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il mio bambino è pronto per la scuola?

Dopo la serata trascorsa un mesetto fa alla Scuola Steiner, oggi seguo l’impulso di condividere con voi il bel messaggio di responsabilità che il maestro ha trasmesso a noi genitori di bimbi in crescita….

La serata è stata centrata sul tema dell’entrata a scuola e sulla presentazione dell’approccio educativo antroposofico, steineriano. Abbiamo sentito bellissime parole sullo sviluppo armonico dei bimbi e dei loro corpi sottili, dei tre settenni (0-7, 7-14, 14-21) che ci portano all’eta adulta e di come si dovrebbe assecondare questo sviluppo del tutto personale… senza mai forzare la diverse fasi di crescita.

Innanziutto premetto di amare molto l’approccio educativo di Steiner, riassumibile in uno sguardo consapevole verso il dentro e il fuori, nel bambino e in noi.
E’ proprio il tipo di sguardo che fa di Steiner un uomo speciale, dal compito e dal ruolo importanti. Non a caso, il suo pensiero abbraccia tutte le questioni dell’uomo, spazia dalla musica alla figurazione, dall’agricoltura (biodinamica) alla pedagogia, appunto.

Nonostante il fascino dell’ANTROPOSOFIA ho alcune resistenze nei confronti di questa scuola, sopratutto riguardo l’aspetto religioso: avendo una fede ormai chiara (sono gnostica, faccio riferimento all’insegnamento del Lectorium Rosicrucianum, non troppo lontano dall’antroposofia) ho comunque una opposizione contro il tema degli angeli custodi, degli esseri elementali e di tutto quello che è molto/troppo animico o mistico.
A mio giudizio alcune cose non dovrebbero essere alimentate ed approfondite. Fanno parte dell’universo e del piano divino ma mi piace pensarle lì dove sono, senza interagire con loro né alimentare un eventuale legame. Penso ai rituali effettuati durante la giornata con gli angeli protettori ecc. Comunque sia, certi legami con la sfera riflettrice o con la Madre Terra son migliori del metodo forviante della nostra scuola pubblica, traumatizzano meno! Scuola senza dubbio frettolosa nell’insegnamento e disattenta al mondo sottile che ci circonda e che ci coinvolge.

Si è parlato molto del RITMO e delle buone e sane abitudini da mantenere (o adottare) anche a casa. Ad esempio un BUON RIPOSOORARI REGOLARI per i pasti. La scelta di poca o niente televisione potrà coadiuvare e sostenere la crescita dei nostri figli. Gli aneddoti sulla tv facevano venire la pelle d’oca, ma fortunatamente noi ci abbiamo rinunciato (completamente) già da più di un anno! Ed è una gran bella cosa per tutti noi!

Poi ho fatto notare che per molte famiglie acquisire i ritmi tipici del Ticino è molto difficile, ad esempio in Italia entrambi i genitori lavorano almeno 8 ore e spesso sostenere i figli nel loro sviluppo è un compito arduo.
Pensiamo al momento della sera: molti dei genitori che conosco entrano a casa alle 20 o poco prima e certamente non potranno mai gustarsi lo scorrere lento della sera o attenersi a delle tempistiche necessarie ad un buon riposo…
Per non parlare poi della colazione (sulla nutrizione presto seguirà un nuovo post adeguato a questa mia nuova intesa con il mondo Steineriano) che spesso viene vissuta con grosse tensioni non assecondando le necessarie (ed individuali) esigenze dei nostri corpi. insomma, un buon ritmo e una certa regolarità “rassicurano” e tutelano sia il bambino che noi genitori.
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Dal sito Rudolfsteiner.it riporto questo articolo:

La scuola, un organismo vivente.
Il ruolo dei genitori nella scuola steineriana
di
Luciano Balduino

“Si accompagnerà il bambino a sviluppare sempre armonicamente l’attività delle mani, del cuore e della mente. Proprio su questo equilibrio poggerà la sua capacità futura di divenire un uomo libero, fiducioso in se stesso e capace di contribuire allo sviluppo della comunità umana.

Ci si rivolge al bambino dedicando pari attenzione sia alla maturazione individuale sia a quella sociale. Questo avviene, per esempio, attraverso l’esperienza del ritmo, con l’alternarsi giornaliero di attività pratiche, creative e che stimolano l’ingegno e attraverso le celebrazioni legate alle festività dell’anno. Viene riconosciuta pari dignità alle materie intellettuali, artistiche e manuali, con la consapevolezza che dita abili producono abilità di pensiero. La sana formazione di corpo, anima e spirito è l’intento principale della pedagogia Waldorf.

L’agile mobilità delle dita è il presupposto della parola.
Gli educatori eseguono con i bambini giochi ritmici con le dita sulla scia di brevi versi; si imparano le tabelline a passo di marcia o battendo le mani a ritmo. La pittura, il flauto e i lavori manuali, sviluppano al contempo sensibilità artistica e abilità delle dita.

Gli allievi sono stimolati ad esprimere le loro abilità traendone soddisfazione personale, e ad interessarsi anche a quelle dei compagni, rendendo viva l’esperienza di armonia del gruppo in classe. Se il mondo di domani potrà essere un luogo in cui la pace, i diritti umani, la democrazia, la tolleranza, la multiculturalità avranno maggior spazio di oggi dipenderà in massima parte dall’educazione, ed è proprio agli aspetti sociali che l’educazione Waldorf dedica una particolare attenzione.

 

La scuola, quale istituzione sia pubblica che privata nella pratica corrente è considerata come un’entità chiusa in se stessa, comprendente nel suo ambito solo e soltanto i soggetti direttamente coinvolti nel processo di insegnamento: alunni ed insegnanti. La famiglia, che le affida i figli, vive al di fuori di essa ed estranea alle sue problematiche gestionali ed alle vicende interne. Salvo eventualmente a comparire con azioni di protesta nel caso siano disattese le sue aspettative. Col pagamento del contributo pecuniario dovuto (retta scolastica o tasse, se trattasi di scuola pubblica) la famiglia considera assolto ogni suo impegno nei confronti della istituzione scolastica.

La concezione steineriana considera invece la scuola un istituto che, per il fatto stesso che ad esso vengano affidati bimbi ed adolescenti da istruire, deve necessariamente vedere intimamente coinvolte nella sua vita anche le loro rispettive famiglie. Se è vero che per il funzionamento di una attività scolastica sono direttamente impegnati in primo luogo gli insegnanti e poi anche i gestori che si occupano di tutte quelle incombenze che rendono possibile lo svolgimento dell’attività stessa, è altrettanto vero che, siccome questa attività è diretta verso bimbi ed adolescenti, il miglior risultato è raggiungibile solo attraverso la partecipazione delle rispettive famiglie alla vita della scuola ed alle sue problematiche.

La concezione steineriana considera un istituto scolastico un vero e proprio organismo. Esso è completo e VITALE solo se sono presenti e coinvolti (ognuno con un proprio ruolo specifico) tutti coloro che, per un verso o un altro, hanno in esso qualche interesse: insegnanti, gestori, famiglie degli alunni. In quanto esplicazione di una attività prettamente umana, dedita alla formazione psichica ed intellettuale di esseri umani in via di crescita, la visione steineriana riconosce che un organismo scolastico adempirà meglio ai suoi scopi se viene strutturato intimamente come lo stesso organismo umano, cioè triarticolato. Il concetto della ripartizione in tre arti fondamentali (triarticolazione) di un organismo umano nasce dalla constatazione che i vari organi e funzioni sono tutti raggruppabili in tre sistemi fondamentali e differenti:

– il sistema della testa e dei nervi (organo del pensare)

– il sistema ritmico circolazione, respirazione (organo del sentire)

– il sistema del ricambio e delle membra (organo del volere).

Muovendo da questa visione possiamo raffigurarci l’intero organismo scolastico triarticolato come costituito da una mente (il collegio degli insegnanti), da un cuore (il consiglio di amministrazione), dalle membra (l’assieme dei genitori). Egualmente partendo da una diversa immagine, che da un altro punto di vista descrive l’intero essere umano (sempre triarticolato) costituito da corpo, anima e spirito, possiamo attribuire una analoga rappresentazione alle tre componenti formanti l’intera entità scolastica e cioè:

– lo spirito, rappresentato dal corpo insegnante, da cui emanano, oltre alla attività educativa, i principi che ispirano tutto l’operare della scuola, le sue mete, le vie da percorrere. Ad esso e ad esso soltanto spettano ogni scelta di tipo pedagogico, dai programmi e metodi di studio, alla valutazione dei singoli insegnanti e degli allievi.

– l’anima, rappresentata dalla direzione amministrativa, emanata dall’associazione che rappresenta giuridicamente la scuola e che ha espressamente compiti gestionali. Essa, quale cuore pulsante della scuola, accoglie dai fruitori dei suoi servizi (genitori) le sostanze materiali vitali (denaro) e , secondo le esigenze, piani e programmi di lavoro, le fa fluire nelle varie attività della scuola stessa per il loro espletamento. Ad essa compete ogni scelta inerente la gestione, la promozione e sviluppo della scuola.

– il corpo, rappresentato dall’assieme dei genitori. Esso, in quanto fondamento basilare su cui si poggia l’intero “edificio” scolastico (in altri termini il corpo entro il quale ed in funzione del quale si esplica l’attività dell’anima e dello spirito) deve fungere da vero e proprio sostegno morale e materiale della scuola stessa. Esso deve costituire una base sicura e tranquilla sulla quale, con tutta la serenità che è necessaria per tali compiti, l’anima e lo spirito (amministratori ed insegnanti) possano adempiere alle loro importanti e delicatissime mansioni.

Serenità che deriva da quella corrente di “fiducia” che dai genitori vuole scorrere su verso amministratori ed insegnanti. Fiducia che è indispensabile affinché, chi è preposto ad un lavoro, possa svolgerlo nel migliore dei modi. Fiducia che certamente meritano coloro che, con tanto amore, dedizione e spirito di sacrificio, danno tutto di se stessi per l’educazione dei bimbi loro affidati. E ancora serenità fondata sulla certezza che, in ogni evento o difficoltà, i genitori non mancheranno di essere presenti con la loro operosità e contributo per mantenere in esistenza e vitale la scuola dei loro figli. Poiché in definitiva tutto ciò che si compie, le condizioni in cui tutta l’attività viene svolta, i fasti ed i nefasti vanno ad influire e con inaudita forza sui bimbi ed adolescenti che sono il vero centro di tutto e l’unico scopo del complesso organismo scolastico. Ed i bimbi, gli adolescenti sono i primi a risentire di quanto avviene nella scuola ed a portarne i segni.

Esattamente come nell’organismo umano, sul cui modello la scuola steineriana è strutturata, ognuno dei tre sistemi è e deve essere del tutto AUTONOMO ed INDIPENDENTE nella esplicazione delle sue funzioni. Esse tuttavia sono e debbono essere in ogni momento strettissimamente INTERCONNESSE le une con le altre. Di conseguenza, se la funzione di un sistema evade dal proprio ambito e cerca di interferire o sovrapporsi ad un altro, si instaura un processo di malattia. Analogamente, se viene meno l’interconnessione fra i sistemi od uno di essi si rende latitante, l’organismo si ammala. L’abbandono o il distacco poi di un sistema dagli altri conduce alla morte dell’intero organismo.

Come si evince da quanto precede, a differenza di ogni altro tipo di istituzione scolastica pubblica o privata che non contempla la partecipazione diretta dei genitori alle vicende interne, quella steineriana attribuisce loro un importantissimo ruolo di sostegno, morale e materiale, in collaborazione con amministratori ed insegnanti e con piena compartecipazione alle varie problematiche. Se ancora si considera che del resto l’intero processo dell’educazione è ripartito equamente fra la famiglia e la scuola ognuna con compiti diversi, ma ben definiti appare ovvio che il risultato dipenderà dall’affiatamento che sarà stato instaurato fra scuola e famiglie, oltre che dalla partecipazione di tutti, ognuno secondo i propri ruoli e competenze, alle problematiche della vita scolastica. In quanto la scuola steineriana, seppur privata, non si presenta come una impresa di capitali facente capo ad una “proprietà”, ma è a tutti gli effetti una vera e propria comunità, triarticolata in sistemi aventi ognuno un compito specifico, compete ai partecipanti ed in modo particolare ai fruitori dei suoi servizi la copertura dell’intero onere dei costi di gestione. Questo avverrà normalmente attraverso contribuzioni dirette, ma, qualora esse non risultassero sufficienti, sarà compito morale dei partecipanti di adoperarsi per ottenere contributi da terzi, sotto le forme più svariate: donazioni, sottoscrizioni, vendite di beneficenza (ad esempio “il bazar”), attività remunerate od altro. Solo con la cooperazione di tutti, in un clima di serena armonia, di fiducia spontanea, scevra da riserve e quindi in un clima di aiuto reciproco in vista di un risultato che se conseguito costituisce un bene per tutti, la scuola è vitale, prosperosa e portatrice di ricchezza interiore per i bimbi, per i genitori.

il gioco secondo Rudolf Steiner

Lunedì 10 ottobre all’asilo di Diana si terrà una riunione per noi genitori sul tema del gioco visto dagli occhi di R. Steiner. Tempo fa feci una ricerca che proverò a sintetizzare qui per voi. Sottolineo che l’asilo di Bellinzona, come tutte le scuole Waldorf, è nato per libera iniziativa di un gruppo di persone che riconoscono il valore della pedagogia steineriana e vogliono metterla a disposizione di una comunità. La scuola è normalmente gestita da un’Associazione culturale senza fini di lucro. Tutti i costi di gestione devono trovare copertura attraverso quote scolastiche, donazioni o sponsorizzazioni e altri contributi. Sarebbe un sogno averne in Italia con quote abbordabili…. come più o meno è qui in Svizzera dove, tra gli asili privati, è il meno caro! 😉

Ecco i punti fondamentali della visione stineriana del gioco:
nel gioco, con l’imitazione, i bambini prendono coscienza della natura e del loro ambiente culturale. Giocando, essi riproducono tutto ciò che accade intorno a loro e così facendo vivono nelle qualità che permeano il mondo circostante. Con ciò, il gioco infantile pone le premesse per la futura comprensione del mondo.

“Afferrare” diventa “comprendere”. Per il bambino piccolo, che frequenta l’asilo, si parla di “com-prendere col gioco”: sperimentare con tutti i sensi, muoversi con tutto il corpo, essere attivo con mani e piedi. Da questo derivano la capacità di dominare i movimenti del corpo, di governare l’equilibrio, di sfiorare delicatamente e di afferrare saldamente qualcosa. E da questo nascerà più avanti l’esperienza autocosciente: posso plasmare il mondo perchè l’ho compreso.

Albert Einstein non aveva nessun dubbio sull’importanza della fantasia: “Se osservo me stesso e il mio modo di pensare, mi è chiaro che la fantasia è per me molto più importante della capacità di pensiero astratto”.

Come sviluppa il bambino questa forma di fantasia? La fantasia affiora nella vita di un bambino solo tra il secondo e il terzo anno di vita; a questo punto il gioco perde il suo carattere concreto e oggettivo. Il bambino non si accontenta più di battere sui piatti e sulle pentole, ora la pentola diventa una casa e il cucchiaio diventa una persona che vi entra.
Se si dà ad un bambino di due anni una scodella piena di sabbia e gli si dice che è una torta di compleanno, può succedere che il bambino cominci a mangiare la sabbia. Un bambino di tre anni invece ti guarderà e risponderà: “E’ solo un gioco, non è vero?”. Il bambino di quattro anni sa che è un gioco: comincerà ad ornare la sabbia con fiori e foglie e inviterà gli amici a una festa di compleanno. Il bambino a quest’età può prendere in mano le cose più semplici e farle diventare qualsiasi cosa desideri, per poterci giocare. Quindi, nel medesimo istante in cui il bambino comincia a pensare, si risveglia anche la fantasia infantile. E se pensiero e fantasia possono crescere e maturare insieme, si trasformano in pensiero creativo, un pensiero che affronterà il futuro in modo creativo.

Un bambino entra all’asilo poco dopo aver compiuto questo passo nel suo sviluppo interiore. Nel periodo dell’asilo la fantasia si trasforma.
All’inizio il bambino è quasi costantemente in movimento, ma a poco a poco si immerge sempre più nel suo gioco, che prende le mosse sempre da qualcosa che c’è intorno a lui. Il gioco non è programmato; l’interesse viene attratto da qualcosa, un tronco d’albero, dei legni da costruzione, una bambola, dei teli, e il gioco si sviluppa da sé.

I giocattoli più semplici sono i più stimolanti. Un’automobilina costruita nei minimi dettagli si lascia difficilmente trasformare in una barca. Al contrario alcune assi, un po’ di corda e un telo possono diventare una carrozza per i cavalli, un razzo e chissà cos’altro…Un ulteriore passo nello sviluppo della fantasia del bambino si manifesta nel momento in cui il gioco nasce da un’idea. Prima il bambino inventa il gioco, poi va a cercare le cose che gli servono per farlo. Affiora un elemento interiore che evolve gradualmente verso la “progettazione per immagini”. Lo spazio di gioco viene trasferito dall’esterno verso l’interno.
In uno studio condotto negli USA, Sara Smilanski ha indagato il rapporto fra il gioco creativo e pieno di fantasia tipico dell’asilo e il successivo comportamento dei bambini nella scuola, constatando che il gioco rafforza le capacità cognitive che si devono impiegare nella scuola. Oltre a ciò, i bambini “bravi” nel gioco dimostravano volontà di apprendere, empatia e capacità sociali. Nel suo libro “Childrens’ play and learning”, la Smilanski parla dell’importanza dei giocattoli semplici e non finiti e dei problemi legati ai giochi didattici oggi divenuti così popolari. (fonte:http://www.rudolfsteiner.it/scuola/gioco.php).

Ecco alcuni spunti di quello che qualsiasi genitore può fare per i propri figli:
– noi stiamo cercando di eliminare tutti i giochi di plastica, li sostituiamo con cose semplici, lenzuolini, presine di lana, bamboline di stoffa,pentoline piccole ecc.
– i contenitori per i giochi sono di paglia o legno
– molti libri illustrati a portata di mano
– pochi o pochissimi cartoni selezionati con cura, io adoro Krtek, ma lo vedo suolo su Youtube 😦 Non sono ancora riuscito a trovarlo in dvd, anche se una mia amica qui a Bellinzona (lei è slovacca) lo ha trovato e ha pure dei bellissimi libretti illustrati in modo adorabile! Qui però non si trovano… Dicevo, Krtek è una talpa che inventa e scopre mille cose, è un cartone senza parole e ha delle musichette adorabili! Ringrazio Jerko per avermelo fatto conoscere! 😉

Tutti possono comprenderlo e diverte tanto! 🙂 In generale tutte le famiglie qui in ticino non hanno la tv e non amano far vedere i cartoni ai loro piccoli, estremo ma condivisibile! Per me impossibile! 🙂
-costruire giochi di legno come questi trovati su Etsy.com, eccoli qui:


Molto carina, con quelle apine sul fiore e le bottigline sul tavolino…. 🙂

Fare questi pupazzini di legno e quelle sagome di alberi non richiede tanto tempo e lo si può fare colorandoli insime ai nostri bimbi! 🙂

Questi sono dolcissimi, perfetti per una bimba che sogna fate e boschi incantati! 🙂

Ogni mercoledì all’asilo Diana fa il pane insieme alla maestra e i suoi amichetti. Lo fa lei per davvero. Con strumenti simili a questi semplici mattarello e cucchiaio. Perchè non farli anche per lacasa? Noi li abbiamo e ogni volta che faccio i biscotti Diana corre e prende il suo piccolo mattarello e le sue mille formine!!! 🙂 Abbiamo animaletti, stelle, cuori, campanelle, coroncine ecc.

Questi deliziosi gnometti invece li ho trovato qui, sempre su Etsy.com. Anche Diana all’asilo ha mille di queste bamboline fatte a mano con la lana, la loro maestra si occupa di tutte queste cosine, per ogni compleanno i bimbi ricevono qualche sorpresa fatta a mano da lei! 🙂 Che dolce!!! Diana ha ricevuto due gattini, uno bianco e uno grigio chiaro. Li adora! 🙂

Tra le mille cose che si possono fare è anche un bel corso di Lana cotta, i bambini la adorano perchè al tatto risulta morbida e resistente. Guardate che belle cose ho scelto da questo shop.

Con la lana cotta gli steineriani fanno quadri molto particolari, senza contorni netti, morbidi e solari! Ecco un esempio.

Questo luminoso ed arioso paesaggio l’ho selezionato da questo meraviglioso shop. Ma se cercate sempre su Etsy.com “handmade wool fiber art” o “wool painting” viene fuori di tutto, solo cose belle e serene! 🙂 Provate! 🙂

Com’è dolce questo?! Questo shop vende cose particolarissime e molto molto ben fatte!

Qui (sopra e sotto) un’israeliana bravissima fa cose da sogno con la lana!

Ora vi saluto, via auguro buongiorno e vi rimando all’aggiornamento di questo post, dopo la riunione all’asilo Steiner!
Buone intenzioni ed azioni a tutti! 🙂