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vivere il presente

Vivere il presente è l’arte della vita.

La “presenza” nel presente è spesso una questione di attenzione e di allenamento. La difficoltà di concentrarsi sull’attimo che si sta vivendo è per noi esseri contemporanei così comune che non mi stupisco affatto quando penso alle nostre abitudini così assurde e innaturali.

“Noi viviamo nell’epoca in cui la gente è così laboriosa da diventare stupida”
(Oscar Wilde)

Si fanno le cose tanto per fare, senza coscienza nè attenzione. La fretta ruba il potere creativo alla concentrazione dunque la qualità delle nostre riflessioni (interiori) è proprorzionata alla qualità di tempo che dedichiamo al nostro spirito. Insomma, chi può dirsi soddisfatto del tempo che dedica a se stesso? E chi può ammettere di saper dare al proprio spirito un’attenzione di qualità?

“Nasciamo una sola volta, due non è concesso; tu, che non sei padrone del tuo domani, rinvii l’occasione di oggi; così la vita se ne va nell’attesa, e ciascuno di noi giunge alla morte senza pace”
(Epicuro)

Questo concetto del vivere il presente non è un invenzione salvifica dal sapore new age… no-no!
Lo zen ad esempio ama ripeterci di “surfare” sulla vita, di essere distaccati ma immersi, di considerare il tutto con attenzione ma di non far tutto “proprio”…. queste assurdità sono tali solo apparentemente, lo sono nella misura in cui noi le rendiamo tali.

Il sapersi distogliere dalle distrazioni è tutto!

Il sapere che ogni esperienza quotidiana è unica ed irripetibile (pensiamo al crecere  dei propri figli che mai e poi mai riorneranno a guardarci con lo sguardo unico del loro primo giorno) si collega al concetto di PANTA REI, del TUTTO SCORRE. Questione a me veramente molto ostica data la mia pesantezza terrena del segno TORO nel Sole.
Essere leggera, non legarmi a vecchi ricordi, non avere timore del futuro, non avere aspettative…. uffa! Che difficile! Confidare nel disegno divino! ecco il segreto: la Fede nella Giustizia Divina che premia chi sa ascoltare il suo cuore e sferza chi non lo (sa) asseconda(re).

All’idea del tempo che scorre come somma di attimi irripetibili sommo il concetto che nè il passato nè il futuro possono competere con l’Eterno che pulsa dentro ad ognuno dei nostri Microcosmi. Cosa ottengo?! Una formula ben precisa di liberazione: se si vive consapevoli di “ospitare” dentro di sè una scintilla senza tempo sarà più facile capire come vivere intelligentemente il proprio presente. Dunque accettando l’idea dualistica, ermetica, rosacrociana (ecc.) per la quale noi siamo un pò degli abbozzi (perdonatemi) di Dio ci verrà semplice applicare uno stile di vita più attento, sensibile e liberatorio.

Nel ritmo incalzante che lo governa (ritmo dettato dal Grande Gioco, ne ho scritto tante volte) l’uomo moderno perde queste attenzioni verso il suo “dentro-spirituale”; proiettato completamente verso l’aspetto estriore di se non ama rivolgersi queste premure spesso troppo sporadiche. Attenzioni che vengono vissute come sottiglizze esclusive. Quando va bene vengono considerate privilegi irragiungibilli da “illuminati”.
E invece è bene sapere che ognuno di noi può ottere giovamenti vari da questo tipo di riflessioni su se stesso. Imparando a vivere al 100% il proprio presente ((lavoro di auto-conoscenza tanto declamato da TUTTI i saggi del Mondo) l’uomo riscopre il suo vero compito: quello di ritornare alla Casa del Padre!

Quelle che mi preme dire è che quando si dedica del tempo all’ascolto sincero del proprio cuore si apre all’uomo una grandiosa possibilità di liberazione. Liberazione da che cosa?!
Provate ad ascoltare il vostro cuore nei momenti più difficili o profondi, sono sicura che si sta ribellando verso tutto ciò che lo opprime e che lo ostacola nel suo viaggio millenario di ritorno verso Casa!!!!! Ascoltatelo, lui ve lo sta urlando!!!! 🙂

Liberatevi dunque! Cercate di vivere le vostre giornate come somma di attimi magici, indelebili ed irripetibili!