito!

Una prima lettura semplice della mostra può essere: guidare lo spettatore attravero un viaggio cromatico tra l’IKB di Yves Klein, il bianco di James Lee Byars ed il rosso sangue di Anish Kapoor. Ai colori corrispondono materiali e sensazioni diverse: al blu un pigmento impalpabile, al bianco il duro marmo e al rosso una cerca calda e malleabile….. bla bla….

Ma io vi vorrei indirizzare su una lettura più profonda e complessa.Alle idee che mi frullano vorrei anche dare un titolo perchè è davvero un testo sentito quelle che sto pensando e vorrei fare le cose per bene!

Siccome l’articolo che sto preparando è lunghissimo ho deciso di spezzare questo post, quindi oggi pubblico queste righe introduttive, presto arriverà il post della mostra. 😉

Buona giornata, cari lettori!