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primavera

“Certo che fa male, quando i boccioli si rompono.
Perchè dovrebbe altrimenti esistere la primavera?
Involucro fu il bocciolo, tutto l’inverno.
Cosa di nuovo ora consuma e spinge?
Certo che è difficile quando le gocce cadono.
Tremano d’inquietudine pesanti, stanno sospese,
si aggrappano al piccolo ramo, si gonfiano, scivolano,
il peso le trascina e provano ad aggrapparsi….
georgia o'keeffe
Allora, quando più niente aiuta,
si rompono, esultando i boccioli dell’albero,
allora, quando il timore non più trattiene,
cadono scintillando le gocce  dal piccolo ramo,
dimenticano la vecchia paura del nuovo,
dimenticano l’apprensione del viaggio,
conoscono in un attimo la più grande serenità,
riposano in quella fiducia
che crea il mondo.”
Poesia di Karin Boye
Il fiore in foto è un dipinto di Georgia O’Keeffe.
Grazie a Silvia che mi ha regalato questa breve poesia!
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amaro…

Oggi ospito un breve testo, uno sfogo, una riflessione un pò amara.
Lascio a voi immaginare chi sia l’autore.
Dico solo che sono molto orgogliosa di mostrarvelo!

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Oggi scrivo, scrivo perchè ho il cuore che mi scoppia.

Un amaro insipido in bocca. Quando il teatrino si blocca, la magia di mille plastiche scintillanti si alza e per un attimo dai nostri occhi vediamo l’orrore, l’orrore di una cultura abnorme che ci ha fagocitati. Violenta, volgare, insensibile e senza misericordia, ne siamo i genitori e i figli.

La frustrazione di un macingno che non si vuol spostare si nutre delle nostre lacrime ridendo della nostra ingenuità. Se la ride sapendo che pensiamo che la sofferenza ci eleverà verso chissà quale trasformazione ma sa benissimo che la nostra sofferenza è un concime delizioso per le nostre speranze e i nostri desideri fasulli ed inutili che ci riempiono i polmoni fin dalla nascita.

Vorremmo l’aria ma abbiamo paura di respirare, abbiamo paura che l’aria pura possa bruciarci dentro. Ma chi siamo noi? Nel silenzio mi chiedo spesso chi sono, nel buio delle mie palpebre avverto solo il respiro di un vuoto golem. Vittima di me stesso, un drogato di sofferenza che non riesce a smettere. Spero che la magia, si, la magia, quella di cui ci siamo scordati, di cui siamo talmente increduli che quando arriva abbiamo paura ad usarla, ci porti via –  un giorno.

Adesso basta, il cuore si sgonfia, la grassa terra è stata concimata e non vede l’ora di rifiorire in chimere spettrali e bellissime per ammaliarci un altro po’.

Iatka kali urta ergo herto mal tinuxis

 

 

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Vorrei farvi conoscere un bravissimo ceramista, Andrea Salvatori.
Devo dire che molte delle sue sculture irriverenti e decisamente ironiche, sono molto profonde e comunicative. Sarà che vedo la Gnosi ovunque?! 🙂 Vi tolgo la curiosità dandovi un’anteprima e per chi lo desidera vi invito a visionare il suo portfolio Andrea Salvatori in pdf.

Questa è Broken del 2006

Sweet dreams del 2011 ed un suo particolare, qui sotto.

Questa rosa schiacciata dal peso del masso è favolosa!
Spero che vi piaccia, a me sembra che col testo riportato all’inizio ci stia proprio bene! 🙂
Buona giornata di sole primaverile a tutti, raffreddati e non.